domenica 19 luglio 2009

Axis: Bold As Love

Circa un anno dopo essere arrivato in Inghilterra da perfetto sconosciuto, senza sapere cosa aspettarsi,
Jimi Hendrix era diventato il chitarrista più discusso e acclamato della scena musicale.

Dopo l'entrata in classifica di alcuni suoi singoli (Hey Joe, Purple Haze, Foxy Lady) e di un album
(Are You Experienced?), era giunta l'ora di presentare al pubblico dei nuovi brani per mostrare che il gruppo nel frattempo era ulteriormente maturato.

Tra il mese di settembre e ottobre del 1967, gli Experience dovettero diradare le date dei loro tour per avere più tempo da dedicare al lavoro sul loro secondo album.

Axis: Bold As Love venne registrato agli Olympic Studios di Londra, con produttore Chas Chandler e Eddie Kramer come tecnico del suono.






Ricorda Eddie Kramer:

Non c'erano incontri preliminari. Jimi creava in assoluta libertà. Lui aveva le idee chiare su cosa fare e come farlo. Si portava quintali di fogli pieni di testi ma non sceglieva mai a caso. Studiava nei dettagli ogni sovrincisione, ogni assolo registrato alla rovescia, ogni ripetizione. Era qualcosa di molto riservato ed ermeticamente chiuso nella sua testa. Io era all'oscuro di tutto finché Jimi non entrava nello studio. Credo che da questo punto di vista fosse davvero unico.

Prendiamo, tanto per fare un esempio, uno degli assoli di chitarra incisi alla rovescia, e ce ne sono parecchi. Quando il nastro veniva fatto girare alla rovescia, Jimi riusciva, nonostante la musica scorresse velocissima, a individuare con assoluta precisione ogni passaggio dell'assolo, non importa da che momento si iniziasse ad ascoltarlo. E mentre suonava l'assolo sapeva esattamente che effetto avrebbe prodotto dopo. In ogni situazione era sempre perfettamente cosciente di quel che faceva e di quale sarebbe stato il risultato finale.

Il roadie Neville Chesters fornisce altri particolari sul modo di lavorare di Jimi in studio durante
le registrazioni di Axis: Bold As Love.
"Scriveva le liriche durante le sessions... Le parti strumentali venivano messe giù alla buona e quindi rielaborate. Dopodiché Jimi andava a sedersi in cabina di regia o da qualche altra parte e allora lo vedevi che scriveva dei versi, ci pensava un po' su e poi li suonava... Gli veniva naturale, credo... Certo lui e il gruppo un po' provavano, ma molto, molto poco..."

"Tutto quanto gravitava intorno a Jimi", spiega Neville, incaricato in quelle occasioni di montare
le apparecchiature per le sessions. "Quando lavorava aveva un modo di fare per cui uno evitava di discutere con lui.
Ai tempi di Axis ricordo
che un paio di volte Chas cercò di dire la sua: 'Penso che dovresti fare così', e Jimi rispondeva in tono rispettoso: 'Sì, d'accordo' e poi faceva di testa sua."

Nella sua veste di produttore, Chas doveva osservare la situazione con sguardo "panoramico",
preoccupandosi soprattutto del problema costi.
Non è che Jimi ignorasse Chas e neppure che lo assecondasse, ma alla fine riusciva sempre ad averla vinta.
Non litigavano quasi mai sul serio, ma ci potevano essere delle tensioni se Jimi voleva ripetere
troppe volte un pezzo magari soltanto per migliorare un assolo oppure per aggiungere dei versi che, a parere di Chas, rendevano la canzone troppo lunga.

Noel, molto più contento di stare sul palco che in studio, condivideva l'esasperazione di Chas nei
confronti del perfezionismo di Jimi e della sua mania di ripetere una cosa finché non era come piaceva a lui.
Si stancava rapidamente dei metodi di lavoro di Jimi e inoltre non sopportava che questi gli spiegasse come doveva suonare.

