mercoledì 3 dicembre 2008

Randy California


Randy California è il nome d'arte di Randy Craig Wolfe (Los Angeles, 20 febbraio 1951 - Molokay 02 gennaio 1997).
Randy era un cantante chitarrista statunitense leader del gruppo musicale degli Spirit.
Iniziò a suonare la chitarra giovanissimo nei night club di Hollywood dimostrando subito un notevole talento.
All'età di 15 anni nel 1966 si trasferisce a New York, dove la leggenda narra che incontrò Jimi Hendrix al Manny's Music Store...
Stà di fatto che Randy entrò a far parte del gruppo di Hendrix, Jimmy James and the Blue Flames, che a quel tempo si esibiva al "Cafè Wha?" in Mc Dougal Street.
Il nome d'arte di Randy California gli fu affibbiato dallo stesso Hendrix, questo per distinguerlo da un altro membro del gruppo che Jimi aveva sopranominato Randy Texas.
Quando nel settembre dello stesso anno Jimi fu invitato in Inghilterra da Chas Chandler anche Randy doveva seguire Hendrix ma essendo minorenne non ebbe il consenso dei genitori e rimase negli Stati Uniti.
Randy forma allora una band tutta sua, gli Spirit con Ed Cassidy batterista di formazione jazz,
Mark Andes voce e basso, Jay Fergusson e Jon Locke alle tastiere e voce.
Lo stile un misto di musica psichedelica, blues e hard rock, si univa con una vena melodica arpeggiata di derivazione folk.
L'esordio discografico del giovane Randy avviene nel 1968 con l'album omonimo che sarà seguito da "The Family That Plays Together" e "Clear" del 1969. Invece nel 1971 esce quello che forse è il miglior album della band esce "Twelve Dreams Of Dr Sardonicous".

Randy muore tragicamente nel 1997. Affogato nelle acque dell'Oceano alle Hawaii nel tentativo di salvare il figlio, risucchiato da una forte corrente.

Jimi nel 1966

Qui un'intervista a Randy California di Steven Roby da Straight Ahead (The International Jimi Hendrix Fanzine) October/November 1994.

SR:
Ogni fan di Hendrix, me compreso, vorrebbe saperne di più sui tempi in cui suonavi con Jimmy James e i Blue Flames.

RC:
Di sicuro era il 1966 e per quel che ricordo, quel gruppo durò circa tre mesi.

SR:
Jimi in una delle sue ultime interviste, parlando di quei tempi, disse che il gruppo si chiamava anche "The Rainflowers." Ti ricorda nulla quel nome?

RC:
Tutto quello che ricordo è che ci chiamavamo Jimmy James and the Blue Flames, può essere che una volta per scherzo ci siamo chiamati così, potremmo aver cambiato il nome, così, per gioco ma non ricordo.

SR:
Dopo che Jimi se ne andò in Inghilterra il gruppo si sciolse, che fine fecero gli altri membri della band? Ad esempio, Jeff Baxter (Steely Dan & Doobie Bros,) dice fosse un membro part time della vostra band.

RC:
Si, so che Jeff va raccontando di aver fatto parte della band, ma io non lo ricordo proprio.
Nella band c'era Jimi, c'ero io, un altro tizio che suonava il basso e si chiamava anche lui Randy e veniva dal Texas come il suo amico Danny Palmer che suonava la batteria, entrambi suonarono poi con un gruppo chiamato i Clouds.

SR:
Come hai incontrato Jimi?

RC:
Io e la mia famiglia vivevamo fuori New York, a Long Insland e prendavamo la metropolitana per arrivare in città.
A quei tempi i miei genitori si fidavano abbastanza di me per lasciarmi andare da solo e New York non era una città così pericolosa come lo è adesso per un ragazzino.
Incontrai Jimi al Manny's Music store. Lui era nel retro e stava provando una Stratocaster. I nostri occhi si incontrarono e gli chiesi se potevo mostrargli delle cose che avevo appena imparato sulla chitarra.
Mi diede la Stratocaster e suonai con lo slide, gli piacque e mi invitò per quella sera al "Cafè Wha?", credo che quella sera fosse il primo concerto di Jimmy James in quel club, non credo avesse suonato lì con un proprio gruppo prima di allora.
Non dimenticherò mai il momento in cui i nostri sguardi si incrociarono.
In quel momento ci fu una sorta di affinità e connessione spirituale, era come se ci fossimo da sempre conosciuti.

