lunedì 26 gennaio 2009

Johnny Winter Interview



Steve Paul, che era il mio manager, aveva un club chiamato Steve Paul's
The Scene, che era il locale rock più alla moda in New York nel 1968.
Tutte le "groupies", le più belle erano là, i musicisti sempre in cerca di ragazze
andavano là, così funzionavano le cose. C'erano sempre delle jams molto interessanti al Scene.
Quanto buone fossero, poi dipendeva anche da quanto fossero fatti i musicisti.
Ora,ovviamente, appena ascoltai il primo disco di Jimi, m'innamorai della sua musica,
fu così una cosa naturale per me voler suonare con lui
Jimi era veramente interessato nel suonare la chitarra slide e mi sembrava contento
di suonare con me.
Tutte le dannate notti aveva del tempo prenotato per registrare al Record Plant,
e tutte le notti ci portava qualcuno diverso.
Quando il Scene chiudeva si andava al Record Plant per registrare qualche jams. Poi
Jimi li avrebbe riascoltate il giorno dopo per attingere nuove idee.

Earth blues jam w/Johnny Winter 7 maggio 1969 (Record Plant)



Non registravamo delle vere canzoni durante quelle jams, a parte una canzone
sullo stile di Guitar Slim intitolata "The Things I Used To Do"
Io suonavo la chitarra slide e Jimi l'altra chitarra e in più cantava.
Per quel che mi ricordo fu l'unica canzone che registrammo insieme.

The Things I Used To Do



Il resto sono tutte cazzate, tipo quella registrazione con Jim Morrison,
lì io non c'ero non ho nemmeno mai incontrato Jim Morrison.
Abbiamo fatto un mucchio di jam session agli Hit Factory, roba
registrata su nastro, ma da quel che ricordo, nulla che potesse
chiamarsi canzone.
Quando io e Jimi ci incontrammo ciascuno aveva il proprio stile
e ognuno imparava dall'altro, sono sicuro che ci sono delle piccole
cose nel mio modo di suonare che provengono da Jimi ma sono talmente
entrate nel mio modo di suonare che non me ne accorgo neanche più.
Forse sono entrate così profondamente in me perchè sebbene io e Jimi avessimo modi di suonare
differenti, abbiamo però lo stesso background musicale.
Abbiamo entrambi imparato ascoltando gente come Howlin' Wolf e Muddy
Waters. Jimi era molto a suo agio con il blues; poteva suonare del buon blues genuino,
li conosceva bene tutti quei tizi.
Quello che Jimi era veramente? Un grande musicista di blues elettrico, ha dilatato questo genere di musica.


Ha aggiunto più accordi, non si è limitato al classico giro di tre accordi, ma quello
che suonava era comunque puro blues. Aveva così tanto feeling e lo espandeva con l'elettronica,
qualcuno potrà pensare che si aiutasse con trucchetti elettronici, in realtà c'era dietro un sacco di lavoro.
Mi sono sentito un'imbranato quando ho cominciato ad usare quelle cose le prime volte, ma Jimi
invece riusciva a combinare tutti questi effetti e ottenere il massimo, era affascinante quello che riusciva a fare
era come se suonasse con un altro strumento. Era blues, era Jimi, la musica del ventunesimo secolo.
Jimi prendeva ispirazione da chiunque ma poi lo rielaborava e il risultato era la sua musica incredibile.
Non credo che qualcun altro potrà fare quello che ha fatto lui.

Johnny Winter plays Red House




Mi hai chiesto com'era Jimi di persona?
Beh la cosa a cui era veramente interessato era la musica e ... gli piacevano le ragazze.
Non l'ho mai sentito parlare di politica o altro.
Era una persona molto socievole ma in qualche modo un po' distante, come dire? Non certo la persona che ti confida
i suoi problemi.
. Quando diventi famoso non puoi aprirti a tutti.
A Jimi piaceva Billy Cox, perchè Billy lo conosceva realmente sin da prima che raggiungesse la notorietà.
Vedi, quando arrivi a questo punto tutti pensano di conoscere tutto di te, in realtà sei molto, molto solo.
Jimi non aveva nessuno che si prendesse cura di lui, questo era un suo grande problema.
Ognuno voleva qualcosa da lui.Peccato che Jimi non si sia preso cura di Jimi, se solo
ci fosse stato qualcuno lì a dirgli"Hey man, vai in ospedale per un po'e tienti lontano dalla droga.
Prenditi una pausa e pensa a quello che vuoi fare veramente" sicuramente questo avrebbe fatto la differenza
ma in quei giorni le droghe erano viste come un qualcosa di positivo
e Jimi era visto come il re psichedelico; Jimi e Janis erano visti come il re e la regina
della cultura psichedelica e entrambi sono morti. Verso la fine , le ultime volte che lo vidi, Jimi appariva sempre più depresso
come se presagisse che era giunto al termine.

giovedì 22 gennaio 2009

Jimi Hendrix interview 4 febbraio 1970


Questa è un'intervista realizzata da John Burks per Rolling Stone, il 4 febbraio 1970.
L'intervista si tenne nell'appartamento newyorkese di Michael Jeffery.
Oltre naturalmente ad Hendrix, erano presentì anche Noel Redding e Mitch Mitchell.

