martedì 4 maggio 2010

Roma Jimi Hendrix 1968... Sublime... un'aura caleidoscopica lo avvolgeva

Roma, 28 Aprile 2010
Intervista a Pat L A Wiss

Come venisti a conoscenza della musica di Jimi?

Doveva essere l'inverno del 66/67, il mio prof di chimica (Saint George's School of Rome) venne un giorno in laboratorio con un album (disco a 33giri) sotto il braccio, comprato a Londra la settimana prima, dicendo a noi sbarbati amanti degli Stones, Who, Small Faces, ecc., ke dovevamo assolutamente ascoltare questo nuovo astro nascente. la foto sulla copertina era un programma di per sé... un ceffo scuro dai capelli scotonati affiancato, sotto il suo manto da due pallidi giovani musicisti. Il Prof ci prestò il disco e dopo la lezione ci affrettammo a casa mia per ascoltarlo. BOOM! "Hey Joe, where're you goin' with that gun in your hand?"

Perchè decidesti di andare al concerto?

Bella Domanda... a chance of a lifetime! certe cose capitano una sola volta nella vita di alcuni.

Con chi andasti?

Con quel pazzoide del mio compagno di classe, nonché d'avventure, Chris West, figlio del celebre scrittore Morris West.

Quale concerto (24 o 25 maggio? pomeriggio o sera?)

Qui mi perdo... ricordo che fu di pomeriggio.

Com'era l'ambiente al Brancaccio?

Il Brancaccio era pieno di adulatori, (pseudo) chitarristi e non, in attesa con l'adrenalina che usciva dalle orecchie e la bava dalla bocca! Per la maggior parte eravamo maschi.

Il pubblico com'era? Numeroso? Partecipe?

vedi sopra... partecipe? non volava una mosca!

Appena vedesti Jimi sul palco che impressione ti fece?

La stessa di quando vidi salire John, Paul, George e Ringo sul palco dell'Adriano nel Giugno del '65... ero in trance!! Sublime... un'aura caleidoscopica lo avvolgeva separandolo dai suoi gregari

Ti ricordi dei particolari di com’era vestito?

Assolutamente no. Ero talmente preso dalla mimica del suo volto che, per me allora 15enne, intimoriva e incuriosiva allo stesso tempo!

Cosa fece Hendrix appena salì sul palco?


si apprestò silenziosamente prima verso il suo Marshall e poi verso il microfono

Ti ricordi che canzoni suonò?

Non in ordine cronologico, ma Foxy Lady; Manic Depression; Fire; Red House & Hey Joe


Ti pare che sul palco avesse problemi con l'amplificazione?

Come tutti del resto a quei tempi…

Com'era Jimi con il pubblico, comunicativo, amichevole, indifferente…?

Poteva sembrare indifferente a quelli senza rispetto per la sensibilità dell'artista, oppure poco comunicativo, ma non aveva bisogno di parlare per comunicare le sue emozioni

Cosa ti colpì di più di Jimi? Questo dal punto di vista sia umano che dal punto di vista musicale.

La diversità musicale (era sicuramente di un'altra dimensione) e la sua umiltà

Cosa ti ricordi degli altri due membri degli Experience?

Mitch era un treno e provenendo dal Jazz, ne aveva unito la libertà ai ritmi del Rock in modo armonioso. Noel faceva il suo dovere da pseudo-bassista, visto che nasceva chitarrista, senza spiccare molto (a parte la sua chioma alla Jimi)

Riuscisti a vedere Jimi fuori dal palco?

purtroppo no... beato Albertino che ha suonato la batteria con lui al Titan

Il concerto soddisfò le tue aspettative?

mi sembrò troppo corto, ma mi arricchì enormemente sotto il punto di vista musicale

Cosa ti è rimasto di quel concerto?

La grande soddisfazione di esserci andato e l'esperienza vissuta. Inoltre, devo sorridere ogni volta che i giovani chitarristi adulatori di Jimi scoprono che c'ero anch'io lì Dopo aver visto Beatles, Rolling Stones (con Brian Jones), Pink Floyd (con Syd Barrett) e Who (con Keith Moon), credo che Hendrix sia stato quello che per me chiuse il cerchio dei grandissimi... anche se poi vidi altri come Deep Purple (Gillan, Blackmore, Paice, ecc) Traffic, Black Sabbath (versione originale), Faces & Rod Stewart, Humble Pie, Grand Funk, e molti altri. Penso comunque che l'impatto sia stato troppo impressionante per farsì che altri potessero eguagliarlo...

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