sabato 13 novembre 2010

Un sogno dolce come una canzone


IMMAGINI DI DISABILITA' ISPIRATE DA
"CASTLES MADE OF SAND" di ]IMI HENDRIX
E
"EXTRATERRESTRE" di E. FINARDI

presentate da:

"DIVIETO di SCARICO"

La sezione culturale di SOS HANDICAP BAMBINI INVISIBILI ONLUS

Castles made of sand

"C'era una giovane ragazza dal cuore disgustato
Perché era paralizzata e non riusciva a parlare
E lei pregava e sperava che la vita finisse
Così decise di morire
Spinse la sua sedia a rotelle fino adove il mare incontra la spiaggia
E sorrise alle sue gambe. "NON mi farete più soffrire"
Ma poi uno spettacolo mai visto prima la fece sobbalzare e dire:
"Guarda, una nave con le ali d'oro mi sta passando davanti".
E quella non dovette fermarsi, ma solo continuare ad andare.
E così i castelli di sabbia
Scivolano nel mare, alla fine".

Da "Castle made of sand" 1967 Jimi Hendrix

Hendrix e la disabilità

I versi della canzone dì Jimi Hendrix hanno ispirato la creazione di una cartella di grafica titolata; "Un sogno dolce come una canzone", composta da una serigrafia di Francesco Musante e da una fotografia di Diego Landi.
L'opera è stata progettata e realizzata da Claudio Barbato in 228 esemplari numerati e firmati dagli artisti, 200 esemplari con numeri arabi, e 28 esemplari con numeri romani, riservati alla critica e ai collaboratori.
La cartella contiene inoltre un cd, realizzato grazie alla collaborazione di 42 grandi amici e musicisti che ci hanno regalato 18 splendidi e originali rifacimenti del pezzo hendrixiano rielaborando la composizione e contribuendo, con le loro interpretazioni, ad un processo dì interazione tra suono e immagine che ha come motore il tema della disabilita.

I musicisti:
Martina Agostini; Bebo Best Baldan; Davide Baldo; Gianni Ballarin; Simone Beggio; Aurora Bisanti; Francesco Boldini ; Michele Bonivento ; Luca Bortoluzzi; Lino Brotto; Valeria Bruniera ; Fabio KoRyu Calabrò ; Marco Carlesso ; Max Chiusso ; Valter Cortivo; Nicola Dal Bò; Davide Drusian; Gianni Facca ; Marco Finco; Valli Henry-Boldini; Ilaria Lena; Mirta Magnoler; Giorgio Mantovan; Cocco Marinoni; Elisa Meo; Angela Milanese; Francesca Nassuato; Maurizio Nizzetto; Marco Pandolfi; Giancarlo Patron ; Fabrizio Rispoli; Carlo Salvaro; Anna Saretta ; Roberto Scarpa; Franco Scoblar; Giuseppe Sorato, Aldo Tagliapietra; Filippo Tantino; Maurizio Tiozzo; Sandro Trentin; Ernesto Vanin.

Il tutto è finalizzato ad una campagna di raccolta fondi a favore della ns. onlus dedicati alle attività di sostegno ai giovani disabili e alle loro famiglie, attività descritte nel ns. sito e che usufruiscono di finanziamenti parziali da parte del Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Venezia. Il progetto “Una canzone dolce come un sogno” ha ottenuto il patrocinio gratuito da parte della Regione Veneto; Provincia di Venezia; Assessorato alla Cultura del Comune di Venezia; Comune di Spinea e Municipalità di Marghera-Città di Venezia.

Cartella grafica e CD musicale sono offerti in donazione per finanziare i progetti della nostra onlus "SOS Handicap Bambini Invisibili" descritti anche nel ns. sito
www.handicapfacilitazione.it

"Castles made of sand" è una canzone disperata e tragica nel suo epilogo, ma la sua dolcezza musicale rimanda alle visioni positive di Hendrix: quello che per alcuni è un abbandonarsi al destino e porvi fine, può essere letto come un trovare conforto nella "nave dalle ali d'oro" che è la scialuppa di salvataggio di chi ti sta intorno e sa riempire di luce l'oscurità. E allora anche la ragazza di "Castles" potrebbe dire con un sorriso: non sono sola, "scusa un attimo che bacio il cielo". Hendrix è il musicista che prese una chitarra, la rovesciò e fece scoprire che conteneva tutto un altro mondo. Questo disco dimostra quanto la fantasia possa rendere vario anche il
piccolo mondo di una sola canzone.