L'intervista era stata realizzata per annunciare la riunificazione degli Experience, riunifìcazione che fu di brevissima durata.
L'incontro venne registrato ma il nastro risultò tanto disturbato da rumori esterni che non venne mai utilizzato. In seguito Burks pubblicò l'artìcolo su Rolling Stone, il 19 marzo 1970, riportando ciò che si ricordava di quella intervista.
Grazie alle moderne apparecchiature dopo un po' di anni si è riusciti a filtrare i disturbi presenti sul nastro e quindi poterlo ascoltare ed utilizzare...

Qui un estratto di quell'intervista:

D
Quali sono i tuoi prossimi progetti?


R
"Forse scriverò una storia imperniata sulla figura di un personaggio abbastanza divertente che va incontro a strane esperienze... ma ancora non voglio parlarne".

D
Nel comporre le tue canzoni ricorri al pianoforte o alla chitarra, oppure le scrivi direttamente?

R

"La musica che sento dentro non sempre riesco ad esprimerla attraverso la chitarra. Spesso, mentre sono rilassato, mi metto a pensare, poi quando prendo in mano la chitarra tutto svanisce come un sogno. Ancora non so suonare abbastanza bene da riprodurre tutta la musica che ho in mente, per questo ho intenzione di imparare a scriverla".

D

Nel caso di brani come "Foxy Lady" componi prima la musica e poi le parole?

R
"Dipende. Per "Foxy Lady" ho cominciato a suonare mentre mi trovavo in studio, poi qualcuno mi ha portato un microfono e le parole sono venute da sole".

D
II modo di suonare degli Experience sembra riallacciarsi a certi schemi tipici del jazz d'avanguardia...

R
"...ciò che da l'impressione del jazz d'avanguardia è la batteria. Anche io, comunque, mi sono interessato a questo tipo di sound. Sono andato in Svezia per ascoltare alcuni jazzisti, musicisti sconosciuti che suonano però in modo eccezionale

D
Quali sono i locali che preferisci per le tue esibizioni?

R
"Preferisco le 'sessions' in piccoli club, per lo più di notte. Quando, invece, vi è molto pubblico, il 'feeling' è completamente diverso... cerco di non pensare alle persone che mi ascoltano e che mi trovo su un palco".

D

Nel tuo Ip "Electric Ladyland" hai incluso "All Along The Watchtower", ci sono altre canzoni di Bob Dylan che vorresti incidere?

R
"Certamente! Mi piacciono molto "Please Help Me In My Weakness", "Blonde On Blonde" e "Highway 61 Revisited".

D
Ascolti mai delle band country come, ad esempio, i Flying Burrito Bros?

R
"...C
hi suona la chitarra nei "Burrito Bros"? Quel musicista è veramente preparato... è l'unico motivo per cui li ascolto".

D

Hai delle preferenze per quanto riguarda cantanti o gruppi?

R
"... Nina Simone, Mountain".

D
Sono vere le voci secondo cui con la "Band Of Gyspys" provavi 12 o anche 18 ore al giorno?


R
"Si, almeno dodici ore, mentre con l' "Experience" ho suonato al massimo tre ore e in concerto".

D
Adesso realizzerete un singolo?

R
"Forse... le case discografiche non fanno che richiedere dei 'singles', ma noi non possiamo incidere la prima cosa che ci viene in mente purché sia di facile presa sul pubblico, non lavoreremo mai in questo modo".

D
...Ma i Creedence Clearwater Revival non facevano altro che incidere dei '45' fi
nché non ne avevano abbastanza per realizzare un album...

R
"Questo si poteva fare tre o quattro anni fa. Io mi considero un musicista con una mentalità da musicista'... credo di essermi spiegato".


D
Tornando agli Experience, avete intenzione di restare in tre o suonerete anche con altri musicisti?

R
"Per il momento resteremo un gruppo di tre persone, ciò non esclude la possibilità che ognuno di noi collabori con altri musicisti. Personalmente, continuerò a suonare con Buddy Miles e Billy Cox".

D
Hai mai pensato di dar vita ad una band formata da dieci, dodici musicisti?

R
"Se lo farò, sarà solo per una session. Uno degli artisti che ammiro di più e che vorrei con me è Stevie Winwood".

D
Introdurresti un'altra chitarra solista?


R
"Certamente! Potrebbe essere Duane Eddy".


D

Conosci Roland Kirk?

