domenica 11 dicembre 2011

La musica era tutto... testimonianza di Ugo Rapezzi


testimonianza di Ugo Rapezzi

In quegli anni ero un ragazzino che suonava la batteria.
La musica era tutto, vivevamo ascoltando i complessi rock anglosassoni che erano i nostri miti.
Registravamo tutte le canzoni che poi provavamo e suonavamo, le nostre fonti erano le più disparate, registravamo persino da radio Lussemburgo da dove trasmettevano le novità musicali inglesi ed americane..

Erano gli anni sessanta e a Bologna, grazie ai numerosissimi locali e alle feste dell’unità, si trovava sempre da suonare e guadagnare qualcosa. Collaboravo con varie band locali tra cui i Cry Sound di cui faceva parte Charlie Rocketto. (Seppi poi che lui registrò il concerto di Jimi Hendrix al palasport.)

Quella del batterista diventerà in seguito la mia professione.
Ho girovagato per vent'anni come batterista nelle balere e nei night.
Ho scritto, in collaborazione con altri, canzoni incanalate nell'area "demenziale" bolognese, ho anche collaborato con Orietta Berti, gli Skiantos, Lucio Dalla.
Come cantautore ho pubblicato due album:
"RAPEZZI" un Qdisc nato con l'aiuto di Lucio Dalla e Sergio Bardotti e "ARRIVANO I NOSTRI" prodotto da Luca Carboni e Mauro Malavasi.
Per ogni album ho scritto e rappresentato uno spettacolo con implicazioni teatrali.
Ho composto la canzone "SPIDER" e l'ho cantata in duetto con Luca Carboni nel suo album "DIARIO CARBONI".
Fra poco riprenderò le incursioni musicali con il mio nuovo spettacolo di canzoni e narrazioni dal titolo: "ELEKTRICUS IL PIANETA ELETTRICO".

Gran parte delle mie canzoni, dei miei video e delle mie partecipazioni televisive si trovano sulla mia bacheca Fb e su Youtube.
………………

Ad ogni modo, tornando a quegli anni, seppi della musica di Jimi Hendrix da amici, era uno dei nostri miti.

Quando vidi i manifesti in città che annunciavano il suo concerto al palasport, decisi subito di andarci, avevo visto tutti i concerti del periodo e non volevo perdermene uno, men che meno la Jimi Hendrix Experience .

Mi ricordo che al palasport ci dovevano essere due spettacoli io andai con gli amici al concerto pomeridiano.
Era una domenica calda e quel giorno ero vestito con una camicia con la bandiera inglese (anche se lui era americano) e pantaloni a fiori.
Non c’era molta gente ad assistere al concerto di Jimi Hendrix, peccato perché avrebbe meritato di più.
Non ricordo molto altro del concerto anche perché devo dirti che ascoltai più Mitch Mitchel (il batterista) che Jimi, posso dire con certezza che fu comunque il secondo miglior concerto della mia vita.
Il primo rimane quello di Paul Mc Cartney. (Quello del 1976 a Venezia e quello del 2011 a Bologna)

venerdì 11 novembre 2011

Un festival per il compleanno di Jimi Hendrix

Happy Birthday Jimi!
Free Jimi Hendrix Festival

Bloom di Mezzago(MI)

Via Curiel, 39 Mezzago (MI)

27 Novembre 2011
dalle ore 18,00

Ingresso Libero



La sera del 26 novembre 1942, Lucille Jeter accompagnata dall'amica Dorothy Harding si recò al King County Hospital di Seattle in preda alle doglie.
Il giorno seguente (27 novembre) alle dieci e un quarto della mattina, dopo un lungo e difficile travaglio,la diciasettenne Lucille diede alla luce un bambino del peso di tre chili e sei etti circa.
Il piccolo aveva moltissimi capelli, occhi grandi, un colorito pallido come la madre e un sedicesimo di sangue Cherokee nelle sue vene.
Lucille lo chiamò Johnny Allen Hendrix, nome che poi sarebbe mutato in James Marshall Hendrix e in seguito, conosciuto da tutti come JIMI HENDRIX.

Se Jimi fosse ancora tra noi, adesso compirebbe 69 anni e chissà dove il suo spirito libero avrebbe condotto la musica.... chissà... ma credo che, se così fosse stato, sicuramente molte cose del panorama musicale odierno sarebbero diverse.
In pochi anni di carriera Jimi Hendrix ha rivoluzionato il modo di suonare e intendere lo strumento
Ha influenzato generazioni di chitarristi e il suo genio ha ispirato moltissimi musicisti in tutto il mondo.
Ancora oggi la musica di Hendrix affascina come 40 anni fa e ancora molti sono i suoi fan anche tra i giovanissimi.

Per questo il 27 Novembre prossimo al Bloom di Mezzago (MI) , storico locale rock del milanese, si festeggerà il compleanno di Jimi Hendrix con una serata interamente dedicata al grande mancino di Seattle.

Sono invitati TUTTI gli hendrixiani d’Italia!!!

Vi parteciperanno gruppi e musicisti da tutta la penisola, inoltre direttamente dall'Olanda, il grande conoscitore hendrixiano e affermato musicista Rudy Kronfuss, ma non solo.....

Comunque qui di seguito una breve descrizione dei gruppi e artisti che si esibiranno:

GYPSY RAINBOWS

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Simone Galassi modenese, eclettico axeplayer, il Jimi da lui preferito è quello dei primi del 67, veloce allegro e rombante, ha nel repertorio brani poco rivisitati come Drivin south, Wait until tomorrow....etc-...

Enrico Menabue bandiera chitarristica modenese, capisce che al buon solista hendrixiano quel che manca è un chitarrista che suoni il basso, e lui fa proprio questo.

Marco Soverini bolognese è il Mitch Mitchell della situazione.

Con loro ospite d’eccezione ci sarà:

GAETANO SORRENTINO

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Gaetano è il Jimi Hendrix di Ponticelli (NA), perchè oltre ad essere un grande hendrixiano, un vero "keeper of the flame", è anche un chitarrista dallo stile molto personale che trasmette al sound di Jimi il calore del Vesuvio e la spontaneità partenopea.

