domenica 4 gennaio 2009

The Toronto Files (Part 2)

il tribunale di Toronto sulla University Avenue era sotto i riflettori la mattina presto di lunedì 8 dicembre 1969.
La stampa e i fotografi attendevano con impazienza l'arrivo della limousine di Hendrix e i fan, schierati numerosi sul marciapiede e per strada, salutarono ed applaudirono alla vista della loro star che usciva dalla macchina.

Jimi si sforzò di sorridere e di fare un paio di gesti di saluto con la mano. Portava una giacca blu, pantaloni grigi di flanella scampanati e una camicia aperta, con un foulard invece che una cravatta, e un anello e un bracialetto di turchesi.

Mentre entrava nell'aula 15, qualcuno attirò la sua attenzione:
"Oh, buongiorno! Come stà?" Hendrix disse gentilmente a quel signore, che lo impegnò in una breve conversazione.
Nessuno avrebbe immaginato che qualche minuto prima, sulla limousine, fosse stato triste e silenzioso.
"Chi era, Jimi?" chiese Steingarden preoccupato.
"E' uno dei finanzieri che mi hanno perquisito le borse" spiegò Jimi "Mi stava chiedendo un autografo per i suoi figli. E' stato gentile con me quando mi hanno arrestato."



All'interno dell'aula Hendrix fu scortato in una gabbia di ferro chiusa sui tre lati (che uno dei procuratori chiamava la "scatola") alla destra del giudice Joseph Kelly.
Jimi era chiaramente visibile alla giuria e a tutti i presenti nella stanza (che conteneva circa duecento persone), per la maggior parte fan, alcuni dei quali con colorati abbigliamenti hippie, venuti ad assistere a questo "happening".
Nonostante la situazione umiliante, Hendrix era riguardoso e pieno di dignità.
Mostrò rispetto per la corte, ma anche per se stesso.
Era quasi impossibile credere che questo giovane uomo potesse essere un pericoloso tossicodipendente corruttore della gioventù.
I processi nelle aule canadesi si svolgono nel nome della Regina d'Inghilterra.
Il primo a salire sul banco dei testimoni fu il funzionario Marwin Wilson, quello che aveva scoperto la droga, seguito dal suo superiore e dal tecnico di laboratorio, quello che aveva condotto le analisi.
Jimi era seduto accanto al suo legale canadese John O'Driscoll e riviveva gli eventi di sette mesi prima; un incubo che da allora non aveva cessato di tormentarlo.
Il primo testimone per la difesa fu proprio Jimi, il quale confermò di ricevere costantemente regali dai suoi fans fra cui anche droghe e spiegò che molto spesso gli capitava di arrivare all'aeroporto all'ultimo momento senza poter controllare quel che aveva in mano o nelle valigie.

Il pubblico ministero John Malone, sottopose Jimi ad un intenso ed interminabile interrogatorio, tornando parecchie volte a insistere sulla questione se Hendrix avesse consapevolmente portato eroina in Canada. Gli fu chiesto più di una volta di un piccolo tubo di alluminio contenente residui di hashish trovato nel suo bagaglio a mano e Jimi ribadì che si trattava di un regalo. Il pubblico ministero insistette su che tipo di regalo fosse quello, e di che uso se ne potesse fare e alla fine Jimi rispose candidamente "Forse è una cerbottana?" scatenando l'ilarità della Corte.
Il pubblico ministero pressò e insistette per ottenere informazioni sulla carriera di Hendrix, i suoi viaggi, il calendario del tour e i suoi fan, concentrandosi ogni volta che poteva sull'uso di droga.
Jimi rispondeva cortesemente a ogni domanda, indipendentemente da quante volte gli fosse posta.

Sharon Lawrence:
Durante la pausa pranzo, gli avvocati di Hendrix ci portarono in un ristorante nei dintorni, frequentato da persone dell'ambiente legale. Ci fecero accomodare a un lungo tavolo dove, con nostra sorpresa, eravamo seduti vicino ai legali dell'accusa. Gli avvocati canadesi di entrambe la parti erano amici, e durante il pranzo chiaccherarono cordialmente e scherzarono. Si parlò di un recente numero di "Life", la rivista più letta d'America, in cui Jimi era protagonista di un ampio servizio fotografico. Tutti gli avvocati gli rivolgevano larghi sorrisi. Mi domandai se anche loro gli avessero chiesto l'autografo.

