giovedì 2 luglio 2009

I'm Your Hoochie Coochie Man





Era una notte tempestosa di novembre quando
arrivarono le doglie e la diciasettenne
Lucille Jeter, accompagnata dall'amica Dorothy Harding, raggiunsero il King County Hospital.

Il 27 novembre 1942, alle 10 e 15 del mattino, dopo un lungo e difficile travaglio, la ragazza partorì un bambino del peso di tre chili e mezzo circa, con tanti capelli, occhi grandi, colorito pallido, lineamenti delicati come la madre e un sedicesimo di sangue Cherokee nelle vene.


Senza consultare il marito Al Hendrix, Lucille chiamò il bambino Johnny Allen Hendrix, nome che sarebbe poi mutato in James Marshall Hendrix e successivamente per tutti Jimi.

Quando Jimi nacque, il padre Al Hendrix nel frattempo si trovava sotto le armi, in Alabama, di stanza in un campo di addestramento, pronto per essere inviato sul fronte del pacifico.

Si trovava alle Isole Fiji quando ricevette la prima foto del bambino.

Lucille era una ragazza fragile ed inesperta e dopo la nascita di Jimi passò dei tempi veramente difficili.
Molti dei problemi della giovane madre erano di natura economica, perchè fu solo quando Jimi aveva già compiuto un anno di età che lei cominciò a ricevere parte della paga di Al.

Poi una serie di disgrazie, tra cui la morte del padre di Lucille, Preston Jeter, portarono la ragazza e il figlioletto a vivere in condizioni ancor più precarie e per avere un tetto sopra la testa dovettero farsi ospitare da parenti o amici.
Alla fine, Lucille in condizioni economiche disperate, si fece lusingare da altri uomini sperando che questi fossero in grado di mantenerla.
La fragilità e la vita disordinata della giovane madre però le impedivano di badare adeguatamente al piccolo Jimi, persino i parenti più stretti di Lucille cominciarono ad essere preoccupati per la crescita e la salute del bambino.
L'accudimento di Jimi ricadeva sempre più spesso su amici o familiari come la nonna Clarice e la zia Dolores.

Quando il bimbo ebbe quasi tre anni di età venne affidato alla famiglia Champ che viveva a Berkeley, la custodia di Jimi da parte dei Champ avrebbe dovuto essere temporanea, ma si prolungò fino a diventare quasi un'adozione informale.

Alla fine del 1945 Al Hendrix venne congedato e per prima cosa tornò a Seattle per procurarsi un certificato di nascita del figlio e con questo recarsi a Berkeley dai Champ per reclamare il figlio, ma sopratutto fare la sua conoscenza.

Ricorda Al Hendrix:

Prima di rientrare dalla guerra, Lucille e io ci separammo. Durante il periodo del mio servizio militare aveva lasciato Jimi a diverse persone, che s'erano sempre tenute in contatto con me. Appena la nostra nave attraccò a Seattle cercai immediatamente il modo di andare a Berkeley da Jimi. Era l'inizio del 1946, Jimi aveva tre anni e non mi aveva mai visto.
Quelle persone avevano una fotografia ed era tutto ciò che Jimi conosceva di me.
Se fosse stato un neonato, sarebbe stato tutto diverso.
Invece eccolo lì, un bambino di più di tre anni, già in grado di guardare
e giudicare in consapevolezza.
Rimpiangevo tutti i suoi giorni di bambino che non avevamo potuto vivere assieme. Non mi diedero nemmeno la licenza quando nacque.


Al insieme al piccolo Jimi, tornati a Seattle, andarono a vivere a casa della zia Dolores, sorella di Lucille di cui nel frattempo non si sapeva più nulla...

In un volgere di eventi che colse tutti di sorpresa, Lucille, invece, si presentò alla porta di casa e le prime parole che rivolse ad Al furono "Eccomi qua. Ti va di riprovarci?"

Lucille non sapeva come sarebbe stata accolta dal figlio che non vedeva da parecchi mesi e dal marito che non vedeva da quasi quattro anni.

Al, da parte sua, non sapeva se dar voce a tutta la sua rabbia oppure prenderla tra le braccia.


Chi lo sa poi cosa si dissero ma alla fine Al decise di abbandonare i propositi di divorzio.
Forse era ancora innamorato di Lucille o forse rimase colpito da quanto fosse attraente sua moglie: negli anni trascorsi da quando l'aveva vista l'ultima volta, la ragazzina che si ricordava era diventata una splendida donna.

Per la prima volta i tre Hendrix si ritrovarono tutti insieme e per circa un anno la famigliola visse a casa di Dolores che così descrive quel periodo:
Sembravano in luna di miele, era la prima occasione per loro di vivere insieme.
Uscivano tutte le sere, andavano a ballare, si divertivano e credo che solo allora Jimi sia stato veramente felice.

