mercoledì 27 ottobre 2010

Teatro Ciak - JIMI HENDRIX– 40th anniversary



Teatro Ciak Webank.it – Fabbrica del Vapore

Lunedì 22 novembre 2010 ore 21.00


BLUE SKY PROMOTION
presenta

JIMI HENDRIX– 40th anniversary

dalle ore 18.00 nel foyer del teatro
presentazione e proiezione filmati rari commentati da Enzo Gentile
aperitivo tra rock, blues e psichedelia
mostra di dipinti con soggetto Jimi Hendrix di Franco Ori

ore 21.00
live con POPA CHUBBY band
special guests:
Danny Bryant, Tolo Marton, Vic Vergeat


IL GENIO DI JIMI HENDRIX RICORDATO GRAZIE A UN TRIBUTO IMPERDIBILE. POPA CHUBBY e la sua band, con al seguito una squadra di chitarristi di razza saranno i protagonisti di un concerto evento con filmati, racconti e tanta musica.


Per ricordare il genio di Jimi Hendrix, scomparso quarant’anni fa, si è formata una squadra di chitarristi di razza che sarà protagonista di un tour imperdibile in Italia, dedicato alla musica e al genio di Jimi Hendrix. Il capitano di questa formazione è Popa Chubby, da tempo un beniamino del pubblico italiano grazie a un rock blues di impatto, sanguigno ed istintivo, e molto innovativo. Uno stile, il suo, fortemente influenzato da quello di Jimi Hendrix, a cui Chubby dedicò nel 2006 l’intero album ‘’Electric Chubbyland’ .
Si uniranno a lui e alla sua band sul palco il giovane britannico Danny Bryant esponente di spicco del power blues contemporaneo con ben 7 album e circa 2000 esibizioni live all’attivo; Tolo Marton, un virtuoso della chitarra, uno dei chitarristi italiani con più personalità, che passa dal classic rock al blues, al country, sempre contraddistinto da una grande fantasia e creatività; Vic Vergeat, chitarrista molto conosciuto all’estero sia per la carriera solista che le prestigiose collaborazioni, e indicato anche tra i migliori interpreti hendrixiani.
La serata sarà preceduta dalla proiezione di filmati rari a cura di Enzo Gentile e dalla presentazione del libro "Jimi Santo Subito!" (Shake)".
Nel foyer del teatro saranno anche esposti i lavori dedicati a Jimi Hendrix di Franco Ori, pittore modenese che usa come soggetti le icone del mondo le blues, del jazz e del rock.


“DIPINTI DI BLUES, JAZZ, ROCK” di FRANCO ORI
con soggetto Jimi Hendrix



Franco Ori, nato e cresciuto alla scuola delle Belle Arti di Modena, oggi vanta una ricca esperienza professionale di grafico. Inoltre è ricco di genialità, specialmente quando decide d’arrendersi dolcemente al richiamo della pittura, quella tutta maiuscola alla quale dona sia tempo e passione, sia tenacia e sensibilità d’animo. Da quell’istante l’atmosfera si fa magica e la creatività esplode in mille lapilli, sicché lo studio brulica di musicisti ritratti sia su tela sia su legno. Il compito di guidare il pennello spetta ora agli occhi sintonizzati sull’onda dell’ascolto, ora all’udito chiamato a scrutare l’invisibile e a seguire il cuore per quel tocco vitale, grazie al quale i volti dipinti si rianimano in modo sorprendente. Egli ha un debito con la musica, quella vera che sa accompagnare, a mo’ di colonna sonora, ogni passo della vita, e che riesce a comunicarci entusiasmo, malinconia, gioia, tristezza o allegria sfrenata, in via diretta e in modo astratto.

Al pari di un bambino portato a ritrarre i propri eroi, Franco Ori predilige i musicisti a tal punto da identificarsi in essi, pronto a fantasticare eroiche imprese, assistere ai loro concerti, o nel confondersi tra la folla che applaude. Alla fine del percorso li ritrae come detta la fantasia, ma a un patto e nel rispetto di ben due regole precise: la prima mira a ottenere un’immediata identificazione del personaggio, la seconda tende ad appagare l’attesa dello spettatore per attrarlo sin dentro la primitiva emozione.

