mercoledì 9 maggio 2012

Jimi Hendrix e le Plasters Caster di Chicago



PREMESSA:

L'articolo tratta circa un fenomeno di costume appartenente agli anni '60 .
Sono quelli, anni di rivoluzione, anche sessuale, in cui i giovani cercavano un rinnovamento e si ribellavano ad alcuni schemi comportamentali ritenuti ipocriti, schemi impostegli dalle generazioni precedenti.
Era il 1968 e quasi tutto veniva messo in discussione, i ragazzi di allora
cercavano un loro stile di vita, sperimentavano droghe psichedeliche, ascoltavano una nuova musica, cercavano esperienze di vita alternative, si aggregavano e imparavano a stare insieme.
In maniera a volte forse ingenua si voleva ad ogni costo infrangere le regole solo per voler affermare il proprio desiderio di libertà...

Erano quindi gli anni del "Vietato vietare" e del "Free love", il libero amore, tutto era una scoperta, una novità, tutto era permesso, un esperimento sociale che forse oggi non è più compreso ma che nonostante le apparenze dava più spazio alla spontaneità che alla volgarità, sotto certi versi erano meno oscene le Plaster Caster di certi esibizionismi e altre ipocrisie al riguardo che possiamo vedere al giorno d'oggi.
Erano sicuramente più sinceri e ingenui non c'era la malizia di adesso.

Nonostante l'argomento scabroso e il linguaggio a volte scurrile, l'intervista a Cynthia delle Plasters Casters è inteso come un documento storico, un'istantanea che ci giunge dal passato e non intende in alcun modo urtare la sensibilità di molte donne che purtroppo quotidianamente vengono fatte oggetto di violenze e molestie.


La Jimi Hendrix Experience doveva suonare a Chicago e Cynthia delle Plasters Casters racconta che voleva essere all’altezza per questo evento speciale.

“Stavo pensando, ‘OK, questa è una band importante devo imparare ad usare bene l’alginato per loro.’ Così feci pratica con il mio amico di college, Joel, che entusiasta disse, ‘Oh, qualcuno mi farà finalmente un p......? Allora ci stò!’”
Gli Experience dovevano suonare due concerti al Civic Opera House e finito il primo show, io (Cynthia), Dianne, e Marilyn,un’altra amica avida di rock, seguimmo la limousine di Hendrix fino all’Hilton Hotel.
Arrivammo anche noi e prendemmo le nostre le valigie e quando i ragazzi dell’Experience videro sul lato della valigia il nostro logo stampato, cominciarono a fare cenni e ci invitarono a seguirli nell’hotel.

Ci stavano guardando e noi guardavamo loro - “nella carne”, non ci potevamo credere erano la band più forte di tutti i tempi.
Noel con il suo bellissimo nuovo look britannico: capelli ricci alla afro e vestiti psichedelici.
Quel piccolo diavoletto non c’era niente di più inglese del suo aspetto da elfo.
Jimi infine disse “Ohhhh si, ho sentito parlare di voi da qualcuno, venite su nella mia stanza.”
Già il primo brivido fu la fortuna di salire in ascensore con la band invece che dover salire clandestinamente dalla scala antincendio come a volte capitava.
Eravamo in sei, Jimi, Noel, Mitch, io, Dianne, e Marilyn stretti in questo ascensore piccolino e non dicevamo una parola.”

Le Plaster Casters si erano davvero impegnate per questa particolare occasione, i ragazzi della band sembravano tranquilli e pronti per ”l’azione”, ma Cynthia ammette che si sentiva molto nervosa.

Jimi era vestito in una maniera magnificamente vistosa con una camicia con motivi gialli e arancioni e sopra una giacca di velluto e un cappello da gaucho…. E che corpo! Aveva un corpo da modello, uno dei più bei corpi che abbia mai visto nella mia vita. Le sue cosce erano molto muscolose ma allo stesso tempo aggraziate, le sue gambe sembravano a quelle di un ballerino.
Magre ma ben proporzionate.
Aveva un bel culetto rotondo, oh mio Dio, era così perfetto….
Comunque arrivate nella stanza dell’hotel cominciammo a tirare fuori la nostra roba mentre Dianne cominciò a fare un p...... a Jimi mentre Noel e Mitch stavano semplicemente lì seduti tranquillamente a guardare.

Dopo tutti questi anni sono ancora vividamente impressionata di come Jimi non si fosse minimamente scomposto di fronte a questa bizzarra esperienza, come se avere il proprio pene immortalato per la posterità fosse una faccenda quotidiana.
Si, Hendix si trovava perfettamente a suo agio.”

Afferma Cynthia.

“Dianne glielo baciava e lui aveva questo “manico” veramente grosso. Dopo aver visto quello di Jimi ho pensato che fosse vero quello che dicono in giro circa gli uomini di colore.
...Così ha immerso il suo affare nell’alginato, non dovemmo nemmeno lubrificarlo molto, per farlo usammo vasellina o Kama Sutra Oil e il suo pube si adattò perfettamente allo stampo.

Marilyn era ancora vergine e non aveva mai visto un “u......” prima di allora, così si nascondeva il volto dietro un foglio di carta.
Avevamo fumato ed ero un po’ stonata quando misurai l’alginato e dopo 25 o 35 misurini persi il conto così feci continuare a Marilyn dicendole di prendere nota.

Jimi restò per molto tempo con lo stampo, più a lungo di quanto avessimo pianificato, ma lui fu molto dolce, adattabile, cooperativo e soprattutto paziente. Scherzava mimando un amplesso con lo stampo.”

Mentre tutta questa magia fallica andava avanti, Cynthia coinvolgeva anche gli altri due membri della band, Noel redding e Mitch Mitchell, di loro ricorda.

“Erano molto gentili, per niente delle persone altezzose, nessuno di loro lo era.
Erano dei ragazzi tranquilli, solo curiosi di noi e di quello che facevamo:

Dopo che l’”epica” azione fu compiuta Hendrix e il suo gruppo suonarono un altro concerto e ci invitarono ad una festa.. Non fu grandioso solo perché eravamo con loro ma anche perché era la prima volta che un gruppo inglese andava ad un party a Chicago.



Un audio di quel concerto

A quella festa c’era anche Graham Nash e io non sapevo nemmeno che fosse in città! Era fantastico, incredibile!!!!! L’oroscopo di quel giorno diceva:
Raramente si può avere tutto ciò che si desidera dalla vita ma oggi potrai!
Ed era vero, l’oroscopo aveva ragione!
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