SR:
Ti ricordi che canzoni suonavate?

RC:
Mi ricordo che eravamo nel backstage, la stanza del boiler, e Jimi mi fece vedere gli accordi di "Hey Joe" che a quei tempi non conoscevo.... Mi ricordo anche "Wild Thing", "Shot Gun" e altri standard blues.

SR:
Suonavate anche R&B covers come "Mercy, Mercy"? (una canzone di Don Covay)?

RC:
Si è vero. Suonavamo anche "High Heel Sneekers" (resa famosa da Tommy Tucker nel 1964) e anche brani di Jimmy Reed.

SR:
Avevate molto pubblico al Cafè Wha?

RC:
Non moltissimo forse settanta, ottanta persone.

SR:
Jimi, a quei tempi faceva già le capriole, o cose del genere con la chitarra?

RC:
Non certo la prima sera, ma dopo un po' riuscì a procurarsi un Fender deluxe reverb. Ricordo che io suonavo con un amplificatore Sears Silvertone che ha una bella potenza. Quando Jimi ebbe il suo amplificatore Fender cominciò a sbattergli contro la chitarra per ottenere quel rumore di feedback. Continuava ad andare su e giù sul palco, le sue movenze erano molto sexy... Non bruciava ancora le chitarre o cose del genere. Aveva un carisma, le sue movenze al ritmo della musica e la sua presenza trascinavano tutta la band e il pubblico.
Molte canzoni le imparavamo merntre le suonavamo perchè non avevamo il tempo di fare delle prove.

SR:
Quanto suonavate?

RC:
Facevamo cinque set a serata... per sei sere la settimana.

SR:
In un articolo di Guitar World del 1985, il chitarrista John Hammond Jr. dice che venne al "Cafe Wha?" e vide Jimmy James and the Blue Flames suonare. Ti ricordi di questo?

RC:
Si, John Hammond venne a vederci suonare. Aveva un grosso spettacolo al Cafe Au GoGo in fondo alla strada. A John, Jimmy piaceva così tanto che gli chiese di accompagnare la sua band. c'ero anch'io là, sebbene non pensassi che avessero bisogno di un altro chitarrista. Mi ricordo delle corse nelle pioggia avanti e indietro dal "Cafe Wha?" al "Cafe Au Go Go" tra un set e l'altro.
John Hammond Jr. faceva solo due set a sera, mentre noi ne facevamo cinque, il suo era un vero lusso. E si guadagnava anche bene. Prendavamo circa venti dollari le serate che lavoravamo anche con John. Mentre quando lavoravamo solo per il "Cafe Wha?", guadagnavamo solo sette, otto dollari. Mi ricordo Jimmy prendere i soldi da un tizio, credo si chiamasse Manny, e dividerli equamente con gli altri membri della band sebbene lui fosse il leader, la persona "out front". Beh forse non è esatto dire "out front" perchè era un palco veramente piccolissimo (ride).
Così che questa è la connessione con John Hammond. Lui aveva il suo proprio show al "Cafe Au Go Go" e noi gli facevamo da spalla.
Ho fatto recentemente uno spettacolo al Pozo Saloon up di San Luis Obispo. Gli Spirit erano là con Elvin Bishop. Ricordai a Elvin come io e Jimmy eravamo soliti andare a vederlo suonare insieme a Michael Bloomfiled e Paul Butterfield al Cage Au GoGo. Dove la Paul Butterfield Blues Band stava esordendo. Era veramente interessante! Michael Bloomfield era un maestro del bending in quei giorni.

