sabato 20 novembre 2010

Remembering Jimi Hendrix 40th anniversary tour

Associazione Culturale “JimiHendrixItaliablogspot”

presenta

1970-2010 Remembering Jimi Hendrix 40th anniversary tour Randy Hansen Band
Ospite:Leon Hendrix



Il 18 settembre 1970 è una data triste per la storia della musica. In una stanza del Samarkand Hotel a Londra, muore Jimi Hendrix, in circostanze a tutt'oggi non ancora precisate in maniera definitiva. Il coroner emise un certificato di morte con la dicitura”open verdict”, che significava il non essere in grado di stabilire con esattezza la causa del decesso.
Recentissimamente sono emerse nuove testimonianze pubblicate in un libro scritto da un road manager di Hendrix, nel quale l’autore racconta che durante una serata in un pub londinese, Mike Jeffrey, manager di Hendrix, gli confidò che egli stesso (con altri complici) era il responsabile della morte di Jimi.
Jeffrey raccontò che l'aveva ucciso facendogli ingoiare un numero notevole di sonniferi combinati con una grande quantità di vino. Questo, sempre secondo la testimonianza del presunto autore del delitto, era stato deciso a seguito della volontà espressa da Jimi di non volerlo più utilizzare come manager. Riportando le stesse parole del libro, Mike Jeffrey avrebbe confidato: “mi sarebbe fruttato più da morto che da vivo”.
In realtà, stando alle circostanze immediatamente successive, questo fu un”affare”di breve durata, dato che, ufficialmente, Mike Jeffrey morì in un incidente aereo avvenuto nei cieli francesi durante uno sciopero dei controllori di volo, nel 1973. Ovviamente non si trovò mai il corpo di Jeffrey e molti sospettano che l‘ineffabile manager di Jimi Hendrix non si fosse affatto imbarcato su quel volo.
Dopo diverse battaglie legali, durate anni, fra i vari contendenti, ora tutto il patrimonio artistico di Hendrix viene gestito da una società che fa capo a Janie Hendrix, sorellastra di Jimi.
Per rendere omaggio a colui che con il suo modo di proporre ed interpretare la musica rivoluzionò tutta un'epoca, aprendo nuovi orizzonti per lo sviluppo delle arti, a distanza di 40 anni da quel tragico evento, vogliamo ricordare e celebrare la figura di Hendrix tramite immagini, suoni e memorabilia, con l'esposizione di materiale (foto, dischi, giornali) dell'epoca che ne ripercorrono la breve ma intensa storia artistica.
Un particolare rilievo sarà dedicato alla presentazioen di materiale relativo alla tournee che Jimi Hendrix fece in Italia nel maggio 1968. Un video, montato per l’occasione, ripercorrerà con immagini per lo più inedite e rare, la storia musicale di Hendrix, dalle prime immagini che si hanno di lui (1965) fino all'ultimo concerto tenutosi in Germania (6 settembre 1970).
Infine, a chiudere l’evento, avremo un concerto/tributo che fungerà da momento di grande richiamo per il pubblico: saranno infatti presenti sul palco due figure di primo piano per quel che riguarda la musica di Hendrix.

Per la prima volta in Italia, sarà sul palco Leon Hendrix, fratello di Jimi, che suonerà e racconterà le sue storie, con aneddoti e dettagli della sua vita al fianco di Jimi. Leon sarà disponibile a rispondere alle domande dei fan.
Dopo dieci anni dalla sua ultima tournée italiana, ritornerà Randy Hansen, che e' considerato in tutto il mondo il più autorevole interprete della musica di Hendrix, sia per quel che riguarda il lato strettamente tecnico/musicale, sia per l'aspetto scenografico/spettacolare. Un vero e proprio clone di Jimi Hendrix, dotato però di una sua spiccata sensibilità artistica. Un vero funambolo delle sei corde, un trascinatore che sa entusiasmare il pubblico




Le date del tour:

25 novembre : Cermenate (co)- “Black Horse Pub”

26 novembre : Forli (fc)- “Naima Club”-La Casa Del Blues

27 novembre : Roma (rm)- “Jailbreack”

28 novembre : Lesina (fg)- “Il Covo”

29 novembre : Roccaforzata (ta)- “Go West Saloon”

02 dicembre : Cosenza (cs)- Teatro “Morelli”

03 dicembre : Tolentino (mc)- Castello della Rancia

04 dicembre : Castiglione del Lago (pg)- “La Darsena”

05 dicembre : Papozze (ro)- “Caruso Pub”

06 dicembre : Bergamo (bg)- Auditorium “Arts”

07 dicembre : Cortemaggiore (pc)- “Fillmore”

08 dicembre : Romagnano Sesia (no)- “R’n’R Arena”

