domenica 31 agosto 2008

JIMI HENDRIX e RIKY MAJOCCHI


Riky Majocchi

Chitarrista del gruppo rock italiano I Camaleonti.
(Intervista telefonica, dicembre 1997).

Conoscevo musicalmente Hendrix fin da quando aveva sfondato in Inghilterra. Là la sua popolarità era oggetto di studio per sociologi e psicologi, mentre in Italia girava tutt'altra musica. Il pubblico che andava ad ascoltarlo era quindi composto in buona parte da persone incuriosite
sì dalla sua musica, ma anche dal personaggio, per come si vestiva, per come era stato descritto dai giornali, dalla gente che lo aveva visto.
Questa naturalmente era l'immagine offerta dai media.
Di persona sembrava quasi timido, come quando si presentò al Piper nel pomeriggio per scusarsi del fatto che il concerto non si sarebbe potuto tenere perché gli strumenti erano bloccati alla dogana in aeroporto.

D: II tour fu ben gestito?

R: Secondo me no. Oltre tutto a Milano Jimi fu fatto suonare al Piper, che pur essendo un locale abbastanza grande in confronto al Piper di Roma era poca cosa.
Poi l'hanno fatto esibire al Brancaccio, che è uno dei teatri meno rappresentativi della capitale.

D: Come si svolse la tua giornata hendrixiana?

R: Mi trovavo al Piper in veste di spettatore in attesa del primo concerto pomeridiano. Hendrix arrivò nei camerini e mi spiegò i motivi per cui non poteva suonare. Lui non sapeva neanche che in Italia esistessero dei complessi, di italiano conosceva solo Mario del Monaco [noto tenore],
ma di gruppi non aveva proprio idea.
Siamo stati insieme tutto il pomeriggio. Abbiamo bevuto qualcosa, gli ho fatto conoscere due mie amiche (con una delle quali fra l'altro ha avuto una storia) e la sera, dopo il concerto, ci siamo trovati e siamo andati a casa di una di loro, dove abbiamo fatto una festicciola, una cosa
molto tranquilla.
Mi regalò un battipenna e tré pick-up, che attualmente credo siano in mano ad Alberto Radius, della Formula 3, anche se ora non ricordo per quale motivo...
Radius non c'era al Piper. Non mi ricordo di aver visto molti musicisti, solo Maurizio Arceri, Milena Cantù...
Del concerto ricordo che Jimi ha eseguito tutti pezzi che conoscevo, per un totale di circa due ore, quasi come per scusarsi di non aver suonato il pomeriggio.
Alla festa vennero anche Noel, Mitch e il tecnico. La padrona di casa - non mi ricordo più il nome - era una ragazza di colore, una fotomodella. Me l'aveva presentata un'amica di Bologna, Ines [Curatolo], che fu quella che ebbe la storia con Jimi. Ricordo che a festa finita, quando
tutti cominciarono ad andar via, lui rimase lì...
Dopo il tour italiano, mi capitò di vederlo un'altra volta.
Andavo spesso a Londra, dove in quegli anni c'era un locale in auge che si chiamava Revolution, un posto con un palchetto attrezzato per chi aveva voglia di esibirsi.
Quella sera Jimi fece una jam session con Steve Winwood e altri musicisti.

Dal libro "5 giorni a maggio" di R. Bonanzi e M. Comandini

Jimi Hendrix e la chitarra suonata coi denti

Jimi Hendrix e la chitarra suonata coi denti.
( Giorgio Lanzani )

Oltre ad essere un grande chitarrista Jimy era anche un favoloso istrione. Io non ho mai creduto dentro di me che suonasse davvero coi denti. Ho provato a guardare sui principali motori di ricerca e vedo che nessuno mette in dubbio questo fatto. Beh cari miei provate a suonare una chitarra elettrica coi denti se ci riuscite. Intanto la velocità delle note alla quale suonava Jimy non era possibile pizzicando le corde neppure muovendo la testa su e giù cosa che non si vede fare a Jimy quando porta la chitarra davanti alla bocca. Inoltre il naso per quanto schiacciato costituisce un impedimento quasi letale. Nemmeno un coniglio riuscirebbe a suonare la chitarra coi denti. Da tenere conto poi che nelle chitarre elettriche così come negli impianti voce per quanto ben isolati circola sempre dell’elettricità che si sente anche sulle dita. Figuriamoci in bocca. In realtà Jimy che suonava sempre con gli amplificatori al massimo ed era comunque capace in modo mirabile di variare il volume con tecnica mirabile si limitava a suonare con la mano sinistra contando sul fatto che il volume altissimo permetteva di amplificare il suono anche senza la pennata della mano destra. Non me ne vogliano i fans sfegatati di Jimy, questo non toglie nulla al suo virtuosismo ed alla sua geniale umanità. Cosi’ come nulla toglie o aggiunge alla sua storia il fatto che incendiasse una chitarra o per esempio che Jerry Lee Lewis suonasse il pianoforte con i piedi. Perché quando lo suonava con le mani era puro, inimitabile rock and roll.


