domenica 26 ottobre 2008

Un giorno di maggio

Nell’ anno in cui Jimi Hendrix venne a Roma a suonare al teatro Brancaccio, io ero un ragazzetto di circa 15 anni appassionato di musica come mio cugino, con il quale passavamo interi pomeriggi a consumare i dischi a furia di ascoltarli.
Io frequentavo il primo anno dell’ Istituto Statale d’Arte di Roma e con alcuni compagni avevamo formato un complesso dove suonavamo tutte le canzoni dell’epoca e facemmo anche qualche serata in alcuni locali romani.
Mio cugino mi fece ascoltare il 45 giri di Jimi “Hey Joe” e rimasi completamente stregato da il modo con cui questo musicista suonava la chitarra.

Premetto che ero già, assiduo ascoltatore di altri chitarristi importanti nel panorama rock / blues dell’epoca. Però lui cambiò tutto il mio modo di suonare e ascoltare la musica.
Venimmo a conoscenza tramite i giornali musicali che Jimi avrebbe fatto una serie di concerti in Italia e decidemmo di andare al concerto serale della seconda giornata (25 maggio 1968).
Arrivammo al teatro carichi di entusiasmo per vedere il nuovo fenomeno (mostro) della chitarra e vedemmo che c'era già molta gente che aspettava di entrare con il biglietto in mano.
L’ambiente era variegato: musicisti romani del genere, appassionati di musica, gente di varia estrazione sociale.
Vidi il palco e mi spaventai alla vista di questi enormi amplificatori Marshall che non avevo mai visto fino ad allora.
Mi sembra di ricordare che prima del concerto ci fu un corpo di ballo che fece un piccolo spettacolo di apertura (non ricordo bene).
Eddy Ponti si avvicinò al microfono e semplicemente ma con molta enfasi disse:

The Jimi Hendrix Experience



Jimi salì sul palco vestito con una camicia rosa/fucsia , con un paio di pantaloni di broccato scuri (marroni o grigio). Medaglione al collo e la sua fedele Fender Stratocaster bianca con manico nero e durante il concerto suonò alcuni dei suoi pezzi più famosi, “Hey Joe”,”Fire”,”Red House”,”Foxy Lady” e tanti altri che ora a distanza di quaranta anni onestamente non ricordo.
Fù un concerto travolgente e vedemmo fare delle cose sul palco mai viste : amplificatori strapazzati , chitarre sbattute sulle aste dei microfoni, fischi ed effetti sonori mai sentiti, chitarra suonata con i denti ma la cosa che mi sconvolse erano le sue movenze sul palco come se trasmettesse al pubblico la sensazione che stesse effettuando un amplesso con la chitarra.



Dal punto di vista tecnico era eccezionale e grande era anche la sua conoscenza e padronanza nell’uso degli effetti.
Dopo il concerto avemmo la fortuna di riuscire a vedere Jimi e ad avvicinarlo, insieme a tanta altra gente desiderosa di conoscerlo.
Ottenni anche un autografo sia da lui che da tutti i componenti del gruppo ma la cosa che mi colpì maggiormente fu quando un ragazzo gli chiese l’autografo e Jimi restituendo il foglietto disse “Tank you” e questo perché un fan gli aveva chiesto l’autografo.
Fui sorpreso, ci dimostrò la grande umiltà ed umanità di questo artista che fuori dal palco era una persona sensibile e molto gentile, mentre quando saliva sul palco si trasformava nel più grande di tutti i musicisti, un mostro dello strumento.
Tutto questo mi lasciò un grande senso di amore nei confronti della musica, perché Jimi dal palco mi aveva trasmesso tutto quello che un’artista può dare e trasmettere attraverso la sua musica.
Dopo Jimi i concerti che si susseguirono non furono più di quel livello ed io talmente preso dalla sua musica riuscì a farmi comprare, una Fender Stratocaster dai miei genitori (spesa non indifferente per l’epoca) e continuai a volare tra la musica… cosa che faccio tuttora.