SR:
La storia narra, che arrivò Chas Chandler, offrì dei soldi a Jimi e lo portò in Inghilterra.... I Blue Flames si sciolgono e nascono gli Experience. E' così?

RC:
Non è così semplice... c'erano un sacco di tipi dall'Inghilterra che vennero a vederci. Mi ricordo di Keith Richards con il suo seguito di ragazze. Ci furono una serie di incontri in un piccolo bar lì vicino e parlavamo di cosa avrebbe fatto Jimmy se fosse andato in Inghilterra. A quei tempi la sua musica era orientata verso un genere DeltaBlues, jimmy mi chiese di seguirlo in Inghilterra ma ero troppo giovane.... Credo volesse avere vicino a lui qualcuno con influenze musicali diverse.
Ricordo che Chas corteggiò Jimi per un po' prima che si decidesse. Poi la ragazza di Keith Richards, Linda, gli procurò una Stratocaster tutta sua.

SR:
Ti parlò Jimi dei grandiosi piani di Chas Chandler nei suoi confronti?

R.C:
Penso che Jimmy fosse interessato alla musica non alla fama. Era un'occasione per nuove esperienze.

S.R:
Dopo che i Blue Flames si sciolsero, quando fu che rivedesti Hendrix?

R.C:
Lo rividi subito dopo il concerto che fece al Monterey Pop Festival nel '67. Poi lo reincontrai ad un party, infatti mandò una limousine a Topanga Canyon per prendere me e gli altri degli Spirit . Era una specie di festa privata, un dopo-Monterey. Lou Adler produsse il Monterey Pop Festival e noi avevamo firmato per la sua etichetta Ode Records, e fummo invitati.
Lo rividi poi allo Shrine Auditorium di Los Angeles (February 10, 1968). Mi ricordo che rimasi nel camerino di Mitch Mitchell a chiaccherare con lui intanto che aspettavamo Jimi.
Lo reincontrai ancora nel 1968 al Seattle Pop Festival. In tutto ci rivedemmo cinque o sei volte

S.R:
Non so se hai mai visto quella foto di Jimi in una stazione radio nel 1968, ... Il Dj ha in mano un album degli Spirit e sicuramente Jimi deve avere raccontato al pubblico radiofonico qualche aneddoto di quei giorni con i Blue Flames.

R.C:
può essere....
Io a quei tempi non sapevo che di cognome facesse Hendrix lo conoscevo come Jimmy James. Quando Barry Hansen (a.k.a. Dj Dr. Demento- conduttore di un programma radiofonico che trasmetteva dischi di musicisti per lo più sconosciuti) tirò fuori l'album "Are You Experienced" , e vidi la foto della copertina e sebbene distorta riconobbi il tizio con cui suonavo a New York, quando poi misi il disco sul piatto e lo sentì suonare, non ebbi più dubbi. Dissi " E' lui, è Jimmy James"
Penso che Jimi fosse molto protettivo nei miei confronti poichè ero molto giovane. Non ricordo di cose pazze o strane quelle forse sono venute dopo... mi ricordo della musica, mi ricordo che tornavo tardi, alle 12,30 di notte e che dovevo prendere la metropolitana per tornare a casa per un meritato riposo.

S.R:
Un'ultima cosa su Jimi per concludere questa intervista.

R.C:
Jimi era una persona molto spirituale. Era sempre alla ricerca della verità, dell'essenza della vita! Nelle sue canzoni è la risposta alle sue domande, la sua immaginazione, le sue speranze e i suoi sogni per l'umanità. Adoro la frase sul retro dell'album "Cry Of Love" -- "Hello My Friend..." -- è una sorta di testamento. E' così intenso, così bello, così spirituale . Sentiva molta compassione per il prossimo e per quello che stava accadendo. Sebbene fossì molto giovane quando lavorai per lui posso dire che era una persona veramente amabile, aperta e generosa.

Randy California All along the watchtower

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