Jimy Hendrix and the guitar played with teeth.
(by Giorgio Lanzani)


Besides being a great guitarist Jimy was also a fabulous histrion. I never believed inside me that he really played with teeth. I tried to look on the major search engines and see that nobody questions that. Well my dear try to play an electric guitar with teeth if you succeeded. Meanwhile, the speed at which Jimy played the notes was not possible plucking chords nor moving his head up and down, thing I do not see when Jimy put the guitar in front of his mouth. In addition, the nose even if crushed is a impediment almost lethal. Not even a rabbit is able to play the guitar with his teeth. From then take consider that in electric guitars as well as in voice amplifiers circulates electricity that you can feel even on your fingers. Imagine in the mouth! In fact Jimy who always played with amplifiers at the maximum of volume and was still capable so in a wonderful way to vary the volume with admirable technique merely playing with his left hand counting on the fact that the highest volume makes possible to amplify the sound even without the percussion of the right hand. I do not want the passionate fans of Jimy hate me, this takes nothing away to his virtuosity and his genial humanity. Nothing add or take off to his history the fact that Jimy could set guitars on fire or, for example, that Jerry Lee could play the piano with his feet. Because when it played with his hands was pure, inimitable rock and roll.


Non sono completamente daccordo con te , caro Giorgio.
Jimi era sicuramente un grande istrione, però credo che lui , qualche volta, la chitarra con i denti, l'abbia suonata davvero.

I disagree with you, my dear Giorgio.
Jimi, surely, as you wrote, was also a fabulous histrionic. However, I believe that, sometimes, Jimi really played the guitar with his teeth.

Roby

Nel video Jimi Hendrix a Stoccolma il 23 maggio 1967.
Esattamente un anno prima che suonasse Milano



sabato 30 agosto 2008

Una settimana con gli Experience

27 Agosto/03 Settembre

Martedì, 27 Agosto

Nuova maratona in studio per Jimi.
Questa session durò dalle 7 sera alle 10 della mattina successiva, con solo una breve sosta intorno all’una per uno spuntino al ristorante cinese lì vicino e per vedere le foto dell’ultima photo-session degli Experience a Central Park.
Foto che Linda Eastmann aveva portato quella sera, su espressa richiesta di Jimi, in quanto sarebbero servite per la copertina del nuovo album.
Venne completato il mixaggio di “Gypsy eyes”.
Jimi era indaffaratissimo quella notte, dovevano ultimare il master per Electric ladyland e tra una cosa e l’altra riuscì anche a suonare le percussioni su una traccia di “How can I live”.
Questo era un brano per l’album d’esordio dei Fat Mattress , il gruppo di Noel Redding.


ROLAND RENNIE (POLYDOR RECORDS)
Quando Noel Redding formò i Fat Mattress, Chas Chandler, attraverso me, ottenne un contratto per loro con la Polydor. Erano una piccola grande band ma mi sembra di ricordare che ottennero un consistente anticipo, che spesero immediatamente in chissà cosa. Come gruppo poi non andarono da nessuna parte.

Mancava ancora una canzone per completare il doppio album e gli Experience senza preavviso dovettero decidere cosa suonare.
Concordarono per una cover di Earl King “Come on (part1)”.
Di questa canzone ne vennero registrate 14 tracce e venne scelta l’ultima come versione da includere nell’album.

RICORDA NOEL REDDING:
“Ero sconcertato perché era solo una jam in Mi ed è noiosa da suonare per un bassista.
L’abbiamo registrata live, poi hanno detto questa va bene e l’hanno presa, grazie tante.
Non credo che con Chas ci sarebbe stata una situazione simile”.

Alla fine della estenuante maratona il master era pronto per essere spedito alla Warner Brothers Records. Con grande sollievo di tutti Electric Ladyland era finito.

28/29 Agosto

Riposo

Venerdì, 30Agosto

Gli Experience si trasferiscono con un volo da New York a Salt Lake City.
Jimi alloggia al Newhouse Hotel.

Alla sera gli Experience tengono un concerto al Langoon Opera House.
Gruppo di supporto:
Soft Machine

Sabato, 31 Agosto

Gli Experience assistono al concerto degli Everly Brothers a Salt Lake City.

Domenica, 01 Settembre

Gli Experience arrivano a Denver in Colorado e alloggiano al Cosmopolitan Hotel, dove Jimi scrive istruzioni dettagliate per la copertina di Electric Ladyland. Istruzioni poi inviate alla Warner Brothers.

Alla sera tengono un concerto al Red Rocks Park.
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge


Lunedì, 02 Settembre

Gli Experience fanno un giro turistico delle montagne intorno a Denver insieme ai membri degli Eire Appearent.
Jimi viene filmato e intervistato da un DJ della PBS di Denver.

Nella sua stanza d’hotel, Jimi scrive “Letter to a room full of mirrors” .
Questa lettera verrà pubblicata nella copertina interna della versone americana della Warner di Electric Ladyland.

Viene lanciato sul mercato americano dalla Reprise, il quinto singolo della Jimi Hendrix Experience.
“All along the watchtower/Burning of the midnight lamp” (Reprise0767) arriverà al ventesimo posto nella classifica statunitense.