Mario Valentini (Roma)

mercoledì 22 ottobre 2008

5th Jimi Hendrix Birthday - 28 novembre 2008


A 40 anni dalle esibizioni in Italia della Jimi Hendrix Experience, torna a Verona il Jimi Hendrix Birthday, manifestazione dedicata al grande guitar hero di Seattle, arrivata alla sua quinta edizione.
Quest’anno la prestigiosa kermesse sarà ospitata al Jameika Happy Pub (Via Fermi – ZAI Verona) e si annuncia come un evento imperdibile non solo per i molti fan della musica di Hendrix, ma per tutti gli amanti della buona musica dal vivo.
Gli ingredienti della serata saranno concerti live dunque, ma non solo. Grazie alla partecipazione del Circolo Jimi Hendrix Italia si potranno visionare foto e filmati rari, apprezzare il ruggente suono di amplificatori Marshall d’epoca e ammirare le opere di Franco Ori, artista modenese che ha dedicato molti suoi lavori al chitarrista mancino e ad altre importanti figure musicali dell’epoca quali Janis Joplin, BB King, Miles Davis.
Non mancheranno i momenti di spettacolo, con sicuro coinvolgimento del pubblico. Padroni di casa i Voodoo Groove, Hendrix tribute band nata a Verona nel 2002 guidata da Silvio Grando alla chitarra, il fido Nicola Righetti al basso e il vulcanico Francesco Saladin alla batteria. Con loro si esibiranno i Gypsy’s Rainbow da Modena (Simone Galassi, Marco Soverini, Enrico Menabue). Special guest della serata saranno le chitarre di Alex Dal Corso ed Emanuele Fizzotti .
Sarà così possibile godere del verbo hendrixiano declinato da mani diverse, tutte accomunate da un’autentica passione per questo leggendario chitarrista e la sua musica.
La scaletta coprirà le varie tappe della breve ma produttiva carriera di Hendrix, e si potranno così ascoltare sia l’intro distorta di Purple Haze , sia il dolce blues di Red House che il famoso incipit di Voodoo Chile (con il tipico effetto wah-wah), oltre alle note più funky di brani quali Freedom e Message To Love che, con Ezy Rider, rappresentano al meglio alcuni brani dell’ultima produzione hendrixiana.
Presenterà la serata Mauro Filippini, uno dei principali ideatori del Circolo Jimi Hendrix Italia e tra i fortunati spettatori della Jimi Hendrix Experience nel 1968 a Bologna.
L’ingresso è gratuito. Inizio per le ore 22.

myspace.com/voodoogroovehendrix

Silvio Grando

Freedom by Voodoo Groove - Hendrix Tribute



giovedì 16 ottobre 2008

Le rose di Bologna


Al concerto di Bologna, Jimi Hendrix si presentò con oltre 90 minuti di ritardo, gettando nel panico organizzatori e collaboratori.

Mitch Mitchell nel suo libro insinua che Jimi tardò al concerto perchè era indeciso su che abiti mettere... forse una vendetta postuma visto che Hendrix ha sempre accusato Mitch di essere un ritardatario o forse la memoria di Mitch Mitchell dopo tanti anni ha delle lacune, ad esempio, sempre riguardo a Bologna, ricorda di disordini avvenuti al Palasport a causa del pubblico esasperato dal ritardo di Jimi... mah!!!
Il pubblico era impaziente ma fortunatamente c'erano molti gruppi di supporto che allungando il loro set riuscirono a riempire il tempo di attesa.

La realtà è che nessuno sapeva dove fosse Jimi, le motivazioni "ufficiali" fornite dagli organizzatori furono che Jimi era molto stanco, dei maligni invece dissero che era troppo ubriaco...

