lunedì 29 settembre 2008

Emergono inediti di Jimi Hendrix

Finalmente, dopo quarant'anni, vedranno la luce dei brani, mai editi in passato, registrati da Jimi Hendrix in compagnia dei Ghetto Fighters e altri inediti con Stephen Stills.

The Ghetto Fighters
Il chitarrista di Seattle fu protagonista, negli anni Sessanta, di session in compagnia dei gemelli Taharqa Aleem e Tunde Ra: parte del frutto di questo lavoro trovò sbocco, in passato, in alcune compilation postume (Cry of love, War Heroes, Doriella du Fontaine), ma il materiale in procinto di essere pubblicato dalla we-R-you - (Compagnia fondata dai fratelli Aleem) assicura CMU Daily - non è mai stato distribuito sul mercato.

Doriella Du Fontaine



Le composizioni, verranno pubblicate insieme a schizzi originali tracciati dallo stesso Hendrix,un'autobiografia, una serie di brevi storie animate per la televisione e il web, e vignette fatte da Hendrix, che oggi, nel mondo della realtà virtuale sono note come Avatar.

"Quando vedrete i suoi disegni, e avrete modo di apprezzare come siano stati rielaborati dalle tecnologie oggi disponibili, resterete stupefatti", ha affermato Tunde Ra.
Gli Aleem hanno incontrato per la prima volta Jimi Hendrix, a metà degli anni '60 e insieme a lui hanno registrato tre album, “Cry of Love,” “Rainbow Bridge” e “War Heroes.”
"Jimi è stato un vero visionario", secondo Taharqa Aleem, "la cui creatività è andato ben al di là della musica."

"Egli vide il futuro e mentre egli non poteva capire i computer o conoscere la tecnologia digitale e i mondi virtuali, egli sapeva che queste cose sarebbero avvenute e creò del materiale che sarebbe servito in questo mondo". Aggiunge il fratello Tünde Ra," Jimi potrebbe non avere saputo cosa fosse un Avatar, ma egli prevedeva un giorno in cui avremmo tutti avuto rappresentazioni di noi stessi che possono muoversi in mondi diversi."

Il Ghetto Fighters si sono formati nel 1970 con Jimi e gli Aleem Brothers (che sono gemelli identici) per esplorare nuovi orizzonti che andavano al di là del lavoro che Jimi aveva fino allora fatto, espandere i suoni con cui egli stava lavorando, questo era il progetto.
"Il materiale sarà distribuito in segmenti," secondo LeWinter Allen, direttore di branding e marketing officer di we-R-you, che è a capo del progetto.
"E'come trovare un tesoro più grande di quanto si sarebbe potuto immaginare e bisogna che ogni elemento debba essere rilasciato nel proprio tempo e modo", ha continuato LeWinter.
"Gli Aleems sono dotati di incredibile talento ma allo stesso tempo sono incredibilmente cauti e inizieranno le pubblicazioni solo quando saranno risolti alcuni dettagl sui diritti tra gli eredi di Jimi Hendrix e The Ghetto Fighters".

Mojo Man (uno di brani inediti)



A proposito dei fratelli Aleem:
Tunde Ra e Taharqa Aleem hanno iniziato la loro carriera lavorando con i grandi del Rhythm & Blues, come Sam Cook, Sam & Dave, Otis Redding, Big Maybelle, Bobby Womack, Clarence "Blowfly" Reid e molti altri.
Conobbero il funzionamento interno del music business attraverso la loro collaborazione con la leggenda di Harlem, Fat Jack Taylor, proprietario del marchio indipendente Ro-Jack Records.
Più tardi, Taharqa Aleem e Tunde Ra fondano il famoso Harlem World Club con Taylor, che ha dimostrato di essere stato un vivaio per un gran numero di artisti pionieri del rap.
Mentre lavoravano per la Ro-Jack Records, gli Aleems incontrarono per la prima volta Jimi Hendrix ,mentre ancora suonava come sideman e girava gli States con Little Richard, gli Isley Brothers e altri.
Poco dopo, Jimi, Taharqa e Tunde Ra avrebbero condiviso un appartamento a Manhattan's Park West Village e formato un legame indelebile tra i fratelli e Jimi, così nella vita come nella carriera.

Stephen Stills
In questi mesi di Stills si parla molto per la possibile uscita di un disco che l'artista di Dallas realizzo' con Jimi Hendrix, poco prima della sua scomparsa.
John McDermott, uno degli archivisti e curatori delle registrazioni dello scomparso chitarrista, sentito da un sito specializzato britannico ha confermato, pur senza entrare nei dettagli, che è effettivamente in preparazione un disco con brani di Stills ed Hendrix. McDermott, nominato coproduttore del lavoro, ha aggiunto che Stills sta collaborando con l’azienda Experience Hendrix e che i brani furono registrati tra il 1969 ed il 1970.

Send my love to Linda/Live and let die (Dallas Taylor on drums, Stephen Stills on bass, and Jimi on guitar)





Stephen Stills è stato uno stretto amico di Jimi Hendrix e session precedenti che coinvolgono i due chitarristi sono emerse già tra i collezionisti - in particolare - the Stills’ Basement bootlegs.Ma l'autenticità di alcune di queste tracce è stata messa in dubbio.

Old Times, Good Times



Una traccia con Hendrix alla chitarra - 'Old Times, Good Times' - apparve su 'Stills' omonimo primo album solista nel 1970.
Tra le canzoni varie canzoni ritrovate figurerebbe anche la famosa “White nigger”.
ma non la versione apparsa su Manassas nel 1972.
Nella registrazione qui proposta sembra come se qualcuno avesse riportato tutte le tracce registrate senza alcun mixaggio. Sicuramente qui mancò il mixaggio finale di Jimi.
Si possono sentire multiple tracce di chitarre che Jimi avrebbe poi armonizzato come faceva nella primavera '70, vedi (Freedom, Dolly Dagger...)

White Nigger



Il sito riporta anche l’opinione di un’altra persona, la quale ha preferito non declinare le proprie generalità, che è al lavoro sul progetto; secondo la fonte si tratterebbe essenzialmente di materiale di Stills, con Hendrix che gli dà una mano, più che di una collaborazione vera e propria.

Gil Evans plays Jimi Hendrix

Sono passati oramai ventanni dalla scomparsa del direttore d'orchestra, compositore, pianista e arrangiatore canadese.(Toronto, 13 maggio 1912 – Cuernavaca, 20 marzo 1988)
Il canadese è stato direttore d'orchestra, arrangiatore per molti “grandi” – imprescindibile il suo lavoro con Miles Davis in Birth Of The Cool, Miles Ahead, Porgy And Bess, Sketches Of Spain -, figliol prodigo di Duke Ellington ma al tempo stesso fan della contaminazione a tutto tondo.
Tra tutti i jazzmen sarà quello che saprà dare il giusto valore al lavoro di Hendrix.
poche settimane prima della sua morte disse:
Ascolto ancora i brani di Jimi perchè li amo. In questo momento stò lavorando su "Castles made of sand".
Ogni volta che torno sulla musica di Hendrix trovo sempre qualcosa di nuovo, questo è il marchio di un grande compositore.