VOODOO GROOVE


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Tributo veronese al magic boy di Seattle, band attiva da un decennio, i Voodoo Groove si distinguono per ricreare lo stile musicale e sonoro caratteristico dei live di Hendrix post Band of Gypsys.
All'inizio di quest'anno sono stati ospiti della trasmissione televisiva "Battle of the bands".

Silvio Grando (chitarra & voce), Nicola “Bisciu” Righetti (Jazz bass) e Francesco "Zanze" Salandin (batteria).

ADALBERTO ZAPPALA'

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Forse qualcuno entrando nel sito di Adalberto si chiederà "ma che c'azzecca un maestro di yoga e di sitar con la musica di Jimi Hendrix?"
.... Ebbene, per chi non lo sapesse, lui è un' hendrixiano di ferro, uno di quelli della prima ora. Quando s' "innamorò" di Jimi era il lontano 1967 e ancora oggi trova ispirazione nella sua musica.
Adalberto è un vero artista , un grande musicista eclettico con una lunga carriera alle spalle.
Le sue esperienze musicali spaziano tra i generi più disparati, dalla collaborazione con i "Fratelli La Bionda" negli anni '70, alla musica musica celtica e quella indiana di adesso.
Ma Adalberto ha sempre Jimi nel cuore e in questa serata gli renderà omaggio interpretando alcuni brani in maniera acustica esaltando le armonie hendrixiane.

VOODOO CHILE

E' un quartetto elettrico / semiacustico di Milano attivo da più di 20 anni, che rivisita in chiave personale e melodica i pezzi del grande chitarrista mancino cercando, secondo lo spirito di Jimi, di esplorare nuove opportunità musicali anche collaborando con musicisti che suonano strumenti che apparentemente hanno poco a che fare con le classiche sonorità hendrixiane e reinterpretando così la musica di Hendrix in chiave inedita.
Da ricordare le esibizioni con Dino Pelisserio (flauto) oppure quelle con Alberto Marsico (hammond).
I pezzi di Jimi vengono in questo modo miscelati con una dose maggiore di blues e alleggeriti dalla psichedelia elettrica in modo da porre in evidenza l'affascinante tecnica compositiva e la dolce melodia hendrixiana creando un atmosfera acustica ed evocativa dei mitici anni 60.
Da ricordare anche la loro collaborazione col compianto Noel Redding.
I VODOO CHILE sono : Osvaldo Licciardi alla chitarra acustica ed elettrica,
Umberto Longhi chitarra acustica e voce,
Roberto Marra Basso elettrico
Jamiro Quaini batteria/ congas e percussioni.

RUDY KRONFUSS


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Nasce a Vienna da una famiglia di musicisti da cui riceve un background classico.
Inizia a suonare la chitarra all’età di 13 anni e quando vide in concerto Jimi Hendrix nel 1969, ne rimase fulminato.
A 17 anni forma il suo primo gruppo con cui compone le sue prime canzoni e poco meno che ventenne le sue composizioni raggiungono una certa notorietà tanto che alcuni suoi brani entrano nelle classifiche delle radio austriache.
Nel 1974 mentre si esibisce in tour in Olanda con il suo gruppo decide di trasferirsi li dove poi continuerà la sua carriera.
Nel 1984 completa con successo i suoi sei anni di studio di chitarra jazz al Royal Conservatory di Hague mentre nel 1994 si diploma in composizione e arrangiamento al conservatorio di Rotterdam.
Dal 1984 ad oggi insegna al "GLOBE" Central Music School di Hilversum (Olanda).
Rudy oltre ad essere un grande artista è anche un esperto hendrixiano che collabora attivamente alla ricerca di testimonianze, registrazioni e quant’altro riguardo a Jimi.

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Tra le esibizioni delle varie band ci saranno delle performance artistiche sulle musiche di Jimi Hendrix delle ragazze della scuola di danza di Marinella Marchiori.
Forte di un esperienza più che ventennale nel campo della danza classica e moderna, il corpo di ballo di Marinella Marchiori propone da oltre un anno energiche coreografie su alcune delle più belle canzoni della produzione hendrixiana, sottolineando come questa musica non sia solo "cibo" per le orecchie, ma per tutto il corpo.
Lo stesso Hendrix durante gli show, forse ereditando la passione dei genitori (entrambi abili danzatori di jitterbug), usava muoversi al ritmo scatenato del proprio sound, abbracciando la chitarra come sua partner ideale

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Durante tutta la kermesse saranno esposte le opere di soggetti hendrixiani del Maestro modenese Franco Ori.

Enzo Gentile (giornalista, scrittore, critico musicale) e Roberto Crema (curatore di codesto blog) parleranno di chi?
Ma ovviamente di Jimi!!!!

… E poi se non bastasse verranno proiettati dei filmati per la maggior parte INEDITI!!! Vedremo Jimi passeggiare per le vie di Parigi nel 1967 (non è il solito filmato b/n che gira su youtube), un’inusuale Purple haze e Wild thing a Ipswich, oppure una Dolly Dagger alle Hawaii e altro...

L’ingresso è gratuito

Quindi adesso dateve da fà, movete er culo e venite numerosi!!!


mercoledì 19 ottobre 2011

La verità sulla morte di Jimi Hendrix !!!

Until We Meet Again:
The Last Weeks of Jimi Hendrix

- by Caesar Glebbeek

In questa nuova pubblicazione (A4; 52 pagine, lingua inglese) viene finalmente raccontata la verità circa le ultime settimane di Jimi su questa terra.

Caesar ha svolto qui una ricerca meticolosa ed accurata come suo solito ed è andato a frugare negli archivi dell'ospedale dove è morto Jimi, ha intervistato chi lo soccorse e chi gli fu vicino nei suoi ultimi giorni.
Nel libro si demitizzano tutte le sciocchezze che sono circolate sulla sua morte in queste quattro decadi passate.

* Jimi fu ucciso dal suo manager: No!
* Jimi ha mischiato sonniferi con alcool? No!
* Jimi morì nell’appartamento del Samar
kand Hotel: No!
* Jimi era morto già da ore prima che arrivasse all’ospedale: No!
* Jimi era coperto di "vino rosso"quando arrivò all’ospedale: No!



