mercoledì 10 settembre 2008

Spokane, domenica, 08 settembre 1968

L'Experience si trovava a Spokane, dove un critico dello Spokane Daily Chronicle annotò: "Hendrix monopolizza lo show... È talmente bello fisicamente, e talmente bravo
come musicista, che diventa impossibile staccargli gli occhi di dosso". Dopo il concerto, un roadie invitò la diciottenne Betsy Morgan a un party al Davenport Hotel. Il posto di Betsy al con-
certo era stato talmente lontano dal palco che, una volta giunta alla festa, in un primo momento non riconobbe ne Mitch ne Noel, che facevano gli onori di casa. "Di persona sembravano
due pupazzetti", ricorda lei, "perché erano così bassi, e avevano questi nasi lunghi." Quando Jimi la avvicinò, non riconobbe neanche lui. Quando alla fine si presentò a lei, la ragazza arrossì
per l'imbarazzo. Le chiese se volesse andare nella sua stanza ad ascoltare il suo nuovo album Electric Ladyland, che, le disse, parlava di ragazze come lei.

Nell'ascensore, cercò di baciarla. La Morgan, che andava ancora al liceo in un istituto cattolico, girò la testa verso il pavimento e lo respinse. "Hai mai notato che bei tappeto c'è sul pavi-
mento?" gli disse lei.

"C'entra qualcosa il fatto che io sia nero?" chiese lui a proposito del suo rifiuto.

"Certo che no", replicò lei, "ma ti ho appena conosciuto."
Grazie a quella risposta, trascorsero la serata insieme e l'umore di Jimi migliorò decisamente. Avrebbe potuto scaricarla facilmente e trovarsene un'altra più disponibile, ma quella ragazza lo
divertiva. Quando le porte dell'ascensore si aprirono, mosse il braccio per tenere la porta aperta a Betsy, come a una principessa, e le disse: "II nostro piano, madame".

Nella sua stanza, Jimi aprì il guardaroba e per quasi un'ora, lui e Betsy si provarono diversi vestiti, giocando con i modelli mentre ascoltavano il nuovo album. Erano come due amiche di
fronte a una svendita da Saks, sulla Quinta Avenue, impegnate a fare esperimenti e a provare diverse combinazioni, ridacchiando tutto il tempo. "Jimi aveva questo boa di struzzo, che faceva svolazzare per la stanza come una vecchia star del cinema", ricorda la Morgan. C'erano abiti di velluto e luminosi costumi attillati.
Alla fine, si sedettero su un divano e cominciarono a raccontarsi a vicenda alcuni episodi del loro passato. La conversazione spa ziò dalla scuola di lei, alla moda corrente e agli avvenimenti lo-
cali. "Voleva sapere se avevo un orario di rientro", racconta la Morgan. "Voleva sapere tutto su com'era frequentare una scuola cattolica per sole donne." Alcuni seduttori avrebbero potuto
sfruttare questo espediente per riportare la conversazione sul sesso, ma Jimi continuò a comportarsi da gentiluomo. "Si comportava molto meglio dei ragazzi che frequentavo della Gonzaga Prep", osserva la Morgan.

Pur avendo vissuto un'esistenza travagliata, Jimi trovava noioso parlare di se stesso, e preferiva ascoltare i racconti degli altri. Una delle sue qualità era l'abilità di mettere gli altri a proprio agio, facendoli sentire importanti. Ascoltò la Morgan raccontare nel dettaglio la sua esperienza allo Sky River Rock Festival, il primo imponente festival musicale del Nordovest. "Gli raccontai di avere perso le scarpe, di tutto il fango che c'era, di avere perduto anche il passaggio e di tutti i drogati che avevo visto",riferisce la Morgan. Anche se molti avevano fumato erba apertamente al party, la Morgan non aveva visto con i suoi occhi Hendrix bere un sorso d'alcol o prendere alcun tipo di droga. Lo aveva visto bere solo caffè, reggendo la tazza come un gentiluomo inglese.

Allo Sky River, Betsy aveva incontrato qualcuno che le aveva detto di essere stato a scuola con Jimi, e infatti Jimi confermò la cosa. Mentre la notte avanzava, Jimi non disse mai di aver biso-
gno di dormire e, pur sembrando stanco, non si mosse mai dal divano. Lei gli chiese se la frase di "Purple Haze" dicesse "Excuse me while I kiss this guy", e lui si fece una grossa risata. Lei
in seguito avrebbe detto che Jimi aveva un'aria "solitària", e che sembrava provare "una profonda tristezza", nonostante la leggerezza con cui si apriva al prossimo.

Alle nove del mattino, Jimi doveva andare. Avevano passato otto ore a chiacchierare, adesso lui doveva partire per Portland nel giro di pochi minuti. La accompagnò nella hall e le diede ven-
ti dollari per il taxi. Al momento di separarsi ci fu un certo imbarazzo: lei sapeva che i suoi amici non avrebbero creduto che lei lo aveva conosciuto, così gli chiese un autografo. Lui fu molto
carino e le scrisse: "Per Betsy. Che meravigliosa serata abbiamo passato insieme". Sotto la dedica ci aggiunse dei ghirigori da scolaretta. Mentre saliva sul taxi e leggeva il biglietto, Betsy si rese conto del fatto che non si erano neppure baciati.
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