martedì 14 febbraio 2012

Jimi Hendrix e Freddie Mercury

Freddie Mercury, è il nome d'arte di Farrokh Bulsara (Stone Town, 5 settembre 1946 – Londra, 24 novembre 1991), è stato un cantante, compositore e musicista britannico di origini parsi e indiane.
Conosciuto da tutti come membro fondatore dei Queen, rock band britannica nata nel 1970 (della quale ha fatto parte fino all'anno della sua morte), viene ricordato per il talento vocale e la carica di sensualità che imprimeva nelle esibizioni dal vivo...

...Ma forse pochi sanno che Freddie Mercury era un fan hendrixiano della prima ora....

..Dopo aver trascorso gran parte dell'adolescenza in India con la nonna e la zia Sheroo Khory ed aver fatto ritorno a Zanzibar, nel 1964, all'età di 18 anni, dovette spostarsi con la famiglia in Inghilterra per via della rivoluzione di Zanzibar, che stava minando la stabilità politica del paese.
I Bulsara (la famiglia di Freddie) si stabilirono così in una piccola casa a Feltham, nel Middlesex, nei pressi dell'Aeroporto di Heathrow, vicino a Londra.
Freddie proseguì la sua formazione al politecnico di Isleworth (dal 1993 West Thames College).
Nella primavera del 1966 ottenne il massimo dei voti nell'esame di arte dell'Isleworth Polytechnic, punteggio che gli consentì l'ammissione al Ealing Art College di Londra; qui studiò "arte e design grafico", stabilendosi nel quartiere di Kensington, in un appartamento affittato da un amico nei pressi di Kensington Market.
In parallelo con i suoi studi, Freddie creò una linea di abbigliamento, scrisse brevi articoli per alcuni periodici londinesi e vendeva i suoi disegni prima dei maggiori concerti rock londinesi.


Mercury dimostrò sin da bambino un particolare interesse per la musica.
Dopo lo spostamento a Londra, iniziò a conoscere la musica dei maggiori artisti del periodo;tra i suoi cantanti preferiti vi erano Jimi Hendrix, John Lennon, Robert Plant e Elvis Presley.
Freddie non si perse nemmeno una delle esibizioni Londinesi di Jimi, si racconta che era sempre fuori in strada prima dei concerti a vendere i suoi disegni.

Uno dei disegni di Freddie

Poco dopo aver ottenuto il diploma presso l'Ealing Art College, Freddie si unì agli Ibex, una band di Liverpool influenzata dai Cream e Jimi Hendrix. Pochi giorni dopo il primo incontro con il gruppo, Freddie imparò a memoria tutti i brani presenti nel repertorio del gruppo; la sua prima esibizione in pubblico come cantante si tenne a Bolton il 23 agosto 1969.
Qui una breve registrazione veramente storica tratta da un concerto tenuto il 9 settembre 1969 al Liverpool Sink Club, in cui possiamo sentire un acerbissimo Freddie Mercury cantare Stone Free di Jimi Hendrix.

video

Di Hendrix, Mercury disse durante un'intervista:

« Jimi Hendrix is very important.
He's my idol.
He sort of epitomizes, from his presentation onstage, the whole works of a rock star.
There's no way you can compare him.
You either have the magic or you don't.
There's no way you can work up to it.
There's nobody who can take his place.
»

« Jimi Hendrix è molto importante.
È il mio idolo.
In qualche modo, riassume, con la sua performance dal vivo, tutti gli aspetti del lavoro di una rock star.
Non si può paragonare a nessuno.
O hai la magia o non ce l'hai. Nessuno può uguagliarlo.
Nessuno può prendere il suo posto.
»

per approfondire:

http://www.freddie.ru/e/bio/

domenica 11 dicembre 2011

La musica era tutto... testimonianza di Ugo Rapezzi


testimonianza di Ugo Rapezzi

In quegli anni ero un ragazzino che suonava la batteria.
La musica era tutto, vivevamo ascoltando i complessi rock anglosassoni che erano i nostri miti.
Registravamo tutte le canzoni che poi provavamo e suonavamo, le nostre fonti erano le più disparate, registravamo persino da radio Lussemburgo da dove trasmettevano le novità musicali inglesi ed americane..

Erano gli anni sessanta e a Bologna, grazie ai numerosissimi locali e alle feste dell’unità, si trovava sempre da suonare e guadagnare qualcosa. Collaboravo con varie band locali tra cui i Cry Sound di cui faceva parte Charlie Rocketto. (Seppi poi che lui registrò il concerto di Jimi Hendrix al palasport.)