Ogni Artista sa di non essere in grado di cambiare il mondo. Tuttavia può tentare di trasformarlo in bellezza, utilizzando l’immagine, la forma, la figura quale rappresentazione, somiglianza, sensazione, o visione del reale.
Il nostro Artista, nell’intento di ben riuscire nell’ardua impresa, prima raccoglie notizie, biografie, aneddoti, curiosità e documenti circa l’opera e autore da ritrarre, poi ne ascolta la registrazione musicale.

E s’incammina lungo l’itinerario misterioso della visione onirica: la sola capace di trasformare i suoni in colori, e il ritmo delle note in movimento pittorico opportunamente incisivo e a tutto vantaggio del risultato.

Se è vero che ogni persona ha un aspetto esteriore e un aspetto interiore,quando l'interiore è ricco tende a trapelare verso l'esterno come forza, energia e la persona non deve apparire perchè è.

Anche i lavori di Franco Ori hanno una forza interna, una qualità frutto di impegno continuo, di una ricerca costante.

Se il dentro è buono anche il fuori ne trae vantaggio, le opere di Franco non solo appaiono ma soprattutto sono.


POPA CHUBBY
Electric Trio
Popa Chubby
Per gli amanti del blues e del rock sanguigno ed istintivo che colpisce dritto cuore, non c'è formula migliore di una voce sporca e grintosa, e di una Fender Stratocaster affilata e swingante come quelle di Popa Chubby uno degli artisti più rappresentativi e carismatici del blues mondiale, capace di innovarne il linguaggio e di contaminarlo con i generi più moderni.

Biografia
L'alchimia musicale di Popa Chubby si è evoluta durante i suoi primi 5 album raggiungendo la sua massima potenzialità con "Brooklin Basement Blues". L'album abbraccia diversi stili che vanno dal blues al soul, dal rhythm & blues al rock, al jazz al funk e al rap, riflettendo l'atmosfera musicale multi-etnica di New York, la quale pone una particolare enfasi al Blues. Secondo Popa "Il blues a New York è una cruda musica urbana che ti colpisce direttamente in faccia. È la personificazione dell'onestà e della realtà, che non mente e non ha pretese". Popa è cresciuto nel quartiere newyorkese di Queens. Ha debuttato nel mondo della musica suonando con Screaming Mad George e Disgusting e collaborando con il poeta punk Richard Hell e con il cantautore irlandese Pierce Turner. La carriera solista vera e propria di Popa Chubby inizia nel 1992, quando vince un concorso per nuovi talenti in cui si afferma come "Best New Artist" e conquista la possibilità di aprire i concerti di James Brown e Chuck Berry. Immediatamente più tardi, pubblica due album sulla sua etichetta Laughing Bear: si tratta di "It's Chubby time" e di "Gas money", poi ripubblicati. Il successo giunge nel 1995, quando Chubby fa uscire "Booty and the beast", pubblicato dalla Sony e prodotto da Tom Dowd (tra i "suoi" artisti prediletti, Allman Brothers, Ray Charles e Aretha Franklin); il singolo "Sweet goddess of love and beer" lo pone all'attenzione del pubblico dei college americani e lo lancia verso le zone alte delle classifiche blues e rhythm & blues americane. Popa Chubby è una realtà del genere blues rock e lo dimostra con "Hit the high hard one", l'album live che lo conferma protagonista assoluto della chitarra degli anni Novanta. Nel 1997 esce "One million broken guitars", pubblicato dalla Dixiefrog. Nel 2000, sempre per la DixieFrog, esce un nuovo album, intitolato "How'd a white boy get the blues?": un concept album blues-rock, che solo in Europa vende circa 60.000 copie. Di sé racconta: "Il mio primo ricordo è il Bronx.


