mercoledì 24 ottobre 2012

“JIMI HENDRIX. MIO FRATELLO”


Di Leon Hendrix con Adam Mitchell
 “JIMI HENDRIX. MIO FRATELLO”
 Prefazione di Enzo Gentile 

 Il ritratto intimo e inedito scritto dal fratello minore Leon
 IN USCITA A NOVEMBRE 

 A 70 anni dalla nascita (27 novembre 1942) del più grande chitarrista di tutti i tempi, esce a novembre “JIMI HENDRIX. STORIA DI MIO FRATELLO”, pubblicato nella collana NarrativaSkira STORIE, la prima biografia che privilegia il profilo umano della rockstar, scritta dal fratello Leon Hendrix (con Adam Mitchell – Prefazione di Enzo Gentile).

 In “JIMI HENDRIX. STORIA DI MIO FRATELLO” (292 pagine – prezzo di copertina € 18,50) il fratello minore Leon regala un ritratto intimo e inedito del ragazzo visionario Jimi, destinato a diventare un’icona rock: dall’infanzia a Seattle, segnata da povertà e rapporti difficili con i genitori, ai giorni inebrianti del successo segnati dagli eccessi, fino alla morte di Jimi Hendrix e ai burrascosi anni che ne seguono, segnati da scontri famigliari sulla gestione della sua eredità.
 Ciò che rende avvincente e prezioso il libro sono i momenti di vita vissuta di Jimi Hendrix, raccontati senza filtri e con candore da un testimone, Leon, che con lui aveva un rapporto speciale dovuto al legame di sangue.



 Quello che emerge sono le due anime di un Jimi Hendrix inedito e maledetto, fratello maggiore premuroso e genio senza regole, anticipatore di molte tendenze. «Jimi Hendrix raccontato da vicino, come non era mai successo. – spiega Enzo Gentile, autore della prefazione all’edizione italiana – Ci pensa il fratellino Leon, con una commovente intimità, che spazia dalla tenerezza al più crudo realismo.
 Jimi fu una folgorazione, per il rock degli anni Sessanta, e la musica intera. Un elettroshock, per quei tempi, e un insegnamento che dura tuttora.
 Con la sua chitarra si è accesa la luce, la musica di Jimi ha indicato la strada e alzato le difese immunitarie culturali di intere generazioni. Un genio compreso, senza confini».

In questi giorni ricorre il 46 anniversario dall’inizio della carriera discografica di Jimi Hendrix: il 23 ottobre 1966, a Londra, nei De Lane Lea Studios, Hendrix entrava per la prima volta in sala di registrazione per realizzare il 45 giri d'esordio, con i pezzi Hey Joe e Stone Free, che sarebbe poi uscito a dicembre dello stesso anno.


Un raro outtake di Hey Joe registrato durante quelle session

Ricorda Chas Chandler:
Andammo a registrare al De Lane Lea Studios perchè conoscevo bene quegli studi. Lì avevamo registrato quasi tutte le canzoni degli Animals....
Ero agli sgoccioli, avevo solo i soldi sufficienti per coprire i costi di registrazione di "Hey Joe".... Non potevo nemmeno pensare di incidere un lato B se prima non avessimo incassato qualcosa.
Ad ogni modo finita la registrazione Jimi disse che come lato B avrebbe voluto registrare Killing Floor ma mi opposi, avrebbe dovuto essere una sua composizione originale non una cover .
La sera successiva dopo una jam session con i Deep Feeling che includeva Dave Mason alla chitarra e Jim Capaldi alla batteria, Jimi compose Stone Free che sarebbe poi apparso sul lato B del primo singolo degli Experience.

Ricorda Mitch Mitchell:
Hendrix era molto timido e proprio non si sentiva a suo agio con la voce. Non voleva saperne di cantare e così Chas dovette minacciarlo di rimandarlo in America per convincerlo.


Gli autori:
Leon Hendrix, artista, musicista e fratello minore di Jimi, vive a Los Angeles e gira il mondo con la band che porta il suo nome

Adam Mitchell è l'autore di Street player: My Chicago story con il leggendario batterista Danny Seraphine. Anche lui vive a Los Angeles

  www.skira.net
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