Voodoo Child (slight return)



Jimi Hendrix. Così diverso da Evans eppure così simile.
Il chitarrista è un alieno con le mani sporche di blues sgargiante, irrequieto, psichedelico.
Verso la fine della sua vita, Jimi voleva espandere la sua musica verso nuove direzioni e più volte ha espresso il desiderio di suonare con molti musicisti.
Qui un intervista del 1970:
Sono arrivato alla fine di un ciclo. Sono tornato la da dove ero partito.
Ho dato tutto alla musica ma suono sempre alla stessa maniera.
la mia musica è sempre la stessa e non riesco bene a vedere come cambiarla.
Vorrei suonare con un grosso gruppo, questo non significa una grande orchestra con tre arpe e dieci violini ma piuttosto un gruppo di musicisti competenti per cui io possa scrivere e che possa dirigere. Con la nostra musica, noi dipingeremo lo spazio e la terra affinchè l'ascoltatore possa viaggiare... con questo gruppo io non suonerei più tante parti di chitarra, mi piacerebbe che altri suonassero la mia musica. Vorrei essere un buon compositore. Non so ancora che musica scriverò ma la troverò.

Gil Evans di quel periodo:
Avevamo parlato di realizzare un album di chitarra... Con solamente del nuovo materiale.
Dovevamo incontrarci il Lunedì ma il Venerdì è morto. Fu il più grande dramma della mia vita.

Da una virtuale collaborazione si passa ad un nulla di fatto, dal momento che il chitarrista di Seattle muore nel settembre del 1970, trasformando un possibile passaggio epocale della storia del jazz e del rock in uno dei tanti what if.

Sting & Gil Evans "Up from the skies



Nonostante tutto, Evans non rinuncia all'idea di adattare al pentagramma i ritmi ingovernabili della poetica di Hendrix. Nel giugno del 1974 mette insieme una band di diciannove elementi – chitarra elettrica, synth, piano elettrico, corni, tra gli altri - e decide di portare sul palco della Carnegie Hall alcune riletture del catalogo del chitarrista americano. Il risultato tuttavia è insoddisfacente, colpa di una location poco adatta al carattere deciso delle amplificazioni e della cacofonia stordente generata dall'affastellarsi disordinato dei numerosissimi strumenti. Un caos imbrigliato solo pochi giorni dopo in sala di incisione, quando la truppa riesce finalmente a dare forma a quel substrato di suoni nei sette passaggi del disco "Gil Evans Plays Jimi Hendrix".

Sting & Gil Evans "Little wing"



La versione originale conta soltanto due brani a firma Gil Evans: Castles Made Of Sand e Up From The Skies. Gli altri sono il risultato del lavoro di Tom Malone – si, proprio quel Tom Malone, alla tromba nei The Blues Brothers -, Warren Smith, Howard Johnson, Trevor Koeler e David Horowitz. Arrangiamenti jazz sullo stile del maestro, naturalmente, ma che traspirano funk e black music da tutti i pori.

Angel



Fino agli ultimi giorni Gil Evans si è esibito al Basil's del Greenwich Village di New York dove nel repertorio abituale c'era: Up from the skies, Voodoo Child, Castle made of Sand, Lttle wing e Angel

venerdì 26 settembre 2008

JIMI HENDRIX VIVE!!!

Ecco un reportage fotografico e video dell'installazione del Maestro Alex Schiavi, tenutasi a Milano sabato scorso, 20 settembre.




giovedì 25 settembre 2008

THE JIMI HENDRIX EXPERIENCE. Bologna 26 maggio 1968, The soundboard tape

The Soundboard tape

Vi sono momenti nella vita di un fan che sono importanti. Momenti che ti ripagano delle fatiche, di anni di ricerche e a volte anche di delusioni. Il grande Bonanzi ha messo a segno un altro colpo: ha trovato la registrazione dal mixer, del concerto di Bologna.


Ecco qui di seguito l'intervista con l'autore della registrazione soundboard del concerto della Jimi Hendrix Experience al palasport di Bologna il 26 maggio 1968.
L'intervista e' stata effettuata il 20 maggio 2008 da Roberto Bonanzi.


D.Mi puoi parlare di quello che accadde esattamente 40 anni fa?

R.Quello che mi ricordo e' che, allora con il mio socio eravamo i concessionari di Semprini.
Semprini era una ditta di impianti di amplificazione, che allora era sicuramente la piu' conosciuta, perche' insieme a quella c'era il vecchio Geloso e Beanson(?), che pero' facevano impianti piccolini, non all'altezza di amplificare un palazzo dello sport.
Mi ricordo che Semprini da Milano ci chiamo'siccome eravamo i suoi concessionari sulla zona, per dirci che c'era questa amplificazione da fare al palazzo dello sport di Bologna a un certo Jimi Hendrix..che noi....io ti confesso non conoscevo assolutamente chi fosse, per me era uno dei lavori normali che ogni tanto ci passavano perche' eravamo i loro referenti sulla zona.
E mi ricordo che io partii da qui con meta' impianto perche' il mio socio era alla "Bussola" di Viareggio la sera prima con Mina per amplificare, perche' lui era sempre al seguito di lei.
Pero' con lei due casse e un amplificatore da 80w erano piu' che sufficenti, in qualsiasi tipo di locale andasse.
Mi ricordo che lo aspettai perche' lui la sera prima fini' lo spettacolo a Viareggio, poi parti' nella notte e arrivo' in tarda mattinata a Bologna con l'altra meta' dell'impianto.
Noi mettemmo assieme i due impianti e lo montammo, e mi ricordo che ci avevano detto che erano tre persone.
Ho messo tre microfoni sul palco...i D12..te li ricordi quelli quadrati della KG.
Ho messo tre aste con tre microfoni posizionati, uno nel centro, uno....perche'...c'erano..quattro Marshall,..cioe' due Marshall doppia cassa per la chitarra due Marshall doppia cassa per il basso.
Ne misi uno davanti..uno vicino al batterista pensando che potessero essere utili...che cantassero tutti e tre che facessero dei cori, non so, quindi ripeto non conoscendo niente....

D.Per cui notizie tecniche su come dovevi gestire la situazione non te ne avevano date.

R.No,no io avevo messo tre microfoni sapendo che erano tre persone, fine.
Poi quando sono arrivati...noi abbiamo provato l'impianto, funzionava tutto, poi il mio socio che era stanchissimo si e' addormenteto su una panchina(ride)e poi sentivo anche che russava nella registrazione e.....dopo siamo usciti un attimo per andare a mangiare qualcosa perche' avevamo finito di montare l'impianto: c'era un barettino li di fuori, abbiamo mangiato un paio di panini e poi ci siamo messi ad aspettare.
Dopo sono arrivati quei ragazzi che hanno suonato prima. No, prima sono arrivati loro, hanno provato l'impianto, hanno detto che andava tutto bene, Hendrix mi ha fatto togliere due microfoni perche' ha detto che non servivano, tanto cantava solo lui.
Me li ha fatti smontare, io li ho tolti, poi e' venuto li di fianco al palco dove io avevo messo la centralina e avevo messo il Revox.
Mi ha chiesto che cosa era quello.
Io gli ho detto che era l'eco(ride)perche' magari non mi dicesse che non dovevo registrare...no quello e' per creare l'eco, lui mi ha detto no niente eco io canto senza eco.
Va bene io lo tengo spento e ho fatto cosi'...(mima il gesto di pigiare il tasto di arresto), poi quando hanno cominciato ho fatto partire il registratore, perche' era una mania per me..., ripeto io ho registrato lui non perche' sapevo che c'era Jimi Hendrix...no perche' io dove andavo registravo tutto.

D.Quindi per te Hendrix era una persona totalmente sconosciuta.