09 dicembre : Aosta (ao)- Teatro “Giacosa”

10 dicembre : Roncade (tv)- “New Age Club”

11 dicembre : Trofarello (to)- “Il Peocio”

sabato 13 novembre 2010

Un sogno dolce come una canzone


IMMAGINI DI DISABILITA' ISPIRATE DA
"CASTLES MADE OF SAND" di ]IMI HENDRIX
E
"EXTRATERRESTRE" di E. FINARDI

presentate da:

"DIVIETO di SCARICO"

La sezione culturale di SOS HANDICAP BAMBINI INVISIBILI ONLUS

Castles made of sand

"C'era una giovane ragazza dal cuore disgustato
Perché era paralizzata e non riusciva a parlare
E lei pregava e sperava che la vita finisse
Così decise di morire
Spinse la sua sedia a rotelle fino adove il mare incontra la spiaggia
E sorrise alle sue gambe. "NON mi farete più soffrire"
Ma poi uno spettacolo mai visto prima la fece sobbalzare e dire:
"Guarda, una nave con le ali d'oro mi sta passando davanti".
E quella non dovette fermarsi, ma solo continuare ad andare.
E così i castelli di sabbia
Scivolano nel mare, alla fine".

Da "Castle made of sand" 1967 Jimi Hendrix

Hendrix e la disabilità

I versi della canzone dì Jimi Hendrix hanno ispirato la creazione di una cartella di grafica titolata; "Un sogno dolce come una canzone", composta da una serigrafia di Francesco Musante e da una fotografia di Diego Landi.
L'opera è stata progettata e realizzata da Claudio Barbato in 228 esemplari numerati e firmati dagli artisti, 200 esemplari con numeri arabi, e 28 esemplari con numeri romani, riservati alla critica e ai collaboratori.
La cartella contiene inoltre un cd, realizzato grazie alla collaborazione di 42 grandi amici e musicisti che ci hanno regalato 18 splendidi e originali rifacimenti del pezzo hendrixiano rielaborando la composizione e contribuendo, con le loro interpretazioni, ad un processo dì interazione tra suono e immagine che ha come motore il tema della disabilita.

I musicisti:
Martina Agostini; Bebo Best Baldan; Davide Baldo; Gianni Ballarin; Simone Beggio; Aurora Bisanti; Francesco Boldini ; Michele Bonivento ; Luca Bortoluzzi; Lino Brotto; Valeria Bruniera ; Fabio KoRyu Calabrò ; Marco Carlesso ; Max Chiusso ; Valter Cortivo; Nicola Dal Bò; Davide Drusian; Gianni Facca ; Marco Finco; Valli Henry-Boldini; Ilaria Lena; Mirta Magnoler; Giorgio Mantovan; Cocco Marinoni; Elisa Meo; Angela Milanese; Francesca Nassuato; Maurizio Nizzetto; Marco Pandolfi; Giancarlo Patron ; Fabrizio Rispoli; Carlo Salvaro; Anna Saretta ; Roberto Scarpa; Franco Scoblar; Giuseppe Sorato, Aldo Tagliapietra; Filippo Tantino; Maurizio Tiozzo; Sandro Trentin; Ernesto Vanin.

Il tutto è finalizzato ad una campagna di raccolta fondi a favore della ns. onlus dedicati alle attività di sostegno ai giovani disabili e alle loro famiglie, attività descritte nel ns. sito e che usufruiscono di finanziamenti parziali da parte del Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Venezia. Il progetto “Una canzone dolce come un sogno” ha ottenuto il patrocinio gratuito da parte della Regione Veneto; Provincia di Venezia; Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia; Comune di Spinea e Municipalità di Marghera-Città di Venezia.

Cartella grafica e CD musicale sono offerti in donazione per finanziare i progetti della nostra onlus "SOS Handicap Bambini Invisibili" descritti anche nel ns. sito
www.handicapfacilitazione.it

"Castles made of sand" è una canzone disperata e tragica nel suo epilogo, ma la sua dolcezza musicale rimanda alle visioni positive di Hendrix: quello che per alcuni è un abbandonarsi al destino e porvi fine, può essere letto come un trovare conforto nella "nave dalle ali d'oro" che è la scialuppa di salvataggio di chi ti sta intorno e sa riempire di luce l'oscurità. E allora anche la ragazza di "Castles" potrebbe dire con un sorriso: non sono sola, "scusa un attimo che bacio il cielo". Hendrix è il musicista che prese una chitarra, la rovesciò e fece scoprire che conteneva tutto un altro mondo. Questo disco dimostra quanto la fantasia possa rendere vario anche il
piccolo mondo di una sola canzone.