Martedì, 03 Settembre

Gli Experience arrivano presto a San Diego (California) e passano la giornata su motoscafi veloci.
La sera tengono un concerto al Balboa Stadium
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge

domenica 24 agosto 2008

Noel Redding's home movies

Ho trovato questi filmati di Noel relativi alla partenza degli Experience da Milano Linate verso Roma.

JIMI HENDRIX and JANIS JOPLIN








23 agosto 1968
.

Il Singer Bowl, nel quartiere di Queens, New York, un tempo sede dell'Esposizione Mondiale. Jimi Hendrix e Janis Joplin s'incontrano negli angusti camerini. Fra
loro un quarto di Jack Daniels, che si dividono in mezzo al trambusto e alla fretta.

Festeggiano tra loro.
È così raro potersi incontrare e parlare. Gustano whiskey vecchio di dodici anni.

Non avevano fatto piani. Era successo semplicemente. I Chambers Brothers erano appena andati in scena, dopo Janis sarebbe stato il turno di Jimi. Attraverso i muri arrivavano i
rumori della folla, mugolii, urla e infine applausi, luci accese sul primo grande accordo dei Chambers Brothers.

Dapprima Jimi sedette e l'ascoltò parlare. Aveva una straordinaria gamma di toni. Poteva sembrare un'insegnante texana, con diploma universitario, o una ragazzina matta e lasciva un minuto dopo. Più bevevano più la sua voce risuonava. Un sottotono, una strana intonazione da forte bevitore e contemporaneamente timbri acuti, che ricordavano quelli delle performances canore. Aveva una voce aspra, una voce rauca che avrebbe potuto cantare da basso. La divaricazione aumentava man mano che si avvicinava il momento di andare in scena. Sembrava che il suo parlare fosse un esercizio vocale (come anche il bere), un modo di unificare i suoi lati bianchi e neri.

Avevano incominciato a parlare del vecchio blues. Entrambi ammettevano solennemente quanto quella vecchia musica contribuisse alla loro ispirazione. Poi Jimi estrasse dalla tasca
il suo stage prop per quella sera, una bandiera della Confederazione grande come un fazzoletto, e ci si soffiò il naso. Janis scoppiò a ridere a squarciagola. La sua risata gli ricordò per un attimo Brian Jones. Una risata acuta, affannosa, con lacrime che le rigavano il volto. Si ruppe il ghiaccio. Parlarono con entusiasmo dei loro cantanti blues preferiti, canticchiando frammenti delle loro canzoni. Janis preferiva Bessie Smith mentre Jimi propendeva più per Elmore James, Robert Johnson e Muddy Waters.

Jimi suonò qualche blues, come faceva sempre prima di un concerto. Janis seguì le tracce della melodia, cantando dolcemente, ripetendo le frasi, accennando con il capo al ritmo. Erano caricati. Il quarto di Jack Danieis era terminato.

Poi un improvviso sfarfallìo di attività nel camerino, ed eccola in scena.




La sua voce lo lasciò stupefatto. Poteva percepire l'energia latente nei toni bassi, II suo sound era country del Texas mescolato a blues della Louisiana. L'energia e il volume del suo
canto erano paragonabili al volume poderoso e all'intensità della chitarra di Jimi. La sua voce era un lamento, una staffilata, che senza alcuno sforzo poteva passare a un tono di blues appassionato. Dava tutto di sé. Non era perfetta, precisa, ma il suo feeling superava tutto.

Poteva raggiungere i registri superiori e cantare oltre i suoi stessi limiti, come un suonatore di free-jazz superava la sua ancia per produrre scale stridenti. La potenza con cui cantava la portava fuori tono nei registri superiori e inferiori. A volte gridava contemporaneamente tre note, producendo strani accordi di puro freak. Ma poi sapeva ritornare a terra e parlare,
cantare con tale nuda sincerità da farsi amare.
Nel canto era una dea irresistibile. Salta sul palco e urla, spingendo il respiro attraverso se stessa alla velocità di un uragano. Nei registri medi appare una sua strana qualità: pare che non canti in inglese ma in un linguaggio senza tempo ne paese. I suoi gemiti sommessi formavano figure uniche che nessuno poteva prevedere. C'era qualcosa di spettrale in quel canto, eccitante e spaventoso contemporaneamente.

Il colossale sistema di amplificazione dello stadio di media grandezza era il medium perfetto per il suo sound. Si poteva sentire ogni nota dei suoi pianti magici, i gemiti gutturali, i glissando incredibili che oscillavano nel vento. Janis univa tutti e tutti ascoltavano, chiedendosi da dove venisse e arrendendosi totalmente al suo potere. Da qualche parte dentro di sé, al di là di sé Janis lo attingeva, lo spargeva e ne divideva la potenza.

Lei stessa era potenza.

Janis Joplin era ispirazione totale.

Jimi desiderava veramente suonare dopo la sua esibizione.

È il momento della Experience; Jimi mormora qualcosa a proposito di « lavoro difficile », per tutti i problemi di attrezzatura che aveva avuto al Fillmore East quando aveva suonato nella stessa serata di Sly, all'inizio dell'anno. Il pubblico non ascolta. Stanno impazzendo. I poliziotti girano tra il pubblico. Il palco gira su se stesso come una ragazza pigra.