R.No,mai sentito nominare,..cioe' sentito nominare ma non sapevo niente, dopo poi sono rimasto entusiasta quando l'ho visto suonare...cioe' io i pezzi Foxy Lady e Hey Joe li conoscevo, pero' non mi figuravo questo personaggio, li sentivo..questi gruppetti qui, li suonavano...e allora dopo sono rimasto impressionato quando...lui aveva solo il wah-wah da quello che mi ricordo perche'per fare distorcere la chitarra, puntava la paletta della Stratocaster contro il Marshall, la puntava sopra la cassa in modo che andasse in distorsione, Whuuu...Whuuu

D.Da come viene evidenziato da altre registrazioni, Jimi si rivolge al pubblico dicendo che alcuni pezzi non li puo' fare perche' ha problemi di tensione(potenza elettrica).

R.Si c'erano degli alti e bassi, sbalzi di corrente, ma l'impianto Semprini aveva uno stabilizzatore con un'escursione di 30w e dovevamo tenerlo d'occhio perche' con la lancetta si vedeva che la corrente era bassa la tiravo su.

D.Come abbiamo modo di sentire dalla registrazione, Jimi come effetti usa solo il wah wah.

R.Io mi ricordo che con la paletta puntava verso la cassa facendo whuuu.whuu..poi sono rimasto entusiasta quando suonava con i denti, non mi aspettavo mai di vedere questo...sembrava che se la mangiasse, la mordeva....ero li'sotto di lui.

D.Hai avuto la possibilita'di parlargli prima dopo lo show.

R.Si lui prima quando ha provato l'impianto adesso si chiama soundcheck ha sentito che si sentiva bene e' venuto li' ha guardato come eravamo disposti e poi e' andato nei camerini.

D.Hai avuto richieste particolari .

R.No lui mi ha fatto togliere via due microfoni, io li avevo messi anche perche' cosi' sarebbe venuta meglio la registrazione se avessi potuto disporre di tre fonti invece di una sola, perche' quello che c'e' e' entrato tutto nel suo microfono, e dopo un'altra cosa che mi ricordo alla fine..ecco tu mi parli di uno spettacolo serale..io ti giuro ci ho pensato tanto ma di uno spettacolo serale per me non c'e' stato.
Io mi ricordo che quando e' finito loro sono scappati nel camerino, noi abbiamo smontato la roba, poi siamo andati a salutarli e una cosa che mi ricordo e' che c'era il batterista che con le bacchette che ci dava su una sedia (mima l'azione-ride), si vede che non aveva ancora scaricato tuta la tensione.
Poi li abbiamo salutati e siamo venuti via,quindi escludo, sai la memoria dopo quaranta anni pero' al 95% che noi abbiamo smontato e siamo andati via.

D.Come partecipazione di pubblico.

R.Non era pieno ma molto partecipe

D.Mi puoi dire i mezzi usati per la registrazione.

R.Il registratore un Revox, la bobina Geloso, recuperata al volo perche' non eravamo partiti con l'intenzione di registrare pero' all'ultimo momento la prima bobina che abbiamo avuto fra le mani..io ho iniziato a 14 anni a fare questo mestiere ora ne ho 66 all'inizio lo facevo solo d'estate perche' andavo a scuola poi e' diventato il mio lavoro a tempo pieno fino ad ora.
L'ultima e unica volta che ho sentito il nastro e' stato 20 anni fa assieme ad alcuni amici..ora tocca a te..


Io, M. Comandini, E. De Pascale, R. Bonanzi, Silvano Martini e Cico.
Alla conferenza di Città della Pieve

lunedì 22 settembre 2008

Foxy Lady

Foxy Lady

Registrata: 13/12/1966,
Luogo: CBS Recording Studios - Londra
Tecnico del suono: Mike Ross
Produttore: Chas Chandler

Jimi: chitarra, voce
Noel: basso, voce
Mitch: batteria

Album : Are you experienced? (1967)





Verso la metà degli anni Sessanta la Califomia, e in particolare la città di San Francisco, è testimone di importanti rivolgimenti sociali, di un fenomeno di ribellione generazionale che fonda le sue principali ragioni sull'opposizione alla guerra in Vietnam, sulle battaglie per i diritti civili, contro il nucleare: è il momento di maggior gloria per personaggi come Jerry Rubin e Abbie Hoffman, il "movimento" hippie, capelli lunghi, collanine, fiori e misticismo orientale, amore libero, Timothy Leary e le sperimentazioni di LSD a Harward.
Una rapida massificazione alternativa, destinata all'inevitabile fallimento come testimonia lo stesso Abbie Hoffman: «La facilità con cui la maggioranza della popolazione assorbì e deglutì la cultura hippie è la vera sconfitta. I capelli lunghi, il fumare droga, il vestire freak persero ben presto il loro senso di sfida sociale. La spontaneità della stampa controculturale fu assorbita da Rolling Stone. Il bieco capitalismo divenne una spugna usata per smussare l'originalità hippie».



Paul Gilbert live Foxy Lady Futurum Prague


La breve estate dell'amore californiana ebbe ovvie ripercussioni sul modo di fare musica di quella zona, con la nascita di formazioni quali Gratefui Dead, Jefferson Airplane e Quicksilver Messenger Service, tanto per citare il sacro triangolo di un suono psichedelico e visionario che determinerà numerosi proseliti anche nella Londra della seconda metà del decennio. Perfino un leader del blues revival inglese come Eric Burdon decide di lasciar perdere i vecchi Animals per ricostruire il complesso su nuove basi e trasferirsi in loco a toccare con mano i fermenti del flower power. L'inno (o almeno uno degli inni) della liberazione sessuale, all'ordine del giorno nell'era della musica per il corpo e per la mente, è la Somebody To Love dei Jefferson Airplane e, ancor prima, della Great Society di Grace Slick(1966). Poi verrà la poetica peccaminosa di Triad di David Crosby, il saggio, portata in scena anche dalla signora Slick sempre con i Jefferson di Crown Of Creation.




Rolling Stones suonano Foxy Lady



Roy Buchanan suona Foxy Lady

L'ingenua e naturale sensualità di una canzone come Foxy Lady e del personaggio Hendrix in genere trae origine dalle linee calde e provocanti del rock'n'roll degli anni Cinquanta e dal focoso rhythm'n'blues dei "fratelli" neri, piuttosto che dal romanticismo intellettuale hippie dal quale Jimi prende significativamente le distanze (più avanti, nella dura If6 Was 9, arriverà ad affermare ...Se tutti gli hippies si tagliassero i capelli, non m'importa, ho il mio mondo in cui vivere e non sono disposto a imitarvi). Hendrix si afferma disinvoltamente come Re del sesso non solo per via del successo con le numerose donne che frequenta ma anche e soprattutto con l'ausilio di esibizioni ad alto contenuto erotico. E ciò che colpisce maggiormente non sono tanto gli atteggiamenti retorici, l'agitarsi selvaggio del corpo e della protuberanza fallica della chitarra, lo spettacolo fine a se stesso, quanto l'immane quantità d'energia pura e diretta. liberata nei confronti dell'ascoltatore, di qualsiasi sesso.


Roberto Ciotti suona Foxy Lady



Tiro Mancino suonano Foxy Lady

La chitarra sembra sorgere dal nulla, provenire da un mondo lontano, indefinito, con le corde soggiogate da un urlo di feedback che trascina nel vivo di un suadente e rallentato ritmo soul ...Foxy. Il canto confidenziale di Jimi è quanto di più sensuale e coinvolgente si possa ottenere (con tanto di sospiri e schiarimenti di voce) da un testo tutt'altro che filosofico, sino alla conclusione della base strumentale, affidata a una rapida virata di chitarra slide. ...Sai di essere una piccola graziosa rubacuori, una piccola dolce amante, voglio portarti a casa, non ti farò del male...



