venerdì 24 luglio 2009

Axis: Bold as Love (Part 2)

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Axis: Bold As Love

AXIS: BOLD AS LOVE (Track Records 613 003)

PRODUTTORE: CHAS CHANDLER.

TECNICO DEL SUONO: EDDIE KRAMER.

ASSISTENTI: TERRY BROWN, GEORGE CHKIANTZ, ANDY JOHNS.


In Inghilterra l'album esce ufficialmente il venerdì primo dicembre 1967.
La Track pubblicò in fretta e furia l'album per ottenere il massimo delle vendite durante il redditizio periodo di Natale.
Axis: BOLD As LOVE fu accolto calorosamente dai fans, arrivando fino al numero 5 come massima posizione durante la permanenza di 16 settimane nella classifica britannica.

Le canzoni di quest'album sono piene di colori e di sogni; la sensibilità è quella di un poeta romantico, una sensibilità costruita su una grande precisione descrittiva e su un'orchestrazione serrata e sostenuta da acutissime intuizioni sonore.

Nonostante l'ammorbidimento di toni che caratterizzava Axis, un giornalista si chiese, recensendo l'album, come un uomo della gentilezza di Jimi potesse produrre una musica tanto violenta.

Il brano di apertura dell'album è "EXP", un brano sconcertante che inizia con una finta intervista
di Mitch:

Signore e signori, buonasera. Benvenuti all'ascolto di radio EXP.
Questa sera potremo ascoltare un'intervista con un curioso signore che risponde al nome
di Paul Caruso sul controverso tema: 'Esistono o non esistono i dischi volanti e gli UFO?'.

Signor Caruso, potrebbe esporci per favore la sua autorevole opinione su queste assurdità a proposito di navi spaziali e persino di gente venuta dallo spazio?"

Mr. Caruso [alias Jimi]: "Grazie. Come voi sapete non è possibile credere a tutto quel che si sente o si vede. È vero o no? E adesso, se voleste scusarmi, ho proprio da fare."

Mitch farfuglia e ansima incredulo mentre una muraglia di feedback chitarristico al limite del rumore bianco e di scariche elettrostatiche fa friggere ossessivamente gli altoparlanti simulando la partenza di un'astronave.

Subito dopo, ecco l'autentica sorpresa! provocata dalla tipica terzina jazzata di "Up From The Skies", con il supporto di un delicato wha-wha e delle spazzole di Mitch il brano è un significativo esempio del debito d'onore di Jimi nei confronti degli stili tradizionali della musica popolare, decisivi per la sua formazione artistica.

Jimi difficilmente suonò dal vivo "Up from the Skies" ma una di queste volte pare fosse a Roma durante il concerto serale al Brancaccio il 24 maggio 1968.



Un'altra delle poche versioni di Up from the skies live, 8 gennaio 1968 - Stora Salen, Konserthuset Stockholm Sweden


Il brano successivo è "Spanish Castle Magic", venne registrata agli Olympic Studios il 27 ottobre 1967.
Il suo riff è un marchio di fabbrica hendrixiano, chitarra, batteria e basso all'unisono danno fin dall'inizio del brano una potente voce ritmica e uno stordente impatto fisico.
La canzone pare dedicata allo "Spanish Castle", una leggendaria sala da ballo ad un'ora d'auto da Seattle, in cui Jimi mosse i suoi primi passi artistici.
La chitarra selvaggia e visionaria di Jimi parte per la tangente...
Non è in Spagna avverte Jimi e poco importa anche che sia un locale nei dintorni di Seattle.
E' tutto nella tua mente non sprecare il tempo a pensare a cose spiacevoli, lascia fluttuare la tua mente.
La magia di un castello spagnolo è nel sogno ad occhi aperti.
Così si può riassumere il messaggio di Jimi in questa canzone.



SPANISH CASTLE MAGIC
9 gennaio 1969, Konserthuset, Hötorget 8, Stockholm, Sweden - SECOND SHOW.