Jimi inizia con Are you experienced?. Capisce quanto dovesse essere stato difficile per Janis fronteggiare migliaia di fans urlanti, senza poterli vedere, girando su di sé per tutto il tempo.



Vede Mike Jeffery e Gerry Stickells arrivare vicino all'angolo del palco. Le luci si accendono, rivelando due uomini che spingono un ragazzino giù dal palcoscenico. Oppone resistenza.
Lo portano ai giardini e lo lasciano lì. Le luci si attenuano.



Gli Experience continuano a suonare. Gerry Stickells spinge il ragazzo giù dai gradini perché blocca il passaggio.
Arriva un po liziotto e lo porta con sé. Una raffica di manganelli della polizia si abbatte sul giovane che protesta.
La folla risponde rabbiosamente. Qualche schermaglia inizia vicino al palco, si estende
tra il pubblico. Un uomo prende un lungo bastone da una delle barricate della polizia. Lo alza, mostrandolo ai poliziotti. La gente sente odore di tumulto. Dal pubblico ansioso si leva un
gigantesco sospiro. Alcuni vanno verso il palco, altri indietreggiano spaventati. Un gruppo di poliziotti spinge rapidamente il ragazzo verso l'entrata dei musicisti, la musica continua, la folla si risiede, in parte rassicurata.

Jimi termina l'esibizione caricando gli amplificatori come un guerriero, la chitarra è la sua lancia. Strofina la tastiera contro la copertura di feltro degli amplificatori, ottenendo un frenetico effetto bottleneck. Poi si accovaccia sulla Stratocaster bianca e la fa girare ancora e ancora sotto di sé, mentre continua a suonare.



Il New York Times del 24 Agosto 1968

venerdì 22 agosto 2008

Una settimana con gli Experience

20 Agosto/26 Agosto 1968

Martedì, 20 Agosto

Gli Experience suonano 2 concerti a The Mosque, a Richmond, Virginia.
Gruppi di supporto: Soft Machine, Eire Apparent.
Jimi è intervistato da Jan Bridge per il Richmond Times-dispatch, intervista pubblicata il giorno dopo.


Mercoledì, 21 Agosto

Gli Experience suonano 2 concerti al Civic Dome, Virginia Beach.
Gruppi di supporto: Soft Machine, Eire Apparent.


Giovedì, 22 Agosto

Gli Experience tornano a New York.

A New York gli Experience sottoscrivono documenti in riguardo la causa legale contro la PPX e altri, trasferendo il controllo finanziario dalla Yameta a Chandler e Jeffery.

Noel Redding ricorda:
Tutti i soldi fin dai primi giorni andavano alla Yameta nelle Bahamas, che era di proprietà della Caicos Trust, che a sua volta era associata alla Bank of Nova Scotia, la quale era controllata da chissà chi.
Era quindi praticamente impossibile rintracciare tutti passaggi di danaro, queste piccole compagnie off-shore sono posti dove la gente spedisce soldi che poi puntualmente spariscono.

Mitch Mitchell ricorda:
Le prime royalties che noi guadagnammo andarono alla Yameta, purtroppo non ci sono ricevute di questi soldi e io sicuramente non ho mai visto nulla dalla Yameta.


Venerdì, 23 Agosto

Gli Experience vengono intervistati da Annie Fisher per il Village Voice, l'intervista verrà pubblicata il 29 Agosto.

Gli Experience suonano al New York Rock Festival al Singer Bowl Flushing Meadows Park insieme a Janis Joplin and Big Brothers and The Holding Company, i Chambers Brothers e i Soft Machine. Di questo concerto esistono sia una registrazione audio, che una video.

Ricorda il legale della PPX:
Due dei miei clienti stavano preparando lo spettacolo. Quando uno di loro mi ha sussurrato nell'orecchio che il servizio di sicurezza non si era fatto vedere.
Il mio cliente e il suo partner decisero così di chiudere il box office, tanto comunque i biglietti erano stati venduti tutti.
Dovevo fare qualcosa, così scesi le scale e andai nel camerino di Jimi, dove c'erano anche Steve Weiss e Albert Grossman.
Jimi era molto tranquillo al contrario di Steve, dissi loro senza mezzi termini che avevamo solo una manciata di poliziotti in uniforme per il servizio d'ordine, non c'era nessun altro.
Non sapevo chi incolpare però se qualcuno del pubblico si fosse fatto male, noi eravamo responsabili e dovevamo fare qualcosa per evitare incidenti.
Mi appellai direttamente a Hendrix affinchè non incitasse il pubblico in nessun modo e chiesi che tutte le luci rimanessero accese durante lo show.
Fu un grande spettacolo. Nessuno si accorse che non c'era servizio di sicurezza, non ci furono ne incidenti ne feriti.



Ricorda Rae Warner dei Chambers Brothers:

Jimi era cambiato, era un uomo diverso. Voleva l'attenzione di tutti. Così al Singer Bowl, dal primo concerto della sera fino a quello prima dell'apparizione di Jimi (Janis Joplin), l'energia del pubblico era ormai scemata. Non c'era modo per lui di esprimersi così abbandonò presto il concerto. In genere tutti i concerti di quella serata durarono 45 minuti, in più Jimi di solito suonava per più di un'ora ma quella sera terminò prima, molto prima, e Jimi se ne andò trascinandosi dietro la chitarra.