R
"Si, abbiamo anche suonato insieme nel corso di una 'jam' al "Ronnie Scott" di Londra. E' stata una serata indimenticabile. All'inizio avevo quasi il timore di suonare, ma alla fine abbiamo trovato il giusto affiatamento e Roland si è persino congratulato".

D
Trovi che il pubblico americano sia più violento di quello di altri paesi?

R
"...Soprattutto a New York. Nel Texas, invece, l'atmosfera è completamente diversa, per questo preferisco suonare al sud. Nel Mid—West, ad esempio, mi sento tesissimo, sarà forse effetto del clima. In Arizona, a Utah, New Orleans la situazione ambientale è indubbiamente migliore; il pubblico segue i concerti con attenzione e senza protestare o urlare".

D
Paragonato a quello di un normale musicista di rock o di R&B, il tuo bagaglio di cultura musicale è molto più ampio...

R

"...Ma ancor
a non è tale da permettermi di introdurre nel mio sound la musica di personaggi come: Haendel, Bach e Muddy Waters, per quanto riguarda il blues".



giovedì 15 gennaio 2009

The Toronto Files (Part 3)


Per leggere l'articolo precedente cliccare qui:
The Toronto Files (Part 2)



La trascrizione della testimonianza di Jimi Hendrix davanti alla corte, nel processo che lo vede imputato del reato di importazione di sostanze stupefacenti nel territorio canadese.

Toronto, 8 dicembre 1969


IN THE COURT OF THE GENERAL SESSIONS OF THE PEACE
la Regina vs. JAMES MARSHALL HENDRIX
Before: His Honour JUDGE KELLY
APPEARANCES:
Mr. J. Malone per la Corona
Mr. J. O'Driscoll per l'interrogatorio dell'accusato
Court Room No. 15, Court House, University Avenue, Toronto
December 8-9, 1969.
EVIDENCE OF JAMES MARSHALL HENDRIX AND SHARON LAWRENCE.
NAME
HENDRIX, James Marshall
Dir. Ex. by Mr. O'Driscoll (Page 3)
Cr. Ex. by Mr. Malone (Page 22)
Re-Dir. Ex. by Mr. O'Driscoll (Page 36)
LAWRENCE, Sharon
Dir. Ex. by Mr. O'Driscoll (Page 38)
Cr. Ex. by Mr. Malone (Page 43)
DECEMBER 8, 1969.

James Marshall Hendrix ha giurato

Interrogatorio condotto da MR. O'DRISCOLL:

D:
Signor Hendrix, dove vive?

R:
A New York City

D:
Quanti anni avete?

R:
Ventisette

D:
Siete ancora single o siete sposato?

R:
Single

D:
Dove siete nato?

R:
Seattle, Washington

D:
Vi giudicate colpevole di aver infranto la legge?

R:
No

D:
Avete dichiarato alla corte di essere nato a Seattle, Washington.
Potete dirmi per quanto tempo avete vissuto là?

R:
Per circa dieci anni

D:
Dove vi siete trasferito poi?

R:
Ho vissuto a Vancouver nella British Columbia e in California nella California Settentrionale

D:
Siete poi tornato ancora a Seattle?

R:
Si

D:
Vi siete poi arruolato nell'esercito americano?

R:
Si

D:
Vi ricordate l'anno?

R:
No

D:
Per quanto tempo siete rimasto nell'esercito?

R:
Per circa 18 mesi

D:
Siete stato congedato?

R:
Si

D:
Per quali ragioni?

R:
Per problemi medici

D:
Avete subito un qualche genere di ferite?

R:
Si, alla schiena

D:
E in che modo vi siete ferito?

R:
Ero nella First Airbone Unit. Ho fatto un salto e sono atterrato male.

D:
Siete stato al di fuori degli Stati Uniti, mentre prestavate servizio nell'esercito?

R:
Si abbiamo fatto delle esercitazioni nelle Filippine e in Germania

D:
Dopo il vostro congedo dall'esercito.... Diciamo che all'incirca era nel 1962, giusto?

R:
Si, è giusto

D:
...E quindi cosa avete fatto allora?

R:
Ho cominciato a suonare in lungo e in largo per gli Stati Uniti, viaggiando in tournè differenti, suonando la chitarra con gruppi differenti e con nomi differenti

D:
...E questo per quanto tempo?

R:
Fin circa il 1965, si fino al '65

D:
Cosa successe nel 1965?

R:
Mi stabilii nel Village

D:
Quando dice "Village". Dove intende dire che si trova?

R:
Greenwich Village a New York City

D:
Una volta stabilitosi lì, questa volta ha formato un proprio gruppo musicale?

R:
Si

D:
Per quanto tempo avete suonato al Greenwich Village?

R:
Per circa un anno

D:
Dove vi siete trasferito poi?

