mercoledì 8 ottobre 2008

JIMY HENDRIX EXPERIENCE IN CONCERTO AL PIPER DI MILANO

JIMY HENDRIX EXPERIENCE IN CONCERTO AL PIPER DI MILANO

La testimonianza di Ezio Gionco

Quel giorno famoso in cui Jimi Hendrix, assieme agli Experience, venne in Italia, come spesso succedeva in quegli anni, la nostra Dogana pensò di controllarne gli strumenti per andare a “caccia” di droga”.

A tal riguardo, alcuni sostengono che Jimi non voleva suonare nel pomeriggio, per cui accampò quella “scusa”, ma molti anni dopo incontrai Leo Wachter (proprietario del Piper e grande manager/impresario di quegli anni, famoso per aver organizzato migliaia di tourneè fra le quali, come esempio: The Beatles e The Rolling Stones), mi confermò che il rinvio del Concerto pomeridiano, era stato effettivamente causato da problemi sollevati dai finanzieri alla Dogana.

Per cui, con grande delusione, aspettammo tutto il pomeriggio l’arrivo della strumentazione. Non mi ricordo chi suonò come riempitivo, Giorgio Lanzani sostiene che suonarono “Wess and the Airedales”, io l’unica cosa che mi ricordo con precisione, era l’attesa snervante di novità o meglio dell’arrivo degli strumenti.

Purtroppo, verso le 19,00, arrivò la comunicazione ufficiale che il Concerto del pomeriggio era definitivamente saltato e chi voleva, poteva, con lo stesso biglietto, assistere allo show della sera.


A quel punto telefonai (allora esistevano solo i telefoni a gettone) a casa per farmi dare il permesso da Mamma (non avevo ancora compiuto i 18 anni, tenendo presente che la maggiore età era fissata ai 21 anni), la convinsi e mi diede il permesso.

Nel frattempo Giorgio mi comunicò che non si sarebbe fermato e mi diede la sua macchina fotografica, chiedendomi di effettuare tutte le fotografie che potevo. Rientrai subito nel Piper e nel frattempo vidi arrivare gli strumenti, ed a distanza di anni, mi ricordo ancora come se fosse oggi, l’ eccitazione che mi pervase avendo a quel punto la certezza che Jimi avrebbe suonato.

Dopo poco tempo che ero rientrato, saranno state circa le 20,00, Leo Wachter mi disse di seguirlo perchè mi avrebbe fatto una sorpresa/regalo, lo conoscevo da tempo perché ero un assiduo frequentatore del Locale ed anche a causa del giro dei New Dada (famoso complesso di quegli anni, e mi portò nella piccola cucina del Locale, la quale si trovava a fianco di un gigantesco pannello che nascondeva agli occhi l’entrata dei bagni, e mi fece incontrare Jimi Hendrix, il quale nel frattempo stava mangiando e gustando un panino con la mortadella, anche conosciuta come Bologna” parlai con lui, nel mio stentato inglese (ma ci si capiva lo stesso), e mi disse che gli piaceva molto non avendola mai mangiata prima. Inoltre mi confermò che avrebbe suonato e mi chiese se volevo un autografo suo e dei suoi compagni, ed a fronte del mio entusiastico assenso me lo fece su un pezzetto di carta.
A quel punto lo lasciai salutandolo e lo ringraziai per la sua gentilezza e simpatia
.
Piccola considerazione. Se penso a questi ultimi anni dove le “Rock Star”, italiane e straniere, sono inavvicinabili, accompagnate da nugoli di “guardie del corpo”, il più delle volte con atteggiamenti strafottenti e permalosi, paragonate alla facilità con cui passai circa una mezz’ora con Jimi, mi viene da piangere per la tristezza di questi comportamenti. Questi signori sono ricchi e fanno una vita gioiosa, perché ci siamo noi a renderli tali, dimenticandosi che si è giovani e il più delle volte coetanei, per cui meno spocchia ed un po’ più di simpatia non guasterebbe.

Purtroppo il Locale non era pieno, vi erano circa 700/800 persone, ma essendo un Locale non gigantesco faceva la sua bella figura, tenendo presente che molti erano in giardino a farsi gli affari propri disinteressati del Concerto, d’altronde erano gli “habituè” della sera.

Fu un Concerto memorabile, Jimy e gli Experience suonarono per circa un’ora e mezza, facendo i pezzi dei primi due LP. Non bruciò la chitarra, come vedemmo successivamente, ed ovviamente suonò con i denti (vedi foto). Che Concerto fantastico e che suoni magnifici venivano fuori dalla sua chitarra!


Finito il concerto mi feci dal Parco Sempione a casa mia (P.ta Venezia) a piedi, tanta era la adrenalina che avevo in corpo.

Il giorno dopo portai a Giorgio la macchina fotografica e dopo circa 15 giorni le foto (diapositive) erano sviluppate. Giorgio mi telefonò e mi disse di tutto, perché, secondo lui, avevo ripreso le teste ed erano unidirezionali. D’altronde non avevo la possibilità di muovermi, visto che eravamo molto accalcati ed io ero collocato sopra una pedana fissa che era di fronte al palco. Però erano e sono belle, gli chiesi una copia che mai mi diede, perché il nostro percorso di vita ci portò verso direzioni diverse. Mi ricordo però che me le proiettò a casa sua ed ancora oggi rivedendole provo la stessa sensazione di allora: FANTASTICO.


Però grazie a Giorgio Lanzani oggi si ha la possibilità di ammirarle e grazie ad Internet le ho potute rivedere ed allo stesso tempo rincontrare il mio caro amico che non si era dimenticato del sottoscritto ed anche voi potrete, vedendole, godere della magica sera di un mese di maggio di quaranta anni fa, magari mettendo su un piatto (io sono legato ancora al vinile) i magnifici dischi di Jimy.

Siccome nessuno al mondo può toglierci la libertà di sognare, rivedendo quelle foto ripenso alle speranze che abbiamo vissuto in quel periodo di una società migliore, più bella, più solidale, più democratica, più libera, più pacifica. Tutto ciò sarà forse retorica, ma quello in cui speravamo allora solo parzialmente si è verificato e molta strada vi è ancora da fare e la testimonianza di quella sera ne è la conferma...

Ezio Gionco

Le foto in bianco e nero provengono dalla collezione di R. Bonanzi
Le foto a colori sono di Lanzani/Gionco
Posta un commento