giovedì 11 marzo 2010

Quella sera al Piper era una vera bolgia!


Insieme alla fotografia, la musica da sempre è stata la mia grande passione tant’è che già nel 1965 avevo fondato un Beatles fan club che presto era diventato un punto di ritrovo per i musicisti beat della provincia.
Il club era in un piccolo locale a Gallarate e alla domenica organizzavamo concertini e festicciole.
Da mio padre che era fotografo presi la passione per la fotografia e ben presto diventai anche il fotografo ufficiale dei gruppi beat che frequentavano il club, sia nomi sconosciuti come gli Oxen Group o più noti come i “Cicisbei’70”, Thane Russel…….e altri.
Nel 1968 frequentavo abitualmente il Piper di Milano e venni a sapere che Jimi Hendrix avrebbe suonato lì.
Mi ricordo che il giorno del concerto era caldo e volevo essere tra i primi ad entrare per prendere un buon posto per fare delle foto così insieme ad un amico intorno a mezzogiorno presi il treno per Milano.
Quando arrivai al Piper il locale era ancora vuoto così mi accaparrai un posto tra il colonnato alla sinistra del palco dove Hendrix avrebbe suonato.

L’attesa per il concerto fu snervante, ricordo il caldo, la confusione, il fumo e l’incertezza.
Il tempo passava e tra i presenti la tensione stava raggiungendo un livello preoccupante, tra il pubblico qualcuno era anche molto incazzato quando dal palco si sentì annunciare “Guardate che Jimi Hendrix è qua”, poi Leo Watchwer cominciò a spiegare che per problemi doganali il concerto pomeridiano non si sarebbe potuto tenere e da parte dei gestori del locale c’era la volontà di rifondere il prezzo dei biglietti.
Jimi fece una fugace apparizione sul palco e poi se ne andò via.

Rimasi colpito dalla sua persona, innanzitutto mi sembrava diverso da come l’avevo visto in foto, aveva i capelli più corti e poi quelle meche bionde…. Mah!
Mi lasciò spiazzato anche la sua “timidezza”, sembrava si stesse scusando per il mancato concerto…. Forse sapendo che era stato un paracadutista me lo immaginavo un duro.
Decidemmo comunque di restare per il concerto serale e andammo nei giardinetti dietro al palco, restammo lì anche quando il locale chiuse alle 19,30 per la pausa serale.
Fu un’ottima idea perché in questo modo riuscii a mantenere il mio posto.
Avevo infatti posizionato la mia attrezzatura su uno dei tavolini rotondi del Piper.


Alla sera era una vera bolgia e per posizionarmi meglio presi una sedia, la misi sul tavolino. Da lì sopra avevo una buona visuale per le mie foto.
Quando Jimi arrivò verso le dieci di sera ci fu una brevissima presentazione e iniziò subito il concerto.

Jimi durante la sua esibizione masticava un chewing gum e con noncuranza faceva uscire dei suoni incredibili dal suo strumento.
Più che il fatto che avesse suonato con i denti o tra le gambe mi impressionò la scioltezza con cui suonava e l’affiatamento con gli altri membri della band, bastava infatti uno sguardo e il gruppo lo seguiva.
Durante il concerto feci parecchi scatti a Jimi e al gruppo usando una tecnica sperimentale simile al panning.

Successivamente andai a Londra dove ebbi occasione di fotografare altri artisti tra cui Jim Morrison e i Doors, Ray Charles, i Rolling Stones, i Jetthro Tull e altri però purtroppo non ebbi più occasione di vedere Hendrix.

Lillo Giovara fotocolor@email.it



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