Quella del batterista diventerà in seguito la mia professione.
Ho girovagato per vent'anni come batterista nelle balere e nei night.
Ho scritto, in collaborazione con altri, canzoni incanalate nell'area "demenziale" bolognese, ho anche collaborato con Orietta Berti, gli Skiantos, Lucio Dalla.
Come cantautore ho pubblicato due album:
"RAPEZZI" un Qdisc nato con l'aiuto di Lucio Dalla e Sergio Bardotti e "ARRIVANO I NOSTRI" prodotto da Luca Carboni e Mauro Malavasi.
Per ogni album ho scritto e rappresentato uno spettacolo con implicazioni teatrali.
Ho composto la canzone "SPIDER" e l'ho cantata in duetto con Luca Carboni nel suo album "DIARIO CARBONI".
Fra poco riprenderò le incursioni musicali con il mio nuovo spettacolo di canzoni e narrazioni dal titolo: "ELEKTRICUS IL PIANETA ELETTRICO".

Gran parte delle mie canzoni, dei miei video e delle mie partecipazioni televisive si trovano sulla mia bacheca Fb e su Youtube.
………………

Ad ogni modo, tornando a quegli anni, seppi della musica di Jimi Hendrix da amici, era uno dei nostri miti.

Quando vidi i manifesti in città che annunciavano il suo concerto al palasport, decisi subito di andarci, avevo visto tutti i concerti del periodo e non volevo perdermene uno, men che meno la Jimi Hendrix Experience .

Mi ricordo che al palasport ci dovevano essere due spettacoli io andai con gli amici al concerto pomeridiano.
Era una domenica calda e quel giorno ero vestito con una camicia con la bandiera inglese (anche se lui era americano) e pantaloni a fiori.
Non c’era molta gente ad assistere al concerto di Jimi Hendrix, peccato perché avrebbe meritato di più.
Non ricordo molto altro del concerto anche perché devo dirti che ascoltai più Mitch Mitchel (il batterista) che Jimi, posso dire con certezza che fu comunque il secondo miglior concerto della mia vita.
Il primo rimane quello di Paul Mc Cartney. (Quello del 1976 a Venezia e quello del 2011 a Bologna)

venerdì 11 novembre 2011

Un festival per il compleanno di Jimi Hendrix

Happy Birthday Jimi!
Free Jimi Hendrix Festival

Bloom di Mezzago(MI)

Via Curiel, 39 Mezzago (MI)

27 Novembre 2011
dalle ore 18,00

Ingresso Libero



La sera del 26 novembre 1942, Lucille Jeter accompagnata dall'amica Dorothy Harding si recò al King County Hospital di Seattle in preda alle doglie.
Il giorno seguente (27 novembre) alle dieci e un quarto della mattina, dopo un lungo e difficile travaglio,la diciasettenne Lucille diede alla luce un bambino del peso di tre chili e sei etti circa.
Il piccolo aveva moltissimi capelli, occhi grandi, un colorito pallido come la madre e un sedicesimo di sangue Cherokee nelle sue vene.
Lucille lo chiamò Johnny Allen Hendrix, nome che poi sarebbe mutato in James Marshall Hendrix e in seguito, conosciuto da tutti come JIMI HENDRIX.

Se Jimi fosse ancora tra noi, adesso compirebbe 69 anni e chissà dove il suo spirito libero avrebbe condotto la musica.... chissà... ma credo che, se così fosse stato, sicuramente molte cose del panorama musicale odierno sarebbero diverse.
In pochi anni di carriera Jimi Hendrix ha rivoluzionato il modo di suonare e intendere lo strumento
Ha influenzato generazioni di chitarristi e il suo genio ha ispirato moltissimi musicisti in tutto il mondo.
Ancora oggi la musica di Hendrix affascina come 40 anni fa e ancora molti sono i suoi fan anche tra i giovanissimi.

Per questo il 27 Novembre prossimo al Bloom di Mezzago (MI) , storico locale rock del milanese, si festeggerà il compleanno di Jimi Hendrix con una serata interamente dedicata al grande mancino di Seattle.

Sono invitati TUTTI gli hendrixiani d’Italia!!!

Vi parteciperanno gruppi e musicisti da tutta la penisola, inoltre direttamente dall'Olanda, il grande conoscitore hendrixiano e affermato musicista Rudy Kronfuss, ma non solo.....

