venerdì 5 dicembre 2008

Jimi Hendrix 66th Birthday Party NYC (Parte 1)


Quando quest'estate accettai l'ennesimo invito per il terzo Birthday Party da parte del mio caro amico David Kramer, ero convinto di stare per fare una pazzia... tanto non navigo nell'oro.
Però a parte i grandi nomi che avrei avuto l'occasione di vedere dal vivo e ancor più fare conoscenza personale, ero curioso di vedere il lavoro di David.

David Kramer è un produttore musicale ma sopratutto un filmaker e documentarista di talento che collabora con le più grandi stazioni televisive americane.... Ha anche lui un debole... è un hendrixiano incallito e da oltre quindici anni sta lavorando ad un documentario sulla vita di Jimi Hendrix, che copre l'intero arco temporale che va dalla sua nascita alla sua prematura scomparsa.
Ha intervistato tutti, ma proprio tutti i collaboratori di Jimi, chiunque lo abbia incontrato e con cui abbia interagito... Ha fatto inchieste particolareggiate sul rapimento di Jimi nel 1969, sulla sua infanzia, i tempi del "chitling circuit", insomma un documentario di dodici ore di interviste che vanno dal picciotto con la pistola che si presentò insieme a Michael Jeffrey da Jimi nel suo ritiro di Shokan alle interviste con Little Richard e Curtis Knight.... Il tutto inframmezzato da filmati inediti di Jimi Hendrix. Un'opera colossale, "a labour of love" come lui l'ha definito.
Vabbeh per un appassionato incallito come me, il solo aver dato un'occhiata al documentario ne è valsa la pena del viaggio.
Comunque il bello doveva ancora venire.
Il giorno successivo al mio arrivo, David mi chiama e mi dice:
"ti vengo a prendere alle 4, oggi pomeriggio ci aspettano tre ore di viaggio, andiamo in Pennsylvania"
Arriva con il pullmino (si fa per dire, tanto era grande) della band, alla guida c'è Lance Lopez, l'impressione che mi diede è quella del classico bravo ragazzo veramente alla mano, non avrei mai immaginato in che mostro si sarebbe poi trasformato con in mano una chitarra.
Mi siedo di fianco ad un distinto signore di colore che si presenta:
"Please to meet you, I'm Jimmi Mayes"... Trasecolo la mia mente corre a Joey Dee and the Starliters, lui l'amico di Jimi, uno dei pochi veri che ebbe, quello con cui dividevano l'appartamento a New York nel 1965, il batterista nelle session di "My Friend"(Cry of love), il cantante e batterista di "Georgia Blues" dall'album di Martin Scorzese.
Jimmi Mayes è una persona veramente amabile, non ci accorgiamo nemmeno del tempo che trascorre, Jimmi ci delizia con aneddoti di quando era direttore artistico di Joey Dee e fece assumere Hendrix, oppure quando dividevano lo stesso appartamento e si scambiavano le ragazze...
Arriviamo in questo enorme saloon nei boschi della Pennsylvania e lì ho l'occasione per vedere dal vivo Lance Lopez.
Ragazzi, non ho parole.... Una forza della natura.... tre ore di musica, di energia, passione.
Ne ho sentiti tanti di musicisti nella mia carriera ma solo in altre due occasioni ho avuto le stesse forti emozioni.
La prima volta fu quando sentii Jimi Hendrix, la seconda volta quando ascoltai S.R. Vaughan.
Sono sicuro che questo ragazzone texano diventerà qualcuno, oltre ad una notevole tecnica la sua musica è potente e sopratutto viene dal cuore..... (continua)

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