Giò Alajmo critico musicale Gazzettino Venezia





....Ero già hendrixiano nel 1987, un hendrixiano maturo di 36 anni ....
In quell'anno ridiventai padre e incontrai il muro della disabilita. La disabilità di mia figlia.
Non avrei mai pensato che dopo molti anni leggendo una traduzione di Castles Made of Sand, vi avrei trovato un magico ponte tra musica e disabilità ...proprio quello che può servire per raccontare in maniera non convenzionale questa diffusa forma dell'esistenza umana.
Prima di quell'anno, 1987, questa condizione umana non era mai stata, per me, motivo di una qualche approfondita riflessione. Solo un ricordo infantile del mio sguardo sfuggente ed impaurito al coetaneo che lanciava strani urli, si dimenava e soffriva in un corpo disarticolato.
Tanto meno avrei mai sospettato che immagini simili potessero essere presenti in una canzone di uno dei miei idoli musicali: Jimi Hendrix.
Di Lui mi sembrava di sapere tutto, conoscevo molti aspetti, per lo più stereotipi: il chitarrista innovativo, Inimitabile e divino, l'allucinato, il sognante, il sex-simbol .... il drogato. Era la classica icona dell'artista geniale e autodistruttivo (insieme a Janis Joplin e Jim Morrison), Jimi Hendrix venuto da una dura infanzia, che per tragica predestinazione, alla fine, spreca la sua giovane vita all'apice del successo .... scivolando nell'abisso..... Non avrei mai pensato che in
una sua canzone avrei potuto ritrovare poetiche parole che cantano la disabilita, come un sogno musicale ............
"Spinse la sua sedia a rotelle fino a dove il mare incontra la spiaggia. E sorrise alle sue gambe..."
Se è la madre di Jimi, poco prima di morire alcolizzata, quella ragazza in sedia a rotelle, mentre per me è la mia bella e vivissima Alice, mia figlia.
" La madre di Hendrix, Lucile muore a seguito dell'alcolismo nel 1958, Jimi era nato il 27 novembre del 1942,
..... quando incontrò Jimi ed il fratello Leon in ospedale per t'ultima volta, a seguito di un ricovero per un'epatite mortale, era in carrozzella e i ragazzi rimasero scioccati quando la videro pallida ed in carrozzella ..... Anni dopo, Jimi avrebbe scritto la sua canzone più autobiografica, "Castles made of sand, in cui faceva riferimento a una donna su una sedia a rotelle il cui "cuore era affranto": " Quella strofa parla di nostra madre" afferma Leon, fratello dì Jimi.
La canzone comincia con una lite domestica, e la donna sbatte la porta in faccia al marito ubriacone.
Più avanti racconta di un ragazzino che gioca nei boschi, facendo finta di essere un capo indiano ( Jimi ha origini Cherokee da parte della nonna materna ...).
Nel terzo verso della canzone c'è una giovane ragazza paralizzata che alla fine decide di togliersi la vita gettandosi da un dirupo nell'oceano e dicendo alle proprie gambe al momento del salto: "Non mi farete più male". Poi la ragazza viene colta da un sobbalzo alla visione di una "nave dalle ali dorate" che la raccoglie.... Jimi termina la canzone con un verso sullo scorrere del tempo, usando l'immagine dei "castelli di sabbia che si sciolgono nel mare ... inevitabilmente. "

Da "La stanza degli specchi", di C.R. Cross; La vita, I sogni e gli incubi di Jimi Hendrix;
Edizioni Kowalsky 2006

... La nave dalle ali dorate ......

"Sono 650 milioni i disabili nel mondo, soffre il 10 per cento della popolazione globale.
Tutti insieme popolerebbero la terza nazione dopo Cina e India. In Italia, sono circa 6 milioni. Sono vittime di malattie congenite o acquisite, traumi psichici, incidenti sui lavoro e sulla strada, tumori.
Proprio perché temuta, la disabilità è rifiutata, la sua vista disturba e inquieta.
L'handicap è un trauma che sconvolge i corpi, le soggettività, le relazioni degli individui e del mondo circostante. l'Handicap è lutto della perdita della "normalità", non una menomazione, ma una specifica condizione umana. Non esiste handicap senza sguardo sull'handicap.
Questo sguardo è pieno di pregiudizi, pietismo provati dai "normali" sui disabili e dai disabili su se stessi: qui si creano e alimentano il rifiuto e l'emarginazione."

(da LA TERZA NAZIONE DEL MONDO di MATTEO SCHIANICHI
- SERIE BIANCA FELTRINELLI GENNAIO 2009)


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