R:
Poi mi sono trasferito in Inghilterra dove ho formato un altro gruppo musicale che dirigo

D:
E così qualcuno vi ha invitato in Inghilterra?

R:
Si

D:
E chi?

R:
James Chandler e Michael Jeffreys

D:
E che gruppo musicale formaste una volta arrivato in Inghilterra?

R:
Si chiama la Jimi Hendrix Experience

D:
E quanti membri fanno parte del gruppo?

R:
Siamo in tre

D:
Suoni la chitarra e canti anche?

R:
Si, c'è pure un bassista e un batterista

D:
Una volta arrivato in Inghilterra siete rimasto lì o siete poi andati in altri posti?

R:
Abbiamo viaggiato e suonato in quasi tutta l'Europa, la Svezia, e poi siamo venuti in America, credo nel 1967 verso l'inizio di quell'anno

D:
Siete tornati negli Stati Uniti nel 1967?

R:
Penso fosse il 1967. Non ne sono sicuro

D:
Quando tornaste in America che tipo di impiego svolgevate nel campo musicale?

R:
Abbiamo suonato in tournè per tutti gli Stati Uniti

D:
Per mia curiosità, quando dite "suonare in tournè", che cosa intendete dire realmente?

R:
Noi suoniamo ogni sera un differente concerto in una differente città. Intendo dire, si suona in quattro o cinque città, poi ci si ferma a riposare per due tre giorni e in totale per tour suoniamo in circa una trentina di città

D:
E può dirci se lo sa, durante queste apparizioni quanta gente partecipa?

R:
Direi che quasi ovunque siamo tra le cinque, dieci/ventimila persone.

D:
I vostri sforzi musicali sono limitati a tournè o fate dell'altro nell'ambiente musicale?

R:
Siamo stati anche ospiti di alcune trasmissioni televisive

D:
Può farci un esempio?

R:
Siamo stati ospiti di Johnny Carson e Dick Cavett

D:
E circa i dischi?

R:
Abbiamo fatto quattro LP, dischi long play, e non saprei dire quanti dischi 45 giri siano stati pubblicati in America.... Direi all'incirca otto

D:
Sono andate bene le vendite degli Lps?

R:
Abbiamo ricevuto quattro dischi d'oro per gli LPs

D:
Cosa significa?

R:
Significa che per ricevere un disco d'oro bisogna vendere un milione di copie o più per LP

D:
Ora può dirmi Sig. Hendrix, forse qualcuno lo sa già e qualcuno no.
Che genere di musica suonate, come la classifichereste?

R:
Lo classifico come blues elettronico

D:
Quindi il tutto consiste in voi, il vostro bassista e il vostro batterista in alcune occasioni cantate tutti, vero?

R:
In qualche occasione

D:
Riceveste qualche premio in Inghilterra nel 1968?

R:
Si, ricevemmo qualche riconoscimento

D:
Voi stesso ne avete ricevuto qualcuno personalmente?

R:
Si

D:
Quale?

R:
Non ricordo

D:
Comunque relativo al fatto che suonate la chitarra?

R:
Penso di si

D:
Avete ricevuto qualche altro riconoscimento in America nel 1969?

R:
Si, qualcuno, si

D:
Ora non vorrei dilungarmi ulteriormente, ma devo concludere che di tanto in tanto siete soggetto di articoli su vari quotidiani e riviste nazionali?

R:
Si di tanto in tanto

D:
Ora, così come siete di fronte al Vostro Onore (Presidente della Corte) e ai Signori Giurati, è questo il vostro abbigliamento abituale di quando siete in tournè?

R:
Non è l'abbigliamento di quando suono. Quando siamo in concerto abbiamo i nostri costumi di scena

D:
Quando siete stato fermato al Malton Airport il 3 maggio. C'è una prova come testimonianza a favore della Corona di una vostra.... come la chiamate "fascia per capelli" e altre cose che non ricordo

R:
Si

D:
E' per caso il vostro modo di attirare l'attenzione?

R:
Si, qualche volta perchè... piace... non so, credo sia per questo

D:
Va bene, vengono anche menzionate cose come anelli, pendagli, medaglioni, sciarpe, cinture e tutto questo genere di cose.
In genere indossate una o più di queste cose?

R:
Si

D:
Può dire a Vostro Onore ai Signori della Giuria, può raccontarci qualcosa per un momento al riguardo delle sciarpe... Può dirci da dove vengono queste cose?

R:
La maggior parte di queste cose ci vengono regalate

D:
Regalate?

R:
Lo stesso per gli anelli, i pendenti e la bigiotteria

D:
Regalate da chi?

R:
Dai nostri fan

D:
E come vi arrivano? impacchettate e recapitate all'hotel?