Tanti anni fa un ragazzo di Lucca o Firenze, anche la mia memoria comincia ad essere labile, mi raccontò di una comitiva di ragazzi venuti da Firenze apposta per il concerto, si stavano dirigendo a piedi dalla stazione verso il Palasport.
L'albergo Alexander, dove Jimi alloggiava, era vicino alla stazione e davanti ci sono dei giardinetti.
Mentre passavano di lì, a questo gruppo di fans parve di riconoscere Jimi Hendrix che passeggiava tra le aiuole.
Sul primo momento erano increduli, non immaginavano che alloggiasse nell'hotel lì davanti, poi comunque si avvicinarono a lui e cominciarono a parlare.... qualcuno offrì qualche spinello e il tempo passò... arrivò poi un membro dello staff tutto trafelato a cercare Jimi e lo portò via di corsa ma prima di andare uno dei ragazzi prese delle rose da un cespuglio lì vicino e le regalò a Jimi che utilizzò come decorazione per la paletta della sua stratocaster...






















Tenne queste rose sulla paletta per molto tempo ancora.

Zurigo 30 maggio ( http://www.monsterkonzert.ch/ )































BBC con Dusty Springfield



New York, Record Plant agosto/settembre






















Spero che tra i lettori di questo blog ci sia qualcuno di quei ragazzi oppure un amico di un amico che ne conosce qualcuno, non si sa mai....
Sarebbe bello poter scrivere il loro racconto di prima mano.
Lancio quindi un appello...
Scrivetemi.

jimihendrixitalia@gmail.com


domenica 12 ottobre 2008

Tax Free

Tax Free
(Bo Hansson, Janne Karlsson)

Registrata: 26 gennaio1968
Luogo: Olympic Studios, London
Tecnico: Eddie Kramer
Produttore: Chas Chandler, Jimi Hendrix

Jimi Hendrix: chitarra elettrica
Noel Redding: basso
Mitch Mitchell: batteria
Steve Winwood: organo



La presenza di Steve Winwood all'organo è molto dubbia.

La canzone è una composizione di un duo svedese, il polistrumentista e organista Bo Hansson e il percussionista Janne Karlsson, conosciuti da Hendrix in occasione di un breve tour in terra di Svezia nel settembre 1967, suonarono con Jimi in alcune occasioni, tra le altre al Filips Club di Stoccolma.
La musica suonata da questo duo è principalmente una miscela strumentale di jazzrock e psychedelia. La loro musica è basata su improvvisazioni e i loro shows erano molto differenti gli uni dagli altri. Questo gruppo ha molto influenzato i gruppi di Progressive Rock svedesi. Il duo si sciolse dopo un paio di anni.

Questa la versione originale del duo svedese



Bo Hansson divenne un musicista solista e Janne Karlsson divenne un attore di successo.
Di particolare interesse la figura di Bo Hansson, autore di una musica sognante e aggraziata, che nel 1972 conquista un attimo di relativa popolarità realizzando l'album Lord Of The Rings per l'etichetta Charisma.

Versione registrata al Winterland nel 1968



Tax Free risalta in un'interpretazione di buona originalità e interesse, anche se raramente il brano esce dalle righe dell'ordinata jam strumentale sulla quale è costruito.

Versione del 1969, L.A. Forum



Dal vivo Hendrix esegue Tax Free in numerosi concerti tra cui Winterland dell'ottobre '68, Bologna, Denver.... rendendo ancora più evidente il carattere improvvisato della composizione e lasciandosi andare (ben assecondato da Redding) in una parte centrale gravida di riff hard.

L'ultima versione registrata (anche l'ultimo concerto degli Experience) Denver 29 giugno 1969

mercoledì 8 ottobre 2008

JIMY HENDRIX EXPERIENCE IN CONCERTO AL PIPER DI MILANO

JIMY HENDRIX EXPERIENCE IN CONCERTO AL PIPER DI MILANO

La testimonianza di Ezio Gionco

Quel giorno famoso in cui Jimi Hendrix, assieme agli Experience, venne in Italia, come spesso succedeva in quegli anni, la nostra Dogana pensò di controllarne gli strumenti per andare a “caccia” di droga”.