Comunque qui di seguito una breve descrizione dei gruppi e artisti che si esibiranno:

GYPSY RAINBOWS

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Simone Galassi modenese, eclettico axeplayer, il Jimi da lui preferito è quello dei primi del 67, veloce allegro e rombante, ha nel repertorio brani poco rivisitati come Drivin south, Wait until tomorrow....etc-...

Enrico Menabue bandiera chitarristica modenese, capisce che al buon solista hendrixiano quel che manca è un chitarrista che suoni il basso, e lui fa proprio questo.

Marco Soverini bolognese è il Mitch Mitchell della situazione.

Con loro ospite d’eccezione ci sarà:

GAETANO SORRENTINO

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Gaetano è il Jimi Hendrix di Ponticelli (NA), perchè oltre ad essere un grande hendrixiano, un vero "keeper of the flame", è anche un chitarrista dallo stile molto personale che trasmette al sound di Jimi il calore del Vesuvio e la spontaneità partenopea.

VOODOO GROOVE


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Tributo veronese al magic boy di Seattle, band attiva da un decennio, i Voodoo Groove si distinguono per ricreare lo stile musicale e sonoro caratteristico dei live di Hendrix post Band of Gypsys.
All'inizio di quest'anno sono stati ospiti della trasmissione televisiva "Battle of the bands".

Silvio Grando (chitarra & voce), Nicola “Bisciu” Righetti (Jazz bass) e Francesco "Zanze" Salandin (batteria).

ADALBERTO ZAPPALA'

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Forse qualcuno entrando nel sito di Adalberto si chiederà "ma che c'azzecca un maestro di yoga e di sitar con la musica di Jimi Hendrix?"
.... Ebbene, per chi non lo sapesse, lui è un' hendrixiano di ferro, uno di quelli della prima ora. Quando s' "innamorò" di Jimi era il lontano 1967 e ancora oggi trova ispirazione nella sua musica.
Adalberto è un vero artista , un grande musicista eclettico con una lunga carriera alle spalle.
Le sue esperienze musicali spaziano tra i generi più disparati, dalla collaborazione con i "Fratelli La Bionda" negli anni '70, alla musica musica celtica e quella indiana di adesso.
Ma Adalberto ha sempre Jimi nel cuore e in questa serata gli renderà omaggio interpretando alcuni brani in maniera acustica esaltando le armonie hendrixiane.

VOODOO CHILE

E' un quartetto elettrico / semiacustico di Milano attivo da più di 20 anni, che rivisita in chiave personale e melodica i pezzi del grande chitarrista mancino cercando, secondo lo spirito di Jimi, di esplorare nuove opportunità musicali anche collaborando con musicisti che suonano strumenti che apparentemente hanno poco a che fare con le classiche sonorità hendrixiane e reinterpretando così la musica di Hendrix in chiave inedita.
Da ricordare le esibizioni con Dino Pelisserio (flauto) oppure quelle con Alberto Marsico (hammond).
I pezzi di Jimi vengono in questo modo miscelati con una dose maggiore di blues e alleggeriti dalla psichedelia elettrica in modo da porre in evidenza l'affascinante tecnica compositiva e la dolce melodia hendrixiana creando un atmosfera acustica ed evocativa dei mitici anni 60.
Da ricordare anche la loro collaborazione col compianto Noel Redding.
I VODOO CHILE sono : Osvaldo Licciardi alla chitarra acustica ed elettrica,
Umberto Longhi chitarra acustica e voce,
Roberto Marra Basso elettrico
Jamiro Quaini batteria/ congas e percussioni.

RUDY KRONFUSS


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Nasce a Vienna da una famiglia di musicisti da cui riceve un background classico.
Inizia a suonare la chitarra all’età di 13 anni e quando vide in concerto Jimi Hendrix nel 1969, ne rimase fulminato.
A 17 anni forma il suo primo gruppo con cui compone le sue prime canzoni e poco meno che ventenne le sue composizioni raggiungono una certa notorietà tanto che alcuni suoi brani entrano nelle classifiche delle radio austriache.
Nel 1974 mentre si esibisce in tour in Olanda con il suo gruppo decide di trasferirsi li dove poi continuerà la sua carriera.
Nel 1984 completa con successo i suoi sei anni di studio di chitarra jazz al Royal Conservatory di Hague mentre nel 1994 si diploma in composizione e arrangiamento al conservatorio di Rotterdam.
Dal 1984 ad oggi insegna al "GLOBE" Central Music School di Hilversum (Olanda).
Rudy oltre ad essere un grande artista è anche un esperto hendrixiano che collabora attivamente alla ricerca di testimonianze, registrazioni e quant’altro riguardo a Jimi.

