mercoledì 19 ottobre 2011

La verità sulla morte di Jimi Hendrix !!!

Until We Meet Again:
The Last Weeks of Jimi Hendrix

- by Caesar Glebbeek

In questa nuova pubblicazione (A4; 52 pagine, lingua inglese) viene finalmente raccontata la verità circa le ultime settimane di Jimi su questa terra.

Caesar ha svolto qui una ricerca meticolosa ed accurata come suo solito ed è andato a frugare negli archivi dell'ospedale dove è morto Jimi, ha intervistato chi lo soccorse e chi gli fu vicino nei suoi ultimi giorni.
Nel libro si demitizzano tutte le sciocchezze che sono circolate sulla sua morte in queste quattro decadi passate.

* Jimi fu ucciso dal suo manager: No!
* Jimi ha mischiato sonniferi con alcool? No!
* Jimi morì nell’appartamento del Samar
kand Hotel: No!
* Jimi era morto già da ore prima che arrivasse all’ospedale: No!
* Jimi era coperto di "vino rosso"quando arrivò all’ospedale: No!



Qui un esempio di una lunga lista di cazzate pubblicate sul soggetto per 41 anni:

secondo la mente arrugginita del Dr. Bannister (...e qui ci sarebbe da raccontare chi è questo EX dottor Bannister):
" la camicia di Jimi, all’arrivo in ospedale era inzuppata di vino rosso e vomito.... Nei suoi polmoni c'erano litri di vino rosso"
…e qui c’è un problema caro dottore, quanto al vino ci ritorneremo dopo... ma Jimi non indossava nessuna camicia!!
Jimi invece era nudo.
L’infermiere dell’ambulanza che soccorse Jimi, un certo Reginald Jones, scrisse nel rapporto (ufficiale):
C’era un tizio di colore che giaceva sul letto, non avevo idea di chi fosse ed era completamente svestito.”

Un altro eclatante esempio di cialtroneria è l’intera storia di James “Tappy” Wright (roadie per The Animals e occasionale tirapiedi per Michael Jeffery) in cui afferma che Jimi fu “ucciso dal suo manager” è pura fantasia, come ha debitamente confermato Bob Levine il produttore americano di Jimi...

Secondo Wright, Jeffery gli avrebbe raccontato la seguente storia:
…ero a Londra la notte in cui morì Jimi, e insieme ad alcuni amici del nord andammo nella stanza d’hotel di Monika [sic… era un appartamento], ci eravamo presi una manciata di pillole che poi gli abbiamo ficcato in gola, in seguito abbiamo svuotato alcune bottiglie di vino giù per la trachea... Ho dovuto farlo.
Jimi valeva più da morto che da vivo....


James Wright continua :
“…dopo la morte di Jimi, Mike fu in grado di raccogliere 250.000 $ dollari per pagare Leo Branton, il curatore della Jimi Hendrix Estate’s, e comprare la parte di quota di Jimi sugli Electric Lady Studios. Appare poi chiaro che i $2 milioni di dollari dell’assicurazione sulla vita di Jimi, incassati da Mike, lo abbiano salvato dai debiti

Tutte stronzate, pura fantasia

1
Jeffery era a Majorca, Spagna, quando Hendrix morì a Londra –come confermato da Bob Levine, Jim Marron, e Trixie Sullivan.

2
Come facevano gli “assassini” a sapere dove alloggiava Jimi? Il solo indirizzo conosciuto di Jimi era quello ufficiale, cioè il “Cumberland Hotel” ma da dopo il 14 Settembre 1970 non ci ha più dormito perché nel frattempo si era trasferito nell’appartamento di Monika Dannemann al Samarkand... Nessuno del management di Jimi sapeva dove stava dal 15 Settembre in poi.

Les Perrin (publicista inglese di Jimi) riguardo quei giorni:
semplicemente scomparve. Abbiamo cercato di rintracciarlo senza alcun successo…

3
Come hanno fatto gli “assassini” a entrare nell’appartamento al Samarkand?
Nessun segno di effrazione è stato rilevato dalla polizia (nota: le finestre dell’appartamento che si affacciano sulla strada erano già dotate di un sistema d’allarme).

