lunedì 16 febbraio 2009

Chi l’avrebbe immaginato che Jimi sarebbe venuto a mancare così presto.

Sono passati oramai più di quaranta anni da quel 23 maggio 1968 e purtroppo quell’evento è un ricordo lontano nel tempo.
Insieme a due miei amici suonavamo in un complessino rock e ci esibivamo nei locali nei dintorni di Lugano. Il mio cavallo di battaglia era “Hey Joe” e appena ebbi notizia che Jimi Hendrix si sarebbe esibito a Milano, decisi di andare a vederlo.

Purtroppo a quei tempi data la mia giovane età, avevo infatti 17 anni all’epoca, non ero autonomo e per venire in Italia a Milano c’erano dei problemi. Convinsi così mia madre ad accompagnarci con la sua auto.

Insieme ai miei amici che suonavano nel complesso con me, arrivammo al Piper nel primissimo pomeriggio.
Eravamo in attesa del primo concerto, faceva caldo e il tempo non passava mai…. Poi cominciarono a circolare delle voci circa un blocco degli strumenti alla dogana, il concerto era in forse e la confusione e la tensione aumentavano.

Saranno state le 4 o le 5 del pomeriggio, mi trovavo in un corridoio, tra l’ingresso e il palco, quando improvvisamente si creò un parapiglia, al momento non capii, poi realizzai, era arrivato Jimi Hendrix.

C’erano giornalisti che gli facevano domande, fans che volevano toccarlo, gente che chiedeva autografi…. Fortunatamente da casa, portai la mia macchina fotografica ed ebbi la prontezza di spirito di fare circa 13 scatti ravvicinati a Jimi. Ricordo tra la gente attorno a Hendrix, Maurizio Arceri dei New Dada.

Poi più in là, a causa della confusione, un amico che era con me, fu colpito sul viso da una porta che si stava aprendo e questo gli procurò un taglio sopra l’occhio, che sanguinò abbondantemente….

Il concerto al pomeriggio non ci fu e verso le 19,00 mia madre tornò per riportarci a casa, non potevamo fare nulla per rimanere. Mi consolava solo di aver visto Jimi da vicino ed avere un buon bottino racchiuso nella macchina fotografica. Sono foto di cui sono fiero e al contempo ne sono gelosissimo, in più di quaranta anni solo pochi le hanno viste.

Uno dei ragazzi che era con me, un po’ più intraprendente, un paio d’anni dopo nella primavera del 1970 si interessò per organizzare un concerto di Jimi a Lugano.
Scrisse al manager di Jimi e gli fu proposto un concerto nel settembre dello stesso anno, in coda ad un tour europeo. Però data la nostra inesperienza e l’elevata cifra che fu chiesta, 30.000 Franchi svizzeri dell’epoca, non se ne fece nulla.

Chi l’avrebbe immaginato che invece Jimi sarebbe venuto a mancare così presto.

Riccardo Radaelli
Lugano, 14 febbraio 2009


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