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Tra le esibizioni delle varie band ci saranno delle performance artistiche sulle musiche di Jimi Hendrix delle ragazze della scuola di danza di Marinella Marchiori.
Forte di un esperienza più che ventennale nel campo della danza classica e moderna, il corpo di ballo di Marinella Marchiori propone da oltre un anno energiche coreografie su alcune delle più belle canzoni della produzione hendrixiana, sottolineando come questa musica non sia solo "cibo" per le orecchie, ma per tutto il corpo.
Lo stesso Hendrix durante gli show, forse ereditando la passione dei genitori (entrambi abili danzatori di jitterbug), usava muoversi al ritmo scatenato del proprio sound, abbracciando la chitarra come sua partner ideale

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Durante tutta la kermesse saranno esposte le opere di soggetti hendrixiani del Maestro modenese Franco Ori.

Enzo Gentile (giornalista, scrittore, critico musicale) e Roberto Crema (curatore di codesto blog) parleranno di chi?
Ma ovviamente di Jimi!!!!

… E poi se non bastasse verranno proiettati dei filmati per la maggior parte INEDITI!!! Vedremo Jimi passeggiare per le vie di Parigi nel 1967 (non è il solito filmato b/n che gira su youtube), un’inusuale Purple haze e Wild thing a Ipswich, oppure una Dolly Dagger alle Hawaii e altro...

L’ingresso è gratuito

Quindi adesso dateve da fà, movete er culo e venite numerosi!!!


mercoledì 19 ottobre 2011

La verità sulla morte di Jimi Hendrix !!!

Until We Meet Again:
The Last Weeks of Jimi Hendrix

- by Caesar Glebbeek

In questa nuova pubblicazione (A4; 52 pagine, lingua inglese) viene finalmente raccontata la verità circa le ultime settimane di Jimi su questa terra.

Caesar ha svolto qui una ricerca meticolosa ed accurata come suo solito ed è andato a frugare negli archivi dell'ospedale dove è morto Jimi, ha intervistato chi lo soccorse e chi gli fu vicino nei suoi ultimi giorni.
Nel libro si demitizzano tutte le sciocchezze che sono circolate sulla sua morte in queste quattro decadi passate.

* Jimi fu ucciso dal suo manager: No!
* Jimi ha mischiato sonniferi con alcool? No!
* Jimi morì nell’appartamento del Samar
kand Hotel: No!
* Jimi era morto già da ore prima che arrivasse all’ospedale: No!
* Jimi era coperto di "vino rosso"quando arrivò all’ospedale: No!



Qui un esempio di una lunga lista di cazzate pubblicate sul soggetto per 41 anni:

secondo la mente arrugginita del Dr. Bannister (...e qui ci sarebbe da raccontare chi è questo EX dottor Bannister):
" la camicia di Jimi, all’arrivo in ospedale era inzuppata di vino rosso e vomito.... Nei suoi polmoni c'erano litri di vino rosso"
…e qui c’è un problema caro dottore, quanto al vino ci ritorneremo dopo... ma Jimi non indossava nessuna camicia!!
Jimi invece era nudo.
L’infermiere dell’ambulanza che soccorse Jimi, un certo Reginald Jones, scrisse nel rapporto (ufficiale):
C’era un tizio di colore che giaceva sul letto, non avevo idea di chi fosse ed era completamente svestito.”

Un altro eclatante esempio di cialtroneria è l’intera storia di James “Tappy” Wright (roadie per The Animals e occasionale tirapiedi per Michael Jeffery) in cui afferma che Jimi fu “ucciso dal suo manager” è pura fantasia, come ha debitamente confermato Bob Levine il produttore americano di Jimi...

Secondo Wright, Jeffery gli avrebbe raccontato la seguente storia:
…ero a Londra la notte in cui morì Jimi, e insieme ad alcuni amici del nord andammo nella stanza d’hotel di Monika [sic… era un appartamento], ci eravamo presi una manciata di pillole che poi gli abbiamo ficcato in gola, in seguito abbiamo svuotato alcune bottiglie di vino giù per la trachea... Ho dovuto farlo.
Jimi valeva più da morto che da vivo....


James Wright continua :
“…dopo la morte di Jimi, Mike fu in grado di raccogliere 250.000 $ dollari per pagare Leo Branton, il curatore della Jimi Hendrix Estate’s, e comprare la parte di quota di Jimi sugli Electric Lady Studios. Appare poi chiaro che i $2 milioni di dollari dell’assicurazione sulla vita di Jimi, incassati da Mike, lo abbiano salvato dai debiti

Tutte stronzate, pura fantasia

1
Jeffery era a Majorca, Spagna, quando Hendrix morì a Londra –come confermato da Bob Levine, Jim Marron, e Trixie Sullivan.