I miei genitori avevano un negozio di dolciumi. Mio padre è morto quando ero ancora piccolo, ha vissuto una vita underground, amava molto il jazz, che mi ha accompagnato per tutta l' infanzia. Sono cresciuto con i miei nonni italiani, in quanto mia madre non aveva tempo per me, da allora ho iniziato a pensare in maniera molto ribelle. All'età di 13 anni ho avuto il primo approccio con la batteria. Ho scoperto di apprezzare gli Stones, i Led Zeppelin e i sentimentali Queens. Ho iniziato così a suonare il blues heavy metal, poco dopo mi sono occupato della chitarra". Fece le sue esperienze musicali passando dalla metropolitana alla strada e da questa, nel 1988, alla sala prove formando una sua band. Ci sono voluti ben quattro anni prima che riuscisse a farsi conoscere a livello nazionale. Oggi Popa Chubby è uno degli artisti più rappresentativi e carismatici del blues mondiale, innovandone il linguaggio e contaminandolo con generi più moderni. Negli ultimi tempi, ha anche lanciato una casa di produzione e si dedica alla pubblicazione di opere di artisti meno conosciuti. Dopo 'The Good, The Bad and The Chubby' del 2002, esce nel 2004 'Peace, Love, and Respect' con una dozzina di brani politicamente e socialmente agguerrite. Seguono ben tre nuove uscite nel 2006, ‘Stealing the Devil’s Guitar’ ’10 Years With Popa Chubby’ e l’acclamatissimo tribute ad Hendrix ‘’Electric Chubbyland’. Del 2007 è lo scatenato in ‘Delivery After Dark’ che dà degno seguito al tributo a Hendrix e del 2008 ’Vicious Country’ (2008). L’ultimo lavoro “Fight is on”. risale alla primavera appena scorsa.



www.popachubby.com

DANNY BRYANT
Blues Rock with passion!
Danny Bryant’s RedEyeBand è un power house trio condotto da uno dei più grandi chiarristi della Gran Bretagna che, con il suo stupefacente stile e con il suo particolare suono, è ad un altro livello!
Giovane britannico Danny Bryant calca i palchi di festival e club di tutto il mondo dal 1999. Esponente di spicco del power blues contemporaneo ha ben 7 album e circa 2000 esibizioni live all’attivo.
Il canto di Danny si combina perfettamente con il suono della sua chitarra, sia che si stia cingendo in un crudo blues/rock, o in una sottile esecuzione, la sua voce è riconosciuta tanto come il suono della sua chitarra per il suo “marchio di fabbrica”.
Con il passare del tempo è maturato anche come compositore e, dall’età di 26 anni, ha scritto numerose superbe canzoni, dalla gutsy guitar al meraviglioso ossessionante canto delle ballate popolari. Le sue canzoni sono così popolari che le altre band le eseguono regolarmente e, ai suoi concerti, è assediato dai fans che richiedono le favorite.

Danny ha realizzato sino ad oggi 7 album , il quarto “Days Like This” che ha come special guest Walter Trout, ha vinto il premio come CD of the Year Award 2006 per la Radio olandese Ridderkerk.
Nel quinto album della band, è stato catturato il concerto dal vivo davanti ad un audience di fans fedelissimi, questo è il modo in cui Danny e la sua band vorrebbero sentire il pubblico! LIVE è uscito nel gennaio 2007 con l’etichetta Rounder Records (Continental Blues Heaven). “Danny affronta classici come ‘Hideaway’ dove mostra rispetto e conoscenza profonda delle regole non scritte del blues. La sua versione di ‘Girl From The North Country’ è densa di feeling con la voce che ricorda Phil Lynott dei Thin Lizzy mentre il lungo solo alterna ingenuità a sprazzi di vera e sincera toccante liricità.”
Scrive Jacopo Meille (Il popolo del Blues).
Danny regolarmente, viaggiando nel Continente, incontra un entusiastico di pubblico, guadagnandosi nuovi fans ad ogni show.
Ha partecipato a festival di prestigio internazionale, quali il Moulin Blues in Ospel, NL che è stat la prima occasione di suonare negli USA; e poi il Playing With Fire Festival in Omaha, Nebraska, Prairie Dog Festival in Wisconsin.
Danny Bryant’s redEyeBand sono definitivamente uno dei più emozionanti concerti che tu abbia mai sentito!