Ricorda Willie Chambers dei Chambers Brothers:

Jimi sul palco si incazzò tantissimo con il pubblico perchè non gli prestava attenzione.


Sabato, 24 Agosto

Concerto al Bushnell Memorial Hall, Hartford, Connecticut.

Gruppi di supporto: Eire Apparent.

Gli Experience vengono intervistati da Henry B. McNulty per il Hartford Courant, pubblicata un paio di giorni dopo.


Domenica, 25 Agosto

Concerto al Carousel Theater, Framingham, Massachusetts.
Gruppi di supporto: Soft Machine, Eire Apparent.

Dopo il concerto Jimi guida per 5 ore fino a New York.



Lunedì, 26 Agosto

Concerto al Kennedy Stadium, Bridgeport, Connecticut.

Gruppi di supporto: Soft Machine, Eire Apparent.

Chas Chandler venne arrestato dopo il concerto e passò una notte in galera.
Questa è la sua versione:
Quando il concerto iniziò, tutte le luci rimasero accese nello stadio così mi avvicinai a un tizio con il walkie talkie presumendo che fosse uno dei tecnici. Gli chiesi se si potevano spegnere le luci e lui mi rispose "devi chiedere a quello là" indicandomi un personaggio piccolo e tarchiato.
Chiesi così "Puoi, per cortesia, spegnere le luci in platea?" e lui rispose "Ma va fanculo, ciccione"
"Cosa?" risposi.
E l'altro disse "arrestatelo!!!".
Mi ritrovai così in cella per ubriachezza molesta e avevo bevuto solo una lattina di Budweiser

domenica 17 agosto 2008

Jeff Healey plays Hendrix

Grazie all'amico Adalberto per aver segnalato questi link.



Angel




All along the watchtower

venerdì 8 agosto 2008

Steve Ray Vaughan

Steve Ray Vaughan parla di Jimi Hendrix.

So che questo post è off topic, però non ho resistito alla tentazione di condividere con voi questi video del grande Stevie.

In questo video Steve parla di Hendrix e poi esegue una superba versione di "Soul to soul".








Questo invece è sempre Stevie Ray Vaughan in "Voodoo Chile" dal vivo a Nashville TN il 9 Giugno 1987
"Volunteer Jam XIII" , Starwood Amphitheater, Nashville TN




"Little wing"



Stevie Ray Vaughan and Jeff Healey insieme suonano "Look at Little Sister"



BUONE FERIE A TUTTI

Una settimana con gli Experience

12Agosto/19Agosto 1968

Lunedì, 12 Agosto

Gli Experience tornano nella Grande Mela con volo Davenport/New York.


Jimi Hendrix partecipa alla manifestazione di solidarietà verso le vittime della carestia in Biafra, Operation Airlift Biafra Benefit al Scene di New York.
Tra i partecipanti Joan Baez.

Al Record Plant vengono registrate alcune tracce di prova per “Room full of mirrors” con solo Hendrix alla chitarra/ voce, e Paul Caruso all’armonica.
Jimi in alcuni momenti sembra stanco e vengono fatti tre tentativi.
I primi due sebbene contengano degli spunti interessanti, rimangono incompleti.
Il terzo tentativo invece è molto buono, peccato poi venga messo da parte e non ulteriormente rielaborato.
Queste tre tracce furono tutto quello che venne registrato quella sera.



“Room full of mirrors”

12/15 Agosto

New York.

Quando Jimi era produttivo in studio, era felice. Ma a volte ci voleva qualche tempo per arrivare a uno stadio "produttivo". Gli altri, in modo particolare Chas e Noel, che litigavano regolarmente a questo proposito, erano esausti e stufi di quella che Mitch definisce "l'autoindulgenza di Jimi nel riregistrare all'infinito le basi". Electric Ladyland è un album superlativo. Le registrazioni avrebbero potuto essere più economiche e più agevoli senza quell'autoindulgenza? Senza dubbio. Resta però il fatto che, come disse Jimi, "a volte serve girarci intorno per trovare del buon materiale. Non puoi entrare in studio, premere un pulsante e dire 'stanotte sarò eccezionale!'. Il suono è nella mia testa, ma non sempre è nelle mie dita". La maggior parte di Electric Ladyland fu registrata al Record Plant, perché a Jimi, Noel e Mitch piaceva il tecnico del suono e co-proprietario Gary Kellgren. Il gruppo e il suo sempre più vasto entourage facevano festa senza sosta, spesso frequentando il locale di Steve Paul, lo Scene, a un paio di isolati di distanza. A Jimi piaceva suonare lì. Teddy Slatus, che dirigeva lo Scene, parla di Hendrix come di "uno dei pochi gentiluomini che venisse al club. Era molto educato e gentile con tutti, specie con me; era una gran persona con cui stare". Il locale
nel seminterrato era piccolo e intimo, un ritrovo dove capitava ogni genere di musicisti nella speranza che Hendrix fosse in città e pronto a suonare.