Giò Alajmo critico musicale Gazzettino Venezia





....Ero già hendrixiano nel 1987, un hendrixiano maturo di 36 anni ....
In quell'anno ridiventai padre e incontrai il muro della disabilita. La disabilità di mia figlia.
Non avrei mai pensato che dopo molti anni leggendo una traduzione di Castles Made of Sand, vi avrei trovato un magico ponte tra musica e disabilità ...proprio quello che può servire per raccontare in maniera non convenzionale questa diffusa forma dell'esistenza umana.
Prima di quell'anno, 1987, questa condizione umana non era mai stata, per me, motivo di una qualche approfondita riflessione. Solo un ricordo infantile del mio sguardo sfuggente ed impaurito al coetaneo che lanciava strani urli, si dimenava e soffriva in un corpo disarticolato.
Tanto meno avrei mai sospettato che immagini simili potessero essere presenti in una canzone di uno dei miei idoli musicali: Jimi Hendrix.
Di Lui mi sembrava di sapere tutto, conoscevo molti aspetti, per lo più stereotipi: il chitarrista innovativo, Inimitabile e divino, l'allucinato, il sognante, il sex-simbol .... il drogato. Era la classica icona dell'artista geniale e autodistruttivo (insieme a Janis Joplin e Jim Morrison), Jimi Hendrix venuto da una dura infanzia, che per tragica predestinazione, alla fine, spreca la sua giovane vita all'apice del successo .... scivolando nell'abisso..... Non avrei mai pensato che in
una sua canzone avrei potuto ritrovare poetiche parole che cantano la disabilita, come un sogno musicale ............
"Spinse la sua sedia a rotelle fino a dove il mare incontra la spiaggia. E sorrise alle sue gambe..."
Se è la madre di Jimi, poco prima di morire alcolizzata, quella ragazza in sedia a rotelle, mentre per me è la mia bella e vivissima Alice, mia figlia.
" La madre di Hendrix, Lucile muore a seguito dell'alcolismo nel 1958, Jimi era nato il 27 novembre del 1942,
..... quando incontrò Jimi ed il fratello Leon in ospedale per t'ultima volta, a seguito di un ricovero per un'epatite mortale, era in carrozzella e i ragazzi rimasero scioccati quando la videro pallida ed in carrozzella ..... Anni dopo, Jimi avrebbe scritto la sua canzone più autobiografica, "Castles made of sand, in cui faceva riferimento a una donna su una sedia a rotelle il cui "cuore era affranto": " Quella strofa parla di nostra madre" afferma Leon, fratello dì Jimi.
La canzone comincia con una lite domestica, e la donna sbatte la porta in faccia al marito ubriacone.
Più avanti racconta di un ragazzino che gioca nei boschi, facendo finta di essere un capo indiano ( Jimi ha origini Cherokee da parte della nonna materna ...).
Nel terzo verso della canzone c'è una giovane ragazza paralizzata che alla fine decide di togliersi la vita gettandosi da un dirupo nell'oceano e dicendo alle proprie gambe al momento del salto: "Non mi farete più male". Poi la ragazza viene colta da un sobbalzo alla visione di una "nave dalle ali dorate" che la raccoglie.... Jimi termina la canzone con un verso sullo scorrere del tempo, usando l'immagine dei "castelli di sabbia che si sciolgono nel mare ... inevitabilmente. "

Da "La stanza degli specchi", di C.R. Cross; La vita, I sogni e gli incubi di Jimi Hendrix;
Edizioni Kowalsky 2006

... La nave dalle ali dorate ......

"Sono 650 milioni i disabili nel mondo, soffre il 10 per cento della popolazione globale.
Tutti insieme popolerebbero la terza nazione dopo Cina e India. In Italia, sono circa 6 milioni. Sono vittime di malattie congenite o acquisite, traumi psichici, incidenti sui lavoro e sulla strada, tumori.
Proprio perché temuta, la disabilità è rifiutata, la sua vista disturba e inquieta.
L'handicap è un trauma che sconvolge i corpi, le soggettività, le relazioni degli individui e del mondo circostante. l'Handicap è lutto della perdita della "normalità", non una menomazione, ma una specifica condizione umana. Non esiste handicap senza sguardo sull'handicap.
Questo sguardo è pieno di pregiudizi, pietismo provati dai "normali" sui disabili e dai disabili su se stessi: qui si creano e alimentano il rifiuto e l'emarginazione."

(da LA TERZA NAZIONE DEL MONDO di MATTEO SCHIANICHI
- SERIE BIANCA FELTRINELLI GENNAIO 2009)


giovedì 4 novembre 2010

The Jimi Hendrix Birthday - 7th edition (2010)


Il 27 novembre 1942 a Seattle (Stato di Washington) nasceva James Marshall Hendrix, colui che solo 24 anni dopo sarebbe diventato il più grande chitarrista elettrico di tutti i tempi: Jimi Hendrix!