Wait Untill Tomorrow venne registrata alla fine di ottobre 1967 ed all'apparenza sembra una canzoncina leggera in realtà è tecnicamente impegnativa e Jimi suona note scivolate di sesta
all'unisono con le voci.
La canzone narra con tono ironico, il goffo tentativo incompiuto di una fuga d'amore che termina con il Romeo di turno inseguito e preso a fucilate dal padre della ragazza.
Ricorda Chas Chandler:
All'inizio fu scritta come una presa in giro. Quando iniziò a sperimentarci sopra la considerammo uno scherzo, quasi una canzone comica.
Ma Hendrix al termine delle sedute di registrazione aveva abbandonato qualsiasi intenzione comica avesse avuto in origine, il brano per qualche insondabile ragione risultò uno dei più difficili da completare.


Jimi Hendrix - Wait Until Tomorrow - (Outtake)

Ain't no Telling è un buon brano, molto dinamico con un'Experience in ottima forma, peccato non sia mai stato suonato dal vivo.
La canzone punta decisamente i riflettori sull'esecuzione superlativa di Mitch Mitchell che sfidò Hendrix per tutta la durata del brano, raddoppiando la chitarra ritmica di Jimi e incalzando incessantemente il suo assolo.




Ain't no Telling

Little Wing è una delle composizioni più belle e delicate di Jimi. E' infatti diventata un "evergreen", di questa canzone esistono numerose cover. Il pezzo è stato interpretato da artisti diversissimi tra loro come Eric Clapton, Steve Ray Vaughan, Sting, Tuck & Patty, Gil Evans....

Little wing è una struggente ballata di straordinaria forza evocativa e la canzone si dissolve su un magico assolo dopo solo due minuti e venticinque secondi.
Un brano breve ma efficace, Jimi lo suonò spesso dal vivo e anche in quelle occasioni il brano non era molto più lungo, in fondo, una volta detto il necessario, non occorreva aggiungere altro.



Little Wing - Royal Albert Hall '69

If Six Was Nine fu probabilmente registrata nel maggio del 1967 e probabilmente si tratta della rielaborazione di alcune session.
Il brano pare infatti suddiviso in due parti distinte ed è basato sulle ruvide contrazioni blues della chitarra di Jimi, doppiata dal potente basso di Noel e contrapposta ai piatti di Mitch.
Il testo è duro ed intransigente e accenna alla differenza tra hippies e freaks negli anni '60.
E' evidente che Jimi parteggiasse per i secondi.



Jimi riuscì a perdere i mixaggi di quella che sarebbe stata la facciata uno.
Pare che volesse portarsi i master a casa.
Andò a una festa e portò il master con sé ma al ritorno dimenticò una delle scatole sul sedile di un taxi.
Così ricorda Jimi Hendrix:
Era stato un lavoro magnifico ma i mix originali andarono persi e bisognò rifarli.
Io, Chas e il tecnico Eddie Kramer fummo costretti a re-mixare a partire dal mattino seguente
con undici ore a disposizione e una cosa simile è molto difficile da fare.

Così ricorda Eddie Kramer:
I problemi più grossi ce li diede If Six Was Nine; non riuscii più ad avvicinarmi alla qualità del precedente premixaggio.
Eravamo lì a grattarci la testa senza sapere che cosa fare.
Chas chiese se qualcuno aveva un nastro di quel premixaggio e si scoprì che Noel ne era in possesso.
Chas mandò qualcuno in taxi a casa sua e ci arrivò un nastrino di plastica da tre pollici su bobina dal quale veniva via qualche pezzo.
Prima di metterlo nell'apparecchio dovetti stirare tutte le pieghe.
Registrato alla velocità di 19 cm al secondo, era un incubo. Venne trasferito a 38 cm al secondo e questa è la versione che si ascolta oggi.

Riflette Chandler:
Considerando ciò che avevamo dovuto fare per ricuperare l'originale, il risultato fu fantastico.
La canzone fa in seguito ceduta per l'utilizzo nella colonna sonora del film Easy Rider e al cinema faceva veramente un bell'effetto. Mi fanno i complimenti ancora oggi!".



(Continua)
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