www.redeyeband.co.uk

TOLO MARTON
Tolo Marton è nato a Treviso nel 1951.
Affascinato dalla musica fin da piccolissimo, sognava di imparare a suonare il pianoforte e diventare un musicista classico perché, influenzato dal fratello maggiore, ascoltava di continuo Beethoven, Chopin, Listz, Bach, ma in casa purtroppo non c’era un piano.
Ascolta anche i 45 giri delle sorelle più grandi (anni dopo in una sua canzone, “I feel all right”, racconterà per bene questa storia dei 45 giri), e impara a memoria (ancor prima di saper suonare) i rock’n'roll di Conway Twitty, Jack Scott, Elvis, Paul Anka, Everly Bros, Santo & Johnny, ma anche canzoni di Modugno e Mina.
Nel 1964 un altro suo fratello torna a casa con “Help” dei Beatles e da allora Tolo comincia a sentire musica beat, ascoltare chitarre elettriche, bassi, batterie, violini, cori e tutto quanto produceva i suoni per formare una canzone.
Non capiva e non gli interessava di generi musicali, studiava impasti e connessioni tra gli strumenti. Nel ‘66 trova una vecchia chitarra classica (Musicalia, la cui tastiera amava definire una “vasca da bagno”) a casa di suo cognato e se la fa prestare. Da allora è cominciata l’avventura, che tra l’altro l’ha visto imbracciare nei primi tempi anche il basso. Dal Beat nel giro di due anni è passato ai Cream, ai Taste, a Hendrix e…Morricone. Un piccolo registratore è stato il suo libro di scuola. La sala da ballo è stata la palestra, fino al 1975.
“Dopo averlo sentito suonare, sono tornata a vederlo ogni volta che potevo”, così la giornalista Sharon Jones scrive di Tolo su Austin Arena Magazine (Texas, aprile 1995). Chitarrista compositore trevigiano, Tolo Marton vanta di una carriera più che trentennale nell’ambito della musica di ispirazione anglo-americana. E’ uno degli artefici della musica dal vivo nella scena italiana non commerciale.
E’stato definito “il più intelligente e dotato chitarrista rock che l’Italia abbia mai avuto”(Paolo Vites,Jam,dic 1999). ” Non posso fare a meno di pensare che se c’è un chitarrista in Italia che meriti l’appellativo di Guitar Hero, questo chitarrista si chiama Tolo Marton” (Tom Branson, critico americano).
E’ stato premiato in America dal padre di Jimi Hendrix, che fu il più grande genio della chitarra elettrica mai esistito e viene considerato il chitarrista italiano che ha più classe, un musicista che non si ripete mai, con richieste per suonare con Jack Bruce e Ginger Baker, due dei tre leggendari componenti dei Cream (il terzo era Eric Clapton). In dicembre 2001 e gennaio2002 Tolo collabora con l’attore Marco Paolini e il violoncellista Mario Brunello nel progetto teatrale “Carta Bianca”.
Questo inedito trio riscuote un grandissimo consenso di pubblico e critica, fin dal debutto al Piccolo Teatro Regio a Torino. Nel marzo 2002 inizia una collaborazione con il batterista dei Deep Purple Ian Paice, con cui si esibisce con grande successo in un primo concerto il 15 marzo. In ottobre 2002 esce per Azzurra Music il primo ufficiale doppio live CD intitolato “DAL VERO”.
Il 1 gennaio 2003 si esibisce in diretta su RAI International in una trasmissione dal titolo “SOS Argentina” a favore dei bambini di quel paese che viene diffusa in diretta in 33 paesi. La sua particolarissima versione di “All along the watchtower” è stata scelta per essere inclusa in una compilation di artisti internazionali curata dalla BMG di brani di Bob Dylan, uscita nel 2003.
Nel 2005 esce un nuovo disco dal vivo intitolato Stra Live.
Lo stile di Marton si potrebbe definire Classic rock, quella musica che verso la fine degli anni 60 rivoluzionò la scena musicale, e che continua ad essere apprezzata e suonata anche dalle nuove generazioni di musicisti. Ma il repertorio si basa su brani originali, dove si rincorrono linguaggi rock, blues, country, psichedelia, melodia e silenzi. Per concludere questa presentazione prendiamo a prestito una frase tratta dal libro “Spaziomusicaspaziobruno” di Daniela Bonanni: “Tolo, da sempre fedele alla linea. Una linea dettata dal suo grande talento, dalla sua ispirazione e dalla sua passione per la musica. Fedele alle sue origini di musicista rigoroso, coerente, mai appagato e da sempre estraneo alla logica del music bussiness. Tolo non ha mai amato ripetersi: ogni volta per lui è una sfida, una continua e affascinante ricerca. Mai un concerto uguale all’altro, come se fosse sempre la prima volta.



