lunedì 23 febbraio 2009

Una giornata indelebile!

Jimi, l’ho conosciuto, musicalmente parlando, alle Messaggerie Musicali di Milano dove andavo spesso per sentire in anteprima i nuovi ‘45 giri di quei complessi che a me interessavano ma che purtroppo erano irreperibili nei juke box , forse perché troppo poco commerciali, come per esempio, Thane Russel, Dave Anthony’s Moods e altri...

comunque sia, un giorno vidi esposto, dietro il bancone dei dischi, una copertina che attrasse subito la mia attenzione. Si trattava del secondo ’45 del nostro grande Jimi , “Purple Haze” (cosa insolita Hey Joe che era uscito qualche mese prima è arrivato poco dopo alle mie orecchie..)

Beh!, come misi il dischetto sul giradischi nella cabina d’ascolto, subito, sentii uscire delle note a dir poco dell’altro mondo! In quel momento capii che QUELLA sarebbe stata la mia musica, quella che avrebbe accompagnato la mia vita, non più i vari Rokes o Equipe84, addio caro beat !!

A quel tempo ero un assiduo frequentatore del Piper Club in Viale Alemagna di Milano, dove ho passato, soldini permettendo, la maggior parte delle mie domeniche, dall’apertura del locale, inizio 1966 fino circa alla fine del 68 , dopo di che espatriai per motivi personali…

Ad ogni modo, era già da più di un anno che seguivo le notizie su Jimi sulle riviste musicali, questo, per vedere se caso mai avrebbe fatto una visitina nel nostro paese con la sua band.
Arrivò finalmente un bel giorno, in cui appresi che ci sarebbe stato in programma una Tournee in Italia , tra l’altro Jimi avrebbe suonato anche a Milano, credetemi che non stavo più nella pelle, non vedevo l’ora che arrivasse quel fatidico giorno!!!


23 Maggio 1968


Accompagnato dalla mia ragazza, mi avviai dalla zona dove allora abitavo, viale Zara, al Parco Sempione. Avevo programmato la presenza al concerto per le ore pomeridiane (forse anche perchè essendo un giovedì l’indomani la mia ragazza sarebbe dovuta andare al lavoro, ma chi si ricorda esattamente..)
Arriviamo in zona presto, just in case.., e si spende cosi qualche oretta nei paraggi del Parco Sempione, dove tra l’altro per immortalare quel giorno ci siamo fatti fotografare dietro il castello da un fotografo professionista, sai di quelli che senza dirti niente prima ti davano il mangime per i piccioni in mano e ti scattavano subito una foto naturalmente fasulla, etc..etc..... hehehe

Anyhow, finalmente si entra nel corridoio che porta al Club sotto il Palazzo dell’arte..

Da quel momento in poi, dal tanto spasimo per l’attesa al grande evento mi son sentito come se fossi intorpidito…in stato di trance…
Devo dire la verità che Wes & the Airdales NON me li ricordo proprio, infatti con la mente mi trovavo gia più avanti, volevo VEDERE e SENTIRE solo Jimi Hendrix, tutto il resto per me era solo “contorno” !

Ad un certo punto si sparge la voce che Jimi non avrebbe potuto suonare per via di problemi con la dogana dove pare gli avessero bloccato tutti gli strumenti.
Il casino generale che avvenne poi, e’ stato gia descritto più volte, posso solo aggiungere che l’arrivo di Jimi al Piper nel pomeriggio l’ho perso, ero rimasto in giardino a prendere una boccata d’aria e CERCARE di rilassarmi un po’ dalla tensione.
A quei tempi lo “stress”, che era dentro me già fin dalla mattina, era una parola sconosciuta… fatto stà, che sia io, che la mia ragazza e pure altri fans, rifiutammo il rimborso del biglietto per la mancata esibizione.

madocina..se penso a tutte le ore che ho aspettato la dentro bevendo solo gazzose e coke tutto il giorno e sera senza neanche mangiare un panino, ma ero cosi eccitatato dall'idea di vedere Jimi che credo che anche se m’ avessero preso a pedate nel sedere non me ne sarei accorto dalla tanta suspence che c'era dentro me quel giorno... :-))

Rimanemmo cosi ad attendere dentro il “Paips” fino a quando FINALMENTE non annunciarono che Jimi Hendrix sarebbe salito sul palco da li a poco.

Ragazzi!!! come gli Experience hanno cominciato a suonare io sono andato come IN ESTASI, veramente!!
Adesso, a quasi 41 anni di distanza, non posso dire a che ora cominciò o finì il concerto e neanche la tracks listing, sai dopo tanto tempo, la memoria etc. etc..
Quel che mi ricordo benissimo è che ero posizionato in angolo, cioè, immaginandovi davanti lo stage ero tutto sulla destra dello stesso, in un’angolazione che mi permetteva di vedere Jimi dalla sua parte sinistra, posizione questa che non mi ha impedito di vedere i suoi movimenti sul piccolo palco.
Noel e Mitch li ho solo “sfiorati” con lo sguardo , il fulcro era lui, Jimi e quello che usciva dalla sua Fender bianca.
Anche se dalla mia posizione, l’ascolto non era proprio del tutto ottimo, il sound che usciva dalla casse l’ho percepito proprio come lo avevo sentito sui dischi.
Fin da quando ascoltai i suoi ’45 , ancor prima del concerto, mi ero riproposto di cercare di capire da DOVE e COME potevano uscire questi suoni incredibili, immaginandomi chissà in che in studio di registrazione e con che tecnica “Spaziale” fossero registrate queste musiche da fantascienza, invece era semplicemente Hendrix l’ALIENO.


L’unica distrazione durante il concerto, e’ stata quando ho intravisto qualcuno (Eric Barret o Gerry Stickells) che cercava di tenere in bilico un’Amp che per motivi di ressa o roba del genere, comiciò a spostarsi verso la sponda del palco.

Purtroppo per me possedere una macchina fotografica a quel tempo sarebbe stato come avere una Lancia Fulvia, cioe’ per motivi di budget, out of this world.. cosi che di foto proprie niente da fare..
Come ripeto non ricordo esattamente quando Jimi finii di suonare, so solo una cosa; per me, anche se da quel giorno son passati ben 40 anni e 9 mesi , ebbene si, il concerto continua ancora…
A questo punto mi sento in dovere di ringraziare tutti i vari musicisti, dai Randy Hansen , Marcel Aeby, Popa Chubby , Uli Jon Roth, Snail’s Pace Slim, Lance Lopez e tanti altri per il loro grandissimo impegno che danno ogni volta attraverso la loro musica per contribuire a tenere alto e vivo lo spirito musicale del GRANDE JIMI HENDRIX.
Greetings from Germany
Carlo

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