4
Come hanno fatto a forzare in gola a Jimi una manciata di pillole e alcune bottiglie di vino rosso?
Dove sono i segni di lotta sul corpo di Jimi (nota: forse che il patologo dr. Donald Teare non ha visto i lividi sul corpo)?
Bisogna sapere che Jimi nonostante la magrezza era abbastanza “forzuto”, un esempio:
Il 4 gennaio 1968, all’“Hotel Opalen” a Göteborg, Svezia, Jimi si incazzò e andò fuori di testa, ruppe tutto quello che c’era da rompere nella stanza e per bloccarlo ci vollero ben 3 persone.

5

Che tipo di pillole fecero ingoiare a Jimi? avevano del Vesparax?
Che bizzarra coincidenza, qualcuno di loro si vede era stato recentemente in Germania a comperarlo visto che lo vendevano solo là!

6
Dov’è la prova che hanno versato il contenuto di alcune bottiglie di vino rosso giù per la trachea di Jimi?
(nota: forse che il patologo dr. Donald Teare si è dimenticato di scriverlo sul reperto autoptico come i lividi del resto, visto che lì di vino rosso ed ematomi proprio non se ne parla)

7
Dov’era Monika Dannemann mentre gli “assassini”commettevano il loro crimine?
Forse che era in cucina a preparargli il tè?
Io l'ho conosciuta Monika ed era una donna dolcissima, non era certo una complice o un'assassina, era ed è rimasta sinceramente innamorata di Jimi.
La sua versione dei fatti è sempre rimasta tale e quale non l'ha cambiata parecchie volte come Eric Burdon o altri.

8
Dove sono i $2 milioni di dollari dell’assicurazione sulla vita di Jimi che Mike si sarebbe intascato?
Non ci sono. Semplicemente non esistono!
La sola assicurazione che Jimi aveva è stata stipulata con Michael Jeffery e Chas Chandler nel Maggio 1968 ed era di $1 milione, ma il giorno che Michael Jeffery morì (5 Marzo1973) non era ancora stato pagato un centesimo. Michael morì senza lasciare volontà se poi in seguito sia stata pagata e quanto al padre di Mike, Frank Jeffery, non si sa.

Ad ogni modo, Mike Jeffery non ha mai usato i soldi dell’assicurazione di Jimi “per salvarsi dai debiti” per la semplice ragione che non li ha mai avuti.

*
Un’altra stronzata sulla morte di Jimi è quella che si vuole raccontata da Walter Price, infermiere al St. Mary Abbots Hospital, il quale disse :
Jimi non fu nemmeno ammesso al pronto soccorso. Fu portato direttamente alla morgue.

In realtà il Dr. Martin Seifert che era il rianimatore che si occupò di Jimi (lo dicono gli atti ufficiali non è un sentito dire).:
Quando ci portarono Jimi era ancora vivo ed è per questo che abbiamo lavorato duramente e a lungo su di lui per tentare di rianimarlo, se fosse arrivato già morto non ci sarebbe stato motivo per farlo.
Anche il secondo infermiere dell’ambulanza che soccorse Jimi, John Suau, dice:
Il paziente era incosciente ma sicuramente ancora vivo....

9 o 10 compresse di Vesparax da sole possono essere sufficienti a provocare un avvelenamento letale ed è per questo che Jimi morì.
Se fossero state qualcuna di meno sarebbe sopravissuto ma ne aveva prese 9 e con queste uno è morto 3-4 ore dopo -garantito...
Così, no FBI, no cover up, no assassini, nessuna cospirazione–solo il povero Jimi che voleva dormire per due giorni di fila e visto che ogni tavoletta di Vesperax lo faceva dormire 4 ore ha fatto il calcolo e ne ha prese 9.

Tutto qua!