Qui un esempio di una lunga lista di cazzate pubblicate sul soggetto per 41 anni:

secondo la mente arrugginita del Dr. Bannister (...e qui ci sarebbe da raccontare chi è questo EX dottor Bannister):
" la camicia di Jimi, all’arrivo in ospedale era inzuppata di vino rosso e vomito.... Nei suoi polmoni c'erano litri di vino rosso"
…e qui c’è un problema caro dottore, quanto al vino ci ritorneremo dopo... ma Jimi non indossava nessuna camicia!!
Jimi invece era nudo.
L’infermiere dell’ambulanza che soccorse Jimi, un certo Reginald Jones, scrisse nel rapporto (ufficiale):
C’era un tizio di colore che giaceva sul letto, non avevo idea di chi fosse ed era completamente svestito.”

Un altro eclatante esempio di cialtroneria è l’intera storia di James “Tappy” Wright (roadie per The Animals e occasionale tirapiedi per Michael Jeffery) in cui afferma che Jimi fu “ucciso dal suo manager” è pura fantasia, come ha debitamente confermato Bob Levine il produttore americano di Jimi...

Secondo Wright, Jeffery gli avrebbe raccontato la seguente storia:
…ero a Londra la notte in cui morì Jimi, e insieme ad alcuni amici del nord andammo nella stanza d’hotel di Monika [sic… era un appartamento], ci eravamo presi una manciata di pillole che poi gli abbiamo ficcato in gola, in seguito abbiamo svuotato alcune bottiglie di vino giù per la trachea... Ho dovuto farlo.
Jimi valeva più da morto che da vivo....


James Wright continua :
“…dopo la morte di Jimi, Mike fu in grado di raccogliere 250.000 $ dollari per pagare Leo Branton, il curatore della Jimi Hendrix Estate’s, e comprare la parte di quota di Jimi sugli Electric Lady Studios. Appare poi chiaro che i $2 milioni di dollari dell’assicurazione sulla vita di Jimi, incassati da Mike, lo abbiano salvato dai debiti

Tutte stronzate, pura fantasia

1
Jeffery era a Majorca, Spagna, quando Hendrix morì a Londra –come confermato da Bob Levine, Jim Marron, e Trixie Sullivan.

2
Come facevano gli “assassini” a sapere dove alloggiava Jimi? Il solo indirizzo conosciuto di Jimi era quello ufficiale, cioè il “Cumberland Hotel” ma da dopo il 14 Settembre 1970 non ci ha più dormito perché nel frattempo si era trasferito nell’appartamento di Monika Dannemann al Samarkand... Nessuno del management di Jimi sapeva dove stava dal 15 Settembre in poi.

Les Perrin (publicista inglese di Jimi) riguardo quei giorni:
semplicemente scomparve. Abbiamo cercato di rintracciarlo senza alcun successo…

3
Come hanno fatto gli “assassini” a entrare nell’appartamento al Samarkand?
Nessun segno di effrazione è stato rilevato dalla polizia (nota: le finestre dell’appartamento che si affacciano sulla strada erano già dotate di un sistema d’allarme).

4
Come hanno fatto a forzare in gola a Jimi una manciata di pillole e alcune bottiglie di vino rosso?
Dove sono i segni di lotta sul corpo di Jimi (nota: forse che il patologo dr. Donald Teare non ha visto i lividi sul corpo)?
Bisogna sapere che Jimi nonostante la magrezza era abbastanza “forzuto”, un esempio:
Il 4 gennaio 1968, all’“Hotel Opalen” a Göteborg, Svezia, Jimi si incazzò e andò fuori di testa, ruppe tutto quello che c’era da rompere nella stanza e per bloccarlo ci vollero ben 3 persone.

5

Che tipo di pillole fecero ingoiare a Jimi? avevano del Vesparax?
Che bizzarra coincidenza, qualcuno di loro si vede era stato recentemente in Germania a comperarlo visto che lo vendevano solo là!

6
Dov’è la prova che hanno versato il contenuto di alcune bottiglie di vino rosso giù per la trachea di Jimi?
(nota: forse che il patologo dr. Donald Teare si è dimenticato di scriverlo sul reperto autoptico come i lividi del resto, visto che lì di vino rosso ed ematomi proprio non se ne parla)

7
Dov’era Monika Dannemann mentre gli “assassini”commettevano il loro crimine?
Forse che era in cucina a preparargli il tè?
Io l'ho conosciuta Monika ed era una donna dolcissima, non era certo una complice o un'assassina, era ed è rimasta sinceramente innamorata di Jimi.
La sua versione dei fatti è sempre rimasta tale e quale non l'ha cambiata parecchie volte come Eric Burdon o altri.

8
Dove sono i $2 milioni di dollari dell’assicurazione sulla vita di Jimi che Mike si sarebbe intascato?
Non ci sono. Semplicemente non esistono!
La sola assicurazione che Jimi aveva è stata stipulata con Michael Jeffery e Chas Chandler nel Maggio 1968 ed era di $1 milione, ma il giorno che Michael Jeffery morì (5 Marzo1973) non era ancora stato pagato un centesimo. Michael morì senza lasciare volontà se poi in seguito sia stata pagata e quanto al padre di Mike, Frank Jeffery, non si sa.

Ad ogni modo, Mike Jeffery non ha mai usato i soldi dell’assicurazione di Jimi “per salvarsi dai debiti” per la semplice ragione che non li ha mai avuti.

*
Un’altra stronzata sulla morte di Jimi è quella che si vuole raccontata da Walter Price, infermiere al St. Mary Abbots Hospital, il quale disse :
Jimi non fu nemmeno ammesso al pronto soccorso. Fu portato direttamente alla morgue.

In realtà il Dr. Martin Seifert che era il rianimatore che si occupò di Jimi (lo dicono gli atti ufficiali non è un sentito dire).:
Quando ci portarono Jimi era ancora vivo ed è per questo che abbiamo lavorato duramente e a lungo su di lui per tentare di rianimarlo, se fosse arrivato già morto non ci sarebbe stato motivo per farlo.
Anche il secondo infermiere dell’ambulanza che soccorse Jimi, John Suau, dice:
Il paziente era incosciente ma sicuramente ancora vivo....

9 o 10 compresse di Vesparax da sole possono essere sufficienti a provocare un avvelenamento letale ed è per questo che Jimi morì.
Se fossero state qualcuna di meno sarebbe sopravissuto ma ne aveva prese 9 e con queste uno è morto 3-4 ore dopo -garantito...
Così, no FBI, no cover up, no assassini, nessuna cospirazione–solo il povero Jimi che voleva dormire per due giorni di fila e visto che ogni tavoletta di Vesperax lo faceva dormire 4 ore ha fatto il calcolo e ne ha prese 9.