2
Come facevano gli “assassini” a sapere dove alloggiava Jimi? Il solo indirizzo conosciuto di Jimi era quello ufficiale, cioè il “Cumberland Hotel” ma da dopo il 14 Settembre 1970 non ci ha più dormito perché nel frattempo si era trasferito nell’appartamento di Monika Dannemann al Samarkand... Nessuno del management di Jimi sapeva dove stava dal 15 Settembre in poi.

Les Perrin (publicista inglese di Jimi) riguardo quei giorni:
semplicemente scomparve. Abbiamo cercato di rintracciarlo senza alcun successo…

3
Come hanno fatto gli “assassini” a entrare nell’appartamento al Samarkand?
Nessun segno di effrazione è stato rilevato dalla polizia (nota: le finestre dell’appartamento che si affacciano sulla strada erano già dotate di un sistema d’allarme).

4
Come hanno fatto a forzare in gola a Jimi una manciata di pillole e alcune bottiglie di vino rosso?
Dove sono i segni di lotta sul corpo di Jimi (nota: forse che il patologo dr. Donald Teare non ha visto i lividi sul corpo)?
Bisogna sapere che Jimi nonostante la magrezza era abbastanza “forzuto”, un esempio:
Il 4 gennaio 1968, all’“Hotel Opalen” a Göteborg, Svezia, Jimi si incazzò e andò fuori di testa, ruppe tutto quello che c’era da rompere nella stanza e per bloccarlo ci vollero ben 3 persone.

5

Che tipo di pillole fecero ingoiare a Jimi? avevano del Vesparax?
Che bizzarra coincidenza, qualcuno di loro si vede era stato recentemente in Germania a comperarlo visto che lo vendevano solo là!

6
Dov’è la prova che hanno versato il contenuto di alcune bottiglie di vino rosso giù per la trachea di Jimi?
(nota: forse che il patologo dr. Donald Teare si è dimenticato di scriverlo sul reperto autoptico come i lividi del resto, visto che lì di vino rosso ed ematomi proprio non se ne parla)

7
Dov’era Monika Dannemann mentre gli “assassini”commettevano il loro crimine?
Forse che era in cucina a preparargli il tè?
Io l'ho conosciuta Monika ed era una donna dolcissima, non era certo una complice o un'assassina, era ed è rimasta sinceramente innamorata di Jimi.
La sua versione dei fatti è sempre rimasta tale e quale non l'ha cambiata parecchie volte come Eric Burdon o altri.

8
Dove sono i $2 milioni di dollari dell’assicurazione sulla vita di Jimi che Mike si sarebbe intascato?
Non ci sono. Semplicemente non esistono!
La sola assicurazione che Jimi aveva è stata stipulata con Michael Jeffery e Chas Chandler nel Maggio 1968 ed era di $1 milione, ma il giorno che Michael Jeffery morì (5 Marzo1973) non era ancora stato pagato un centesimo. Michael morì senza lasciare volontà se poi in seguito sia stata pagata e quanto al padre di Mike, Frank Jeffery, non si sa.

Ad ogni modo, Mike Jeffery non ha mai usato i soldi dell’assicurazione di Jimi “per salvarsi dai debiti” per la semplice ragione che non li ha mai avuti.

*
Un’altra stronzata sulla morte di Jimi è quella che si vuole raccontata da Walter Price, infermiere al St. Mary Abbots Hospital, il quale disse :
Jimi non fu nemmeno ammesso al pronto soccorso. Fu portato direttamente alla morgue.

In realtà il Dr. Martin Seifert che era il rianimatore che si occupò di Jimi (lo dicono gli atti ufficiali non è un sentito dire).:
Quando ci portarono Jimi era ancora vivo ed è per questo che abbiamo lavorato duramente e a lungo su di lui per tentare di rianimarlo, se fosse arrivato già morto non ci sarebbe stato motivo per farlo.
Anche il secondo infermiere dell’ambulanza che soccorse Jimi, John Suau, dice:
Il paziente era incosciente ma sicuramente ancora vivo....