ZZ Top suonano Foxy Lady



Paul McCartney - Let me roll it / Foxy lady - Rome 2003

A Foxy Lady (che pare essere ispirata a Heather Taylor, futura moglie di Roger Daltrey) spetta l'indubbio onore d'aprire lo straordinario album di Are You Experienced?, pubblicato il 12/5/1967 e destinato a raggiungere il secondo posto della classifica inglese di vendita. La versione USA del disco, che differisce dall'originale inglese in ben tre canzoni, viene pubblicata in agosto e s'insedia al numero 5.



Paul Gilbert, Joe Satriani and John Petrucci jamming on Foxy Lady

Foxy Lady viene registrata il 13/2/1967 per il programma della BBC Saturday Club con piglio duro e cadenza decisamente vivace, in linea con la sua derivazione palesemente R&B. Numerose le versioni dal vivo disponibili con l'Experience, a cominciare da quella immortalata il 18/6/1967 al festival di Monterey ricca di un pregevole convulso assolo. Più timida e fedele all'originale la registrazione del 5/9/1967 alla Radiohuset di Stoccolma.



Popa Chubby "Purple Haze" & "Foxy Lady"




Red Hot Chili Peppers

Tra le migliori rese vanno segnalate le incisive performance dell Olympia di Parigi il 29/1/1968 e, soprattutto del Winterland di San Francisco l'11/10/1968, con un Hendrix indemoniato nonostante qualche piccola incertezza finale. Con il trio del 1970, completato da Cox e Mitchell, di buon interesse appare l'impegno al Pop Festival di Atlanta del 4 luglio (24).



Lenny Kravitz


Colma di sofferenza l'interpretazione fornita in occasione dell'ultimo concerto tenuto in Inghilterra, il 30/8/1970 al festival dell'isola di Wight, con la canzone che a un certo punto assume un aspetto irreale, rischiando il totale fallimento dell'esibizione per via della radio del servizio d'ordine che interferisce pesantemente con l'amplificazione. Hendrix, già da tempo sul filo del collasso nervoso, si ferma all'improvviso, lasciando la
scena a Cox e Mitchell che improvvisano a fatica un breve riempitivo, sino a quando Jimi finalmente decide di concludere in modo stanco il pezzo.


-Jimi a Wight-

Il testo è tratto da:
Giancarlo Nanni.
Jimi Hendrix Experience, musica, storia, testimonianze
1998 Castelvecchi Editore



Kronos Quartet



World Saxophone Quartet

venerdì 19 settembre 2008

The Jimi Hendrix Experience, Roma, 24/25 Maggio 1968

La mattina del 24 maggio Jimi e gli altri lasciarono l'Hotel Windsor di
Milano, raggiunsero l'aeroporto di Linate e volarono a Roma.

All'aeroporto trovarono ad attenderli un cineoperatore locale che fece loro delle riprese.
Con un paio di taxi si trasferirono poi tutti all'Hotel Fleming, in
piazzale Monteleone di Spoleto 20, a Tor di Quinto.
Vicki Redding ricorda:
"Nel foyer Jimi si mise a chiacchierare con una donna americana. Il marito andò a lamentarsi con i gestori dell'albergo: 'Qua c'è un negro che sta parlando con mia moglie!'...".

La Jimi Hendrix Experience aveva in programma due concerti al giorno per venerdì 24 e sabato 25 al Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, a breve distanza dalla Stazione Termini. Gli organizzatori avevano
ingaggiato Eddie Ponticome presentatore di tutti e quattro i concerti. Pur non essendo proprio un fan di Hendrix, Eddie ricordò di essersi molto divertito quei due giorni:
Adesso è un Dio. Come Valentino, Dean e Tenco, Jimi ha avuto in sorte il morir giovane e quindi, di restare in eterno a simbolo di un'epoca e del suo costume, una leggenda. A me era francamente antipatico anche se la sua musica mi piaceva tanto,perché qualcuno, non ricordo più chi fosse l'imbecille, me lo aveva descritto come un integrato, uno sbruffone, un venditore di fumo. In verità la sua famosa prima foto-poster giunta in Italia non era certo fatta per farmi cambiare idea. Stava lì con quell'aria di negritudine a tutti i costi, i primi capelli a cupola, l'espressione strafottente e la faccia volutamente brutta. Questo, per me, era uno che cercava di farsi trainare dal carrozzone del black power; un atteggione. Il primo choc lo ebbi quando mi dissero che avrei dovuto presentare quattro spettacoli con lui e mi stavo ancora chiedendo come mi sarei comportato con un personaggio che mi stava tanto antipatico, io che litigo subito con tutti, quando me lo trovai di fronte nei camerini del Brancaccio a Roma ed ebbi il secondo choc, quello giusto, quello che dura ancora
dopo quattro anni. Per cominciare non era affatto come me lo immaginavo o come lo avevano, arbitrariamente, descritto; era un buon palmo più alto di me, il colore della pelle ricordava più il rame che la liquirizia, i capelli non li aveva acconciati da antropofago ma li portava lunghi a criniera, tirati cioè all'indietro, con una larga
mèche bianca sul lato destro. L'espressione non era truce! Dopo i primi convenevoli mi versò un whisky da una delle bottiglie di Pier Franco Colonna e, passandomi una mano sulla spalla, mi trasse in disparte. "Senti, fammi solo questa cortesia: quando ci presenti non fare l'errore che fanno tutti, anche in Inghilterra... Ricordati di dire: 'Jimi Hendrix Experience' e non 'Jimi Hendrix and the Experience' o 'Jimi Hendrix and his Experience'. Questo è un gruppo, una nuova esperienza musicale e non sono io che presenti bensì la nostra musica". Mentre parlava aveva arrotolato una sigaretta,l'aveva accesa e me l'aveva passata. Alla seconda e terza boccata mi disse: 'Potrei chiederti un altro favore, se posso...', 'Figuriamoci... certo', 'Bene allora! Ascolta: questo è il nostro debutto in Italia e senza aver fifa abbiamo però bisogno di concentrazione...'. Lo guardavo in faccia senza aver capito niente. 'Vorrei, se ti è possibile, che tu facessi sgomberare completamente il palcoscenico mentre suoniamo.
Vorrei che tu pregassi tutti - e qui ammiccò verso la torma di Marozzi & C. - di scendere in platea mentre ci esibiamo. Tanto poi ci vediamo stasera e si fa una session tutti assieme...'. Così dovetti portare la brutta notizia e litigare con trecento persone. Mentre li scaraventavano fuori, entravano i "mostri". Erano i primi amplificatori di quella mole che vedevamo e stavamo lì tutti a bocca aperta a
guardarli senza nemmeno immaginare che dopo un paio di anni i nostri complessi dilettanti li avrebbero avuti. Non eravamo ancora preparati a quel genere di cose nel '68 qui in Italia. Figuratevi che appena attaccammo l'amplificazione di Jimi Hendrix saltarono tutte le valvole del Brancaccio per il troppo assorbimento. Nervosismo, impazienza del pubblico, Jimi che diceva di non poter suonare... Una bolgia.
Finalmente riuscimmo ad arrangiare qualcosa spegnendo tutte le luci del teatro, anche dei gabinetti, e riservando tutto il carico possibile all'impianto dal quale però dovemmo per forza togliere uno degli amplificatori, malgrado le proteste di Hendrix.
Adesso i complessi italiani hanno sei o sette tecnici al seguito mentre Hendrix, ricordo bene, ne aveva uno solo e dava lui stesso una mano a sistemare le cose. Finalmente fu tutto a posto: dietro le quinte c'eravamo solo io, il tecnico, l'uomo del sipario e il pompiere di servizio; Jimi era pronto dietro il siparietto ed io uscii, emozionatissimo, a presentare. Ritornai fra le quinte mentre il boato degli applausi si confondeva con i primi pianti della sua chitarra e me ne stetti lì ad ascoltare quella forza della natura, disturbato solo dal pensiero che forse gli avevo fatto una presentazione sbagliata;
proprio come temeva lui. Intanto lui sul palco, piantato sulle immense gambe fasciate di broccato policromo, ci incantava tutti come un Orfeo, come un pifferaio di Hamelin.
Adesso molti mi chiedono se veramente suonava la chitarra con i denti o no, come se poi fosse una cosa così importante. Ma, tanto per la storia, dirò che sì, la chitarra la suonava "anche" con i denti ma si aiutava con le mani con cui la teneva in alto. Era un effetto teatrale e lui lo sapeva bene da quel grosso showman che era. Verso la fine
dell'esibizione la chitarra gli si scordò, o gli saltarono le corde, e lui la buttò per terra schiacciandola con un furore sincero e niente affatto teatrale. Il tecnico gliene rimediò un'altra e la fiaba continuò. Mi svegliai, con lui che usciva dal palco in un tuono di
applausi sudato, stanco e sorridente. "Grazie, la presentazione andava benissimo". Fu la prima cosa che mi disse. "Sono io, siamo noi che dobbiamo ringraziarti Jimi, è stato stupendo" "Veramente?" "Sì, veramente." Mi abbracciò tutto felice.
"Cosa ti è successo alla chitarra?" gli chiesi. "Niente, non funzionava più... " e siccome vide che la guardavo con pena, poverina, tutta sfondata là per terra, mi chiese: "La vuoi?". Facemmo altri tre spettacoli assieme, non so quante session e diventammo amici. Ci siamo sentiti e rivisti altre volte e poi il triste resto lo sapete. Ho ancora quella chitarra, me l'hanno chiesta in tanti ma non ho mai voluto darla via.