Una figura artistica che ha fortemente influenzato non solo la storia della chitarra e della musica della seconda parte del secolo scorso ma anche la moda, la cultura e l'immaginario di quell'epoca, segnandone anche inconsapevolmente alcuni dei passi più decisivi e questo nonostante la breve carriera perché tragicamente interrotta dalla sua prematura scomparsa a Londra nel 1970, quando aveva solo ventotto anni.

Se Hendrix è purtoppo morto la sua musica è più viva che mai e ancora oggi è grande fonte di ispirazione e imitazione per moltissimi musicisti in primis ma per molti artisti in generale, in diversi campi di espressione.

E' proprio per questo che celebrarne il giorno della nascita ha grande senso, risultando un’ottima occasione per parlare (e sentire e vedere) di Hendrix e della sua musica, un'insieme innovativo di blues e jazz di stampo americano, pischedelicamente contaminati con il pop e il rock europei.

Una necessità comprovata dalle numerose manifestazioni commemorative che si terranno in tutto il mondo (da New York a Londra a Seattle, sua città natale) e che a Bologna troverà spazio venerdì 19 novembre 2010 presso il Sottotetto Sound Club (Via Viadagola, 16 – Bologna) nell'ambito del “The Jimi Hendrix Birthday – 7th ed.”, evento che, dopo il fortunato successo delle prime edizioni tenutesi in Veneto, sbarcherà a Bologna portando sul palco musicisti da tempo impegnati nel tenere vivo tra le coscienze odierne quelle sonorità e quello stile che tanto contraddistinse la produzione hendrixiana.


Ad aprire la serata saranno gli emiliani Gypsy Rainbow, con un tributo alla prima parte della carriera della storica Jimi Hendrix Experience e al suo carattere principalmente pop-rock. Con Simone Galassi (chitarra e voce), Enrico Menabue (basso), Marco Soverini (batteria).
Ospite d’onore sul palco l’esperto chitarrista romano Maurizio Bonini (http://www.bluesandblues.it/artiital/bonini/bonini.html) che ha dedicato la sua lunga carriera all’analisi e alla (ri)scoperta del mancino di Seattle, arrivando ad incidere addirittura con Noel Redding, lo storico bassista della Jimi Hendrix Experience.
Bonini, (accompagnato per l’occasione dalla sezione ritmica dei Gypsy Rainbow) si esibirà in un coinvolgente concerto/workshop dove verranno analizzate alcune delle principali tecniche presenti nello stile caratteristico del “Boy from Seattle” (come recita un famoso brano di Steve Vai) nonché l’utilizzo di un set up d’effetti e attrezzature per chitarra d’annata (grazie alla passione del collezionista Marco Zucchini).



Infine saranno presenti i Voodoo Groove, band che dal veneto ha mosso i primi passi con un progetto di tributo ormai noto a tutti gli appassionati italiani (http://www.myspace.com/voodoogroovehendrix) composto da Silvio Grando (chitarra e voce), Nicola Righetti (basso) e Francesco Salandin (batteria).


In particolar modo i Voodoo Groove pongo l’attenzione sull’ultima parte della carriera hendrixiana proponendo brani eseguiti da Hendrix stesso dal vivo e divenuti famosi al grande pubblico solo con gli album postumi, la cui raffinatezza compositiva sottolinea ulteriormente la continua ricerca musicale e sonora in cui il chitarrista di Seattle era costantemente impegnato.


Ad accompagnare i musicisti e simboleggiare la forte carica emotiva che le vibrazioni della musica del chitarrista di Seattle sanno donare sia alla mente che la corpo vi sarà il Corpo di Ballo della scuola di danza di Marinella Marchiori (VR), che si esibirà in una serie di performances dal vivo.

Vero piacere per gli occhi sarà la mostra pittorica di Franco Ori, artista ravennate la cui grande passione lo ha spinto a riproporre la figura iconografica di Hendrix in opere che tentano restituirci su tela l’energia elettrica del sound hendrixiano.

Non mancheranno foto, filmati e curiosità legate e gentilmente presentate dal Circolo Jimi Hendrix Italia.

Presenta la serata Mauro Filippini, pittore e grande appassionato di musica. Tra i fondatori del Circolo Jimi Hendrix Italia è uno dei fortunati testimoni della performance della Jimi Hendrix Experience al Palasport di Bologna nel 1968.

L'entrata è gratuito (con tessera) e l'inizio dei concerti è previsto per le ore 20.30.

Info: www.myspace.com/voodoogroovehendrix - www.sottotetto.org