9 o 10 compresse di Vesparax da sole possono essere sufficienti a provocare un avvelenamento letale ed è per questo che Jimi morì.
Se fossero state qualcuna di meno sarebbe sopravissuto ma ne aveva prese 9 e con queste uno è morto 3-4 ore dopo -garantito...
Così, no FBI, no cover up, no assassini, nessuna cospirazione–solo il povero Jimi che voleva dormire per due giorni di fila e visto che ogni tavoletta di Vesperax lo faceva dormire 4 ore ha fatto il calcolo e ne ha prese 9.

Tutto qua!

Se volete sapere tutto nei particolari, vedere foto inedite e documenti ufficiali ordinate qua il libro, è veramente interessante!

http://www.univibes.com/

C. G.

sabato 1 ottobre 2011

III. International Jimi Hendrix Festival Vienna 2011 ( Part 2)


Come promesso vi racconteremo come è andata a Vienna.....
Beh che dire? Senza parole, a parte l'ottima accoglienza, l'evento è stato una bella festa con un'ottima scelta di musicisti provenienti da tutta Europa che si sono alternati sul palco in una maratona che è durata dalle otto di sera alle quattro di mattina del giorno successivo.
Ogni musicista ha eseguito solo pezzi di Jimi e per tutta la durata nessuno ha suonato lo stesso brano, quindi non si sono sentite due versioni di Hey Joe o Purple haze o altro, tutti brani diversi.

Sul palco tante Stratocaster, Marshall bollenti, amplificatori urlanti e musicisti fradici di sudore che tiravano fuori l'anima dal loro strumento per la gioia del pubblico composto da più di un centinaio di entusiasti e sudatissimi fan hendrixiani che riempivano il piccolo locale viennese.

I primi a suonare sono stati gli svizzeri "Electric church experience". Il gruppo è formato dal chitarrista Enrique Casal, Dominic Bonvin al basso e Sidney Jagl alla batteria.
Inutile dire che sono veramente tosti, l'atmosfera si è subito incendiata, lascio a voi giudicare ...








Si è poi esibito Stan Skibby e per chi non lo conoscesse è un chitarrista di Chicago che da qualche anno vive in Francia.
Suona mancino e come Jimi usa una Stratocaster con le corde sottosopra (vedere per credere) e nel suo curriculum vanta numerosissime collaborazioni con star internazionali.
Sebbene lui lo neghi la rassomiglianza a Jimi è impressionante.
E' vero Hendrix portava i capelli alla afro mentre Skibby ha i dreadlocks, inoltre i vestiti sono diversi però è innegabile la similitudine... Probabilmente Stan suona con la stessa passione e cuore di Jimi e per questo probabilmente sul palco si crea l'illusione di vedere Hendrix suonare.
Quanto alla tecnica poi è stupefacente .
Già a questo punto della serata il pubblico era totalmente giù di testa.







E' stato poi il turno dei bravissimi e simpaticissimi "Feedback Family"dalla Svezia che ci hanno portato il loro sole di mezzanotte.
Il chitarrista Greger Jansson è un maestro dello strumento... accompagnato dai suoi fedelissimi ci ha scaldato con il fuoco hendrixiano, chi avrebbe detto che nelle fredde terre della Scandinavia ardesse un simile fuoco.
non ci sono parole, guardate e ascoltate da voi.








A rappresentare l'Italia c'era il nostro Fulvio Feliciano che è stato affettuosamente sopranominato "guitarrero".
Starebbe a significare qualcosa come "guerriero con la chitarra"... ed è un bel riconoscimento,
Fulvio è veramente un guerriero nonostante le avversità (problemi tecnici) ha combattuto e si è fatto onore.
Il suo stile è stato parecchio apprezzato tanto che ha avuto il previlegio di essere accompagnato per alcuni brani da Stan Skibby alla batteria.








Infine nel cuore della notte ... Yildirim Fakilar Band.
Sebbene fosse tardi nessuno di noi era stanco tanto era stata fino allora la qualità della musica e Yildirim con il suo gruppo ci ha dato un'ulteriore carica.
Durante il suo set è stato dapprima raggiunto dal noto chitarrista austriaco Helmut Bibl e successivamente dalla bellissima e bravissima Alexandra Houdjiakova e dall'incredibile Courtney Jones con il suo magico strumento.








Il festival è finito con un'adrenalinica "Wild thing" che purtroppo non sono riuscito a riprendere (mi si erano scaricate le batterie della videocamera).
Spero che qualcun altro lo abbia fatto e che presto lo carichi su Youtube perchè Yildirim oltre che aver suonato un'ottima versione della canzone ha preso e ha veramente dato fuoco alla chitarra davanti ad un pubblico oramai in trance.