giovedì 18 settembre 2008

Venerdì, 18 Settembre 1970

Uno dei giorni più tristi della storia della musica rock.
Jimi Hendrix muore a Londra soffocato dal vomito, causato da assunzione di alcool e ingestione accidentale di sonniferi.

In questo documentario vengono raccontate le ultime 24ore di vita di Jimi Hendrix.






Questo è quanto scrissero i giornali all'epoca.




E' triste che quelle notizie false siano rimaste nell'immaginario collettivo, per i più Jimi Hendrix è ancora morto per droga.

Questo è il notiziario americano che riporta della morte di Jimi.





Una ricostruzione francese delle ultime ore di Jimi


domenica 14 settembre 2008

Roma, 25 Maggio 1968

Il giornale svizzero "Blick" aveva spedito all'Hotel Fleming la giornalista Edith Wieland, accompagnata dal marito fotografo, per un'intervista in preparazione del concerto che la Jimi Hendrix Experience doveva tenere a Zurigo il 30 e 31 maggio. (Pubblicata il 30 Maggio 1968 e firmato dalla Wieland con il nome d'arte Winnie Land)
Eccone una parte :

Jimi Hendrix è uscito dall'ascensore nella sua maniera tipica, con la testa un po' abbassata. Si muove con grazia naturale,.. Mi ha salutato e si è seduto accanto a me sul divano. Per nascondere un po' di timidezza ha ordinato un succo di frutta.

WL: Non bevi alcool?

JH: Qualche volta sì, ma non a metà giornata.
E poi questo succo di frutta mi rimette al mondo Siamo sempre in tournée e spesso non mangiamo granché. Guarda: anche la mia pelle ne soffre (e mi mostra un'escoriazione sul polso. Ha mani grandi ed espressive...).


WL: Da quando non vi prendete una vacanza?

JH: Da quando abbiamo fondato la Jimi Hendrix Experience.

WL: Posso essere onesta? Sei molto più "carino" dal vero che nelle foto e nei poster.

JH: Nelle foto ho un aspetto terribile. Grazie per il complimento.

WL: Perché sei rappresentato sempre come un selvaggio?

JH- Veramente anche io non so perché le gente vuole vedermi come un soggetto
"horror". Sarebbero felici di vedermi come un cannibale.

Fa una faccia orribile, mostra i denti, strabuzza gli occhi. Poi sorride. È facile capire
che il materiale promozionale che lo rappresenta come un selvaggio urta molto la sua
sensibilità. Bello non lo è, ma ha un sacco di charme, humour e intelligenza, e appena
si inizia a parlare con lui ci si dimentica della sua bruttezza.

WL: Ieri un critico italiano ti ha descritto come il Paganini della chitarra.

JH: Paganini? Chi è? Ah sì, il più grande violinista di tutti i tempi. Oh, è veramente un
bei complimento (ride contento).

WL: La tua musica è spesso etichettata come psichedelica. In quale categoria tu metti
la tua musica?

JH: È difficile dirlo. È una miscela di rock, blues e jazz... musica del futuro. Non direi
proprio psichedelica. Piuttosto Bach o Beethoven! (ride). Non interpretarmi male!
Amo molto Bach e Beethoven: ho tanti loro dischi e ne ho anche di Gustav Mahler.

WL: E il tuo successo con le donne?

JH: Donne? (pensa per un secondo) Sai io vivo solo per la mia musica. La chitarra
viene prima, poi la musica e poi, dopo un po', vengono le donne. Non ho tempo per
le donne. Ma il successo non aiuta. Rende il lavoro più complicato.

WL: Puoi continuare a lavorare a questa velocità?

JH: Non ancora per molto. Domani finiamo il nostro tour italiano. Poi volo a New
York per una giornata per firmare un contratto e poi andiamo in Svizzera, come sai.
Tutto in quattro giorni.

WL: E dopo la vostra visita in Svizzera?

JH: Un breve tour in Spagna e poi dopo una vacanza. Ne abbiamo bisogno... Siamo
molto stanchi. Poi vorrei ritornare a Roma. Amo questa meravigliosa città.

La nostra intervista viene interrotta. È ora di andare al teatro.

JH: Saremo in ritardo anche questa volta. Mitch è ancora in camera. In un anno e
mezzo che lo conosco non è mai arrivato puntuale! La non puntualità è la sua malattia cronica!


mercoledì 10 settembre 2008

Spokane, domenica, 08 settembre 1968

L'Experience si trovava a Spokane, dove un critico dello Spokane Daily Chronicle annotò: "Hendrix monopolizza lo show... È talmente bello fisicamente, e talmente bravo
come musicista, che diventa impossibile staccargli gli occhi di dosso". Dopo il concerto, un roadie invitò la diciottenne Betsy Morgan a un party al Davenport Hotel. Il posto di Betsy al con-
certo era stato talmente lontano dal palco che, una volta giunta alla festa, in un primo momento non riconobbe ne Mitch ne Noel, che facevano gli onori di casa. "Di persona sembravano
due pupazzetti", ricorda lei, "perché erano così bassi, e avevano questi nasi lunghi." Quando Jimi la avvicinò, non riconobbe neanche lui. Quando alla fine si presentò a lei, la ragazza arrossì
per l'imbarazzo. Le chiese se volesse andare nella sua stanza ad ascoltare il suo nuovo album Electric Ladyland, che, le disse, parlava di ragazze come lei.