Vic Vergeat


Vic Vergeat scrive ed incide la sua prima canzone a 15 anni con i BLACKBIRDS, a 18 si trasferisce a Londra dove, dopo varie collaborazioni tra le quali gli HAWKWIND, registra il primo disco dei TOAD, prodotto da MARTIN BIRCH (DEEP PURPLE, IRON MAIDEN). Questo disco, seguito da altri tra i quali il leggendario TOMORROW BLUE, fa sì che i TOAD diventino e siano tuttora uno dei gruppi CULT più importanti. Sempre con i TOAD partecipa a diversi tours europei a fianco delle più grandi leggende del rock. Dopo l'esaltante esperienza vissuta con i TOAD, Vic approda negli Stati Uniti dove realizza un CD prodotto da DIETER DIERKS (SCORPIONS) distribuito dalla Capitol Records, che raggiunge il 50° posto nelle billboard Rock Charts (è il primo italiano a raggiungere questo traguardo negli Stati Uniti). Ne consegue un lungo tour negli USA con musicisti di AEROSMITH, NAZARETH, RATT. Dopo l'esperienza americana Vic torna in Europa dove con MARC STORACE (KROKUS) dà vita ai BLUE con i quali registra il CD WHEN A MAN... . Poco dopo è invitato dai GOTTHARD a partecipare alla realizzazione di DEFROSTED un live CD acustico nel quale è anche autore di alcuni brani. Il disco, seguito da un tour europeo, riscuote un grande successo, grazie anche ad un'ospite illustre: la leggendaria cantante lirica MONTSERRAT CABALLET conosciuta nel mondo del Rock per i duetti con FREDDY MERCURY. Subito dopo questa collaborazione ne intraprende una nuova con GIANNA NANNINI scrivendo con lei alcune canzoni del CD CUORE e partecipando al tour che ne segue. Sempre con GIANNA NANNINI scrive la canzone sigla di LUPO ALBERTO. Dopo quest'ultima collaborazione, Vic decide di formare un nuovo gruppo, la VIC VERGEAT BAND con la quale incide un doppio CD live e partecipa a due tributi ad HENDRIX con alcuni dei più grandi chitarristi del mondo, tra i quali STEVE LUKATER (TOTO), ROBBEN FORD (MILES DAVIS), LARRY CORYELL, ricevendo ottime critiche dalla stampa internazionale. Nella decisa intenzione di non seguire mai nè mode nè percorsi banali, Vic intraprende un nuovo cammino volto alla ricerca spirituale che dà vita a RELAX, un'opera concepita dall'anima, consapevole di essere una particella preziosa dell'universo. In tutti questi anni non c'è stato un solo progetto, che si trattasse di rock o di un cartone animato, in cui Vic non si sia dedicato anima e corpo ed è ora più forte che mai il desiderio di poter continuare a realizzare opere negli ambiti più diversi: è di questi ultimi mesi la realizzazione di colonne sonore di films e documentari, canzoni per la trasmissione LE IENE, musiche per cartoni animati, un doppio live DVD con la sua Band ed è soprattutto convinto a continuare il cammino intrapreso con RELAX: è infatti attualmente impegnato alla realizzazione di un'opera per chitarra classica ed archi ispirata dal movimento dell'acqua.

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