La cosa migliore del primo giorno in tribunale fu quando l'udienza finì e potemmo sederci con Leslie Perrin, che era appena arrivato da Londra. Come sempre, Les fu cordiale e di grande sostegno. Per chiunque lo conoscesse, era un po' come "lo zio preferito". Oggi Les era più serio di quanto non lo avessi mai visto prima. "Le star sono i bersagli preferiti di ogni genere di persona". Jimi, Chas e io lo sentimmo spiegare a Steingarten. "Ogni qual volta che Frank Sinatra è a Londra, prendiamo sempre delle precauzioni per tenere alla larga gli estranei dalla sua suite d'albergo. Ma i nostri giovani amici della musica pop, come Jimi, non vogliono essere scortesi con i fan, sono più disponibili..." "Questo è il tipo di testimonianza che ci serve da te domani" disse Steingarten allegramente. "E Sharon anche tu probabilmente salirai sul banco dei testimoni." La mattina seguente Chas venne nella mia stanza e mi disse che Jimi era stato male durante la notte "Tutta questa tensione lo stà innervosendo" disse. Chas mi diede il resoconto di un quotidiano sul primo giorno del processo. Il titolo del "Telegram" diceva: Ho fatto uso di droga, ma non di eroina - Hendrix


Fu ascoltata Sharon Lawrence, celebre giornalista e grande amica di Jimi.
La sua testimonianza fu determinante per Jimi, in quanto il giudice concluse che se la giuria avesse preso per buona la storia di Sharon, Jimi non avrebbe dovuto essere considerato colpevole.
La giuria era composta da dodici uomini bianchi, per lo più di mezza età, vestiti bene e in cravatta.

Sharon Lawrence:
Prestai giuramento con la mano sulla Bibbia, sorpresa di trovarmi relativamente a mio agio mentre iniziava l'interrogatorio. In larga parte ciò era dovuto al fatto che i signori della giuria ascoltarono con attenzione, e mi sembrarono persone perbene che volevano essere giuste. L'onorevole giudice Kelly, uno stimato canadese, fece molta attenzione alla deposizione. Risposi alle domande per quello che mi sembrarono due ore. Fui interrogata dall'avvocato di Jimi, John O'Driscoll, sui fatti avvenuti nel pomeriggio del primo maggio nel motel di Los Angeles, testimoniai riguardo alle persone che entravano ed uscivano dalla stanza di Hendrix mentre cercavo di condurre un'intervista, illustrando nei dettagli le continue interruzioni, la porta aperta, la ragazza hippie e il comportamento di Hendrix. Il pubblico ministero John Malone si concentrò sul mio curriculum, il mio lavoro e la mia dimestichezza con le droghe i fan della musica. Il giudice mi chiese brevemente del mio lavoro di giornalista, e alla fine potei alzarmi. "Non ci sono altre domande."

Dopo circa otto ore la giuria ritornò in sala con il verdetto:
James Marshall Hendrix non è colpevole
Quando è stato letto il verdetto il viso di Jimi si è illuminato.
"Il mio più bel regalo di Natale" disse un raggiante Jimi ai giornalisti.
C'erano fotografi dappertutto, telecamere, reporter che andavano e venivano dentro e fuori dall'aula.
Jimi è stato molto collaborativo, avrà fatto centinaia di volte il segno di vittoria con le dita ed è stato seguito da una folla di persone finchè non è riuscito a salire in macchina.

Un raro video del processo



Questo il lancio d'agenzia dell'UPI da Toronto, che fu trasmesso ai quotidiani di tutto il mondo:

Il cantante pop Jimi Hendrix è stato prosciolto mercoledì sera da due accuse di possesso di droga. Una giuria di dodici uomini ha discusso per otto ore e mezza prima prima di scagionare il ventisettenne cantante. Era stato accusato di due reati contro la legge canadese sulla regolamentazione dei narcotici, uno di possesso di eroina e l'altro di possesso di ashish. Hendrix ha ringraziato i suoi giovani fans per averlo sostenuto. Alcuni di loro mercoledì sono rimasti in aula per quasi dodici ore, il tempo che è servito per le arringhe finali, le istruzioni date dal giudice alla giuria e il lungo dibattito. Il processo è durato tre giorni.


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