Tutto qua!

Se volete sapere tutto nei particolari, vedere foto inedite e documenti ufficiali ordinate qua il libro, è veramente interessante!

http://www.univibes.com/

C. G.

sabato 1 ottobre 2011

III. International Jimi Hendrix Festival Vienna 2011 ( Part 2)


Come promesso vi racconteremo come è andata a Vienna.....
Beh che dire? Senza parole, a parte l'ottima accoglienza, l'evento è stato una bella festa con un'ottima scelta di musicisti provenienti da tutta Europa che si sono alternati sul palco in una maratona che è durata dalle otto di sera alle quattro di mattina del giorno successivo.
Ogni musicista ha eseguito solo pezzi di Jimi e per tutta la durata nessuno ha suonato lo stesso brano, quindi non si sono sentite due versioni di Hey Joe o Purple haze o altro, tutti brani diversi.

Sul palco tante Stratocaster, Marshall bollenti, amplificatori urlanti e musicisti fradici di sudore che tiravano fuori l'anima dal loro strumento per la gioia del pubblico composto da più di un centinaio di entusiasti e sudatissimi fan hendrixiani che riempivano il piccolo locale viennese.

I primi a suonare sono stati gli svizzeri "Electric church experience". Il gruppo è formato dal chitarrista Enrique Casal, Dominic Bonvin al basso e Sidney Jagl alla batteria.
Inutile dire che sono veramente tosti, l'atmosfera si è subito incendiata, lascio a voi giudicare ...








Si è poi esibito Stan Skibby e per chi non lo conoscesse è un chitarrista di Chicago che da qualche anno vive in Francia.
Suona mancino e come Jimi usa una Stratocaster con le corde sottosopra (vedere per credere) e nel suo curriculum vanta numerosissime collaborazioni con star internazionali.
Sebbene lui lo neghi la rassomiglianza a Jimi è impressionante.
E' vero Hendrix portava i capelli alla afro mentre Skibby ha i dreadlocks, inoltre i vestiti sono diversi però è innegabile la similitudine... Probabilmente Stan suona con la stessa passione e cuore di Jimi e per questo probabilmente sul palco si crea l'illusione di vedere Hendrix suonare.
Quanto alla tecnica poi è stupefacente .
Già a questo punto della serata il pubblico era totalmente giù di testa.







E' stato poi il turno dei bravissimi e simpaticissimi "Feedback Family"dalla Svezia che ci hanno portato il loro sole di mezzanotte.
Il chitarrista Greger Jansson è un maestro dello strumento... accompagnato dai suoi fedelissimi ci ha scaldato con il fuoco hendrixiano, chi avrebbe detto che nelle fredde terre della Scandinavia ardesse un simile fuoco.
non ci sono parole, guardate e ascoltate da voi.








A rappresentare l'Italia c'era il nostro Fulvio Feliciano che è stato affettuosamente sopranominato "guitarrero".
Starebbe a significare qualcosa come "guerriero con la chitarra"... ed è un bel riconoscimento,
Fulvio è veramente un guerriero nonostante le avversità (problemi tecnici) ha combattuto e si è fatto onore.
Il suo stile è stato parecchio apprezzato tanto che ha avuto il previlegio di essere accompagnato per alcuni brani da Stan Skibby alla batteria.








Infine nel cuore della notte ... Yildirim Fakilar Band.
Sebbene fosse tardi nessuno di noi era stanco tanto era stata fino allora la qualità della musica e Yildirim con il suo gruppo ci ha dato un'ulteriore carica.
Durante il suo set è stato dapprima raggiunto dal noto chitarrista austriaco Helmut Bibl e successivamente dalla bellissima e bravissima Alexandra Houdjiakova e dall'incredibile Courtney Jones con il suo magico strumento.








Il festival è finito con un'adrenalinica "Wild thing" che purtroppo non sono riuscito a riprendere (mi si erano scaricate le batterie della videocamera).
Spero che qualcun altro lo abbia fatto e che presto lo carichi su Youtube perchè Yildirim oltre che aver suonato un'ottima versione della canzone ha preso e ha veramente dato fuoco alla chitarra davanti ad un pubblico oramai in trance.


Foto di Salvatore Sal Yas

Foto di Ernst Hofbauer

La domenica pomeriggio con un po' di malinconia ci siamo salutati tutti ma eravamo felici di aver fatto parte di un evento memorabile e ci siamo ripromessi di ripeterlo al più presto in qualche altra parte d'Europa.
Mi piacerebbe qua in Italia.... chissà



martedì 13 settembre 2011

The Second Italian JIMI HENDRIX DAY 41st Anniversary Celebration



DOMENICA 18 SETTEMBRE 2011 - dalle 17.30 alle 24.00
presso "LA NAVE DI HARLOCK" a BRESCIA al Parco Ducos Due in località SAN POLO

Concerto non-stop di grandi chitarristi… Con fantastiche Jimi Hendrix tribute bands Ospiti – mostre – dischi – foto- video - libri e tanto ancora!!