"Ogni volta che Jimi rientrava a New York da un concerto" raccontò Pat Costello "la prima cosa che domandava era:
'Chi suona in città?'.
Ci fu una volta in cui dissi distrattamente:
'Oh, solo Jeff Beck'.
Come immaginavo, Jimi era elettrizzato!
'Jeff Beckson (il nomignolo affettuoso che aveva affibbiato al grande chitarrista)! Jeff Beckson! Lo chiamo subito, così ci mettiamo d'accordo per suonare.'"


Per quanto a Jimi piacesse suonare con i suoi amici inglesi, non era snob. Una sera in un locale del Greenwich Villane noto allora come Generation, che sarebbe poi diventato sede degli Electric Lady Studios, con Mitch irreperibile/ Jimi fece sedere alla batteria un universitario di nome Woody Lewis, regalandogli l'emozione della sua vita.

Venerdì, 16 Agosto 1968

Concerto al Merriweather Post Pavilion, Columbia, Maryland.
Gruppo di spalla: Soft Machine.
Esiste una registrazione audience di questo show, di seguito i brani eseguiti:


1. Are You Experienced ?
2. Rock Me Baby
3. Foxy Lady
4. Hey Joe
5. Fire
6. I Don't Live Today
7. Purple Haze
8. Wild Thing
9. Star Spangled Banner



Sabato, 17 Agosto 1968


Gli Experience volano ad Atlanta, Georgia e si registrano al Regency Hyatt House Hotel dove Jimi viene intervistato dal periodico Great Speckled Bird.
L'intervista viene successivamente pubblicata nel numero del 30Agosto.
L’intervistatore scrive:
“Jimi sembra non avesse voglia di essere intervistato ma pare volesse solo guardare Joe Payne alla TV. L’intervista comunque andò avanti sebbene Hendrix si dimostrasse molto disinteressato alle domande…”

Dal diario di Jimi Hendrix:

Non mi sono sentito molto in sintonia (riferito al concerto pomeridiano), mah! forse perchè eravamo un po' stanchi... Molto, molto stanchi in verità.
Siamo scesi dall'aereo e subito qua...In tutta la giornata ho avuto solo un'ora e mezza di tempo libero per me, sembra di essere tornati ai tempi della scuola.
Il primo show è stato una schifezza...veramente noioso.

Gli Experience suonarono due concerti al Municipal Auditorium di Atlanta alle 15,00 e alle 20,00.
Gruppi di supporto:
Vanilla Fudge, Eire Apparent, Amboy Dukes e i Soft Machine.


Dai ricordi di Steve Ball (musicista locale):

Appena la band salì sul palco e con nonchalance eseguì i primi accordi di Fire, i ragazzi del pubblico impazzirono, lanciando lontano le sedie delle prime file in modo da essere più vicini al loro mitilogico shamano. Ho visto tutto da quella che doveva essere la quindicesima fila, in piedi su una sedia, sopra le teste di quegli esseri invasati.


Dal libro di Caesar Glebbeek e Harry Shapiro "Una foschia rosso porpora" Arcana Editrice

...Fino a quel momento i gruppi di spalla erano stati quasi sempre gli Eire Apparent e i Soft Machine. Ora in cartellone si era aggiunto il nome dei Vanilla Fudge.
Formatisi nel 1965 col nome di Pidgeons, i Vanilla Fudge ebbero nel 1967 un discreto
successo con una versione rallentata e barocca di You Keep Me Hanging On, con organo da cattedrale gotica e profondi suoni di chitarra. Il loro album di debutto rivisitava allo stesso modo Eleanor Rigby, Ticket To Ride, Bang Bang e People Get Ready. Sulla base di questo e dei lavori successivi, furono fra i primi gruppi a venire classificati col termine heavy. Si diceva anche che fossero controllati dalla mafia. Robert Wyatt dei Soft Machine ricorda che un giorno Mike Jeffery si presentò da loro piuttosto imbarazzato. Ci disse: "Lo so che già adesso suonate poco, ma ci sarà anche un altro gruppo, per cui dovrete limitarvi a venti-venticinque minuti per sera. Noi non li volevamo ma è meglio non fare storie". Poi arrivarono i Vanilla Fudge, accompagnati, non sto scherzando, da due tipi con le cicatrici sul viso che sembravano usciti dal Padrino. Tutti, compreso Mike Jettery, erano spaventati. Sì, la parola giusta è spaventati. Mike, a quanto si dice, aveva ricevuto una telefonata: "I Fudge non sono ancora famosi sulla costa occidentale e vorrebbero partecipare al vostro tour". "Oh no, non è possibile, abbiamo già tré gruppi." "Non mi hai capito. I Fudge vogliono partecipare al vostro tour e voi non volete guai. Per cui i Fudge suonano con voi." Durante il tour. Cosa Nostra fece un eccellente lavoro di sorveglianza, come ebbe modo di osservare Mick Cox: "[I Fudge] non potevano fare nulla di nulla, neppure cose tipo parlare con le ragazzine, fumare, bere, prendere qualcosa. Dovevano essere più candidi della neve. Appena arrivati, si diressero da Dave Robinson [il roadie degli Eire Apparent] e gli dissero: 'Usiamo la vostra amplificazione, la nostra non è ancora arrivata". In realtà i Fudge, quando si trovavano lontano dagli sguardi dei loro angeli custodi, erano come ogni altro gruppo grandi consumatori di droghe. Una volta, temendo di venire fermati e perquisiti, affidarono tutta la loro roba ai roadies perché la trasportassero insieme all'amplificazione. Durante il viaggio, uno dei due saltò giù dal furgone in pieno deserto fuggendo con quel che gli era stato affidato e l'altro, che non sapeva guidare, abbandonò automezzo e apparecchiature al loro destino. Dave Robinson disse: "No, non potete farlo".
Allora un tipo si avvicinò a lui, gli strappò la camicia, tirò fuori la pistola e lo spinse contro il muro.
"Noi usiamo la vostra amplificazione. Capito?" "Certo, certo, come no."...