Foto di Salvatore Sal Yas

Foto di Ernst Hofbauer

La domenica pomeriggio con un po' di malinconia ci siamo salutati tutti ma eravamo felici di aver fatto parte di un evento memorabile e ci siamo ripromessi di ripeterlo al più presto in qualche altra parte d'Europa.
Mi piacerebbe qua in Italia.... chissà



martedì 13 settembre 2011

The Second Italian JIMI HENDRIX DAY 41st Anniversary Celebration



DOMENICA 18 SETTEMBRE 2011 - dalle 17.30 alle 24.00
presso "LA NAVE DI HARLOCK" a BRESCIA al Parco Ducos Due in località SAN POLO

Concerto non-stop di grandi chitarristi… Con fantastiche Jimi Hendrix tribute bands Ospiti – mostre – dischi – foto- video - libri e tanto ancora!!

Il secondo JIMI HENDRIX Day, organizzato da Beatlesiani d’Italia Associati & Friends per celebrare con un grande concerto il 41° anniversario della misteriosa scomparsa del grande chitarrista americano nato a Seattle il 27 novembre 1942 e scomparso a Londra il 18 settembre 1970, a soli 27 anni, si terrà a Brescia dalle ore 17.30 in poi, Domenica 18 Settembre presso "LA NAVE DI HARLOCK" adiacente al Parco Ducos Due in località SAN POLO con il Patrocinio del Comune, e della Provincia di Brescia e della Circoscrizione Est.
E' doveroso ricordare il coinvolgimento dei fantastici musicisti cultori del grande Jimi che hanno già dato la loro adesione, delle Hendrix Tribute-Band e degli Ospiti che verranno a Brescia da tutta Italia, e non solo, per partecipare gratuitamente, oltre che alla celebrazione del mitico ed insuperato Jimi Hendrix, anche per sostenere le cause umanitarie di alcune associazioni presenti: UNICEF il Fondo dell’ONU per l’infanzia, ESSERE BAMBINO l’Associazione che s’interessa dei piccoli sieropositivi, presso la Clinica Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia.
Sono attesi moltissimi ospiti:
Abbiamo invitato i personaggi più significativi appassionati o coinvolti nelle storia di Jimi Hendrix in Italia Albertino Marozzi che suonò con Jimi Hendrix al Titan di Roma nel 1968, poi Omar Pedrini, Kevin Magliolo Trio, Giancarlo Pedrazzi, The BeaTops, Tristano Giambelli & Alex+Eddie Battisti, Piergiorgio Cinelli, Paolo Siani (batterista e fondatore della Nuova Idea), Mattia Foina & Friends, Andrea Arat, White Cream, Mauro Pagani, Red Ronnie, Gaetano Sorrentino, Giorgio Cordini & Wha Wha Band, Carlo Verdone, Alberto Radius, Alex Britti, Tolo Marton, Ricky Gianco, Alberto Fortis, Andrea Braido e tanti altri che se non potranno essere presenti di persona, come lo scorso anno potranno intervenire telefonicamente o in video conferenza.

E’ previso anche un collegamento da Vienna con Roberto Crema fondatore di “Jimi Hendrix Italia” che testimonierà in diretta il grande evento che contemporaneamente al nostro sarà dedicato a Jimi Hendrix nella capitale austriaca.

Saranno stati mostrati e commentati, nel corso di un dibattito prima del concerto, tutti i libri “hendrixiani” recentemente pubblicati: “JIMI SANTO SUBITO!” di Enzo Gentile; “DELITTI ROCK” di Ezio Guaitamacchi in cui sono contenute 200 indagini sulle scene di crimini veri o presunti: da Robert Johnson a Michael Jackson è analizzata la controversa “fine” di Jimi Hendrix. L’edizione televisiva di Delitti Rock sta andando in onda su RAIDUE in questi giorni.



Di recente pubblicazione, riproponiamo l’attenzione sul libro “JIMI HENDRIX IN ITALIA 1968” di Cesare Glebbeek & Roberto Crema, contiene foto inedite di qualità eccezionale, articoli ed osservazioni “di razza” che ne fanno un documento imperdibile sull’unico meteorico tour italiano che toccò Milano, Roma e Bologna.
Nel corso dell’Hendrix Day saranno proiettati spezzoni “hendrixiani” del film “MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO INCONTRATO” con Carlo Verdone, grandissimo appassionato di Jimi Hendrix e pure BAO “Beatlesiano Associato Onorario”. Nel film l’attore romano impersona un critico rock alla ricerca di notizie su Jimi Hendrix…
Sarà allestita una mostra iconografica di Jimi Hendrix a cura di Paolo Mucciarelli e una esposizione di Quadretti Hendrixiani dipinti da Matteo Viceconte.

