sabato 1 ottobre 2011

III. International Jimi Hendrix Festival Vienna 2011 ( Part 2)


Come promesso vi racconteremo come è andata a Vienna.....
Beh che dire? Senza parole, a parte l'ottima accoglienza, l'evento è stato una bella festa con un'ottima scelta di musicisti provenienti da tutta Europa che si sono alternati sul palco in una maratona che è durata dalle otto di sera alle quattro di mattina del giorno successivo.
Ogni musicista ha eseguito solo pezzi di Jimi e per tutta la durata nessuno ha suonato lo stesso brano, quindi non si sono sentite due versioni di Hey Joe o Purple haze o altro, tutti brani diversi.

Sul palco tante Stratocaster, Marshall bollenti, amplificatori urlanti e musicisti fradici di sudore che tiravano fuori l'anima dal loro strumento per la gioia del pubblico composto da più di un centinaio di entusiasti e sudatissimi fan hendrixiani che riempivano il piccolo locale viennese.

I primi a suonare sono stati gli svizzeri "Electric church experience". Il gruppo è formato dal chitarrista Enrique Casal, Dominic Bonvin al basso e Sidney Jagl alla batteria.
Inutile dire che sono veramente tosti, l'atmosfera si è subito incendiata, lascio a voi giudicare ...








Si è poi esibito Stan Skibby e per chi non lo conoscesse è un chitarrista di Chicago che da qualche anno vive in Francia.
Suona mancino e come Jimi usa una Stratocaster con le corde sottosopra (vedere per credere) e nel suo curriculum vanta numerosissime collaborazioni con star internazionali.
Sebbene lui lo neghi la rassomiglianza a Jimi è impressionante.
E' vero Hendrix portava i capelli alla afro mentre Skibby ha i dreadlocks, inoltre i vestiti sono diversi però è innegabile la similitudine... Probabilmente Stan suona con la stessa passione e cuore di Jimi e per questo probabilmente sul palco si crea l'illusione di vedere Hendrix suonare.
Quanto alla tecnica poi è stupefacente .
Già a questo punto della serata il pubblico era totalmente giù di testa.







E' stato poi il turno dei bravissimi e simpaticissimi "Feedback Family"dalla Svezia che ci hanno portato il loro sole di mezzanotte.
Il chitarrista Greger Jansson è un maestro dello strumento... accompagnato dai suoi fedelissimi ci ha scaldato con il fuoco hendrixiano, chi avrebbe detto che nelle fredde terre della Scandinavia ardesse un simile fuoco.
non ci sono parole, guardate e ascoltate da voi.








A rappresentare l'Italia c'era il nostro Fulvio Feliciano che è stato affettuosamente sopranominato "guitarrero".
Starebbe a significare qualcosa come "guerriero con la chitarra"... ed è un bel riconoscimento,
Fulvio è veramente un guerriero nonostante le avversità (problemi tecnici) ha combattuto e si è fatto onore.
Il suo stile è stato parecchio apprezzato tanto che ha avuto il previlegio di essere accompagnato per alcuni brani da Stan Skibby alla batteria.








Infine nel cuore della notte ... Yildirim Fakilar Band.
Sebbene fosse tardi nessuno di noi era stanco tanto era stata fino allora la qualità della musica e Yildirim con il suo gruppo ci ha dato un'ulteriore carica.
Durante il suo set è stato dapprima raggiunto dal noto chitarrista austriaco Helmut Bibl e successivamente dalla bellissima e bravissima Alexandra Houdjiakova e dall'incredibile Courtney Jones con il suo magico strumento.








Il festival è finito con un'adrenalinica "Wild thing" che purtroppo non sono riuscito a riprendere (mi si erano scaricate le batterie della videocamera).
Spero che qualcun altro lo abbia fatto e che presto lo carichi su Youtube perchè Yildirim oltre che aver suonato un'ottima versione della canzone ha preso e ha veramente dato fuoco alla chitarra davanti ad un pubblico oramai in trance.


Foto di Salvatore Sal Yas

Foto di Ernst Hofbauer

La domenica pomeriggio con un po' di malinconia ci siamo salutati tutti ma eravamo felici di aver fatto parte di un evento memorabile e ci siamo ripromessi di ripeterlo al più presto in qualche altra parte d'Europa.
Mi piacerebbe qua in Italia.... chissà



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