domenica 7 dicembre 2008

3° Hendrix Festival, Roma, Stazione della Birra, 27 Novembre 2008


Anche quest’anno Roma, il 27 Novembre ha festeggiato la nascita del più grande chitarrista e compositore di tutti i tempi, Jimi Hendrix.
La location è sempre la stessa degli scorsi due anniversari e devo dire che non si poteva chiedere di meglio,infatti Stazione Birre,con i suoi 15m x 7metri di palco è un luogo ideale per ospitare un evento come questo.
Il concerto di quest’anno è stata anche un’occasione per ricordare il recentemente scomparso Mitch Mitchell.
Il concerto nasce sotto i migliori auspici, infatti se il buon giorno si vede sin dal mattino appena entrato l’ambientazione era fantastica, c’era un pubblico di circa 800 persone( anche più),nomi da cartellone strepitosi.
Tutto ha avuto inizio con una grandissima presentazione fatta dal direttore artistico del Club romano,Guido Bellachioma che ha scaldato gli animi di tutti quelli, ragazzi e non, che come me avevano il cuore in gola ed immaginavano cosa sarebbe potuto succedere se Jimi fosse stato li quella notte.
Insomma si era creato un clima veramente emozionante da grande evento.
I primi a prendere posto sul palco sono stai due musicisti davvero in gamba,Robby Pellati alla batteria e Rigo Rigetti al basso (entrambi sezione ritmica di Ligabue)
Primo ospite illustre della serata è il chitarrista romano Roberto Ciotti,da sempre grande padre del blues italiano, molto legato alla musica di Jimi anche se poi la sua carriera artistica lo ha portato su strade differenti, ha voluto rendergli omaggio e devo dire che come inizio è stato ottimo.
Ha eseguito brani come Stone Free, The Wind Cries Mary, Red House, l’ha fatto alla sua maniera, interpretando ogni brano nel suo stile latin/blues .
Ha eseguito due bellissime versioni in acustico voce e chitarra di Little Wing e Angel ed ha chiuso con Foxy Lady anche quest’ultima totalmente riarrangiata .
Il pubblico ha apprezzato molto la sua performance e lo ha acclamato per il grande artista che è.
Il secondo Guitar Hero della serata era Richie Kotzen, ex Poison e Mr. Big, inutile stare a commentare la sua incredibile tecnica e la sua strepitosa voce. Alla sua comparsa il pubblico è esploso,in particolar modo l’audience femminile.
Ha aperto con Hey Joe ,si è lanciato in assoli e virtuosismi da capogiro ma pur sempre con un enorme rispetto per quello che stava suonando ed ha avuto molto cura del suono in particolare in Purple Haze.
Ha proseguito con un’energica versione di Can You See Me, Foxy Lady e Manic Depression.
Che dire, lui è un vero tornado,ha una carica ed un energia nel suonare in grado di fomentare chiunque si trovi per passione o per sbaglio ad un suo concerto.
La stella principale della serata è stata il grandissimo chitarrista tedesco,Uli Jon Roth ( ex Scorpions e Electric Sun) . Uli è uno di quei personaggi che non si limita, come molti, ad una spesso esasperata e raramente riuscita imitazione del grande chitarrista di Seattle. Vedere Uli suonare è emozionante,lui è una vera impersonificazione dello spirito Hendrixiano. Non solo nel look ben sì nelle movenze,nei suoni ,nella direzione della sua musica e conoscendolo di persona, anche nella vita di tutti i giorni.
La sua esibizione è stata un susseguirsi di sensazioni che ha visto brani come Message to Love sfociare in ballad come Bold As Love, è stato come un lunghissimo medley dove in rare occasioni c’è stato modo di riprendersi dalla grande emozione.
A metà esibizione è salito sul palco Richie Kotzen, i due chitarristi hanno jammato sulle note di Red House e Crosstown Traffic. Era già mezzanotte passata ma lo spettacolo era ancora tutto da gustare. Uli ha proseguito alla grande,con una ritmica davvero doc che lo ha accompagnato fin dall’inizio della sua esibizione, un bravissimo chitarrista tedesco (di cui però non ricordo il nome) ,fondamentale per l’eseguzione di brani come ad esempio House Burning Down.
Non è mancata la sua grande interpretazione di Little Wing ( brano ormai entrato nel suo repertorio e che propone ad ogni suo concerto),ma anche Voodoo Chile (slight return),If Six Was Nine,una toccante Villanova Junction nella quale ha potuto lasciarsi andare ad improvvisazione di pura musica classica che solo lui riesce a fondere così bene con il Rock Blues.
Il pubblico sembrava rapito, molti ( come me ) avevano le lacrime agl’occhi in particolare nel finale quando esegue un evocativa All Along the Watchtower e un incredibile medley strumentale composto da Star Splanged Banner ,Happy Birth Jimi Hendrix e concluso con le note di Vincero (Nessun Dorma).
La sua performance è stata la più lunga dei tre, con una scaletta davvero ricca di brani e molto probabilmente nell’elencarli me ne sarà sfuggito qualcuno

È stato un concerto entusiasmante e soprattutto emozionante, a mio modesto parere il migliore dei tre anniversari.
A fine concerto per qualche minuto è stato impossibile abbandonare il club di Stazione Birra perché Richie Kotzen e Uli Jon Roth si sono subito messi a disposizione del pubblico rilasciando autografi e fotografie a chiunque volesse fino a tarda notte. È stata veramente una grande festa all’insegna di Jimi ,del suo messaggio, della buona musica e del condividere momenti di grande fratellanza tra grandi Artisti e persone comuni.

Articolo di:
Fulvio Feliciano
Foto di:
Mario Valentini, Fulvio Feliciano
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