L’esposizione di chitarre: “Dai Beatles a Jimi Hendrix passando dai Rolling Stones” sarà curata da Gianfermo Cadei e Nicola Bignami di “Rollingcaster” apprezzate soprattutto le Fender “hendrixiane”.

Presenta Emi Baronchelli
Cibo Anglo Americano sarà cucinato e servito per tutta la durata della kermesse nella Nave di Harlock! (meglio prenotare il tavolo)
Ingresso Libero.


Perché un beatlesiano organizza il Jimi Hendrix Day???

Ho pensato di organizzare il Jimi Hendrix Day perché tanti anni fa, quando suonavo la chitarra, come “solista”, nei Some Souls, un gruppo pop di cinque amici amanti del Blues e del Rock, alla fine di una calda serata del venerdì 15 settembre 1967 (eravamo ancora ubriachi di Sgt Pepper’s dei Beatles e della loro fantastica “Summer of Love”), quando il nostro cantante tolse da un’interessante busta colorata un LP e lo mise sul giradischi e disse: “Sentite come suona questo qui!...” Fin dal primo brano il nostro stupore aumentava e alla fine del disco restammo tutti annichiliti…! Avevamo sentito per la prima volta Jimi Hendrix con il suo favoloso album “Are You Experienced” con etichetta Barclay.
La mia carriera di solista finì quella sera, avevo capito che suonare così mi sarebbe stato complicato, ma pur continuando a suonare come chitarrista “ritmico” (hobbista) altri generi, (quello dei Beatles mi aveva insegnato a suonare la chitarra), divenni un appassionato estimatore di Jimi Hendrix al punto di sentire tutto ciò che registrava su vinile e andare a sentirlo in concerto “live” pochi mesi dopo, a Milano il 23 maggio 1968, durante quella breve, ma indimenticabile tournèe, (organizzata, tra l’altro, da Leo Wachter già impresario dei Beatles nel ’65) che in 5 giorni toccò anche Roma e Bologna.
Dopo più trent’anni avevo anche scoperto con piacere di essere stato fotografato casualmente sul palco di Jimi Hendrix, accanto ad un suo amplificatore Marshall durante il movimentato concerto milanese al cosiddetto Piper in Parco Sempione. In quell’indimenticabile occasione, aiutai Noel Redding ad allacciare la cinghia del basso che si era sganciata durante l’esecuzione di una scatenata Stone Free. Custodisco, infine, gelosamente, una versione “live” del concerto di Bologna, registrata e donatami da un amico, ma non è proprio tutto…
Rolando Giambelli – Dir. Art.

JIMI HENDRIX E I BEATLES - Il 4 giugno 1967 Jimi Hendrix suonò la canzone dei Beatles “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dal vivo al Savile Theatre in Shaftesbury Avenue a Londra soltanto tre giorni dopo che il disco era stato presentato al mondo il memorabile 1° giugno. Fra gli spettatori c’erano Paul McCartney e George Harrison. Con loro c’era anche il manager dei Beatles Brian Epstein che aveva affittato il teatro. Un’altra versione “live” di Sgt Pepper’s registrata da Hendrix durante il Isle of Wight Festival, fu inserita nell’album postumo: Blue Wild Angel: Live at the Isle of Wight. Inserisci link
I Beatles erano fans di Jimi Hendrix, soprattutto Paul che in tutti i suoi concerti spesso accenna a qualche accordo delle celeberrime hendrixiane Foxy Lady o Purple Haze come ha fatto anche recentemente in occasione del concerto del 14 giugno proprio all’Isola di Wight.
SITO HENDRIX + SGT PEPPERS SAVILE THEATRE
http://fifthbeatle.proboards.com/index.cgi?board=otherbrianpeoplebeatles&action=display&thread=802


THE BEATLES MUSEUM è aperto presso il Museo della Mille Miglia in Viale della Rimembranza 3 – S.Eufemia – Brescia – tel. 030 3365631

Ingresso Libero.

BEATLESIANI D’ITALIA ASSOCIATI Brescia 13 settembre 2011


INFO:
B.D.I.A - www.thebeatles.it

BEATLESIANI D’ITALIA ASSOCIATI – www.beatlesiani.com
Via Biseo 18, 25100 Brescia.
Tel. 0039 (0) 30 30 30 92 – fax 0039 (0) 30 30 69 19 - MOBILE 0039 (0) 336 41 19 14
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