L'11 settembre 1946, Al cambiò il nome del piccolo Jimi da Johnny Allen a James Marshall.

Per la famiglia Hendrix le cose, pur con i problemi dovuti alla precarietà del lavoro di Al e alla "vivacità" di Lucille, sembravano andare per il meglio.

Fu così che nel gennaio del 1948 nacque anche il secondo figlio della coppia che fu chiamato Leon.

La luna di miele tra Al e Lucille durò circa tre anni.
Al accettava qualunque tipo di lavoro anche il più umile e malpagato.
La povertà aveva insegnato ad Al la frugalità e il valore del denaro e tutto questo mal si addiceva alla passione per la bella vita maturata da Lucille, che cercava ad ogni occasione di uscire.

Nel frattempo inoltre i due ebbero un terzo figlio, Joe e la coppia non aveva i mezzi per far fronte ed accudire il terzogenito che nacque in più con varii problemi fisici e malformazioni.

Al e Lucille avrebbero continuato a litigare su chi dei due fosse stato la causa dei problemi fisici di Joe.
Al si infuriava per l'incapacità di Lucille di essere la classica moglie e madre.
Lucille dava la colpa ad Al per aver alzato le mani su di lei durante la gravidanza; Al accusava la moglie di aver abusato con l'alcool.


Alla fine del 1949, la famiglia giunse così ad un punto di rottura, i due si separarono nuovamente. Jimi, Leon vennero affidati a parenti, mentre il piccolo Joe alla madre.

Questo schema di separazioni e riavvicinamenti tra Al e Lucille comunque andò avanti a lungo.

Jimi e Leon dovevano sempre essere pronti a fare le valigie e trasferirsi a Vancouver dalla nonna Nora o dallo zio Frank.


Al e Lucille durante un periodo di riappacificazione, nell'autunno 1950, videro l'arrivo di un altro figlio Kathy Ira, nata prematura di sedici settimane e ancor peggio, la bambina nacque cieca.

Per un periodo la bambina visse con il resto della famiglia ma all'età di undici mesi, l'affidarono alla custodia dello stato e la mandarono in affido familiare.

Ancora una volta, Al rifiutò di assumersi questa nuova paternità nonostante Kathy, come in precedenza Joe, gli somigliasse moltissimo.

Una seconda figlia, Pamela, nacque un anno dopo, nell'ottobre 1951. Anche lei aveva problemi di salute, seppure non gravi come quelli di Kathy. Al non riconobbe neppure Pamela, nonostante venisse citato come padre sul certificato di nascita.
Anche Pamela venne data in affido.

Le cose si sarebbero presto complicate per la famiglia Hendrix, i bambini erano tre (le due bambine erano finite in affido). Lucille non riusciva a smettere di bere, come del resto Al che inoltre non riusciva nemmeno a mantenere un lavoro stabile.

Tra tutti i problemi, furono le questioni legate alla salute di Joe a mettere definitivamente in crisi l'unità della famiglia.

Al non se la sentiva di sobbarcarsi il costo delle cure mediche per Joe e fu irremovibile, il bambino doveva finire in affido.

Lucille aveva già dovuto rinunciare a due figlie; l'idea di dare in affido anche Joe, che aveva vissuto con Lucille per tre anni, era per lei assolutamente intollerabile.

Verso la fine dell'autunno 1951, quando Jimi aveva già compiuto nove anni, Lucille lasciò Al, non fu quella tuttavia la fine della loro relazione; nemmeno il divorzio poteva soffocare l'attrazione che provavano l'uno per l'altra, infatti nell'estate 1952 i due, pur essendo ufficialmente divorziati tornarono a vivere insieme per un po' e Lucille rimase incinta nuovamente.

Il 14 febbraio 1953, nacque il sesto figlio della coppia, Alfred Hendrix.
Anche a lui Al avrebbe negato la paternità al figlio. Il piccolo Alfred era il quarto figlio della coppia ad avere problemi congeniti e venne dato immediatamente in affido.

Poco dopo Lucille se ne andò un'altra volta.

Ricorda Leon Hendrix:
Quando mamma era a casa, al mattino si sentiva profumo di frittelle e di bacon e io e Jimi ci alzavamo di scatto gridando "Mamma è a casa!" ma la cosa poteva durare anche solo un giorno, perchè poi cominciavano a bere e poi a litigare e mamma se ne andava.

Nonostante i drammi di famiglia, Jimi aveva gli stessi passatempi degli altri ragazzi:
leggeva i fumetti, disegnava automobili sul suo blocchetto per appunti, adorava il football e andare al cinema a vedere film di fantascienza.


Posta un commento