R:
Ci arrivano in parecchi modi. Qualche volta mentre siamo sul palco a suonare ci lanciano un sacco di cose come giocattoli, orsacchiotti.... Qualche volta quando invece siamo in mezzo al pubblico dopo un concerto ci mettono delle sciarpe intorno al collo e alle nostre stanze d'hotel vengono recapitate tante cose in regalo

D:
Cosa ve ne fate di tutto quello che ricevete?

R:
Lo teniamo

D:
Può dire a Vostro Onore e ai Signori della Giuria, alla fine di un tour quanta di questa roba raccogliete così?

R:
Probabilmente abbastanza da riempire più di una valigia, perchè ti regalano un sacco di roba.
Una volta mi regalarono un orso di pezza grande così (indicando la misura). Migliaia di cose, una vagonata di cianfrusaglie

D:
Quando sei in tournè, come una di quelle appena menzionate mi pare di capire che non viaggi da solo

R:
No

D:
Può dirmi in quanti siete che viaggiate?

R:
Escludendo noi tre che suoniamo, ci sono almeno altre sei persone

D:
Chi sono

R:
Ci sono ragionieri, elettricisti, road manager, tecnici, promoter, rappresentanti di case discografiche

D:
Queste persone viaggiano con voi per tutto il tour?

R:
Si

D:
Ci può parlare dell'attrezzatura usata per i concerti?

R:
Cosa intende? La dimensione o cosa?

D:
Che equipaggiamento portate? La chitarra e quello è tutto?

R:
Credo che abbiamo circa 3700 Libbre di materiale solo di amplificatori. Poi abbiamo l'impianto voci separato, sai microfoni e cose del genere, queste sono 1000 Libbre in più

D:
In più le chitarre?

R:
Si

D:
Più il bagaglio personale e così via, non è vero?

R:
Si

D:
E quelle persone che viaggiano in gruppo con voi sono vostri impiegati, dipendenti?

R:
Si sono nostri dipendenti

D:
Sono con voi da molto tempo?

R:
Si, da molto, da quando iniziammo circa tre anni fa

D:
Può dirci Signor Hendrix, quando poi arrivate all'hotel durante uno di questi tour, cosa vi aspetta, pace e tranquillità o cosa succede?

R:
No, non c'è pace. C'è sempre un sacco di gente in giro, a volte è pieno di fan nella lobby e addirittura nelle halls

D:
Senza voler mancare di rispetto a nessuno, che età media hanno questi cosidetti fans

R:
Beh, direi dai 13 ai 35 anni, senza contare le madri e i padri che accompagnano i ragazzini per un autografo o una foto

D:
E come già detto, questi doni comunque vengano recapitati o addirittura gettati o lanciati, voi li tenete

R:
Si, la maggior parte si

D:
E per quale ragione li tenete?

R:
Beh, sapete lo facciamo per essere gentili. Se un fan ti regala qualcosa è una bella sensazione. Sono loro che ci supportano e comprano i nostri dischi, non c'è nulla di male nel ricevere un dono da un fan o un amico

D:
Ora durante uno di questi tour è parte integrante dell'intera situazione vedere così tanta gente quando non sei impegnato sul palco?

R:
Non ho capito

D:
Deve per forza vedere tutta questa gente? Incontrare e parlare con gente?

R:
Si

D:
Chi sono?

R:
Facciamo interviste, conferenze stampa, diamo ricevimenti per la stampa e così via

D:
Dove si tengono


R:
La maggior parte negli hotel, nelle stanze d'hotel o nei backstage degli auditorium dove suoniamo

D:
C'è una qualche relazione tra la privacy che puoi ottenere e la dimensione della città in cui suoni?


R:
Naturalmente, nelle grandi città c'è sempre un sacco di gente nel backstage, nelle lobby e nelle halls

D:
La gente che viene a vedervi agli hotel poi rimane nella lobby?

R:
No, come ho già detto, sono anche nelle hall, nelle stanze e anche nelle strade vicino

D:
Ora, Sabato 3 maggio di quest'anno siete arrivato al Malton Airport in aereo?

R:
Si

D:
E qual'era la provenienza?

R:
Che data era?

D:
Sabato 3 maggio; il giorno in cui foste fermato e di cui stiamo discutendo

R:
Venivamo da Detroit

D:
E arrivaste in aereo

R:
Si

D:
Chi viaggiava con voi, lo ricordate?

R:
Il mio entourage, il bassista, il batterista e sei o sette altri dipendenti

D:
E avevato suonato a Detroit la sera prima di arrivare qui a Toronto?

R:
Si

D:
Quando questo?

R:
Credo la sera precedente

D:
E si ricorda prima di Detroit da dove proveniva?

R:
La sera prima eravamo a Los Angeles

D:
Quindi siete arrivati a Detroit da Los Angeles

R:
Si

D:
Ora, quando eravate a Los Angeles, dove soggiornavate

R:
Al Beverly Rodeo Hotel

D:
Dove si trova?

R:
A Beverly Hills in California

D:
E Beverly Hills dove si trova rispetto a Los Angeles?