A tal riguardo, alcuni sostengono che Jimi non voleva suonare nel pomeriggio, per cui accampò quella “scusa”, ma molti anni dopo incontrai Leo Wachter (proprietario del Piper e grande manager/impresario di quegli anni, famoso per aver organizzato migliaia di tourneè fra le quali, come esempio: The Beatles e The Rolling Stones), mi confermò che il rinvio del Concerto pomeridiano, era stato effettivamente causato da problemi sollevati dai finanzieri alla Dogana.

Per cui, con grande delusione, aspettammo tutto il pomeriggio l’arrivo della strumentazione. Non mi ricordo chi suonò come riempitivo, Giorgio Lanzani sostiene che suonarono “Wess and the Airedales”, io l’unica cosa che mi ricordo con precisione, era l’attesa snervante di novità o meglio dell’arrivo degli strumenti.

Purtroppo, verso le 19,00, arrivò la comunicazione ufficiale che il Concerto del pomeriggio era definitivamente saltato e chi voleva, poteva, con lo stesso biglietto, assistere allo show della sera.


A quel punto telefonai (allora esistevano solo i telefoni a gettone) a casa per farmi dare il permesso da Mamma (non avevo ancora compiuto i 18 anni, tenendo presente che la maggiore età era fissata ai 21 anni), la convinsi e mi diede il permesso.

Nel frattempo Giorgio mi comunicò che non si sarebbe fermato e mi diede la sua macchina fotografica, chiedendomi di effettuare tutte le fotografie che potevo. Rientrai subito nel Piper e nel frattempo vidi arrivare gli strumenti, ed a distanza di anni, mi ricordo ancora come se fosse oggi, l’ eccitazione che mi pervase avendo a quel punto la certezza che Jimi avrebbe suonato.

Dopo poco tempo che ero rientrato, saranno state circa le 20,00, Leo Wachter mi disse di seguirlo perchè mi avrebbe fatto una sorpresa/regalo, lo conoscevo da tempo perché ero un assiduo frequentatore del Locale ed anche a causa del giro dei New Dada (famoso complesso di quegli anni, e mi portò nella piccola cucina del Locale, la quale si trovava a fianco di un gigantesco pannello che nascondeva agli occhi l’entrata dei bagni, e mi fece incontrare Jimi Hendrix, il quale nel frattempo stava mangiando e gustando un panino con la mortadella, anche conosciuta come Bologna” parlai con lui, nel mio stentato inglese (ma ci si capiva lo stesso), e mi disse che gli piaceva molto non avendola mai mangiata prima. Inoltre mi confermò che avrebbe suonato e mi chiese se volevo un autografo suo e dei suoi compagni, ed a fronte del mio entusiastico assenso me lo fece su un pezzetto di carta.
A quel punto lo lasciai salutandolo e lo ringraziai per la sua gentilezza e simpatia
.
Piccola considerazione. Se penso a questi ultimi anni dove le “Rock Star”, italiane e straniere, sono inavvicinabili, accompagnate da nugoli di “guardie del corpo”, il più delle volte con atteggiamenti strafottenti e permalosi, paragonate alla facilità con cui passai circa una mezz’ora con Jimi, mi viene da piangere per la tristezza di questi comportamenti. Questi signori sono ricchi e fanno una vita gioiosa, perché ci siamo noi a renderli tali, dimenticandosi che si è giovani e il più delle volte coetanei, per cui meno spocchia ed un po’ più di simpatia non guasterebbe.

Purtroppo il Locale non era pieno, vi erano circa 700/800 persone, ma essendo un Locale non gigantesco faceva la sua bella figura, tenendo presente che molti erano in giardino a farsi gli affari propri disinteressati del Concerto, d’altronde erano gli “habituè” della sera.

Fu un Concerto memorabile, Jimy e gli Experience suonarono per circa un’ora e mezza, facendo i pezzi dei primi due LP. Non bruciò la chitarra, come vedemmo successivamente, ed ovviamente suonò con i denti (vedi foto). Che Concerto fantastico e che suoni magnifici venivano fuori dalla sua chitarra!


