martedì 1 maggio 2012

...di primo acchito rimasi deluso, i suoni erano frastornanti


Del 1968 mi ricordo che era un'epoca bellissima anche se ci lamentavamo sempre non sò di che cosa, forse perché volevamo essere tutti uno più emancipato dell'altro, ma in definitiva eravamo tutti uguali e chi aveva qualcosa la condivideva volentieri con l'altro, e poi mi ricordo le serate al mare a suonare... quanta nostalgia!
Fin da allora ero patito per la musica, la musica la ascoltavamo dalle radio o dai dischi di amici, fu così che conobbi Jimi Hendrix.
A quei tempi mi cimentavo in un gruppo i “ Demoni”, tra le varie canzoni suonavamo anche qualche pezzo di Jimi.
Quando seppi che la Jimi Hendrix Experience avrebbe suonato a Roma non potevo mancare, andavo a quasi tutti i concerti, non potevo non andare a quello del grande Jimi.
Così con la mia 600 e 5 amici (eravamo tutti della stessa testa) sebbene fossimo in multa,
il sabato 25 maggio di pomeriggio, andammo al concerto.

Ricordo che non arrivammo al teatro tra i primi e la calca mi schiacciò tra un gruppo di svedesi... il Brancaccio era pieno, anche le gallerie dove ci trovavamo.
Iniziò il concerto e di primo acchito rimasi deluso, i suoni erano frastornanti ma poi è cambiato tutto per il meglio… Jimi suonò molte canzoni tratte dal suo primo album, tutte quelle che conoscevamo all'epoca, la più bella e che mi ricordo ancora fu “Manic depression”



Eravamo tutti presi dalla sua musica e facevamo caciara insieme a lui, era fortissimo, con la chitarra faceva quel che gli pareva. Anche il bassista e il batterista erano in gamba e accompagnavano degnamente .
A distanza di quasi 44 anni da quel concerto mi rimane l’orgoglio di esserci stato, di avere visto Jimi Hendrix dal vivo e il rimpianto della gioventù.
... Comunque Jimi è e rimarrà il più ganzo de tutti i tempi, tutt'oggi riesco ancora a suonare hey joe, the wind cries mary, che le ho sempre nel repertorio personale e quando le suono tutti se lo ricordano giovani e vecchi è bello no?

Antonio Varone
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