sabato 28 marzo 2009

Greenwich Village 1966 (Part 4)

Il 6 Agosto 1966 ad Atlantic City gli Animals terminano il loro tour d'addio e tornano a New York.

Chas Chandler:
Pernottai al Gorham Hotel dove condividevo una suite con Hilton Valentine (chitarrista degli Animals) e mi diedi subito da fare per cercare Jimmy James, e non fu affatto facile, in quanto pare non avesse una residenza fissa, si diceva che avesse una stanza in uno scalcinato albergo dalle parti di Broadway, ma il portiere disse che Jimmy non ci andava mai.
Così mi misi a cercarlo entrando ed uscendo da tutti i locali del Village, qualcuno mi disse che Jimmy stava combinando ancora qualcosa con John Hammond Jr, ero preoccupatissimo avevo paura che il padre, il signor Hammond, lo mettesse sotto contratto.
Imprecai all'idea di essermi lasciato sfuggire Jimmy. Mi ci volle quasi una settimana per riuscire a mettermi in contatto con lui, e solo quando lo incontrai e mi disse "Allora, quand'è che iniziamo davvero?" tirai un sospiro di sollievo.

Jimmy dal canto suo era abituato alle promesse non mantenute e non aveva veramente preso sul serio Chas a riguardo di tutti quei discorsi sull'Inghilterra. Rimase effettivamente sorpreso quando invece lo rivide e per di più ansioso di iniziare.

Il pomeriggio successivo Chas si recò al Cafè Au Go Go. Presentò Jimmy al manager degli Animals, nonchè futuro socio di Chandler, Michael Jeffery, un tizio di media altezza con i capelli castani e l'aspetto regolare da inglese, con occhi attenti sempre incorniciati dagli occhialetti sfìgati da uomo d'affari che non mancava mai di indossare.
Jeffery non aveva mai sentito suonare Jimmy James, ne gli chiese di farlo per lui quella volta. Era là semplicemente per studiare il look di quell'insolito personaggio di cui Chas aveva tessuto lodi sperticate.
Dopo pochissimi minuti sussurrò a Chas: "Potrebbe essere l'Elvis nero!".

Ellen McIlwaine, che si era trasferita a New York da Atlanta e che in seguito sarebbe diventata nota per la sua bravura alla slideguitar, in quel periodo suonava il piano e cantava al Cafe Au Go Go, dove incontrò Jimmy James.
Ellen ricorda le visite di Chas Chandler al Cafe Au Go Go:
Quando Jimmy iniziò a parlare con gli inglesi, ci presentò. Sentii Chandler che gli diceva: 'Vieni con me in Inghilterra, faremo questo e quello.
Jimmy voleva sapere se avrebbe potuto portare qualcuno dei Blue Flames con sé.
Chandler rispose: 'Non hai bisogno di loro. Ti metterò su io un gruppo a Londra. E il nome
Blue Flames deve scomparire. Abbiamo già dei Blue Flames in Inghilterra'".


Jimmy restò ad ascoltare Chandler e Jeffery fino in fondo.

Parlarono del suo vero nome e della possibilità di cambiarlo nel più affascinante J-i-m-i, che avrebbe attirato di più l'attenzione. Hendrix fece rapidamente cenno al contratto discografico che aveva firmato con Ed Chalpin quasi un anno prima, e anche all'accordo con la Sue Records. "Illegale" disse Jeffery. "Non eri rappresentato. Non preoccuparti, me ne occupo io."

Jimmy non firmò nulla con Chandler o Jeffery in quel periodo. Tuttavia, verso la metà di agosto - senza ancora avere mai visto Hendrix suonare la chitarra - Michael Jeffery aprì un conto a nome "Jimi Hendrix", occultato dallo scudo fiscale delle Bahama che all'inizio del 1966 aveva costituito con il nome di Yameta. A Hendrix ciò non fu riferito, ne gli fu fatta mettere la firma sul conto.

"A quell'epoca al Village" racconta Ellen Mcliwaine "si usava suonare insieme, c'era uno spirito cameratesco. Jimmy mi influenzò per come usava la sua chitarra, come se fosse una voce, e mi insegnò a riprodurre effetti sonori in tré semplici lezioni! Li faceva solo con la chitarra e un amplificatore.
Non gli serviva nessuno di quei trucchetti che divennero famosi in seguito. Adoravo stare a guardarlo.
Suonava con Johnny Hammond e ce la metteva tutta per spazzarlo letteralmente via dal palco! E poi voleva suonare ancora nei miei set, e io pensavo: 'Ehi, ma che scherzi? Vuoi che ti chieda di pugnalarmi alle spalle?'. Ma con me non lo faceva. E ripensandoci mi sono resa conto che John
era un tale amico da consentire a Jimmy di esprimersi. Era un atto di generosità".

Chas si divertiva a osservare il pubblico in molte delle esibizioni di Hendrix e Hammond; la risposta affettuosa ed eccitata rinforzava la profonda convinzione del novello manager riguardo al talento della sua futura star.
A prescindere da quanto tardi avesse fatto la sera prima, le giornate di Chas erano dedicate a costruirne il futuro.
Liquidò la Sue Records - bastarono 100 dollari - per assicurarsi che non avrebbe avuto nulla da pretendere sulle future registrazioni di Hendrix. Fu deliziato dal fatto che quella magra offerta venisse accettata così.
Gli fu più difficile districarsi a Seattle. Parlò parecchie volte con gli impiegati dell'anagrafe per procurarsi un atto di nascita di Jimmy; il cambio di nome operato da Al Hendrix complicava la faccenda.
Chas si affidò ad avvocati per accelerare al massimo l'emissione del primo passaporto
di Hendrix e lottò contro la resistenza di Jimmy nel sottoporsi al vaccino contro il vaiolo. Chas dovette letteralmente spingerlo nello studio del cortese dottor Meyerhoff, sulla Cinquantasettesima Ovest, dove Jimmy chiuse gli occhi e l'impresa venne finalmente compiuta.

Erano trascorsi più di quattro anni da quando Jimmy aveva lasciato Fort Campbell, sicuro che il suo talento musicale gli avrebbe aperto le porte dei circoli che contano. Non lo
aveva neppure sfiorato il pensiero di essersi ingenuamente predisposto alla delusione, al disincanto, alla povertà, a notti insonni e al doloroso sgomento di dovere regolarmente impegnare la sua chitarra per sopravvivere.

Continuava a cadere in ginocchio e a pregare Dio. Aveva pianto e lottato e si era risollevato un'altra volta, sempre in attesa del giorno - come aveva scritto il bluesman Wìllie Dixon -
in cui "the world wanna know what this all about".

Jimmy /Jimi era pronto.


Finalmente il 23 settembre 1966, con 40US$ in tasca, prestatigli da un amico musicista, la sua chitarra e un cambio di vestiti dentro la custodia, Jimi Hendrix decollò dal Kennedy Airport diretto a Londra.
La veduta di New York dall'aereo fu l'ultima vista dell'America per Jimi.
Per quasi un anno Hendrix sarebbe rimasto in Europa.

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