Domenica, 18 Agosto 1968

Concerto al Curtis Hall, Tampa, Florida.
Gruppi di supporto:
Vanilla Fudge, Eire Apparent, Soft Machine.


Dal libro di Caesar Glebbeek e Harry Shapiro "Una foschia rosso porpora" Arcana Editrice

...Durante un party in onore dell'Experience, organizzato dalla Warner subito dopo la firma del
contratto, Neville Chesters vide qualcuno avvicinarsi furtivo a Mitch: "Ricordo che ascoltai accidentalmente una conversazione fra Mitch e un signore dall'aspetto curioso, che gli dette un
numero di telefono e gli disse: 'Se dovessi trovarti nei guai qui in America chiama questo numero ".

Anche i Vanilla Fudge non erano per Mike degli sconosciuti.
I loro interessi erano curati dallo stesso legale dell'Experience, Steve Weiss, con cui Jeffery per un certo periodo aveva mantenuto strettissimi rapporti commerciali. Inoltre era stato proprio
un accompagnatore dei Vanilla Fudge a togliere Mitch dalle mani della polizia.

Il 18 agosto l'Experience doveva suonare a Tampa, in Florida, e aveva preso alloggio in un grazioso albergo il cui retro dava su un grande lago. Mick Cox decise di provare le attrezzature turistiche del posto.

Io e Noel uscimmo su una barchetta a ruota mentre Mitch scelse ovviamente qualcosa di più veloce e cominciò a scorazzare su e giù per il lago a novanta miglia all'ora.
Poi, con il motoscafo ormai pieno d'acqua, puntò dritto verso l'imbarcadero distruggendolo.
Dopo pochissimi minuti da ogni parte iniziarono ad arrivare a sirene spiegate le macchine della polizia. Gli agenti si catapultarono fuori dalle auto pistole alla mano e arrestarono Mitch.
A quel punto il tipo che accompagnava i Vanilla Fudge usci dall'albergo e andò da quello che sembrava il capo dei poliziotti.
Solo poche parole e un attimo dopo erano spariti tutti.
Una scena incredibile!
Non so cosa gli abbia detto, ma c'era un sacco di polizia.
Questo tanto per far capire certe situazioni.

Se in questo caso le "amicizie" si rivelarono utili, esse assunsero successivamente aspetti più sinistri...



Lunedì, 19 Agosto 1968

Giorno di relax per tutti... The Jimi Hendrix Experience, tecnici, autisti ecc. ecc.

lunedì 4 agosto 2008

Milano 1968

Milano 1968

Pubblico volentieri questa integrazione all'articolo del mese scorso ( http://jimihendrixitalia.blogspot.com/2008/07/milano-1968.html) del sig. Lanzani.

JIMY IN CONCERT – MILAN, PIPER - MAY 1968.

PHOTOGRAPHS OF EZIO GIONCO ELABORATED BY GIORGIO LANZANI


Questo è il titolo di un libro fotografico che ho tratto da 25 diapositive che mi sono rimaste di quella sera.

Ad integrazione del mio intervento pubblicato su questo blog in precedenza debbo precisare che quel giorno al Piper nel pomeriggio suonarono Wess e gli Airedales e basta, mentre il complessino degli emuli di Jeff Beck è un mio ricordo di un pomeriggio precedente o successivo sempre al Piper di Milano con un gruppo che si esibiva davanti ad uno sfondo dove giravano fotografie psichedeliche. Inoltre Jimy non aveva cappellini ma era a capo scoperto. Passo adesso a parlare di come è nato questo libro fotografico. Io quel giorno ero appunto andato per vedere il concerto con la mia macchina foto, una Voitglander Vito C a ottica fissa con un flash che ad ogni foto bisognava cambiare lampadina.

Quando Jimy salì sul palco e disse che non avrebbe suonato mi prese una forte delusione, in più ero stremato dal caldo e dalla ressa, decisi così di andarmene non senza essermi fatto restituire il soldi del biglietto. Ad un certo punto mentre mi avviavo verso l’uscita vidi Ezio Gionco un amico appassionato di musica rock e gli chiesi gentilmente se avesse potuto farmi le foto del concerto. Ezio accettò e così gli lasciai la mia a macchina. In seguito Ezio mi restituì il tutto e credo di non averlo più visto da allora. A questo proposito invito Ezio Gionco a farsi vivo, oppure se qualcuno degli amici comuni sa qualcosa di lui che me lo faccia sapere. Per tornare alle foto Ezio era circa in seconda terza fila e naturalmente essendo la macchina a mirino poteva fotografare solo inquadrando da dove ritrovava quindi in quasi tutte le foto ci sono delle teste davanti a lui.