Se volete sapere tutto nei particolari, vedere foto inedite e documenti ufficiali ordinate qua il libro, è veramente interessante!

http://www.univibes.com/

C. G.

sabato 1 ottobre 2011

III. International Jimi Hendrix Festival Vienna 2011 ( Part 2)


Come promesso vi racconteremo come è andata a Vienna.....
Beh che dire? Senza parole, a parte l'ottima accoglienza, l'evento è stato una bella festa con un'ottima scelta di musicisti provenienti da tutta Europa che si sono alternati sul palco in una maratona che è durata dalle otto di sera alle quattro di mattina del giorno successivo.
Ogni musicista ha eseguito solo pezzi di Jimi e per tutta la durata nessuno ha suonato lo stesso brano, quindi non si sono sentite due versioni di Hey Joe o Purple haze o altro, tutti brani diversi.

Sul palco tante Stratocaster, Marshall bollenti, amplificatori urlanti e musicisti fradici di sudore che tiravano fuori l'anima dal loro strumento per la gioia del pubblico composto da più di un centinaio di entusiasti e sudatissimi fan hendrixiani che riempivano il piccolo locale viennese.

I primi a suonare sono stati gli svizzeri "Electric church experience". Il gruppo è formato dal chitarrista Enrique Casal, Dominic Bonvin al basso e Sidney Jagl alla batteria.
Inutile dire che sono veramente tosti, l'atmosfera si è subito incendiata, lascio a voi giudicare ...








Si è poi esibito Stan Skibby e per chi non lo conoscesse è un chitarrista di Chicago che da qualche anno vive in Francia.
Suona mancino e come Jimi usa una Stratocaster con le corde sottosopra (vedere per credere) e nel suo curriculum vanta numerosissime collaborazioni con star internazionali.
Sebbene lui lo neghi la rassomiglianza a Jimi è impressionante.
E' vero Hendrix portava i capelli alla afro mentre Skibby ha i dreadlocks, inoltre i vestiti sono diversi però è innegabile la similitudine... Probabilmente Stan suona con la stessa passione e cuore di Jimi e per questo probabilmente sul palco si crea l'illusione di vedere Hendrix suonare.
Quanto alla tecnica poi è stupefacente .
Già a questo punto della serata il pubblico era totalmente giù di testa.







E' stato poi il turno dei bravissimi e simpaticissimi "Feedback Family"dalla Svezia che ci hanno portato il loro sole di mezzanotte.
Il chitarrista Greger Jansson è un maestro dello strumento... accompagnato dai suoi fedelissimi ci ha scaldato con il fuoco hendrixiano, chi avrebbe detto che nelle fredde terre della Scandinavia ardesse un simile fuoco.
non ci sono parole, guardate e ascoltate da voi.








A rappresentare l'Italia c'era il nostro Fulvio Feliciano che è stato affettuosamente sopranominato "guitarrero".
Starebbe a significare qualcosa come "guerriero con la chitarra"... ed è un bel riconoscimento,
Fulvio è veramente un guerriero nonostante le avversità (problemi tecnici) ha combattuto e si è fatto onore.
Il suo stile è stato parecchio apprezzato tanto che ha avuto il previlegio di essere accompagnato per alcuni brani da Stan Skibby alla batteria.








Infine nel cuore della notte ... Yildirim Fakilar Band.
Sebbene fosse tardi nessuno di noi era stanco tanto era stata fino allora la qualità della musica e Yildirim con il suo gruppo ci ha dato un'ulteriore carica.
Durante il suo set è stato dapprima raggiunto dal noto chitarrista austriaco Helmut Bibl e successivamente dalla bellissima e bravissima Alexandra Houdjiakova e dall'incredibile Courtney Jones con il suo magico strumento.








Il festival è finito con un'adrenalinica "Wild thing" che purtroppo non sono riuscito a riprendere (mi si erano scaricate le batterie della videocamera).
Spero che qualcun altro lo abbia fatto e che presto lo carichi su Youtube perchè Yildirim oltre che aver suonato un'ottima versione della canzone ha preso e ha veramente dato fuoco alla chitarra davanti ad un pubblico oramai in trance.


Foto di Salvatore Sal Yas

Foto di Ernst Hofbauer

La domenica pomeriggio con un po' di malinconia ci siamo salutati tutti ma eravamo felici di aver fatto parte di un evento memorabile e ci siamo ripromessi di ripeterlo al più presto in qualche altra parte d'Europa.
Mi piacerebbe qua in Italia.... chissà