domenica 22 giugno 2008

I miei ricordi Maggio 1968


Nel maggio 1968 non avevo nemmeno 10 anni (li avrei compiuti di li a qualche mese).
Mi ricordo di Jimi per via del poster del concerto di Milano.
La città ne era tappezzata e non so perchè ma il suo sguardo mi inquietava, lo credevo una specie di stregone .... Non avevo idea di chi fosse, tanto meno che facesse musica.
Che fosse un musicista lo appresi poche settimane dopo dall'articolo apparso sul settimanale "Sogno".
Mio padre ci riunì tutti in cucina per leggerci di questo strano personaggio che girava con una valigia piena di bigodini.
...."Certo che sono strani questi hippy"...... Così pensai e risi di gusto al ricordo di quanto invece mi ero impressionato per la figura di quel poster, immaginavo chissà chi fosse ed invece era un personaggio così buffo.

LE RAGAZZE IMPAZZISCONO PER IL BRUTTO CON LA PERMANENTE.
(Da SOGNO del 23 giugno 1968 articolo di Paolo Valente)

Jimi Hendrix era giunto in Italia preceduto dalla fama di brutto e di conquistatore di ragazzine.
Fama meritata da quello che si è potuto vedere. Brutto lo è, eccome! Ma proprio brutto forte, con tanti capelli tutti aggrovigliati che gli scendono sulle spalle facendone una novella medusa.
Come se non bastasse ci sono anche un paio di baffi che fanno risaltare ancor più le grosse labbra.
La realtà è che le ragazzine impazziscono.
A Milano sembrava di essere ritornati ai tempi doro dei "Beatles": svenimenti, urla isteriche, sguardi trasognati.
Quando Jimi accompagnato dalla sua chitarra si scatena, dai movimenti e dalla voce sprizza una sorta di magnetismo animale, dal potere quasi ipnotico. Sì, basta sentire la sua voce per restarne conquistati, affascinati, anche se è un fascino simile a quello che prova un coniglio di fronte a un serpente boa.
Che tipo può essere un ragazzo così?
E' completamente diverso da quello che sembra: timido, gentile, beneducato, sempre disposto a scambiare due parole con chiunque.
Vedendolo non si direbbe ma ha una cura quasi maniaca della propria persona.
Fa il bagno tre o quattro volte al giorno, e altrettante si lava i capelli.
Viaggia con una sacca colma di "bigodini" per mantenere la permanente, e di pomate, pomatine, lozioni, creme e profumi.
Un beaty-case da fare invidia ad una diva che sente passare gli anni e deve mantenere lo stesso il fascino giovanile.
Accanto a lui compare regolarmente, irritante e presuntuoso, il chitarrista del complesso Noel Redding: bianco, magrissimo, porta i capelli acconciati allo stesso modo del suo capo.
Appena sceso dall'aereo la gente che era convenuta per ricevere il cantante si è data di gomito: "Si è portato anche un'amica. Magrolina però, e anche brutta. Bè, non è che lui sia bello... ma con la fama che ha, si credeva che avesse a disposizione articoli migliori".
La ragazzina magra era Noel Redding, il quale, non autorizzato, si è assunto la parte del divo: giungendo in ritardo, facendo i capricci e decantando le proprie doti.
Questo simpatico individuo ha un solo difetto: suona benissimo la chitarra.
Jimi Hendrix, dopo aver cantato i suoi pezzi famosi, Hey Joe e Burning of the midnight lamp, al Piper di Milano, si è trasferito al teatro Brancaccio di Roma per un'altra esibizione.
Le scene di fanatismo collettivo si sono ripetute, forse su scala maggiore.
Poi, mentre le ammiratrici lo attendevano al varco all'uscita, il cantante è sgusciato da una porticina laterale e ha voluto fare il giro di Roma "by night".
Quando è arrivato al Pincio, meta obbligata di ogni turista degno di tal nome in visita alla capitale, Jimi il "mostro", Jimi il "conquistatore" si è commosso fino alle lacrime allo spettacolo.
Ha confesssato che non aveva mai visto niente di tanto bello, e ha promesso solennemente a se stesso che quest'estate tornerà per una quindicina di giorni e si stabilirà in una villa sui colli Albani e scoprirà Roma tranquillamente. La sua commozione è stata asciugata, subito dopo, da un piatto di spaghetti, da uno di fettuccine, da un terzo di pappardelle, cui hanno fatto seguito un filetto alto qualche centimetro e un fiasco di vino.
Deve esere una fame che risale ai tempi in cui non era ancora un cantante famoso.
Hendrix è nato a Washington nel 1947, e la gioventù l'ha trascorsa tra Seattle, sulla costa del Pacifico, e Vancouver, nel Canada, dove vive sua nonna, una pellerossa della tribù Cherokee. A quattordici anni, ora ne ha ventidue, abbandonò la scuola per tentare di racimolare qualche dollaro; il padre, giardiniere, non nuotava certo nell'oro. A quindici anni cominciò a suonare il cotrabbasso. Si trasferì in Inghilterra dove incontrò Noel Redding e Mitch Mitchell, il batterista, fondò la "Jimi Hendrix Experience".
Il resto è noto.
Posta un commento