lunedì 18 maggio 2009

Jimi Hendrix e il Blues

A Blues (r)evolution

Se Jimi non fosse stato destinato a diventare una stella del rock e ritrovarsi oggetto dei più svariati sentimenti da parte del pubblico — idolatrato, idealizzato, pubblicizzato, probabilmente sarebbe rimasto un oscuro professionista del blues, per poi se mai, diventare oggetto di indagini e di ricerche, documentato come uno dei più grandi musicisti di blues, acclamato alla pari di un nuovo Robert Johnson, finito in povertà, ma ricercato e apprezzato dai veri intenditori discografici. Più o meno così scriveva Chris Welch, il direttore di Melody Maker, nei primi anni settanta.

Qui un acerbo ma già graffiante Jimi Hendrix nel 1964 con gli Isley Brothers

Move over let me dance





Il più vecchio filmato conosciuto di Hendrix risale al 1965 e venne registrato dal vivo per la TV di Nashville Channel 5.
Qui Jimi suona la chitarra con il gruppo "The Royal Company" che accompagna Buddy & Stacy degli Upsetters (il gruppo di Little Richard)

- WLAC TV Studios - Night Train -

SHOTGUN



Siamo sempre nel 1965 e qui un acerbo ma già graffiante Jimi Hendrix che ai tempi si faceva chiamare “James Maurice” oppure “Jimmy James” a seconda dei casi, suona la chitarra in una cover di BB King con Curtis Knight.

Dicembre 1965, Hackensack, New Jersey

Sweet Little Angel




Primavera 1966, Cheetah Club, New York

I'm a man




Nel 1966 Jimi viene scoperto da Chas Chandler che lo porta a Londra dove fonda gli Experience. Da lì inizia la sua sfolgorante ascesa al successo. Meno di un anno dopo ad una domanda in cui gli si chiedeva di definire la sua musica, nel 1967 Jimi diceva:
“Tutto quello che suono è blues. Blues elettrico. Le mie radici? Muddy Waters, Howling Wolf, BB King e via dicendo….”

Questo brano registrato con gli Experience, viene a volte introdotto in concerto da Jimi come “Experiencing the blues” o “Muddy Waters blues” ed è un omaggio al blues.

Radio One, Londra 1967
Catfish Blues



Quello che maggiormente caratterizza il blues è la sua connotazione malinconica e nostalgica, la visione disincantata e amara della vita.
I testi parlano sovente di amori sfortunati, solitudine e vagabondaggi.
Però vi sono anche altri tratti che caratterizzano il blues che non è solo la musica del diavolo. La gioia e la speranza, non compaiono meno frequentemente della tristezza e la speranza di affrancamento è lì pronta a convincerti che la vita merita di esser vissuta anche quando sei pieno di guai.
Credo che questa musica, con quella strana sensazione che puoi chiamare blues, tristezza, malinconia o in mille altri modi, abbia la straordinaria capacità di toccare nel profondo chi lo suona e chi lo ascolta e farlo sentire migliore. E, magari, un pò meno solo
Ma al di là di ogni spiegazione, il blues è qualcosa che si deve avere nell’anima, una categoria dello spirito, una predisposizione d’animo.
Per apprezzare ed amare il blues, bisogna “avere il blues” e Jimi aveva il blues, lo conosceva bene, data la sua difficile infanzia, la prematura scomparsa della madre, le difficoltà della vita sulla strada.
Per Jimi Hendrix la musica significava anche momenti di gioia, quelli dei tempi felici in cui i genitori vivevano ancora insieme e accudivano lui e il fratellino Leon. La musica e la danza svolgevano un ruolo fondamentale all'interno del rituale magico nelle stupefacenti storie indiane che la nonna Nora, che era di discendenza Cherookee, raccontava al piccolo Jimmy.
La musica era divertimento era evasione dalla tristezza, affrancamento dallo squallore ma soprattutto era stare insieme come con una grande famiglia.
Quando poteva Jimi si univa con altri musicisti per suonare lunghe jam sessions.
Qui gli estratti di alcune jam

17 marzo 1968 Cafè au Go Go
Paul Butterfield on harmonica, Elvin Bishop on guitar, Harvey Brooks on bass, Herbie Rich on organ, Buddy Miles on drums, Phillip Wilson on drums and a certain Jack (James Tatum) on sax

Instrumental Jam






Steve Paul's Generation Club, New York 2 Aprile 1968
Eric Oxendine, B.B. King, Mitch Mitchell, Al Cooper

Like a rolling stone




Untitled Jam



Ancora dei blues tra vecchi amici, questa volta in studio.
Jimi passava lunghe ore a suonare jam session nei vari club newyorkesi e quando questi chiudevano Jimi aveva già lo studio prenotato.
Dopo aver passato la serata al Scene Club, Hendrix tornò al Record Plant per improvvisare. Una volta in studio, lui, Cox e Miles furono raggiunti dai chitarristi Stephen Stills e Johnny Winter

Record Plant 7 maggio 1969

Earth blues jam




Record Plant, New York, 28 Agosto 1969
con John Mc Laughlin?

Easy Blues




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Jimi Hendrix e il Blues (Parte 2)


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