venerdì 19 ottobre 2012

Nemmeno in sogno si poteva sperare tanto, era impossibile non partecipare




In quegli anni ero un giovane studente e conobbi la musica di Jimi Hendrix per caso e a raccontarla ricorda un film di Carlo Verdone...

Un nostro amico doveva andare a Londra per una vacanza, così visto che da noi era difficile trovare dischi stranieri d’importazione, decidemmo di fare una colletta, dicendo al nostro amico di comperare un disco di qualche artista di successo, meglio ancora se sconosciuto in Italia.
Quando tornò portò con se questo Lp di Jimi Hendrix (Are you experienced?) che era da poco uscito in Inghilterra e a detta del nostro amico stava risquotendo parecchio successo.

 Le nostre reazioni e sensazioni quando ascoltammo il disco sono difficili da descrivere…. Era qualcosa di lontanissimo dal nostro mondo, che non riuscivamo a capire, sensazioni che non erano interpretabili, era come entrare in un universo sonoro alieno, abituati come eravamo alla musica melodica per lo più italiana che ascoltavamo in quel periodo.
Fu sicuramente uno shock per noi ma in senso buono perché ciò ci permise di allargare i nostri orizzonti musicali.

Il concerto non fu molto pubblicizzato, pochi manifesti e qualche trafiletto sui quotidiani, alla fine fu più un passaparola tra amici.



Quando seppi che la Jimi Hendrix Experience avrebbe suonato a Roma ero incredulo, Jimi dal vivo!!! Nemmeno in sogno si poteva sperare tanto, era impossibile non partecipare nonostante il normale costo del biglietto (1500 Lire) che per me che ero studente era tutto sommato una discreta somma per quei tempi  ma alla fine non era un prezzo così esorbitante soprattutto se paragonato a quello di un successivo concerto dei Beatles a cui parteciparono solo pochi ricchissimi.


 Ad ogni modo con degli amici di quartiere andammo al concerto del sabato pomeriggio (25 maggio 1968)
Il teatro non era pieno, nella sala c’erano parecchi posti vuoti.
Tra il pubblico c’erano parecchi ragazzi stranieri probabilmente turisti che non potevano credere si potesse vedere Hendrix dal vivo così facilmente e a poco prezzo, da loro era già famoso mentre in Italia era ancora pressoché sconosciuto.
Non ci fu nessuna introduzione al concerto, nessun presentatore che intrattenesse il pubblico, non avevamo alcuna idea di cosa sarebbe potuto accadere.  Jimi semplicemente apparve sul palco col suo abito di scena.
 Come cominciò a suonare rimasi senza parole, sospeso tra la realtà e un sogno incredibile
Jimi suonò per lo più brani dal suo Lp  “Are you experienced”, quando lo vidi suonare con i denti, contorcersi, e cavare tutti quei suoni dallo strumento mi resi conto che tra noi e lui c’erano 100 anni di differenza, era un sacco più avanti, era incredibile…. Una cosa che adesso i giovani con internet e quant’altro non possono capire e ne io posso spiegare.
Tra una canzone e l’altra Jimi parlava ovviamente in inglese e io purtroppo non lo capivo, sul palco non c’era una scenografia c’era solo Jimi che con la sua musica riempiva tutto. Nonostante l'amplificazione non fu all'altezza e diede vari problemi Hendrix accompagnato dal suo bassista e il batterista diedero il massimo.
Fu una cosa memorabile, abbiamo assistito a qualcosa di inimmaginabile come se fossimo stati proiettati in un mondo nel futuro di qualche secolo avanti a noi..... ricordo  il pezzo che suono' anche  con i denti era l'inno americano mescolato con i suoni delle bombe , alludendo alla allora guerra   in  Vietnam .

Ai tempi eravamo più compassati e nessuno andò ad attenderlo alla fine del concerto, il fanatismo sarebbe arrivato dopo. Quando penso a quel concerto mi sento come se fossi un marinaio di Colombo quando scoprì l’America, mi sembra ancora impossibile….  Tutti gli altri sono arrivati dopo Jimi, molto dopo!

Carlo Ciciani

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