Il secondo JIMI HENDRIX Day, organizzato da Beatlesiani d’Italia Associati & Friends per celebrare con un grande concerto il 41° anniversario della misteriosa scomparsa del grande chitarrista americano nato a Seattle il 27 novembre 1942 e scomparso a Londra il 18 settembre 1970, a soli 27 anni, si terrà a Brescia dalle ore 17.30 in poi, Domenica 18 Settembre presso "LA NAVE DI HARLOCK" adiacente al Parco Ducos Due in località SAN POLO con il Patrocinio del Comune, e della Provincia di Brescia e della Circoscrizione Est.
E' doveroso ricordare il coinvolgimento dei fantastici musicisti cultori del grande Jimi che hanno già dato la loro adesione, delle Hendrix Tribute-Band e degli Ospiti che verranno a Brescia da tutta Italia, e non solo, per partecipare gratuitamente, oltre che alla celebrazione del mitico ed insuperato Jimi Hendrix, anche per sostenere le cause umanitarie di alcune associazioni presenti: UNICEF il Fondo dell’ONU per l’infanzia, ESSERE BAMBINO l’Associazione che s’interessa dei piccoli sieropositivi, presso la Clinica Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia.
Sono attesi moltissimi ospiti:
Abbiamo invitato i personaggi più significativi appassionati o coinvolti nelle storia di Jimi Hendrix in Italia Albertino Marozzi che suonò con Jimi Hendrix al Titan di Roma nel 1968, poi Omar Pedrini, Kevin Magliolo Trio, Giancarlo Pedrazzi, The BeaTops, Tristano Giambelli & Alex+Eddie Battisti, Piergiorgio Cinelli, Paolo Siani (batterista e fondatore della Nuova Idea), Mattia Foina & Friends, Andrea Arat, White Cream, Mauro Pagani, Red Ronnie, Gaetano Sorrentino, Giorgio Cordini & Wha Wha Band, Carlo Verdone, Alberto Radius, Alex Britti, Tolo Marton, Ricky Gianco, Alberto Fortis, Andrea Braido e tanti altri che se non potranno essere presenti di persona, come lo scorso anno potranno intervenire telefonicamente o in video conferenza.

E’ previso anche un collegamento da Vienna con Roberto Crema fondatore di “Jimi Hendrix Italia” che testimonierà in diretta il grande evento che contemporaneamente al nostro sarà dedicato a Jimi Hendrix nella capitale austriaca.

Saranno stati mostrati e commentati, nel corso di un dibattito prima del concerto, tutti i libri “hendrixiani” recentemente pubblicati: “JIMI SANTO SUBITO!” di Enzo Gentile; “DELITTI ROCK” di Ezio Guaitamacchi in cui sono contenute 200 indagini sulle scene di crimini veri o presunti: da Robert Johnson a Michael Jackson è analizzata la controversa “fine” di Jimi Hendrix. L’edizione televisiva di Delitti Rock sta andando in onda su RAIDUE in questi giorni.



Di recente pubblicazione, riproponiamo l’attenzione sul libro “JIMI HENDRIX IN ITALIA 1968” di Cesare Glebbeek & Roberto Crema, contiene foto inedite di qualità eccezionale, articoli ed osservazioni “di razza” che ne fanno un documento imperdibile sull’unico meteorico tour italiano che toccò Milano, Roma e Bologna.
Nel corso dell’Hendrix Day saranno proiettati spezzoni “hendrixiani” del film “MALEDETTO IL GIORNO CHE T’HO INCONTRATO” con Carlo Verdone, grandissimo appassionato di Jimi Hendrix e pure BAO “Beatlesiano Associato Onorario”. Nel film l’attore romano impersona un critico rock alla ricerca di notizie su Jimi Hendrix…
Sarà allestita una mostra iconografica di Jimi Hendrix a cura di Paolo Mucciarelli e una esposizione di Quadretti Hendrixiani dipinti da Matteo Viceconte.

L’esposizione di chitarre: “Dai Beatles a Jimi Hendrix passando dai Rolling Stones” sarà curata da Gianfermo Cadei e Nicola Bignami di “Rollingcaster” apprezzate soprattutto le Fender “hendrixiane”.

Presenta Emi Baronchelli
Cibo Anglo Americano sarà cucinato e servito per tutta la durata della kermesse nella Nave di Harlock! (meglio prenotare il tavolo)
Ingresso Libero.


Perché un beatlesiano organizza il Jimi Hendrix Day???

Ho pensato di organizzare il Jimi Hendrix Day perché tanti anni fa, quando suonavo la chitarra, come “solista”, nei Some Souls, un gruppo pop di cinque amici amanti del Blues e del Rock, alla fine di una calda serata del venerdì 15 settembre 1967 (eravamo ancora ubriachi di Sgt Pepper’s dei Beatles e della loro fantastica “Summer of Love”), quando il nostro cantante tolse da un’interessante busta colorata un LP e lo mise sul giradischi e disse: “Sentite come suona questo qui!...” Fin dal primo brano il nostro stupore aumentava e alla fine del disco restammo tutti annichiliti…! Avevamo sentito per la prima volta Jimi Hendrix con il suo favoloso album “Are You Experienced” con etichetta Barclay.
La mia carriera di solista finì quella sera, avevo capito che suonare così mi sarebbe stato complicato, ma pur continuando a suonare come chitarrista “ritmico” (hobbista) altri generi, (quello dei Beatles mi aveva insegnato a suonare la chitarra), divenni un appassionato estimatore di Jimi Hendrix al punto di sentire tutto ciò che registrava su vinile e andare a sentirlo in concerto “live” pochi mesi dopo, a Milano il 23 maggio 1968, durante quella breve, ma indimenticabile tournèe, (organizzata, tra l’altro, da Leo Wachter già impresario dei Beatles nel ’65) che in 5 giorni toccò anche Roma e Bologna.
Dopo più trent’anni avevo anche scoperto con piacere di essere stato fotografato casualmente sul palco di Jimi Hendrix, accanto ad un suo amplificatore Marshall durante il movimentato concerto milanese al cosiddetto Piper in Parco Sempione. In quell’indimenticabile occasione, aiutai Noel Redding ad allacciare la cinghia del basso che si era sganciata durante l’esecuzione di una scatenata Stone Free. Custodisco, infine, gelosamente, una versione “live” del concerto di Bologna, registrata e donatami da un amico, ma non è proprio tutto…
Rolando Giambelli – Dir. Art.

JIMI HENDRIX E I BEATLES - Il 4 giugno 1967 Jimi Hendrix suonò la canzone dei Beatles “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dal vivo al Savile Theatre in Shaftesbury Avenue a Londra soltanto tre giorni dopo che il disco era stato presentato al mondo il memorabile 1° giugno. Fra gli spettatori c’erano Paul McCartney e George Harrison. Con loro c’era anche il manager dei Beatles Brian Epstein che aveva affittato il teatro. Un’altra versione “live” di Sgt Pepper’s registrata da Hendrix durante il Isle of Wight Festival, fu inserita nell’album postumo: Blue Wild Angel: Live at the Isle of Wight. Inserisci link
I Beatles erano fans di Jimi Hendrix, soprattutto Paul che in tutti i suoi concerti spesso accenna a qualche accordo delle celeberrime hendrixiane Foxy Lady o Purple Haze come ha fatto anche recentemente in occasione del concerto del 14 giugno proprio all’Isola di Wight.
SITO HENDRIX + SGT PEPPERS SAVILE THEATRE
http://fifthbeatle.proboards.com/index.cgi?board=otherbrianpeoplebeatles&action=display&thread=802


THE BEATLES MUSEUM è aperto presso il Museo della Mille Miglia in Viale della Rimembranza 3 – S.Eufemia – Brescia – tel. 030 3365631

Ingresso Libero.

