giovedì 26 maggio 2016

Accadde 48 anni fa oggi !

Mi chiamo Panari Giliano. Allora avevo 17 anni e con un mio amico  Giuliano,  andammo a Bologna a vedere il nostro idolo. 
Noi a quel tempo avevamo gia' un trio rock, io bassista e Giuliano chitarrista. 
Vedemmo il concerto pomeridiano e al rientro a piedi verso la stazione di Bologna abbiamo avuto una fortuna incredibile.
Lungo il percorso verso la stazione ad un certo punto, in un porticato poco piu' avanti di noi, abbiamo visto fermarsi un'auto.....dall'auto scesero Jimi, Mitch e Noel. 
 Incredibile. I tre si erano infilati in un piccolo hotel con l'entrata al lato di quel portico del centro e io e Giuliano, increduli, ci buttammo subito dentro la piccola lobby di quell'hotel del centro. 
Jimi era in piedi appoggiato al banco della reception, mentre Noel e Mitch erano seduti su poltrone. C'eravamo solo noi !!!!!!!!!!!!!!
A quel punto dicemmo a Jimi che eravamo stati al concerto ecc. Jimi si mise a ridere, ....poi gli chiedemmo se era possibile avere un autografo e lui senza problemi prese un piccolo fogliettino rettangolare dalla reception e ci fece l'autografo.
Quindi ci spostammo verso Noel e Mitch che pure loro, anche se erano stravaccati sulle poltrone, ci fecero gli autografi.
 Infine arrivano altri componenti del loro staff e ci siamo salutati con una stretta di mano a tutti e tre.
 Gli Autografi li conservo ancora adesso !!!!
Queste non sono balle !!!! Io e Giuliano abbiamo parlato la domenica 26 maggio 1968 con Jimi Hendrix!!!! Ovvio che al rientro al nostro paesello di S. Martino in Rio (RE) e poi alla nostra scuola di Correggio (ragioneria) raccontammo per mesi e mesi a cani e porci l'evento miracoloso!! 
Veramente un'esperienza indimenticabile......

Giliano Panari 64 years old.....




martedì 19 aprile 2016

...entrò Hendrix e il pubblico sembrava impazzito Roma 25 maggio 1968


In quei tempi avevo, in modo anticipato, finito il mio servizio militare.
 Avevo 21 anni, venni a conoscenza della musica di Jimi perchè in quel periodo i gruppi musicali italiani e stranieri andavano per la maggiore ed inoltre, anche per questo, molti ragazzi, in modo dilettantesco formavano gruppi musicali che suonavano poi nei piccoli locali di tutta Roma

Decisi di andare al Brancaccio perchè tra i miei amici di quel momento, ce ne era uno, Fabio Fasan, che suonava e cantava in un gruppo chiamato i "Naufraghi" e che seguivo sempre quando si esibivano in qualche locale. Il batterista del gruppo era Stefano D'Orazio, diventato poi il batterista dei "Pooh" dal 1971 al 2009.
Ricordo che Fabio mi propose di andare a sentire Hendrix, perchè, un suo amico, Ruggero (Stefani), che io avevo già sentito in altre occasioni, faceva parte del gruppo che si esibiva prima di Jimi, i "Fohlks".

 Al concerto, naturalmente ci andai con Fabio e con gli altri ragazi del suo gruppo
Sinceramente non ricordo se andai il 24 0 il 25, ma sicuramente era di pomeriggio. (ndr.  i Fohlks aprirono  i concerti della Jimi Hendrix Experience al Brancaccio solo il 25 maggio in quanto non erano previsti sul programma ma furono invitati da Hendrix stesso la notte prima al Titan Club dopo una jam session )
L'ambiente era infuocato, perchè tutti i partecipanti allo spettacolo,naturalmente, erano appasionati di quel genere musicale.

Dopo l'esibizione del gruppo in cui c'era Ruggero, finalmente entrò Hendrix e il pubblico sembrava impazzito.
 Lui sul palco era una presenza che immediatamente calamitò l'attenzione di tutti e ricordo che quando iniziò a suonare il primo pezzo, Fabio mi guardò esterefatto, quasi ipnotizzato.


 Mi ricordo che l'eccitazione non mi fece vivere l'esperienza in modo totalmente cosciente, anche perchè, in mezzo a tanta confusione già girava qualche spinelletto.

 Una cosa che mi colpì, perchè non mi era mai capitato di vederla, fu che ad un certo punto ebbi l'impressione che suonasse la chitarra con la bocca o i denti?.

Devo dire che ai miei occhi, gli altri membri del gruppo, in quel momento, sembravano figure di secondo piano, perchè lui riusciva con la sua musica ad accentrare tutta l'attenzione su di sè.

Quando uscimmo, alla fine del concerto, dal Brancaccio, ero totalmente stordito e per molti giorni con Fabio e gli altri continuammo a parlarne.
Sono passati, purtroppo, 48 anni e ancora conservo dei flash di quel pomeriggio incredibile.
Cosa mi è rimasto? risposta quasi retorica. Il ricordo dei miei 20 anni e la consapevolezza, a posteriori, di aver assistito ad un evento unico.

Giuseppe Gaetano