venerdì 5 giugno 2009

...selvaggio animale da palco (Roma, 25 maggio 1968)

Ciao
mi chiamo Giancarlo Fiorentini, nel 1968 avevo diciotto anni e mi stavo diplomando alla scuola superiore.
Avendo come mito la musica inglese, venni a conoscenza della musica di Hendrix attraverso i programmi radio musicali e i dischi.

Anch’io in quei tempi suonavo la chitarra in un gruppo e appena seppi la notizia tramite i giornali che Jimi avrebbe suonato a Roma, decisi di andare al concerto di Hendrix e mi organizzai così con gli amici del gruppo.

Sono passati parecchi anni ormai e mi sembra di ricordare che fosse il pomeriggio del 25 maggio ma non saprei precisamente...

Ricordo che quando entrammo nel Teatro Brancaccio, il pubblico era composto solo da giovani capelloni e tutto il teatro era completamente pieno.
Io stavo nella galleria e il pubblico era partecipe ed entusiasta ma ordinato.

Salì sul palco Eddy Ponti che presentò il gruppo con enfasi dicendo “The Jimi Hendrix Experience”.


In quel momento arrivò Jimi, vestito con una camicia rosa fucsia,un grosso cinturone alla vita, pantaloni a campana, stivaletti e la sua mitica Fender Stratocaster bianca con il manico nero.

Una cosa che mi colpì moltissimo fu la visione del palco con i grandi amplificatori Marshall, una montagna di strumenti mai visti a Roma.

Cominciò il concerto e il suono che usci dalla chitarra di Jimi fu devastante, ebbi la sensazione che il teatro non riuscisse a contenere la potenza, il suono gigantesco che usciva dalla chitarra di Hendrix.

Mi colpì oltre al suono, anche il suo modo rituale di stare sul palco, era scenografico, suonava la chitarra con i denti, si muoveva come se stesse facendo un rituale voodoo, era un colpo di occhio eccezionale.
Jimi Hendrix quel pomeriggio suonò canzoni come Hey Joe, Fire, Foxy Lady ,Red House ecc......

Durante il concerto nel secondo tempo, riuscimmo a scendere in platea, lì si formò un folto gruppo di fans tutti in piedi nel corridoio centrale del Brancaccio.
Tutti speravamo di poter arrivare al palco per vedere da vicino quel selvaggio animale da palco, spendido nella sua visione musicale e teatrale.

Devo dire che secondo me, Jimi da solo, era lui la figura leader del gruppo, mentre gli altri due, sebbene eccezionali musicisti, alla fine rimanevano solo da sfondo di fronte alla sua persona. Tutto veniva da Jimi, dalla sua personalità, dalla sua grinta sul palco e dalla sua genialità musicale.

Ricordo tra il pubblico, un mio caro amico, Flavio Giurato-fratello del noto Luca -anche lui completamente preso da Hendrix.

Finito il concerto purtroppo, non ebbi modo di vedere Jimi ma quando uscii dal teatro ero completamente sballato di musica e suoni in una incredibile dimensione psichedelica, conscio di avere assistito ad un evento eccezionale.



Un grazie di cuore a Mario Valentini, mio valido collaboratore da Roma.
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