R:
E' una parte di Los Angeles

D:
Era dove soggiornavate con tutto il gruppo?

R:
Si

Mr O'Driscoll:
Con il permesso di Vostro Onore vorrei chiedere una pausa di sospensione per questa udienza.
Dopodichè Suo Onore istruirà la Giuria e la seguente discussione in assenza della Corte della Giuria verrà aggiornata il 9 dicembre 1969.

Traduzione di Roberto Crema

Per leggere l'articolo successivo cliccare qui:
The Toronto Files (Part 4)

lunedì 12 gennaio 2009

23 maggio 1968 Milano (Keep on bluesin')


Un grazie di cuore a Fabio Treves per averci raccontato i suoi ricordi di quel "mitico" giorno di Maggio.


Il Maggio 68? Certo che me lo ricordo bene, a distanza di 40 anni i ricordi sono nitidi e per niente sfuocati, e non sto parlando di manifestazioni pacifiste o cortei studenteschi, ma di uno dei momenti più belli della mia vita: l'incontro con il mitico genio di Seattle JIMI HENDRIX..
Ero uno studente liceale di "mediocri speranze" e la Milano alternativa che cercava di imitare la "swinging London" di Carnaby Street a Londra si stava preparando ad accogliere nel migliore dei modi il chitarrista mancino che con il suo trio stava imponendosi all'attenzione dello sterminato pubblico del Rock...
Il suo primo vinile aveva fatto impazzire il giovane Treves che aveva trovato negli EXPERIENCE un trio rivoluzionario che, influenzato dalle radici della musica nera aveva fatto conoscere ad un'intera generazione di giovani appassionati le radici più profonde di quella musica...
Il PIPER era un locale frequentato da studenti che lì si davano appuntamento per ballare e per ascoltare i gruppi che arrivavano dall’estero per proporre il beat, il genere che furoreggiava in Italia, a Londra si chiamava pop, e in America lo definivano semplicemente rock...

Era il 23 maggio,erano previsti due concerti, uno pomeridiano ed uno serale.
Il primo saltò, l’organizzatore, il mitico e compianto Leo Wachter avvisò i non tantissimi giovani convenuti che per motivi legati allo sdoganamento degli strumenti alla frontiera l’unico show sarebbe stato quello che sarebbe iniziato verso le 21….
Ma molti si rifiutarono di uscire e con la minaccia di far casino(cosa che a molti, me compreso, riusciva molto bene..) ottennero dagli organizzatori il “permesso” di poter assistere, senza esborso alcuno,allo spettacolo serale…

faceva caldo e non prendemmo neanche male l’invito ad uscire nell’ampia veranda che dava sul Parco Sempione,per permettere ai tecnici di montare senza impicci il palco e la strumentazione che arrivò verso le 19…
Ad un certo punto però in noi cominciò a serpeggiare la paura che si fosse trattato del solito e classico stratagemma di chi parlava a “noi giovani” con lingua biforcuta, per lasciarci fuori dal locale…
Con ampi ed eloquenti gesti facemmo capire che eravamo disposti a tutto,ed anzi pretendemmo ed ottenemmo di avere i posti più vicini al palco in quanto noi rappresentavamo coloro che erano lì da ore e potevano essere considerati, l’ala dei duri e puri...

Io mi ero portato per l’occasione una macchina fotografica compatta, cioè a fuoco fisso, di plastica dura che aveva al posto del rullino classico una cartuccia con 12 foto…sto parlando della leggendaria KODAK Instamatic…
Prima del concerto, e subito dopo le prove del suono, ci aprirono le porte ed entrammo,ordinatamente, come avevamo convenuto con Wachter…Riuscii anche ad avvicinarmi a Jimi, e con il coraggio a due mani, in un improponibile inglese maccheronico me ne uscii con la prima pirlata che mi passò per la mente…”Hi Jimi, fabio is my name, I was born the 27 November, the same day of your birthday…”Una persona normale mi avrebbe mandato a quel paese, pensare ad un incontro simile al giorno d’oggi è fantascienza, allora 40 anni fa era normale…Non c’erano body guard,la musica era fatta anche di questi piccoli fatti, di questi incontri, oggi sono storia,leggenda metropolitana…
Lui mi sorrise, mi allungò la mano,aveva una sigaretta perennemente tra le mani e se la portò all’angolo della bocca…Qualcuno ci fece una foto che PURTROPPO dopo innumerevoli traslochi non ho mai più ritrovato…
Però come io ho mantenuto le foto che vi mando , FORSE qualcuno ha quella fotografia, io non dispero…
Iniziò il concerto, io ero a pochi passi dal mio mito, estrassi la mia piccola macchina, nessuno mi disse niente, e cercai di scattare quante più foto possibili..Il giorno dopo trepidante portai i rullini a sviluppare e dovetti aspettare diversi giorni per vedere i risultati ottenuti…
erano tutte belle, nitide, dei bianchi e nero favolosi…