Nel caso di Mitch la faccenda era ancora diversa.
Racconta Eddie Kramer:
"Mitch aveva la capacità di leggere nei pensieri di Jimi. Per quanto Hendrix fosse a volte molto risoluto su certe questioni tecniche, tipo dove mettere gli accenti e dove inserire i riempitivi, in genere Mitch poteva dare libero sfogo alla sua fantasia, che era piuttosto vivace. Jimi non finiva mai di stupirsi per l'abilità di Mitch nel suonare cose assolutamente incredibili".

Su una cosa soltanto Jimi non era troppo sicuro di sé: il canto.
Nessuno doveva osservarlo mentre cantava.
Quando veniva il momento di registrare le parti vocali, Eddie Kramer doveva abbassare le luci
dello studio e tenere Jimi in ombra.

Un altro dei problemi che afflissero le registrazioni di Axis Bold As Love furono alcune piccole noie tecniche.
Un esempio: le cuffie.
Keith Grant direttore degli Olympic aveva dotato gli studios di obsolete cuffie stile telegrafista della seconda guerra mondiale.
Una vera schifezza, ma a dire di Keith reggevano a qualsiasi volume, erano oltretutto si
economiche ma anche estremamente scomode e questo fatto avrebbe dovuto dissuadere la gente che bazzicava negli studi a fregarsele.
Il povero Jimi faceva una fatica del diavolo a togliersi quelle cuffie e alla fine di ogni session
Hendrix aveva girato su se stesso tante di quelle volte che sembrava uscito dal film La Mummia.
Quelle cuffie piene di fili e di morsetti gli si impigliavano nei capelli e lui si incazzava tantissimo.

I vari conflitti tra personalità differenti e i problemi ed esigenze tecniche di Jimi, alla fine non
disturbarono più di tanto il lavoro di studio, anzi finirono per influenzare positivamente il risultato finale.

Verso la fine di ottobre 1967, la band completò Axis: Bold As Love.

Se Are You Experienced? era il razzo lanciato in orbita a tutta velocità,
Axis: Bold As Love ce lo fa ritrovare mentre viaggia ormai sicuro nello spazio per contemplarne
le meraviglie.
L'album presenta atmosfere più morbide e mistiche del precedente, con tessiture vocali più delicate ed effetti sonori usati con grande fantasia.

Dirà Jimi dell'album in un'intervista nel dicembre del 1967:
E' stato realizzato avendo in mente la stereofonia e spero che tutti possano ascoltarlo in stereo perché è fondamentale. Ci sono voluti sedici giorni per registrarlo; tutti quanti abbiamo aiutato Chas a produrlo e io mi sono occupato insieme a lui anche del missaggio. Insomma, è un disco che ci rappresenta fedelmente. Abbiamo cercato di trasportare quasi tutti i pezzi più "strani" in una nuova dimensione; ecco perché fanno l'effetto di arrivare direttamente dal cielo.


Per questo disco il management aveva stabilito che le due versioni americana e inglese avessero la stessa copertina.
Quando l'addetto stampa Tony Garland mostrò una bozza della copertina a Jimi, questi disse:
Wow grande! però forse vi state sbagliando non dovreste mettere quel genere di indiani ma indiani pellerossa. Noi tre non abbiamo niente a che fare con quelli raffigurati in questa copertina.

Poco a poco, Hendrix cominciò ad apprezzare la copertina, costata più di cinquemila dollari alla Track Records, se non altro perché sembrava sposare perfettamente la natura psichedelica
della musica contenuta nel disco.

Il primo dicembre fu pubblicato in Gran Bretagna il secondo album dei Jimi Hendrix Experience, Axis: Bold as Love.