BEATLESIANI D’ITALIA ASSOCIATI Brescia 13 settembre 2011


INFO:
B.D.I.A - www.thebeatles.it

BEATLESIANI D’ITALIA ASSOCIATI – www.beatlesiani.com
Via Biseo 18, 25100 Brescia.
Tel. 0039 (0) 30 30 30 92 – fax 0039 (0) 30 30 69 19 - MOBILE 0039 (0) 336 41 19 14
E-mail beatlesiani@numerica.it

JIMI HENDRIX ITALIA. BLOGSPOT
http://jimihendrixitalia.blogspot.com/
http://launch.groups.yahoo.com/group/jimihendrixitalia/

martedì 6 settembre 2011

III. International Jimi Hendrix Festival Vienna 2011


sabato 17 settembre dalle ore 20.00 fino alle ore 3.00 e oltre.....

Cool Vienna cafe and bar "AERA"

Gonzagagasse 11, 1010 Vienna, Austria

Il 18 settembre 1970 Jimi Hendrix moriva in circostanze ancora oggi misteriose.
Il mondo del rock perdeva una delle sue figure chiave, un'icona di quella generazione e
non solo.
Jimi era un rivoluzionario che ha cambiato il modo di suonare la chitarra elettrica,
dopo di lui il rock non fu mai più lo stesso.

Nonostante siano ormai passati quasi 41 anni il suo spirito vive ancora.
Non solo nel cuore dei fan che sono a migliaia sparsi per il globo ma nella sua musica che è così attuale da attrarre ancora oggi molti giovani chitarristi e continua ad ispirare numerosissimi artisti in tutto il mondo.

Come se presagisse la sua dipartita, Jimi in un'intervista dichiarò
" Quando morirò voglio che la gente suoni la mia musica, che si diverta e vada fuori di testa, che facciano tutto quello che vogliono "

ed è secondo questo spirito che il 17 settembre, anche quest'anno, a Vienna si terrà l'International Jimi Hendrix Festival.

La manifestazione giunta già alla sua terza edizione è organizzata da Yıldırım Fakılar, noto artista
viennese e grande hendrixiano.

Racconta Yildirim:
"International Jimi Hendrix Festival Vienna" è una missione, un dovere. Non vogliamo copiare un'icona musicale come Jimi,perchè non possiamo,nessuno lo può eguagliare. Quello che facciamo è semplicemente quello di trovarci sotto il comun denominatore dell'universo musicale di Jimi e celebrare insieme la sua musica meravigliosa che ci ha lasciato come regalo.

Are you Experienced ? Are you sure ?

ma anche se siete "esperti" difficilmente è dato da vedere un rassegna così ricca d'interpreti hendrixiani.

Tutti gli artisti che parteciperanno al festival suoneranno solo canzoni di Jimi!
Sarà una bella maratona!

Chi suonerà:



"Gonna be Electric Church ! Its not something for virgins !"

Tra i gruppi che parteciperanno ci saranno gli svizzeri "Electric Church Experience" una band definita ad "alto voltaggio"



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Dall'Italia un nuovo guitar-hero, Fulvio Feliciano, non ha bisogno di benzina e di un accendino per ardere una Stratocaster, perchè le sue dita e il suo cuore mediterraneo sono sufficenti ad infiammare la platea.
Recentemente è stato in tour in Italia con Leon Hendrix il fratellino di Jimi.



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Greger Jansson
è un maestro della chitarra e viene dalla terra del sole di mezzanotte! suona da parecchi anni con la sua band "Feedback Family", molto conosciuti in patria (Svezia) e in tutta la regione scandinava.



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Stan Skibby
: è un mago della chitarra e viene dall'Illinois.
Non ci sono parole per descriverlo, ogni singola nota che suona è una magia!



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Helmut Bibl : star e guitar legend viennese , compositore, produttore, un vero ROCKER ! Non c'è spazio abbastanza su questo blog per raccontare il suo passato musicale, tanto è vasta la sua produzione.
Rock n Roll puro !



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Deniz Felder : Mr. Groove ! Questo ragazzo vi farà sballare veramente !



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Ric Toldon : XXXXL spectrum artist dagli USA! batterista, cantante, pittore, poeta.

Anche lui semplicemente: Rock n Roll dalla testa ai piedi !



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Alexandra Houdjakova : Lady marmalade con extra chili ! rock queen viennese , altamente esplosiva.



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Yıldırım Fakılar l'organizzatore dell'evento e musicista di talento si esibirà con il suo gruppo
formato da Werner Karall al basso e Jörg Mikula alla batteria.



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Courtney Jones : un master class Steel pan player da Trinidad Tobago, batterista, percussionista, cantante, arrangiatore, produttore.




Ovviamente alla fine, quando tutte le band si saranno esibite... per i sopravissuti ci sarà una grande jam session di arrivederci all'anno prossimo.

Stay tuned perchè poi vi racconteremo come è andata!

domenica 31 luglio 2011

Roma 24 maggio 1968 ...Fu per me un contatto che condizionò tutta la mia vita




Ciao Roberto, sono Fabrizio; cerco di narrarti la mia avventura del concerto di Hendrix al Brancaccio.

Un giorno prima del concerto ero al TItan, di pomeriggio, quando si avvicina un ragazzo di circa trenta anni (ma a a me e alla mia combriccola sembrava un matusa...) e chiede se il giorno dopo ci avrebbe fatto piacere fare le comparse, nel ruolo di ammiratori, a Jimi Hendrix che arrivava all'aereoporto con la sua band.
Abbiamo subito accettato e organizzato il tutto per andare a questo incontro.
Il giorno appresso siamo partiti dal locale per l'aereoporto con le macchine che Massimo Bernardi aveva noleggiato per l'occasione.
Eravamo circa quaranta tra ragazzi e ragazze e come vediamo scendere " the esperience" (come li chiamavamo noi)iniziamo a urlare e a manifestare tutta la nostra gioia (era tutto vero, altro che comparse!!...).



