domenica 19 aprile 2009

Johnny Jones, La leggenda del Nashville Blues



Johnny Jones & the King Casuals
Leggende del Nashville Blues

Nato nel 1936, Johnny Jones all’età di tredici anni decide di suonare la chitarra dopo aver visto a Memphis, quello che fu il il suo primo concerto blues, Joe Hill Louis

Si trasferisce con la madre a Chicago nei primi anni ’50 e ancora adolescente nella Windy City, ha modo di far pratica e lavorare regolarmente assieme a Junior Wells e Freddy King. Suona anche con Muddy Waters, Howlin’ Wolf, Robert Lockwood Jr. e B.B King.

A quei tempi condivideva un appartamento con l’armonicista Walter McCollum, con cui avrebbe anche formato il suo primo gruppo.

A cavallo degli anni ‘50s e ‘60s Johnny Jones torna a Nashville e intraprende la carriera di chitarrista di studio.
All'epoca la città era più conosciuta per essere un punto di riferimento della scena musicale R&B e Blues che non come, in tempi più recenti, capitale della musica country and western americana.
Nei club di Nashville, locali come il New Era, il Baron o il Club del Morocco, si esibivano famosissimi personaggi della scena R&B, artisti quali Ray Charles, Etta James, Ike and Tina Turner e Bobby “Blue” Band.
E' in quell’ambiente nei primi anni ’60 che Johnny Jones forma gli Imperials Seven e viene subito ingaggiato al New Era.
Proprio in quel periodo la sua carriera incrocia quella di un diciannovenne Jimi Hendrix appena congedato dall’esercito.
Jimi era un ammiratore di Johnny Jones e spesso gli chiedeva consigli e si fermava ad assistere ai suoi concerti.



Ricorda Johnny Jones:
A quei tempi, erano gli inizi degli anni ’60, forse il 1961 o il ’62, suonavamo con gli Imperials per sei sere la settimana al New Era di Nashville ma a volte ci capitava di esibirci a Clarksville nel Texas. Lì venivano ad ascoltarci tutti i soldati in licenza da Fort Campbell. Notai questo ragazzo che si fermava sotto il palco e restava con gli occhi fissi alla tastiera della mia chitarra, non perdeva una nota. Capii che stava cercardo di carpire i segreti del blues. Più avanti me lo ritrovai a Nashville, sempre sotto il palco… e mi chiedeva consigli, diceva che voleva imparare il vero blues e io dalla mia, avevo il funk e le note sommesse del Delta. Allora, Jimi, Billy Cox e Larry Lee suonavano già nei King Casuals, io vi entrai qualche anno dopo.
(intervista di Roby, Novembre 2008)



“ Non era tuttavia Jimmy a venire considerato la chitarra rhythm & blues più "calda" della città; tale onore apparteneva al solista degli Imperiais, Johnny Jones, opinione questa mai condivisa da Larry Lee: "...Jimmy mi impressionava molto più di Johnny. La gente aveva paura persino a nominare Jimmy. 'È un pazzo' dicevano. Ma io sentivo che in lui c'era qualcosa... Il suo suono era più fluido di quello di Johnny, più naturale, più partecipe... aveva più tensione emotiva. Mi pare ancora di vederlo mentre suona nelle soffitte o nella cucina di qualcuno. Suonava in continuazione e quando cominciava la sua mente era concentrata solo su quello". Ma Larry dice anche un'altra cosa, vale a dire che Johnny era l'idolo di Jimmy, il quale passava intere serate a guardare l'altro esibirsi sul palco. Jimmy era in effetti molto sensibile a questa presunta rivalità; Jones possedeva una chitarra migliore e un'amplificazione più potente e Larry ritiene che Jimmy non cercasse di suonare al New Era, il miglior club rhythm & blues della città, soprattutto perché consapevole dell'inferiorità del proprio equipaggiamento. Tuttavia una sera in cui Johnny stava suonando al Baron, Jimmy e Larry decisero di fargli vedere chi fosse il migliore della zona. Johnny era seduto al bar in attesa di ricominciare lo spettacolo quand'ecco arrivare Jimmy e Larry sbuffanti e ansimanti per aver trasportato l'amplificatore lungo tutta la strada, mentre Jimmy cercava di non danneggiare la chitarra. "Cosa state facendo voi due?" ,

chiese Johnny. "Siamo qui per prenderti a calci nel sedere, ragazzo!" fu la risposta. "E questa è la volta buona." Johnny e Jimmy salirono sul palco: Johnny sparò tutta la potenza dell'amplificatore, mentre Jimmy, stranamente, girò al massimo la manopola dei bassi del suo apparecchio e suonò dolce e morbido alla maniera di B.B. King. Tutti iniziarono a ridere tranne Larry Lee, che non trovò la cosa affatto divertente. "Jimmy scese dal palco e io gli dissi: 'Ma cosa diavolo hai combinato? Mi sarei nascosto. Abbiamo trasportato questo schifo di roba per tutta la strada come due idioti e l'unica cosa che hai saputo fare è stato mettere dei bassi nell'amplificatore'. 'Beh,' rispose Jimmy 'ho solo cercato di rifare il suono di B.B. King.'". Fu cosi che Johnny Jones si mangiò vivo Jimmy e i due lasciarono il club con la coda fra le gambe. "Appena usciti ci ridemmo sopra ma fu comunque una faccenda imbarazzante." Forse Jimmy non aveva troppa voglia di "prendere a calci nel sedere" Johnny ed è più probabile che si trattasse piuttosto di un'idea di Larry, infastidito dal mancato riconoscimento del talento chitarristico dell'amico.”
(Harry Shapiro Caesar Glebbeek, Una foschia rosso porpora, Arcana Editrice)

Johnny suonò anche la chitarra ritmica per Clarence “Gatemouth” Brown durante le sue apparizioni al famoso show televisivo di Hoss Allen “The!!!!Beat”.
Lì ebbe anche modo di rinnovare l’amicizia e la collaborazione con Freddy King, anche lui spesso ospite della trasmissione.

Subito dopo, si unì ai King Casuals e nel 1968 ne divenne il leader e firmò un contratto con la Brunswick Records. Per questa etichetta registrò tre singoli (“It’s Gonna Be Good”, “Soul Poppin’” e una versione soul di “Purple Haze”) che ebbero un discreto successo in America, e Johnny Jones venne descritto dalla critica come “il primo blues-man con influenze funky.”



Dopo qualche altro album per la Peachtree Records di Atlanta, Jones suona con Bobby “Blue” Bland .



Johnny Jones plays Jingle Bells

Verso la fine degli anni ’70, angustiato da problemi economici e frustrato per i pagamenti irregolari, Johnny Jones si ritira dalla scena musicale e riappare un decennio dopo per reclamare il suo posto d’onore sulla scena blues e ricomincia ad incidere nuovi album per le etichette Black Magic, Northern Blues e Alligator Records.







Young Doc Blakey and his blues mentor Johnny Jones

Per approfondire:


http://funky16corners.tripod.com/9_johnnyjones.htm

http://nashlinks.com/sixties.htm

http://www.northernblues.com/bio_jjones.html
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