Ero un giovane abbastanza “boccalone” e per dabbenaggine consegnai foto e rullini ad un mio “amico” che collaborava a Ciao 2001, una delle riviste musicali che allora andavano di moda tra i giovani …
Non li rividi più…
Furono pubblicati ne sono certo, ma non li rividi più…
Per fortuna che un rullino rimase a me e quei negativi adesso fanno parte della mia vita…Certo non sono foto da Premio Pulitzer, ma ogni volta che spedisco una di quelle foto mi viene la pelle d’oca..Mi viene in mente il sorriso di Jimi, quelle sue dita magre ed affusolate, quella sua giacca floreale arancione, la sua caratteristica acconciatura cotonata pettinatura e quella sua carnagione da “indiano nativo”

Fabio Treves


http://www.trevesbluesband.com/index.html

(Foto su gentile concessione di F.Treves, Gionco/Lanzani, Bonanzi's collection)

domenica 4 gennaio 2009

The Toronto Files (Part 2)

il tribunale di Toronto sulla University Avenue era sotto i riflettori la mattina presto di lunedì 8 dicembre 1969.
La stampa e i fotografi attendevano con impazienza l'arrivo della limousine di Hendrix e i fan, schierati numerosi sul marciapiede e per strada, salutarono ed applaudirono alla vista della loro star che usciva dalla macchina.

Jimi si sforzò di sorridere e di fare un paio di gesti di saluto con la mano. Portava una giacca blu, pantaloni grigi di flanella scampanati e una camicia aperta, con un foulard invece che una cravatta, e un anello e un bracialetto di turchesi.

Mentre entrava nell'aula 15, qualcuno attirò la sua attenzione:
"Oh, buongiorno! Come stà?" Hendrix disse gentilmente a quel signore, che lo impegnò in una breve conversazione.
Nessuno avrebbe immaginato che qualche minuto prima, sulla limousine, fosse stato triste e silenzioso.
"Chi era, Jimi?" chiese Steingarden preoccupato.
"E' uno dei finanzieri che mi hanno perquisito le borse" spiegò Jimi "Mi stava chiedendo un autografo per i suoi figli. E' stato gentile con me quando mi hanno arrestato."



All'interno dell'aula Hendrix fu scortato in una gabbia di ferro chiusa sui tre lati (che uno dei procuratori chiamava la "scatola") alla destra del giudice Joseph Kelly.
Jimi era chiaramente visibile alla giuria e a tutti i presenti nella stanza (che conteneva circa duecento persone), per la maggior parte fan, alcuni dei quali con colorati abbigliamenti hippie, venuti ad assistere a questo "happening".
Nonostante la situazione umiliante, Hendrix era riguardoso e pieno di dignità.
Mostrò rispetto per la corte, ma anche per se stesso.
Era quasi impossibile credere che questo giovane uomo potesse essere un pericoloso tossicodipendente corruttore della gioventù.
I processi nelle aule canadesi si svolgono nel nome della Regina d'Inghilterra.
Il primo a salire sul banco dei testimoni fu il funzionario Marwin Wilson, quello che aveva scoperto la droga, seguito dal suo superiore e dal tecnico di laboratorio, quello che aveva condotto le analisi.
Jimi era seduto accanto al suo legale canadese John O'Driscoll e riviveva gli eventi di sette mesi prima; un incubo che da allora non aveva cessato di tormentarlo.
Il primo testimone per la difesa fu proprio Jimi, il quale confermò di ricevere costantemente regali dai suoi fans fra cui anche droghe e spiegò che molto spesso gli capitava di arrivare all'aeroporto all'ultimo momento senza poter controllare quel che aveva in mano o nelle valigie.

Il pubblico ministero John Malone, sottopose Jimi ad un intenso ed interminabile interrogatorio, tornando parecchie volte a insistere sulla questione se Hendrix avesse consapevolmente portato eroina in Canada. Gli fu chiesto più di una volta di un piccolo tubo di alluminio contenente residui di hashish trovato nel suo bagaglio a mano e Jimi ribadì che si trattava di un regalo. Il pubblico ministero insistette su che tipo di regalo fosse quello, e di che uso se ne potesse fare e alla fine Jimi rispose candidamente "Forse è una cerbottana?" scatenando l'ilarità della Corte.
Il pubblico ministero pressò e insistette per ottenere informazioni sulla carriera di Hendrix, i suoi viaggi, il calendario del tour e i suoi fan, concentrandosi ogni volta che poteva sull'uso di droga.
Jimi rispondeva cortesemente a ogni domanda, indipendentemente da quante volte gli fosse posta.