Finito il concerto mi feci dal Parco Sempione a casa mia (P.ta Venezia) a piedi, tanta era la adrenalina che avevo in corpo.

Il giorno dopo portai a Giorgio la macchina fotografica e dopo circa 15 giorni le foto (diapositive) erano sviluppate. Giorgio mi telefonò e mi disse di tutto, perché, secondo lui, avevo ripreso le teste ed erano unidirezionali. D’altronde non avevo la possibilità di muovermi, visto che eravamo molto accalcati ed io ero collocato sopra una pedana fissa che era di fronte al palco. Però erano e sono belle, gli chiesi una copia che mai mi diede, perché il nostro percorso di vita ci portò verso direzioni diverse. Mi ricordo però che me le proiettò a casa sua ed ancora oggi rivedendole provo la stessa sensazione di allora: FANTASTICO.


Però grazie a Giorgio Lanzani oggi si ha la possibilità di ammirarle e grazie ad Internet le ho potute rivedere ed allo stesso tempo rincontrare il mio caro amico che non si era dimenticato del sottoscritto ed anche voi potrete, vedendole, godere della magica sera di un mese di maggio di quaranta anni fa, magari mettendo su un piatto (io sono legato ancora al vinile) i magnifici dischi di Jimy.

Siccome nessuno al mondo può toglierci la libertà di sognare, rivedendo quelle foto ripenso alle speranze che abbiamo vissuto in quel periodo di una società migliore, più bella, più solidale, più democratica, più libera, più pacifica. Tutto ciò sarà forse retorica, ma quello in cui speravamo allora solo parzialmente si è verificato e molta strada vi è ancora da fare e la testimonianza di quella sera ne è la conferma...

Ezio Gionco

Le foto in bianco e nero provengono dalla collezione di R. Bonanzi
Le foto a colori sono di Lanzani/Gionco

sabato 4 ottobre 2008

SATURNIA ITALIAN JIMI HENDRIX FEST 1996-2008




SATURNIA ITALIAN JIMI HENDRIX FEST 1996-2008

Come viene l’idea di organizzare, annualmente, un ritrovo di appassionati Italici Hendrixiani nel bel mezzo della Toscana ( e forse prossimamente in Umbria)?.
Come volete che sia, per caso, no?.
Mettete di andare alle terme di SATURNIA, una mattina del 1996, fa caldo e voi vi mettete la maglietta del vostro eroe preferito, poniamo Jimi Hendrix.
Mettiamo che per passarvi il tempo vi mettiate a leggere una copia di UNIVIBES, rivista per soli
Maniaci dell’Hendrix-verbo, tra l’altro difficilmente reperibile in un qualsiasi angolo della terra.
Quindi se il tuo sguardo incontra un altro bipede con le tue stesse particolarità (maglietta-univibes in mano-età sui……anta) cosa fai? Incominci a chiacchierare!
Logico arrivare all’elenco di altre persone (conosciute) malate dello stesso morbo, vale a dire
Ascoltare SOLO Jimi e magari collezionare cose strane a vaghe come registrazioni inedite ecc..
Ma perché non ci troviamo tutti per una mangiata?, Ma come? abitiamo sparsi in tutta Italia!!
Ma perché non ci troviamo nel mezzo!?, qui a Saturnia !costa poco e i posti sono fantastici!

SATURNIA (1)…1997



Fù una mangiata in un ameno ristorante, fra pochi intimi, che pose però le direttive di trovarsi ogni anno in un posto migliore dove magari…fare una suonatina ! perché fù scoperto casualmente che quasi tutti gli“adepti” sapevano maneggiare almeno uno strumento.

