domenica 14 settembre 2008

Roma, 25 Maggio 1968

Il giornale svizzero "Blick" aveva spedito all'Hotel Fleming la giornalista Edith Wieland, accompagnata dal marito fotografo, per un'intervista in preparazione del concerto che la Jimi Hendrix Experience doveva tenere a Zurigo il 30 e 31 maggio. (Pubblicata il 30 Maggio 1968 e firmato dalla Wieland con il nome d'arte Winnie Land)
Eccone una parte :

Jimi Hendrix è uscito dall'ascensore nella sua maniera tipica, con la testa un po' abbassata. Si muove con grazia naturale,.. Mi ha salutato e si è seduto accanto a me sul divano. Per nascondere un po' di timidezza ha ordinato un succo di frutta.

WL: Non bevi alcool?

JH: Qualche volta sì, ma non a metà giornata.
E poi questo succo di frutta mi rimette al mondo Siamo sempre in tournée e spesso non mangiamo granché. Guarda: anche la mia pelle ne soffre (e mi mostra un'escoriazione sul polso. Ha mani grandi ed espressive...).


WL: Da quando non vi prendete una vacanza?

JH: Da quando abbiamo fondato la Jimi Hendrix Experience.

WL: Posso essere onesta? Sei molto più "carino" dal vero che nelle foto e nei poster.

JH: Nelle foto ho un aspetto terribile. Grazie per il complimento.

WL: Perché sei rappresentato sempre come un selvaggio?

JH- Veramente anche io non so perché le gente vuole vedermi come un soggetto
"horror". Sarebbero felici di vedermi come un cannibale.

Fa una faccia orribile, mostra i denti, strabuzza gli occhi. Poi sorride. È facile capire
che il materiale promozionale che lo rappresenta come un selvaggio urta molto la sua
sensibilità. Bello non lo è, ma ha un sacco di charme, humour e intelligenza, e appena
si inizia a parlare con lui ci si dimentica della sua bruttezza.

WL: Ieri un critico italiano ti ha descritto come il Paganini della chitarra.

JH: Paganini? Chi è? Ah sì, il più grande violinista di tutti i tempi. Oh, è veramente un
bei complimento (ride contento).

WL: La tua musica è spesso etichettata come psichedelica. In quale categoria tu metti
la tua musica?

JH: È difficile dirlo. È una miscela di rock, blues e jazz... musica del futuro. Non direi
proprio psichedelica. Piuttosto Bach o Beethoven! (ride). Non interpretarmi male!
Amo molto Bach e Beethoven: ho tanti loro dischi e ne ho anche di Gustav Mahler.

WL: E il tuo successo con le donne?

JH: Donne? (pensa per un secondo) Sai io vivo solo per la mia musica. La chitarra
viene prima, poi la musica e poi, dopo un po', vengono le donne. Non ho tempo per
le donne. Ma il successo non aiuta. Rende il lavoro più complicato.

WL: Puoi continuare a lavorare a questa velocità?

JH: Non ancora per molto. Domani finiamo il nostro tour italiano. Poi volo a New
York per una giornata per firmare un contratto e poi andiamo in Svizzera, come sai.
Tutto in quattro giorni.

WL: E dopo la vostra visita in Svizzera?

JH: Un breve tour in Spagna e poi dopo una vacanza. Ne abbiamo bisogno... Siamo
molto stanchi. Poi vorrei ritornare a Roma. Amo questa meravigliosa città.

La nostra intervista viene interrotta. È ora di andare al teatro.

JH: Saremo in ritardo anche questa volta. Mitch è ancora in camera. In un anno e
mezzo che lo conosco non è mai arrivato puntuale! La non puntualità è la sua malattia cronica!


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