sabato 21 febbraio 2009

Jimi Hendrix - Il tempestoso


Articolo pubblicato il 20 luglio 1968, nella rubrica "Mondo Yè-Yè" del settimanale "Grand Hotel". C'è pure un improbaile intervista a Jimi da parte di un non identificato E. D.

Per tre quarti negro e per un quarto indiano, Jimi Hendrix è un giovanotto piuttosto movimentato che da un anno e mezzo fa venire il batticuore alle ragazzine inglesi ed americane, e ai funzionari di polizia dei luoghi in cui si esibisce. « Scatenato» e «sfrenato» sono termini che
perdono ogni senso quando si parla di lui. Jimi è un vero terremoto e l'unico modo sensato di
definire il suo stile è « tempestoso ».

E, quando canta, la tempesta c'è davvero. Sul palcoscenico, perché Hendrix è uno di quei tipi capaci di riempire da soli quello dello Scala, e in platea, dove i suoi fans, trascinati dall'onda
di suoni, cominciano ben presto una paurosa sarabanda che finisce regolarmente in gloria. Vale
a dire nella completa distruzione della platea.

Come mai la tua musica produce tanto pandemonio?

Io canto, suono, mi agito, mi diverto. I ragazzi ascoltano, si agitano, si divertono, e tutto il
resto viene da sé!

Cosa facevi prima di diventare cantante?

Mi piacevano i fiori e ho fatto il giardiniere. Poi mi sono stancato e sono diventato paracadutista. Quella era però una vita troppo tranquilla, e mi sono messo a fare l'attore. Ma a me piace il rischio, ed ho capito che il mio mestiere era cantare e suonare davanti a duemila ragazzi
scatenati. Così adesso canto e suono! »

Come mai ti piace il rischio?

Sono nato ventun anni fa da una famiglia in cui esisteva una nonna indiana Cherokee, della tribù dei Pawne. Da lei ho preso il gusto dell'avventura e del pericolo. Da tutti gli altri miei
" vecchi " ho preso invece il gusto per il frastuono, che gli indiani - silenziosi per definizione -
non hanno mai condiviso .

Come classificheresti la tua musica?

Bo'... Non sono mai riuscito a incasellarla neppure io. Forse la definizione esatta potrebbe essere " musica che diverte e rende tanti soldi "!

• Quanti?

Mi pagano, con i miei due accompagnatori, 10 milioni ad ingaggio. E pensare che mi piace
tanto suonare e cantare che lo farei anche gratis!

E. D.
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