SATURNIA (2) 1998


Trovato un agriturismo compiacente un maggior numero di adepti si ritrovò
Grazie al passaparola, ma anche a Internet, dove altri italici si ritrovarono nella prima ( e storica) mailing-list sul genere chiamata “HEY JOE” (ora defunta causa inutili litigi ed amenità)
La parte del leone fu fatta dai JIMI HENDRIX TRIBUTE di Latina, che portarono la loro attrezzatura e si esibirono in un infuocato set, ma qui nacque anche il vero “seme” della festa,
a sera inoltrata incominciò una jam , tra chiunque potesse farlo, da protarsi così fino allo sfinimento notturno!

SATURNIA (3) 1999


Il primo agriturismo da noi trovato non gradì molto la suonata notturna, ovviamente non tutti amano il genere! Quindi fu trovata la sede storica dell’Agriturismo MELOGRANO in quel di Pitigliano (Gr),dove invece trovammo parecchi spunti positivi, tipo una potenza di 6 KWH (ampli & luci ok) e un gestore (Elvis) che invece apprezzava il genere , inoltre l’assoluta mancanza di case vicine in un raggio di 4-5 KM, quindi NESSUN fastidio!
Di nuovo la JIMI HENDRIX TRIBUTE di Latina, più una giovane band romana più….altra jam finale, incominciavamo a capire che era inutile e dannoso avere una band che suonasse per 1-2 ore
Erano molto meglio veloci interventi di diverse band, oppure una jam aperta a tutti (quelli buoni a suonare!!) fra i vari componenti….però ci volle molto tempo a perfezionare il meccanismo!

SATURNIA (4) 2000




Maurizio Bonini Live at Saturnia 2000


Il Melograno divenne sede ufficiale, incominciammo a perfezionare il sound
Vale a dire fare trovare alle band tutto pronto, quindi ampli-luci- gruppovoci-mixer e batteria venivano affittate o locate -a gratis- dai singoli Saturniani .Invitati ufficialmente un gruppo jazz rock romano e….special guest …Maurizio Bonini.!!
Con questa sua presenza Maurizio è diventato il nostro “guru” ufficiale. La sua inaudita conoscenza
Del verbo Hendrixano, più la passione viscerale per il blues , trasformò una festa fra amici in un vero e proprio “clinic” sull’argomento, le lunghe discussioni e le dimostrazioni dal vero,sia sulla pura tecnica, sia sull’”attitudine” nel suonare, servirono a migliorare ognuno di noi, sia come musicista, ma soprattutto come “ascoltatori”, perché la musica è davvero una cosa seria ( che però fa tanto divertire!) inoltre un grande stimolo a migliorarsi per le bands ! ! Posso dire tranquillamente che il livello “musicale”(Se vogliamo chiamarlo così) è aumentato grazie anche a questo, la possibilità di confrontarsi-capirsi-vedere-apprendere ( e rispettarsi)….quindi migliorare..

SATURNIA (5) 2001




Maurizio Bonini Little Wing


Partecipanti:Maurizio Bonini , Mauro Filippini Experience , l’avvocato Lorenzo Marello con le sue interpretazioni di Santana…..(fu tollerato il fuori tema).
Immaginate di svegliarvi alle 9 di mattino ( avevamo fatto le 3) al suono di “Third stone from the sun” con Maurizio che candidamente tiene banco scatenando una rilassante discussione puramente musicale…

SATURNIA (6) 2002


Maurizio Bonini , Mauro Filippini Experience , Sea Castle Blues Band (blues band siciliana) , Lorenzo Marello….che suonava ancora Santana (tollerato ancora)
Finito di suonare “elettrico” ci si poteva trovare alle 3, ad ascoltare i blues arcaici tanto amati dal Bonini…e magari ti entrava a duettare il Rudy che stava andando a letto ma aveva carpito che non era del tutto finita…

SATURNIA (7) 2003

Maurizio Bonini , Mauro Filippini Experience , Almost Blues Band (Davide Pannozzo-Ranieri De Luca), Lorenzo Marello . In questa edizione comincia la regola ferrea per i concerti serali, massimo 30 minuti, ma si allunga la durata della festa fino alle tre sere, ovvio che si consentivano set più lunghi a special guest o a performance fuori dell’ordinario