Le inquadrature sono comunque accettabili e nel complesso il risultato è soddisfacente per un fans. Per potere trarre da quelle foto un libro fotografico ho dovuto però lavorare su diversi parametri per potere ricreare un luce ambiente il più possibile simile a quella che c’era quella sera e soprattutto per trarre delle inquadrature che non fossero inficiate da tutte quelle zucche. Questo è stato possibile grazie ai nuovi software digitali che permettono di ingrandire e salvare a più di 100 megabytes e di intervenire sulla luce con infinite opzioni.

Nel complesso il risultato è buono tenendo conto dell’ottica fissa della macchina e della grana della pellicola. Ultima cosa: non avrei mai potuto autoprodurre un libro fotografico se non ci fossero oggi nuove tecnologie che permettono di assemblare il libro grazie ad un software dedicato e di spedire via internet il materiale alla ditta che poi lo stampa. Vi sono diverse ditte oggi che stampano libri fotografici via file, io mi sono affidato alla HP che costa un po’ di più ma che mi sembra affidabile e che finora mi ha pienamente soddisfatto . Invito chi fosse interessato ad averne una copia a contattarmi: all’indirizzo e mail mclanz12@gmail.com .

Giorgio Lanzani


venerdì 1 agosto 2008

Una settimana con gli Experience

04 agosto/11agosto 1968

Domenica, 04 agosto 1968


Concerto degli Experience al Sam Houston Coliseum, Houston, Texas.

Dopo il concerto Jimi è intervistato da Radio KSMK.

Mitch Mitchell disse:
Alcuni degli ultimi concerti non sono stati un gran che. Anche quello di stasera.
Ho dovuto faticare parecchio a causa di questi giganteschi Marshall. A volte non riuscivo nemmeno a sentire cosa stessi suonando. Guardavo Jimi sperando che tutti stessimo suonando con lo stesso tempo.

Anche di questo concerto vi è una registrazione amatoriale, di seguito i brani eseguiti:

1. Red House
2. I Don't Live Today
3. Spanish Castle Magic
4. Fire
5. Voodoo Child (slight return)
6. Purple Haze
7. Manic Depression


Lunedì, 05 agosto 1968

Gli Experience tornano a New York.


Martedì, 06 agosto 1968

Jam session con i Ten Years After e Larry Coryell, al The Scene Club di New York.




Mercoledì, 07 agosto 1968

Photosession di Linda Eastman (poi McCartney).
Gli Experience circondati da bambini, sono fotografati accanto alla statua di Alice nel Paese delle Meraviglie a Central Park, New York.
Alcune di queste foto dovevano servire per la copertina interna dell’album Electric Ladyland.
Jimi ne scelse solo una che venne pubblicata nell’edizione americana.
Ricorda Linda Eastman :
Jimi voleva assolutamente una foto per la copertina dell’album che sarebbe dovuto uscire in autunno. Voleva essere ritratto tra due bambini bianchi, il ragazzino nero Jimi, tra due ragazzini bianchi, vicino alla statua di Alice nel Paese delle Meraviglie…… (sorridendo) e il piccolo ragazzino Mitch cominciò a saltellare in giro dicendo… “si dai, facciamolo, dobbiamo farla la foto con i bambini”
I bambini non avevano la minima idea di chi fosse Jimi Hendrix, li scegliemmo a caso tra quelli che giocavano lì nei dintorni, e si prestarono tutti di buon grado.



Dal 06 agosto al 09 agosto Jimi Hendrix alloggia al Drake Hotel di New York.
Ricorda Larry Coryell:
Passavo a trovarlo nella sua stanza al Drake Hotel, ascoltavamo dischi di Wes Montgomery e Jeff Beck bevendo champagne.


Sabato, 10 agosto 1968

Gli Experience suonano 2 concerti al Auditorium Theatre di Chicago.
Gruppo di spalla Soft Machine, The Associations.

Di uno dei concerti è in circolazione un filmato e una registrazione amatoriale, ecco i brani:

1. Are You Experienced 2:16
2. I Don't Live Today 2:20
3. Fire 4:26
4. Red House 4:48
5. Foxy Lady 4:35
6. Purple Haze 7:34
7. Wild Thing 3:40


Domenica, 11 agosto 1968

Gli Experience suonano 2 concerti al Colonial Ballroom di Davenport nello Iowa.
Gruppo di spalla Soft Machine, The Associations.

Di uno dei concerti è in circolazione una registrazione amatoriale, ecco i brani:


1. Are You Experienced ?
2. Lover Man
3. Foxy Lady
4. Red House
5. I Don't Live Today
6. Fire




Audio di Are you experienced?

Racconta Gerry Stickells, road manager:
Tutte le sere impiegavo almeno 45 minuti per convincere Hendrix ad andare al concerto.
Ogni sera diceva “ Ridate indietro i soldi al pubblico, stasera non mi va di suonare, lo farò domani.”
Una volta la salito sul palco non riuscivi più a tirarlo giù.
Dovevamo sgolarci per farlo smettere di suonare alle 11.









Audio di Red House