Nell'ascensore, cercò di baciarla. La Morgan, che andava ancora al liceo in un istituto cattolico, girò la testa verso il pavimento e lo respinse. "Hai mai notato che bei tappeto c'è sul pavi-
mento?" gli disse lei.

"C'entra qualcosa il fatto che io sia nero?" chiese lui a proposito del suo rifiuto.

"Certo che no", replicò lei, "ma ti ho appena conosciuto."
Grazie a quella risposta, trascorsero la serata insieme e l'umore di Jimi migliorò decisamente. Avrebbe potuto scaricarla facilmente e trovarsene un'altra più disponibile, ma quella ragazza lo
divertiva. Quando le porte dell'ascensore si aprirono, mosse il braccio per tenere la porta aperta a Betsy, come a una principessa, e le disse: "II nostro piano, madame".

Nella sua stanza, Jimi aprì il guardaroba e per quasi un'ora, lui e Betsy si provarono diversi vestiti, giocando con i modelli mentre ascoltavano il nuovo album. Erano come due amiche di
fronte a una svendita da Saks, sulla Quinta Avenue, impegnate a fare esperimenti e a provare diverse combinazioni, ridacchiando tutto il tempo. "Jimi aveva questo boa di struzzo, che faceva svolazzare per la stanza come una vecchia star del cinema", ricorda la Morgan. C'erano abiti di velluto e luminosi costumi attillati.
Alla fine, si sedettero su un divano e cominciarono a raccontarsi a vicenda alcuni episodi del loro passato. La conversazione spa ziò dalla scuola di lei, alla moda corrente e agli avvenimenti lo-
cali. "Voleva sapere se avevo un orario di rientro", racconta la Morgan. "Voleva sapere tutto su com'era frequentare una scuola cattolica per sole donne." Alcuni seduttori avrebbero potuto
sfruttare questo espediente per riportare la conversazione sul sesso, ma Jimi continuò a comportarsi da gentiluomo. "Si comportava molto meglio dei ragazzi che frequentavo della Gonzaga Prep", osserva la Morgan.

Pur avendo vissuto un'esistenza travagliata, Jimi trovava noioso parlare di se stesso, e preferiva ascoltare i racconti degli altri. Una delle sue qualità era l'abilità di mettere gli altri a proprio agio, facendoli sentire importanti. Ascoltò la Morgan raccontare nel dettaglio la sua esperienza allo Sky River Rock Festival, il primo imponente festival musicale del Nordovest. "Gli raccontai di avere perso le scarpe, di tutto il fango che c'era, di avere perduto anche il passaggio e di tutti i drogati che avevo visto",riferisce la Morgan. Anche se molti avevano fumato erba apertamente al party, la Morgan non aveva visto con i suoi occhi Hendrix bere un sorso d'alcol o prendere alcun tipo di droga. Lo aveva visto bere solo caffè, reggendo la tazza come un gentiluomo inglese.

Allo Sky River, Betsy aveva incontrato qualcuno che le aveva detto di essere stato a scuola con Jimi, e infatti Jimi confermò la cosa. Mentre la notte avanzava, Jimi non disse mai di aver biso-
gno di dormire e, pur sembrando stanco, non si mosse mai dal divano. Lei gli chiese se la frase di "Purple Haze" dicesse "Excuse me while I kiss this guy", e lui si fece una grossa risata. Lei
in seguito avrebbe detto che Jimi aveva un'aria "solitària", e che sembrava provare "una profonda tristezza", nonostante la leggerezza con cui si apriva al prossimo.

Alle nove del mattino, Jimi doveva andare. Avevano passato otto ore a chiacchierare, adesso lui doveva partire per Portland nel giro di pochi minuti. La accompagnò nella hall e le diede ven-
ti dollari per il taxi. Al momento di separarsi ci fu un certo imbarazzo: lei sapeva che i suoi amici non avrebbero creduto che lei lo aveva conosciuto, così gli chiese un autografo. Lui fu molto
carino e le scrisse: "Per Betsy. Che meravigliosa serata abbiamo passato insieme". Sotto la dedica ci aggiunse dei ghirigori da scolaretta. Mentre saliva sul taxi e leggeva il biglietto, Betsy si rese conto del fatto che non si erano neppure baciati.

lunedì 8 settembre 2008

Settembre 1968, Seattle (Una visita alla famiglia)

A settembre, il tour arrivò a Seattle, e la seconda visita di Jimi nella sua città natale fu più semplice della prima, anche se comunque densa di avvenimenti.
Trascorse gran pane della sua breve visita a festeggiare insieme a Leon, il che fece infuriare Al che avrebbe preferito far vedere a tutti il suo famoso figlio.
"Tornammo a casa molto tardi", ricorda Leon, "e la casa era piena di gente, tutto il vicinato in attesa dell'arrivo di Jimi. Mio padre ci aspettava sulla soglia di casa con la cinghia nelle mani.
Ci disse:
'Voi due ragazzi, entrate in casa, vi spetta una bella lezione per questo'." Jimi e Leon fissarono Al increduli, chiedendosi se il padre avesse davvero intenzione di frustrarli con tutta quella gente
in casa. Jimi aveva venticinque anni e Leon quasi venti. Parecchi vicini si misero di mezzo e Al mollò la cintura, ma rimase arrabbiato per tutta la sera.

Jimi andò in macchina, a Vancouver, in Canada, per lo spettacolo successivo, viaggiando con la famiglia anziché con il resto della band. Presero la macchina nuova, comprata con i soldi di
Jimi, nella quale si strinsero Jimi, Leon, Al, la moglie di Al, June, e Janie, la figlia di June di sette anni che Al aveva adottato quell'anno. Quando si fermarono per pranzare da Danny's nei pressi
di Mount Venon, sempre nello stato di Washington, rimasero seduti al ristorante per troppo tempo senza che nessuno arrivasse a servirli - a Jimi probabilmente sembrava di essere tornato in Louisiana. Gli altri clienti li fissavano; erano gli unici non bianchi in tutto il locale. "Restammo seduti lì per un bei po'", ricorda Leon. "Finalmente, arrivò una ragazzina che chiese a Jimi un
autografo. I suoi genitori tentarono di riprendersela, ma lei cominciò a gridare: 'Quello è Jimi Hendrix'. Corse al nostro tavolo, e Jimi le fece l'autografo."
Soltanto dopo che numerosi clienti lo ebbero riconosciuto, la famiglia venne servita. Perfino a casa sua, soltanto la fama di Jimi era in grado di assicurargli il trattamento che per un bianco
era assolutamente normale ricevere.

A Vancouver, Jimi ebbe il piacere di suonare per sua nonna Nora, alla quale dedicò "Foxy Lady". Nora poco dopo rilasciò la propria recensione del concerto a un giornalista televisivo: "II
modo in cui suonava quella chitarra, oh mio Dio! Non capisco come faccia a sopportare tutto quel baccano". Jimi incontrò anche i propri cugini Diane e Bobby, e sua zia Pearl. Pearl lo aveva
allevato per un anno quando era bambino, e lui le si rivolgeva come a una madre, lamentandosi di quel calendario frenetico.
"Jimi era già di pessimo umore, sin da allora", ricorda la cugina Diane Hendrix. "Piangeva parlando con mia madre. Voleva smettere. Non voleva tornare a tenere concerti." Eppure, Jimi
spiegò a Pearl, di non avere scelta: il suo management, la crew, e la band contavano su di lui per sopravvivere, e in quel momento aveva trenta persone alle sue dipendenze. La stessa lamentela
sarebbe stata ripetuta spesso nell'arco dei due anni successivi, anche se Jimi fu sempre incapace - forse spinto dalle difficoltà economiche patite da giovane - di dire no a un tour o rifiutare
un ingaggio.