Sul video mi puoi vedere in primo piano dopo circa un minuto e 3 secondi, ho i baffi e i capelli lunghi.

Siamo poi andati davanti al Brancaccio e dopo qualche minuto è arrivato Hendrix con la band, sicuramente da qualche albergo-pensione classico di quella zona.
Mi sono avvicinato a Hendrix: indossava quella giacca verde luccicante che se non sbaglio avevo già visto in qualche foto; una bandana, un paio di jeans strettissimi che evidenziavano la sua magrezza.
Sono rimasto qualche attimo senza parole prima di chiedergli se mi regalava il grande fazzoletto verde che spuntava per metà dalla vita dei pantaloni, ma purtroppo mi disse che gli serviva perchè aveva un pò di raffreddore!!!!
Che cimelio avrei avuto oggi!!!!
Poi gli feci i complimenti per la sua musica e...come tocco magico finale lo salutai e mi porse quella sua lunga mano affusolata, magra, con il palmo rosa.
Fu per me un contatto che condizionò tutta la mia vita, quasi mi avesse tasmesso una sorta di magia, un magnetismo particolare.



Considerando che suonavo la chitarra nel mio complessino che si chiamava "Pops", ti puoi immaginare quello che mi passò nella testa in una frazione di secondo...
Dopo qualche minuto stavo salutando Mitchell, quando Redding, che stava insieme a lui, mi chiese se li accompagnavo in qualche bar per un drink; abbiamo fatto circa un centinaio di passi, siamo entrati in un bar e i due "grandi" si sono fatti due bicchieri di whisky, lo ricordo come fosse ora, erano i bicchieri che si usano anche oggi per il caffè freddo.
La sera, durante il concerto ho potuto comprendere le capacità creative e di tecnica chitarristica del grande Hendrix.
Non era solo un chitarrista ma un musicista geniale e "futurista", nel senso di proiettato in avanti.
Il pomeriggio del giorno dopo ero al Titan dove suonavo con il mio complesso, il nostro tempo era circa mezz'ora, per poi cedere il posto ai ben più famosi "Folks". Puoi capire l'emozione in quanto il grande Jimi era seduto con delle persone a poca distanza da noi.....
Se non ricordo male il nostro bassista era Fabio Pignatelli che ha suonato con i Goblin e da vari anni suona con Venditti.
Pensa che il nostro cantante, siccome non conosceva bene l'inglese, ogni tanto bofonchiava parole inventate alla maniera di Alberto Sordi nel film "Un americano a Roma".
Figurati la faccia di Hendrix che ogni tanto ci guardava stupito, come per dire: "ma che stà a dì questo?!"

Credimi Roberto, anche se sono contento di poter esprimere e narrare tutte le varie emozioni di quei giorni, non è facile ed è molto limitativo, anche se a distanza di 45 anni, non c'è giorno che non pensi a quei momenti!!!


sabato 9 luglio 2011

15° SATURNIA FESTIVAL – HENDRIX E DINTORNI


PITIGLIANO (GR) 17 - 18 - 19 GIUGNO 2011

Ricordo la prima volta che ascoltai Jimi. In realtà sentii prima Mitch Mitchell : un’amico che tifava per Keith Moon degli who mi fece sentire un’impressionante fill di batteria alla fine di una sconosciuta canzone inserita in un 33 giri appena acquistato.
Grandioso : era Bold as love.
Io, appena adolescente e strimpellatore alle primissime armi, pensai : se il chitarrista di questo gruppo suona almeno la metà del batterista è un fenomeno.
Sentimmo dall’inizio il disco e …..........
Adesso, dopo tanto tempo, posso solo dire che lo stupore di quella immensa scoperta è rimasto intatto in tutti noi che riascoltiamo e amiamo quei suoni, quei riffs e assoli.
Quando traduciamo i testi, spesso bellissimi e, se contestualizzati, mai banali.



La genesi del Saturnia festival ha avuto origine appunto alle terme di Saturnia.
Due musicisti dei nostri : Mauro Filippini e Alvise Di Giulio (il primo di Carpi (MO) e il secondo di Roma) si trovavano là per i bagni termali.
Sconosciuti tra loro notarono che stavano leggendo la stessa rivista: l’Univibes (rara fanzine dedicata esclusivamente a Hendrix prodotta da C. Glebbeek per circa 1000 copie in tutto il mondo)

I due realizzarono che era il segno del destino, e che San Jimi li aveva guidati là per conoscersi e per continuare far girare la sua musica.
Commossi e contenti promisero di organizzare un’ Hendrixiana l’anno successivo in giugno e così per gli anni a venire.
Era il 1997 : l’anno zero del Saturnia festival.
...E così fù. Reclutati una decina tra musicisti , amici e appassionati, l’evento è stato organizzato per 14 anni di fila.
Tutti gli anni a Giugno, fino ad oggi, la 15° edizione.

Molti amici e grandi chitarristi hanno calcato il nostro stage in questi anni da tutta Italia e dall’estero.
Alcuni tra loro : Maurizio Bonini, Tolo Marton, Davide Pannozzo.

Anche in questa edizione si è respirato il clima di allora : il jimi’s feedback, le jam session a manetta, un po’ di Led Zeppelin, stralci di Beatles rivisitati, fettine sulfuree di Rolling Stones, e poi blues blues blues.
Il vero e sano blues elettrico. Ovviamente Red House la più gettonata.



Il pittore Franco Ori ha impreziosito la location esponendo alcune sue opere e ha fatto omaggio a tutti i partecipanti di questa convention di alcune sue stampe, naturalmente il soggetto è sempre il nostro Jimi.

Una trentina di amici che si divertono, suonano e comunicano senza competizione estrema. Insomma : “stay grovvy stay free”

In risalto Simone Sgarzi da Ravenna, stratoman veramente promettente : (17 anni) è il nostro “magic boy” 2011.