Sharon Lawrence:
Durante la pausa pranzo, gli avvocati di Hendrix ci portarono in un ristorante nei dintorni, frequentato da persone dell'ambiente legale. Ci fecero accomodare a un lungo tavolo dove, con nostra sorpresa, eravamo seduti vicino ai legali dell'accusa. Gli avvocati canadesi di entrambe la parti erano amici, e durante il pranzo chiaccherarono cordialmente e scherzarono. Si parlò di un recente numero di "Life", la rivista più letta d'America, in cui Jimi era protagonista di un ampio servizio fotografico. Tutti gli avvocati gli rivolgevano larghi sorrisi. Mi domandai se anche loro gli avessero chiesto l'autografo.

La cosa migliore del primo giorno in tribunale fu quando l'udienza finì e potemmo sederci con Leslie Perrin, che era appena arrivato da Londra. Come sempre, Les fu cordiale e di grande sostegno. Per chiunque lo conoscesse, era un po' come "lo zio preferito". Oggi Les era più serio di quanto non lo avessi mai visto prima. "Le star sono i bersagli preferiti di ogni genere di persona". Jimi, Chas e io lo sentimmo spiegare a Steingarten. "Ogni qual volta che Frank Sinatra è a Londra, prendiamo sempre delle precauzioni per tenere alla larga gli estranei dalla sua suite d'albergo. Ma i nostri giovani amici della musica pop, come Jimi, non vogliono essere scortesi con i fan, sono più disponibili..." "Questo è il tipo di testimonianza che ci serve da te domani" disse Steingarten allegramente. "E Sharon anche tu probabilmente salirai sul banco dei testimoni." La mattina seguente Chas venne nella mia stanza e mi disse che Jimi era stato male durante la notte "Tutta questa tensione lo stà innervosendo" disse. Chas mi diede il resoconto di un quotidiano sul primo giorno del processo. Il titolo del "Telegram" diceva: Ho fatto uso di droga, ma non di eroina - Hendrix


Fu ascoltata Sharon Lawrence, celebre giornalista e grande amica di Jimi.
La sua testimonianza fu determinante per Jimi, in quanto il giudice concluse che se la giuria avesse preso per buona la storia di Sharon, Jimi non avrebbe dovuto essere considerato colpevole.
La giuria era composta da dodici uomini bianchi, per lo più di mezza età, vestiti bene e in cravatta.

Sharon Lawrence:
Prestai giuramento con la mano sulla Bibbia, sorpresa di trovarmi relativamente a mio agio mentre iniziava l'interrogatorio. In larga parte ciò era dovuto al fatto che i signori della giuria ascoltarono con attenzione, e mi sembrarono persone perbene che volevano essere giuste. L'onorevole giudice Kelly, uno stimato canadese, fece molta attenzione alla deposizione. Risposi alle domande per quello che mi sembrarono due ore. Fui interrogata dall'avvocato di Jimi, John O'Driscoll, sui fatti avvenuti nel pomeriggio del primo maggio nel motel di Los Angeles, testimoniai riguardo alle persone che entravano ed uscivano dalla stanza di Hendrix mentre cercavo di condurre un'intervista, illustrando nei dettagli le continue interruzioni, la porta aperta, la ragazza hippie e il comportamento di Hendrix. Il pubblico ministero John Malone si concentrò sul mio curriculum, il mio lavoro e la mia dimestichezza con le droghe i fan della musica. Il giudice mi chiese brevemente del mio lavoro di giornalista, e alla fine potei alzarmi. "Non ci sono altre domande."

Dopo circa otto ore la giuria ritornò in sala con il verdetto:
James Marshall Hendrix non è colpevole
Quando è stato letto il verdetto il viso di Jimi si è illuminato.
"Il mio più bel regalo di Natale" disse un raggiante Jimi ai giornalisti.
C'erano fotografi dappertutto, telecamere, reporter che andavano e venivano dentro e fuori dall'aula.
Jimi è stato molto collaborativo, avrà fatto centinaia di volte il segno di vittoria con le dita ed è stato seguito da una folla di persone finchè non è riuscito a salire in macchina.

Un raro video del processo



Questo il lancio d'agenzia dell'UPI da Toronto, che fu trasmesso ai quotidiani di tutto il mondo:

Il cantante pop Jimi Hendrix è stato prosciolto mercoledì sera da due accuse di possesso di droga. Una giuria di dodici uomini ha discusso per otto ore e mezza prima prima di scagionare il ventisettenne cantante. Era stato accusato di due reati contro la legge canadese sulla regolamentazione dei narcotici, uno di possesso di eroina e l'altro di possesso di ashish. Hendrix ha ringraziato i suoi giovani fans per averlo sostenuto. Alcuni di loro mercoledì sono rimasti in aula per quasi dodici ore, il tempo che è servito per le arringhe finali, le istruzioni date dal giudice alla giuria e il lungo dibattito. Il processo è durato tre giorni.