SATURNIA (8) 2004


Maurizio Bonini, Mauro Filippini Experience , Alex dal Corso (Treviso),Ezy rider (Ravenna), Cesare “Cico” Corneli , John Marshall Gibbs (USA), Prima presenza straniera, John impazzisce alla vista Di amplificazione originale Marshall 1969-1970, (gentilmente fornita dall’amico Marco Zucchini di Bologna) e si esibisce in lunghissime e rumorosissime cover dell’amico Jimi .Prima presenza dell’amico e intrattenitore Franco Rubegni, nostro speaker ufficiale e poeta del r. & blues..

SATURNIA (9) 2005


Maurizio Bonini , Mauro Filippini Experience, Peppe o’ Blues & eagles raimbow (Napoli) , Alex Dal Corso,Francesca de Fazi (Roma), Silvio Grando (Verona) Ezy Rider
Trioladro (Sondrio) Horus Project (Pitigliano), Davide Pannozzo. Col passare delle edizioni si costituisce una sezione “ritmica” capace di accompagnare qualsiasi chitarrista che veniva a trovarci
Così potevano anche venire senza la propria band, sicuri di trovare una fluida e stimolante base ritmica.Il pittore modenese Franco Ori comincia ad abbellire i fondali delle serate con le proprie composizioni a ..tema musicale, compiendo anche “performance” al ritmo delle Saturnia’s bands.


SATURNIA (10) 2006



Pali Gap Tolo Marton Maurizio Bonini Marco Soverini




Fire Tolo Marton Marco Soverini



Instrumental solo



Tolo Marton, Maurizio Bonini, Rudy Kronfuss, ( Austria- Olanda) Silvio Grando , Trioladro , Mauro Filippini Experience, Axis (Firenze) ,Alex dal Corso, geriatric Blues Band ( Bologna) Horus project . Special guest la presenza di Tolo Marton, che arriva in veste privata ed amichevole e si lascia accompagnare dai “ Saturnia’s friends”, alcuni filmati dell’esibizione sono su YOUTUBE, come altri tratti dalle varie edizioni di Saturnia…memorabile la versione di Paligap assieme a Maurizio Bonini e la Red House a 4 chitarre….Prima venuta in Italia di Rudy Kronfuss, che rimane ammaliato dall’ambiente, dalle cibarie, dal vino e dalla possibilità di suonare all’aperto, con due stack Marshall anni 70 collegati in stereo…unico neo: un incredibile e freddo ponte del 2 Giugno…..Una troupe Olandese filma la tre giorni, per un possibile “documentario”..


SATURNIA (11) 2007



Hey Baby Rudy Kronfuss




Gypsy Blood Rudy Kronfuss


Tolo Marton, Maurizio Bonini ,Trioladro,( Sondrio) Psychedelic sunrise (Emanuele Fizzotti-Torino) Rudy Kronfuss, ( Austria- Olanda) Black Sheep, (Simone Galassi-Modena) Voodoo Groove (Silvio Grando-Verona) , Jimi Hendrix memorial band (Ungheria), Horus project ….I ragazzi ungheresi si sciroppano 1400KM per venire a trovarci, peccato per il maltempo e problemi tecnici che non faranno esibire i ragazzi al meglio…ma torneranno!!!,


SATURNIA (12) 2008



Jimi Hendrix memorial band (Ungheria)


Trioladro, Simone Galassi & Gypsy Rainbow, Rudy Kronfuss group, (Austria- Olanda) Emanuele Fizzotti, Alex dal Corso, Jimi Hendrix memorial band (Ungheria), Voodoo Groove (Verona)
Francesca De Fazi. La Blueswoman romana Francesca strabilia e comanda a bacchetta la spontanea jamband che si forme al suo comando, I ragazzi ungheresi tornano con la propria attrezzatura e radono al suolo la seconda serata con una incredibile “Astro man”..


e…….SATURNIA (13) 2009?

