sabato 19 febbraio 2011

Venni a conoscenza del concerto di Jimi Hendrix da parte di mio padre…


Io avevo solo 14 anni e a quei tempi battevo sui tamburi, non suonavo la chitarra come faccio tuttora.....Mi appassionai di musica grazie a mio padre che nel 68 aveva 50 anni, un padre straordinariamente all'avanguardia molto classico nell'aspetto ma modernissimo sotto quello musicale. Lavorava al giornale il Messaggero come semplice impiegato ma era appassionato di musica d'orchestra e di jazz, Duke Ellington, Tom Dorsey e altri.
Mi portò i dischi dei primissimi Who, Beatles Rolling Stones, Yardbyrds e tanti altri … aveva un amico delle Messaggerie Musicali al corso, con cui aveva fatto la guerra insieme, che gli passava tutte le novità del momento e un giorno gli disse ''fai in modo di procurarti dei biglietti per il Brancaccio perchè viene un ''marziano americano che suona la chitarra elettrica con i denti”.
Come già detto, mio padre era un impiegato al Messaggero, il giornale, ed era molto amico di Perrone, il proprietario, che disse al babbo ''Romolo se vai al Brancaccio mi scrivi qualcosa dello spettacolo dell'americano?” In realtà mio padre non scrisse l’articolo, probabilmente poi lo scrisse qualcun altro.
Fu così che venni a conoscenza del concerto di Jimi Hendrix da parte di padre che poi mi ci portò sapendo che manifestavo un po’ di passione per la musica.

Entrammo al Brancaccio, dicendo “mi manda Perrone” una volta bastava questo….

24 maggio, Venerdì pomeriggio nel teatro c’era poca gente, anche la galleria era semideserta.
Ricordo non c'era gran che di coreografia, una cosa ridicola se non inesistente....Solo una montagna impressionante di amplificatori Marshall, incredibile per quei tempi, 4 Marshall in serie erano ''un'utopia” e se non sbaglio c’erano anche casse HiWatt… ma non sono sicuro di questo.

Rammento bene, dopo che Eddie Ponti presentò il gruppo, Jimi inserito il jack fece uno scatto con la testa come per dire ''Che cavolo succede?”.....Al Brancaccio avevano sempre avuto problemi con la corrente e anche in quel caso non ci fu eccezione....... La prima cosa che mi colpi di Jimi era l'enorme anello che portava al mignolo e la camicia molto sgargiante.

Però ad essere sincero gli occhi inizialmente caddero sulla ''batteria'' perchè io suonavo quello strumento ma mi ci volle poco per capire che chi dirigeva la sopra il palco era Jimi, molto mobile, incredibilmente veloce si piegava su se stesso volgare ed elegante allo stesso tempo, percuoteva la sua strato con cattiveria e riusciva a tirar fuori di tutto da quel pezzo di legno....
Rimasi impietrito frastornato da tanta potenza, tanti watt, tanti passaggi assurdi per quei tempi ............ Jimi era indiavolato.....dovettero aprire il ''tetto” perche' il volume era insostenibile........ il suono si estese sino a S.Lorenzo, quartiere dove io abitavo e che dal Brancaccio dista 1 km.
Di tutti i brani che Hendrix suonò, non in senzo cronologico, quello che conoscevo meglio fu Hey Joe, il suo cavallo di battaglia.

Finito il concerto io e mio padre ci guardammo cianotici...e lui mi disse “allora????” e io risposi ''ma che e' successo????.'''
Rimasi in trance per un bel po’ e non mi passò per la testa il pensiero di aspettarlo fuori dal teatro, uscimmo come se fossimo andati al cinema, forse perchè ero troppo giovane o forse perché non riuscivo ancora a rendermi conto a quale evento storico avessimo partecipato.

Tornati a casa non si parlò d'altro, mia madre ricordo disse ''Ma chi sara' mai ??? domani si saranno dimenticati tutti!!!!!”
Aveva torto perchè Jimi è ancora vivo nella memoria di tutti i chitarristi e gli amanti del rock e del blues e io non sono un'eccezione.
A distanza di tanti anni sono fiero di aver partecipato a questo evento storico e posso dire con orgoglio “io c'ero”.

Stefano Pietrucci


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