Una settimana con gli Experience

04Settembre/11 Settembre

Mercoledì, 04 Settembre


Gli Experience suonano al Memorial Coliseum di Phoenix in Arizona.
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge



Ricorda RON TERRY (BOOKING AGENT)
Ricevetti una telefonata da Mike Jeffery che si lamentava dicendo che Jimi non voleva più i Vanilla Fudge nello spettacolo. Chiesi allora a Jeffery di lasciarmi parlare con Jimi, personalmente.
Volevo far leva sul suo senso di competizione.
“Guarda” gli dissi “ti stai comportando come una fottuta fighetta, vuoi fare la prima donna? Loro hanno avuto delle buone serate, tu qualcuna meno, può capitare... Impegnati di più, fagli vedere quello che sai fare”.
Subito mi mandò a fare in culo, ma poi, tornò indietro a scusarsi e mi disse
“OK vedremo cosa succederà stasera”.
Quella sera a Phoenix i Vanilla Fudge suonarono veramente bene.
Hendrix salì sul palco con il fuoco che gli usciva dalle orecchie, stava fumando.Fin dalle prime note mostrò a tutti chi era Jimi Hendrix e quando il concerto finì, mentre si dirigeva nei camerini mi vide e mi disse
“Questo è il modo che intendo, per suonare”


Giovedì, 05 Settembre

Gli Experience tornano a Los Angeles e per prima cosa passano dagli uffici della Warner Brothers per alcune pratiche.

Alla sera tengono un concerto allo Swing Auditorium di San Bernardino.
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge


Dopo il concerto, gli Experience finiscono la serata insieme ad Eric Burdon al Whiskey A Go Go, noto locale di Los Angeles.

Venerdì, 06 Settembre

Gli Experience si trasferiscono a Seattle, Washington dove tengono un concerto al Centre Coliseum.
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge


Jimi è nella sua città natale e ne approfitta per una visita alla famiglia.

Ricorda Pearl Hendrix:
Io, nonna e Allen quando andavamo ai concerti di Jimi, mettevamo sempre dei tappi per le orecchie, ma nonostante ciò non potevamo sopportare le vibrazioni fisiche prodotte dal rumore, che facevano tremare anche le nostre ossa.
Quando Jimi veniva a Seattle per dei concerti, voleva passare il tempo con la famiglia e dormire a casa del padre, ma i suoi produttori non lo permettevano.
Si giunse allora ad un compromesso, Jimi avrebbe potuto dormire a casa del padre solo se una guardia del corpo fosse rimasta per sorvegliare Jimi.


Ricorda JANIE HENDRIX:
Mi ricordo del suo grande cappello e mantello. Sapeva che mi piaceva Batman e dopo il concerto mi portò nella hall del suo albergo e mi avvolse nel suo mantello mentre canticchiava il motivetto di Batman poi mi prese in braccio e mi fece girare. Ci divertimmo un sacco. Quando mi fece vedere la sua stanza d’albergo, notai che in un posacenere c’era una catenella con un cuoricino di agata. Gli chiesi cosa fosse e lui rispose “ Ah quello? Quello è per te, l’ho preso per te” e me lo regalò insieme ad una sua foto.
La gente, già allora faceva commenti del tipo “tu sei la sorellastra, oppure, lui è solo il tuo fratellastro”, gli chiesi allora cosa significasse e lui rispose “No, tu sei mia sorella e lo sarai sempre. Sei la mia unica sorella” Fu un momento speciale per me.
Quando ci dirigemmo verso la Limousine che lo attendeva mi prese per mano e c’era tutta quella gente che voleva un suo autografo ma lui non lasciò mai la mia mano.

Sabato, 07 Settembre

Concerto al Pacific Coliseum di Vancouver (Canada)
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge.


Jimi guida da Seattle a Vancouver con la famiglia.

Ricorda JANIE HENDRIX:
Dopo Seattle, Jimi doveva suonare a Vancouver.
Tutta la famiglia salì sull’auto che Jimi ci aveva regalato l’anno prima.
Eravamo felici di fare quel viaggio tutti assieme.

All’aeroporto di Vancouver Noel e Mitch incontrano i membri degli Spooky Tooth.

Ricorda MIKE KELLIE (BATTERISTA DEGLI SPOOKY TOOTH)
Eravamo in tournè in Canada quando all’aeroporto di Vancouver ci imbattemo negli Experience.
Mi ricordo che Noel , per ingannare l’attesa, mi invitò in una cabina telefonica. Non capivo ma lo seguì. Arrivati là, dalla sua 24ore tirò fuori uno spinello che ci fumammo subito.
Noel è sempre stato un bravo ragazzo, molto cordiale e generoso, ma quello che mi sorprese e impressionò era che girava con una 24ore, a quei tempi, segno tangibile del successo.





Gli Experience vengono intervistati da Terry david Mullingan per la Tv CBC, nel corso di questa intervista Jimi annuncia l'uscita del suo prossimo album "Electric Ladyland"

Domenica, 08 Settembre

Concerto al Coliseum di Spokane.
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge.


Ricorda RON TERRY:
Le nostre stanze non erano ancora pronte così andammo al bar dell’hotel.
Eravamo lì tranquilli, bevendo qualcosa, quando un uomo d’affari in giacca e cravatta rivolgendosi a Mitch, disse “Signorina, potrebbe passarmi il latte?”
Mitch s’incazzò tantissimo e stava per saltargli adosso.
“Ti faccio vedere io se sono una sfottuta signorina”
Fortunatamente lo fermai e lo calmai.
Dopo il viaggio Mitch era molto stanco e quel tizio aveva scelto il momento sbagliato per la sua battuta.

Prima del concerto Jimi viene intervistato da John Bates per il Sposane Daily Chronicle, intervista pubblicata il giorno successivo.

Lunedì, 09 Settembre

Concerto al Memorial Coliseum di Portland nell’Oregon.
Gruppi di supporto:
Soft Machine, Eire Appearent e Vanilla Fudge.


Martedì, 10 Settembre

Gli Experience tornano a Los Angeles e affittano una villa a Beverly Hills in Benedict Canyon Road.
Per tutto il periodo del soggiorno californiano Jimi e Buddy Miles sono compagni inseparabili.

Ricorda BUDDY MILES:
Il nostro vicino di casa era Buddy Ebsen (attore). La figlia di Marlene Dietrich abitava nella villa accanto.
Facevamo festa tutti i giorni e combinavamo un sacco di scemenze.
Una sera stavo facendomi la doccia, quando qualcuno bussò alla mia porta, era Jimi con una parrucca bionda e un reggiseno.
In falsetto mi disse “Buddy?” e io risposi “entra pure James” e lui “perché non andiamo in piscina?”.
Arrivati là mi tuffai in piscina e lo spruzzo d’acqua gli fece cadere la parrucca. Facevamo cazzate come questa e ci pisciavamo addosso dal ridere.

Mercoledì, 11 settembre

Photo session per la rivista Life.