A dire il vero non è stato deciso ancora nulla, un po’ di stanchezza comincia a serpeggiare fra il gruppo storico (ricordo che tutto è organizzato in maniera amichevole,non esistono tecnici o altro, ognuno porge il proprio aiuto a montare il palco/ attrezzature/ suoni etc…poi sappiamo che certi momenti non riusciremo mai più a ripeterli, insomma forse faremo un anno di stop ,forse verrà spostata la sede in Umbria, ma bisognerà trovare una sede con le caratteristiche della storica Pitigliano..non sarà facile…comunque so ( forse..spero) come andrà a finire. Che la voglia di ri-incontrarsi e passare un week end lontano da TUTTO; fornirà energie inaspettate a ….tutti!…. vi terremo, comunque , informati….comunque ..buon Jimi a Tutti!!!


Marco Soverini (Bologna)---Italy!

giovedì 2 ottobre 2008

The Wind Cries Mary

The Wind Cries Mary

Registrata: febbraio 1967
Luogo: DeLane Lea Tec
Tecnico del suono. Dave
Produttore: Chas Chandler

Jimi: chitarra, voce
Noel: basso
Mitch: batteria



Le sessioni di registrazione della fine 1966 e quelle tenute sino al mese di aprile del '67 hanno in comune una programmazione estemporanea e una realizzazione altrettanto spedita e serrata, come si può desumere dalle affermazioni del produttore Chas Chandler «Si racimolavano i soldi e si prenotavano i DeLane Lea. Non ricordo di aver passato due giorni sulla stessa canzone»

Mina "The wind cries Mary"



Per l'ovvio motivo del contenimento dei costi, le versioni provate per ogni canzone erano poche e concentrate in brevi spazi di tempo, tutto il contrario di ciò che accadrà per le sedute fiume di Electric Ladyland al Record Plant e, nel 1970, per i lunghi bivacchi negli studi Electric Lady.
Così, se Fire è praticamente registrata live in studio, The Wind Cries Mary viene provata in due sole versioni, realizzate al termine della prestazione di Fire nel tempo complessivo di circa venti minuti.

Jamie Cullum "The wind cries Mary"



La canzone è il superlativo prototipo delle ballate dai toni intimi e pacati che Hendrix non mancherà periodicamente d'inserire nel suo repertorio. Sin dall apertura il brano appare soffice e raffinato, con gli accordi di chitarra tenui e romantici e i piatti soffusi di Mitch la trama si svolge con un'impostazione chiaramente dylaniana mostrando per la prima volta l'amore e il rispetto che Jimi nutre per l'arte del celebre Bob

...Dopo che tutti i fantocci a molla sono nelle loro scatole e tutti i pagliacci sono andati a letto, puoi udire la felicità che sta barcollando nella strada...,

canta Hendrix, sul moderato beat della chitarra, nell'enfasi dell'eco ricavato dal rullante di Mitchell che dona alla canzone un ampia sensazione di spazialità

John Mayer "The wind cries Mary"



...E il vento sussurra Mary.. Memorabile il breve inserto solistico, nel quale la chitarra pare librarsi in volo come un aquilone portato lontano dal vento, preparando la strada al capolavoro di Little
Wing

...Si ricorderà mai il vento, dei nomi che ha soffiato nel passato, e con la sua gruccia la sua vecchiaia e il suo senno, sussurra «questo sarà l'ultimo», e il vento grida Mary...

Tre minuti di puro incanto.

The Wind Cries Mary non viene inserita sull'edizione originale inglese di Are You Experienced?: alla canzone è riservato il ruolo di lato A del terzo singolo dell'Experience pubblicato il 5/5/1967 (Track) e giunto al numero 6 della classifica.-

Popa Chubby "The wind cries Mary"



Il testo è tratto da:
Giancarlo Nanni.
Jimi Hendrix Experience, musica, storia, testimonianze
1998 Castelvecchi Editore