C'era Maurizio Bonini il grande maestro hendrixiano, poi altri musicisti, new entry da Napoli il simpaticissimo Gaetano Sorrentino, da Amsterdam il pluristrumentista Patrizio Folino (ebbene si è il misterioso Vibratory, il mago delle versioni merge), George dell'Hendrix Memorial dall'Ungheria, da non dimenticare sempre dall'Olanda il bravissimo Rudy Kronfuss ormai nostro ospite fisso e per la prima volta il mitico Roberto Crema che si è rinfrescato con noi all’ombra della nebbia purpurea del 3° pianeta del nuovo sole nascente.


Quanto a noi, “zoccolo duro e soci fondatori”, finchè avremo dita, testa, corde per le nostre strato e valvole per i nostri marshall continueremo a farla girare tutti gli anni in giugno qui, al Saturnia Hendrix Festival.


Enrico Menabue

lunedì 20 giugno 2011

Bad day at Newport - 20 giugno 1969


Grazie a una discussione su CTT ho avuto modo di riascoltare la registrazione di un concerto che Jimi suonò esattamente 42 anni fa.

Il 20/21/22 giugno 1969 si tenne il “Newport Pop Festival” che oltre Woodstock fu uno dei più importanti eventi musicali di quell’anno.
Anche lì vi parteciparono numerosi musicisti come i Creedence Clearwater Revival, Joe Cocker, i Byrds, Tina Turner, Jethro Tull, Johnny Winter, gli Steppenwolf e moltissimi altri.

La Jimi Hendrix Experience doveva essere l’attrazione principale della giornata d’apertura, venerdì 20 giugno, e con i 125.000 Dollari pagati dagli organizzatori la band risultò la più costosa del festival.
Nonostante questo sicuramente non fu uno dei migliori concerti degli Experience, il gruppo era infatti prossimo al definitivo scioglimento ma a dispetto delle varie tensioni e i problemi con l’amplificazione si tratta di una registrazione affascinante.
E’ vero, il gruppo in alcuni momenti manca di coesione ma Jimi stupisce veramente con alcuni sublimi assoli..

Come già accennato questo è il penultimo concerto della Jimi Hendrix Experience, dieci giorni dopo infatti Noel Redding abbandonerà per sempre il gruppo.
In questo periodo inoltre Jimi era sotto pressione, i fans gli chiedevano sempre le stesse canzoni, le stesse movenze sul palco e Jimi, come dichiarato in un’intervista il giorno precedente, era stanco di questo, voleva andare oltre, essere considerato come un vero musicista non un attore o un clown.

Sebbene per quella sera fosse l’attrazione principale Jimi avrebbe voluto trovarsi altrove non su un palco con qualche migliaio di persone di fronte.

Troppi problemi lo assillavano, il giorno prima si recò a Toronto per l’udienza preliminare del processo per possesso di sostanze stupefacenti (arresto di Toronto maggio 1969) dove il giudice rinnovò una cauzione di 10 000 Dollari.

Un altro evento turbò Jimi quella sera prima del concerto.

Ricorda Noel Redding:
Era un grande festival e avevamo una roulotte tutta nostra come backstage e prima del concerto quando entrai vidi che Hendrix era circondato da sei o sette brutti ceffi che dicevano di essere delle Pantere Nere…. Jimi era bianco di paura così dissi loro che quello era il nostro camerino e li feci cacciare via.

Quindi al momento di salire sul palco nonostante l’entusiasmo del pubblico, Jimi, ancora turbato da quello appena accadutogli, era di pessimo umore e ascoltando il concerto traspare il suo stato d’animo in quei momenti.


Il concerto inizia con "Stone Free" che si trasforma in "Are you experienced?" per poi finire ancora con Stone Free.



Gli Experience continuano poi con una poco convinta "Sunshine of your love" seguita da una più vivace versione di "Fire"






Jimi era molto teso e a questo punto del concerto si incazza con alcuni del pubblico che lo disturbano.
".... non stiamo suonando di fronte a un branco di animali... spero..., per cui non comportatevi come tali.
Datevi una calmata perchè ci state veramente facendo incazzare.
Non ci piace essere così alterati e dover cercare di farvi stare bene e tutto quanto....(dopo uno scambio d'insulti con qualcuno tra il pubblico) ... Stò cercandodi suonare la chitarra adesso, grazie!"
L'alterco con il pubblico continua e Jimi dice "Per quel che mi riguarda potete anche strozzarvi andate a fare in culo"... e inizia "Hear my train a comin'" imprecando.




Da questo punto del concerto in poi, Jimi in segno di disprezzo darà quasi sempre le spalle al pubblico.
Segue un altro blues "Red House"

"Foxy Lady" invece Jimi la dedica a tutte le ragazzine tra il pubblico e a quella in quarta fila con i pantaloncini gialli che porta la diciottesima.... eighteen inch, yeah, all right, eheheh




Con "Like a rolling stone" gli Experience si avviano a concludere il concerto



Jimi suona il riff iniziale di "Voodoo Child (slight return)" e introduce la canzone così:
"This is a black militant song, and don't you ever forget it!" (questa è una canzone militante nera non dimenticatevelo!).
Non esistono altre testimonianze che possano confermare che Jimi compose questa canzone espressamente per i militanti neri, anzi Hendrix non parlava molto di questioni tipo colore di pelle.
Può essere allora che avesse mandato un messaggio alle presunte Black Panthers che erano nel suo camerino prima del concerto? chi lo sa?

Con "Purple Haze" poi il concerto si chiude.




Molti anni dopo Noel Redding mi raccontò che Jimi dopo il concerto si sentì in colpa e dispiaciuto per aver perso le staffe con il pubblico.
Il giorno dopo pregò sia Noel che Mitch di rifare il concerto la domenica pomeriggio ma entrambi risposero che la cazzata l'aveva fatta lui quindi se voleva suonava da solo.

Invece Jimi quella domenica 22 giugno 1969 Jimi suonò una Jam di due ore con Buddy Miles, Eric Burdon, i Mother Earth e altri.

Secondo un giornalista di Image quello fu il concerto rock più emozionante a cui avesse mai assistito infatti così scrive per la rivista di Los Angeles come recensione di quella jam .
"...Una creatività impressionante con continui passaggi dal rock al blues, al jazz, al rhytm & blues e altro ancora, il tutto con irridente disinvoltura..... Jimi sembrava giunto al punto estremo delle dimensioni musicali consentite a un mortale ed essere guidato passo passo in stato di grazia da uno spirito. Jimi, signori miei, ha suonato fuori di testa"