venerdì 20 marzo 2009

Greenwich Village 1966 (Part 3)

We gotta get out of this place



Chas Chandler racconta:
La sera prima, con gli Animals suonammo in Central Park e dopo il concerto, qualcuno mi fece ascoltare una versione di "Hey Joe", che circolava in America già da nove mesi, questa era l'interpretazione suonata da Tim Rose.
Questa canzone mi prese così tanto che subito pensai "Appena torno in Inghilterra devo trovare un gruppo a cui far registrare questa versione".
Più tardi quella sera, andammo in un club chiamato "Ondine's", appena entrammo, si fece incontro Linda Keith e si fermò a parlare. Mi disse di questo ragazzo del Village, lo dovevo proprio andare a vedere. Sebbene non fosse ancora una cosa pubblica, però tra gli amici era circolata la voce che non appena gli Animals si fossero sciolti, io avrei iniziato la carriera di produttore. Linda mi suggeriva questo suo amico per iniziare la mia carriera, così presi accordi per incontrarci l'indomani.



Il giorno dopo andai giù al Village e vidi Jimmy James and the Blue Flames suonare al Café Wha? e fu così che la prima canzone che Hendrix suonò quel pomeriggio fosse proprio "Hey Joe", poi suonò la sua versione di "Like a rolling stone" che mi impressionò altrettanto. Conoscevo Bob Dylan e in genere mi piaceva quel che faceva, però "Like a rolling stone" era la prima delle sue canzoni che non mi piaceva molto. Forse era il modo in cui la cantava, non credo che riuscisse ad esprimere la canzone in maniera adeguata.
Quando Jimmy la cantò, lo fece con grande convinzione e allora le parole mi entrarono dentro.


Ricorda Bob Kulik che era con Chas al Café Wha?
Chandler era così gasato e agitato durante il concerto che si rovesciò un bicchiere di latte sulla manica.

Ricorda Ken Pine (chitarrista dei Ragamuffins):
Chas era così eccitato e continuava a darmi di gomito, cavoli mi stava facendo a pezzi, mi chiedevo se sarebbe sopravvisuto al concerto.


Chandler si presentò a Jimmy non appena finì il concerto.
Così racconta Chas:
Ci sedemmo e parlammo per circa un'ora.
Rimasi incredulo nel sentire che , a parte delle piccole etichette per cui aveva firmato come session-man, nessuno lo avesse ancora messo sotto contratto. Ricordo che Jimmy mi disse che questi accordi precedenti, si intendevano come garanzia per lavori di registrazioni di sessions di studio e non come reali contratti discografici.
Jimmy non aveva particolari riluttanze nel venire in Inghilterra, era solo un po' preoccupato circa la strumentazione che avevamo in Gran Bretagna e su com'erano i musicisti inglesi.
Una delle prime cose che mi chiese fu se conoscessi Eric Clapton e Jeff Beck.
Risposi che conoscevo benissimo Eric Clapton in quanto ci frequentavamo anche socialmente.
Così egli rispose " Se mi porterai con te in Inghilterra mi farai conoscere Eric Clapton?".
Dissi che quando Eric lo avrebbe sentito suonare sarebbe stato lui a voler conoscere Jimmy.
Allora Hendrix rispose " Bene, allora verrò con te".
Credo che fu così che lo convinsi a venire in Inghilterra.
Il gruppo di Jimmy, i Blue Flames, al contrario, non mi fecero alcuna impressione.
Erano solo una band di supporto che sembrava avessero cominciato ad accompagnare Jimmy solo da quella sera stessa.
Non mi interessava far registrare nessun altro della band. Il batterista era mediocre, Randy California, l'altro chitarrista, era un caro ragazzo, ma voleva solo suonare blues e non era solo quello che volevo far registrare a Jimmy Hendrix.
Hendrix chiese di portare anche Randy California. Gli spiegai che Randy aveva solo quindici anni e per prima cosa ci avrebbero arrestato.
Jimmy voleva sinceramente portare Randy in Inghilterra e per questo insistette ma io rimasi fermo nella mia posizione e gli dissi " Ma ragiona Jimmy, come cazzo faccio ad ottenere un visto per un ragazzino di quindici anni, magari senza il permesso dei genitori, scappato di casa?
Capisci che razza di implicazioni ci sarebbero in tutto questo? non ci arrivi?".
Gli dissi poi che avrei continuato il tour con gli Animals e quando finito, da lì a qualche settimana sarei tornato da lui.
Lo lasciai dicendogli " quando tornerò a New York, se sarai ancora della stessa opinione allora ti porterò in Inghilterra e cominceremo"





Jimi ricorda di quell'incontro:
"Cercai di non eccitarmi troppo ma pensavo ai successi discografici degli Animals, che mi piacevano, e mi stavo convincendo che questo davvero poteva essere un buon aggancio. Cercavo di rimanere distaccato, ma Chas continuava a ricoprirmi di complimenti, con quel suo accento pesante. Voglio dire, mi adulò fino a mettermi in
imbarazzo; era impazzito per la versione lenta di Hey Joe.
Sembrava anche che gli piacesse come cantavo Like a rolling stone. Non avevo mai parlato così a lungo con uno come lui, un inglese figo, appassionato di blues e così via. Mi disse che si sarebbe fatto vivo con me non appena avesse finito di lavorare con il suo gruppo. Non lo rividi per altre sei settimane."

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