Le recensioni inglesi erano entusiastiche: "Senza dubbio un disco di grande successo", scrisse il Record Mirror.
"È troppo", celebrò il Melody Maker in una recensione che assomigliava quasi
all'adesione a una nuova religione. "Sbalordite le vostre orecchie, ipnotizzate la vostra mente, rivoltate le vostre palpebre, fate quello che volete ma vi prego, entrate nel mondo di Hendrix come non avete mai fatto prima."

L'Experience si trovava nel bel mezzo di un altro tour inglese al momento dell'uscita di Axis, quindi non ci fu molto tempo per assaporare il successo. Questo tour li vide suonare in particolare
insieme ai Pink Floyd, ai Move e ai Nice.
Prese il via alla Royal Albert Hall di Londra in uno spettacolo annunciato come "II matrimonio alchimistico", a causa della natura aliena delle band coinvolte e del loro sound fortemente influenzato dalle droghe.
Jimi si inventò un soprannome per Syd Barrett, il perennemente imbronciato membro dei Pink Floyd, definendolo "il sorridente Syd Barrett".
Hugh Nolan scrisse sulla rivista Disc: "Lo spettacolo di Jimi, eccitante fino al limite dell'isteria, costituisce il più devastante, appassionato e coinvolgente atto conclusivo che ci si possa augurare per un concerto pop, fatta eccezione, forse, per i Beatles". Nel caratteristico ritmo brutale dei tour dell'Experience, che solitamente prevedeva due performance a sera, questa tournée li
vide effettuare trentadue concerti in ventidue giorni.

Per leggere un reportage a riguardo di un concerto di questo tour cliccare qui:

"Christmas On Earth Continued", Olympia, London. 22 dicembre 1967

Jimi compì venticinque anni a metà del tour, e la crew gli preparò una torta di compleanno. Quando tornò a casa, a Londra, la Etchingham gli regalò un bassotto femmina.
Jimi la chiamò Ethel Floon, ma di solito la soprannominava "Regina delle orecchie". Jimi le aveva parlato spesso del cane che aveva avuto da piccolo, Prince, ed era proprio per fargli riassaporare quei ricordi che Kathy gli aveva fatto quel regalo.

Jimi sentiva che Axis rappresentava un gigantesco passo avanti per quanto riguardava le registrazioni e la composizione dei brani; le reazioni entusiastiche dei fan e della critica per il nuovo disco degli Experience lo fecero sentire pienamente realizzato.

Ma l'orgoglio di Jimi per il suo lavoro si stemperò presto.
Si agitò e finì per ammalarsi quando Jeffery lo informò che la pubblicazione di Axis in America, prevista per quello stesso mese, sarebbe stata rimandata al gennaio del 1968.
Chalpin aveva negoziato un affarone con la Capitol Records, in base al quale Get That Feeling, una raccolta di vecchi pezzi di Curtis Knight con Jimi alla chitarra, sarebbe stato pubblicato prima del nuovo curatissimo album di Hendrix.
Jimi aveva trascorso lunghe ore a scrivere e registrare Axis, e si deprimeva al pensiero che quella "vecchia robaccia di Chalpin" sarebbe apparsa nei negozi proprio qualche settimana prima di Axis.
Alcuni mesi dopo si sarebbe sentito nuovamente ferito e tradito quando Chalpin e la Capitol Records fecero uscire un secondo LP di Hendrix, Flashing, composto per lo più da pezzi soul registrati velocemente durante una session supervisionata da Chalpin nel 1967.
Hendrix si era presentato a quella seduta di registrazione in segno di cortesia dopo le insistenti suppliche di Curtis Knight e nel tentativo di "raffreddare la situazione" con Chalpin. Oggi è ancora in circolazione un bootleg del 1967 che riporta una conversazione in cui Jimi dice: "Suonerò, ma non potrai usare il mio nome se pubblichi questa roba". E Chalpin lo rassicura: "Lo so. Lo so. Non lo farò. Non preoccuparti".





















Per leggere il seguito dell'articolo cliccare qui:

Axis: Bold As Love (part 2)
Posta un commento