Ricorda NOEL REDDING:
Jimi, in quel periodo a Los Angeles, aggredì un paio di ragazze, colpendole con un mattone o roba del genere.
Una di loro fu aggredita perché entro nella mia stanza invece che la sua.

Ricorda ERIC BURDON:
Cerano due omaccioni di colore che facevano da guardia del corpo a Jimi. Stavano lì a guardare mentre lui si faceva quelle ragazze. Era l’inizio della fine.

sabato 6 settembre 2008

Lo spaccatutto del pop elettronico

Lo spaccatutto del pop elettronico

(Panorama, 07 marzo 1968)


INNO ALLA VIOLENZA. Jimi Hendrix, uno dei componenti il trio Experience, durante una sua scatenata esibizione. I recital del trio sono stati definiti un inno alla violenta: alcune associazioni puritane li hanno giudicati troppo erotici.

I dischi del trio pop elettronico « Jimi Hendrix Experience » sono arrivati anche in Italia dopo il trionfo ottenuto negli Stati Uniti e in Inghilterra. « Per il momento si vendono solo nei negozi
più centrali di Roma e di Milano », dice Roberto Furcht, dell'omonima ditta di rivendita di articoli musicali, « ma abbiamo buone speranze per il futuro. » In America il primo long-playing degli « Experience » è fra i 10 maggiori successi del 1967; in Inghilterra un'inchiesta su scala nazionale ha confermato il complesso come « i migliori musicisti pop dell'anno ».
Suonare cadendo. Jimi Hendrix, 21 anni, americano; Noel Redding, 21 anni, inglese; Mitch Mitchell, 22 anni, anch'egli inglese; i primi due chitarristi,il terzo batterista. La loro musica è di tipo « accidentale », ma non ricalca le orme dei ritmi del compositore John
Cage, l'idolo dei fans dell'elettronica.
È piuttosto come se i 3 musicisti cadessero involontariamente da una scala continuando a suonare. I loro recital sono un inno alla violenza.
« Una volta stavo lasciandomi trasportare dalla mia musica, quando un corto circuito mi incendiò la chitarra », racconta Hendrix, che ha ottenuto un grande successo anche al Festival pop di Monterey nel 1967. « Da allora ho spesso cosparso lo strumento di benzina per poi calpestarne i pezzi in fiamme sul palcoscenico. Quando ci recammo al Bowl di Hollywood per un concerto, ci aspettavano con gli estintori. » A volte l'irsuto Hendrix, che i giornali inglesi chiamano Mau-Mau,
si limita a fracassare gli strumenti e quanto gli capita sotto mano. Anche questa moda, spiega, è nata da un incidente. « Una volta stavo suonando e continuavo a spostarmi per il palcoscenico. Caddi in platea, la folla mi stringeva da presso e così mi liberai della chitarra buttandola sul palcoscenico. Non volevo romperla, ma andò comunque in pezzi. »

In un certo senso le distruzioni operate dagli « Experience » sono più inevitabili che accidentali e derivano da quella vena di violenza che ha sempre pervaso la corrente rock e pop, la stessa impulsiva violenza dei giovani. « In realtà », dice Hendrix, « con questa violenza cerchiamo di non annoiarci e speriamo che il pubblico l'apprezzi. »

Spettacolo erotico. Il pubblico da loro ragione e spesso invade scatenato il palcoscenico. Questo non è piaciuto a certi ambienti puritani. L'anno scorso l'associazione « Figlie della Rivoluzione Americana » di San Francisco è riuscita a far proibire-una rappresentazione comune degli « Experience » e dei « Monkees », sostenendo che lo spettacolo era « troppo erotico ». Gli « Experience » si rifiutarono di modificare il recital e si misero a girare la costa» del Pacifico da soli, ottenendo un enorme successo. Dal centesimo posto nella graduatoria nazionale, il loro primo
long-playing balzò al dodicesimo. « Se c'è erotismo », dice Hendrix,
« è perché amiamo i nostri strumenti. Spesso le corde si spaccano. Più se ne spaccano più il suono diventa lamentoso. Spesso suono la chitarra coi denti. A volte ho il microfono addirittura in bocca. Altre volte mi ci siedo sopra. Non posso ricordarmi di tutto quello che faccio quando suono.»

Hendrix ha incominciato la sua carriera a 16 anni, quando se ne andò
dalla sua casa di Seattle. Per un certo tempo si spostò fra Memphis e Nashville come accompagnatore di complessi famosi: quelli di Little Richard, degli Isley Brothers e di Joe Jackson.
Nel 1965 si mise in proprio e fu scoperto a Greenwich Village da Chas
Chandler del complesso «The Animals».
Chandler lo mandò a Londra, dove Hendrix fece fortuna. « Oggi lavoriamo quasi tutto il giorno », dice. « Questo mestiere non è semplice come sembra. »

Ma c'è anche il risvolto piacevole della medaglia. Durante la prossima tournée negli Stati Uniti, gli « Experience » viaggeranno su una Rolls Royce decorata con la bandiera americana e la Union Jack. I guadagni permetteranno a Hendrix di realizzare un vecchio sogno: « Da anni voglio scrivere delle commedie e dei libri in genere.
Voglio poter rimanere sdraiato su una isola, la mia isola, e lasciarmi crescere la barba.»

Copyright Newsweek e Panorama 1968



Jimi Hendrix and the Led Zeppelin

Led Zeppelin Tribute To Hendrix

Il giorno dopo la morte di Jimi i Led Zeppelin tenevano un concerto al Madison Square Garden di New York e dedicarono "thats the way" alla memoria di Jimi Hendrix.



Led Zeppelin "Hey joe" 1974



Jimmy Page & Aerosmith - Red House

REHERSALS AT THE MARQUEE CLUB,LONDON,ENGLAND AUGUST 20,1990. FILMED ON STAGE BY THE BAND.






Jimi Hendrix vs. Jimmy Page

A series of Intense solo's and riffs by two of the greatest guitar legends of all time... Jimi Hendrix and Jimmy Page

Arthur Lee on Jimi Hendix




jimi hendrix & arthur lee

"The everlasting first"

venerdì 5 settembre 2008

JIMI HENDRIX VIVE!!!

Milano,
sabato 20 settembre 2008
Piazza San Marco
ore 17:00

INSTALLAZIONE DI ALEX SCHIAVI

"Terza edizione della installazione, difatti venne realizzata nel 2006 e nel 2007 sempre qui a Milano"



Il 18 settembre 1970 moriva a Londra il grande chitarrista Jimi Hendrix, il più grande chitarrista del pianeta.
La sua vita terrena termina li, ma fortunatamente continua la sua vita artistica.
Jimi Hendrix è tuttora colosso e esempio di come un povero nero possa raggiungere le alte vette dell'arte e della musica.
Un esempio di musicista, innovativo, totale, di assoluta avanguardia.




Come tutti gli anni, Alex Schiavi nella ricorrenza della sua triste e prematura morte, dedica una installazione in suo ricordo!

◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊

Centinaia di foto di Hendrix appese e disseminate attorno alla piazza stessa.
Un ricordo, un omaggio doveroso.


Jimi Hendrix si esibí a Milano il 23 maggio 1968 all'allora PIPER CLUB (ed Alex Schiavi era tra il pubblico)

◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊◊

Partecipazione gratuita!!!



M° ALEX SCHIAVI
VIALE GIOVANNI SUZZANI, 1
20162 MILANO
TELEFONI 339-41.58.942 - 338-87.60.289
WWW. ALEXSCHIAVI.COM