sabato 2 novembre 2013

" Hear my train a comin' " - "Miami 1968"


Questo 5 Novembre, Experience Hendrix LLC in collaborazione con Sony Music celebrerà il mito di Jimi Hendrix con una doppia uscita, il documentario su Dvd e BlueRay  " Hear my train a comin' " e il Cd
 " Miami 1968 ".
Entrambe delle chicche stupende ! Potremo vedere e sentire dei magnifici inediti del ns Jimi.

HEAR MY TRAIN A COMIN'



La prima sorpresa è il bel documentario di circa un'ora e mezza su Jimi che racconta della sua vita, dalla sua misera infanzia e i difficili inizi a Seattle, la sua avventura come paracadudista, l'apprendistato come musicista nel circuito R & B e l'esperienza con Little Richard e gli Isley Brothers, fino al successo internazionale.
 Il tutto viene raccontato con parecchie interviste inedite di vari collaboratori e amici di Jimi, tra cui vale la pena ricordare Paul Mc Cartney, Stevie Windwood, Noel Redding, Eddie Kramer, Mitch Mitchell, Billy Cox, Buddy Miles ecc ecc...  ma non sarà certamente un documentario in cui vedremo solo interviste, solo "teste parlanti", infatti il tutto viene ben documentato da filmati e foto inedite...





Alcuni fotogrammi dei filmati inediti presenti sul documentario



Ma sorpresa nella sorpresa oltre al documentario viene il bello ! Il Dvd contiene  un bonus extra che da solo vale la pena dell'acquisto.

Vi sono i seguenti filmati totalmente inediti !

MIAMI POP FESTIVAL 

Potremo vedere Jimi che suona "Foxy Lady" , "Tax Free" e "Fire" al Festival Pop di Miami il 18 Maggio 1968, dopo questo concerto Jimi Hendrix suonò a Milano, Roma e Bologna. 



NEW YORK POP

vedremo dei brani di questo magnifico concerto del 17 Luglio 1970, Jimi suonerà "Message to love", "Lover man", "All along the watchtower", "Purple Haze", "Voodoo child (slight return)"



LOVE AND PEACE FESTIVAL

Mai nome di festival fu così poco azzeccato, trattasi del festival dell'isola di Fehmarn del 6 settembre 1970, purtroppo fu l'ultimo concerto di Jimi Hendrix.
 Su questa pellicola da poco recuperata potremo vedere Jimi suonare "Killing floor", "Spanish castle magic" , "All along the watchtower"  e "Foxy lady".



TOP OF THE POPS

Un altro filmato appena ritrovato (per lo meno in così buona qualità), trattasi della performance del 30 marzo 1967 dove gli Experience registrarono in playback per la BBC, dal vivo c'è solo la voce di Jimi.



MIAMI POP FESTIVAL 1968 ( Cd )



 Miami Pop Festival, May 18, 1968
Gulfstream Park, Hallandale, Florida

Fu il primo festival organizzato sulla East Coast , si tenne il 18 maggio 1968 e fu anche il primo organizzato da Michael Lang che volle assicurarsi per quell'evento, la Jimi Hendrix Experience per ben due concerti .
Anche 15 mesi dopo quando  organizzò Woodstock, Michael volle che Jimi Hendrix fosse la stella del festival e lo mise alla chiusura dell'evento.
Da ricordare che quando Jimi Hendrix venne in Italia era reduce proprio da questi due concerti di Miami.
Gli Experience in questi concerti erano parecchio affiatati, probabilmente il loro periodo migliore, la registrazione è superba, vabbeh ad ogni modo ecco la set list:

.Jimi Hendrix Experience
Miami Pop Festival

1. Introduction
2. Hey Joe
3. Foxey Lady
4. Tax Free
5. Fire
6. Hear My Train A Comin'
7. I Don't Live Today
8. Red House
9. Purple Haze
BONUS PERFORMANCES
10. Fire (Evening Show)
11. Foxey Lady (Evening Show)



lunedì 17 giugno 2013

Una strada per Jimi Hendrix... " ..... ma se ci tolgono anche la voglia di sognare, anche le cose più assurde, cosa ci rimane? "

Sono passati già 43 anni da che rimasi folgorato dalla musica di Jimi Hendrix.
Da allora è nata una passione quasi maniacale che mi ha portato a collezionare cimeli hendrixiani di ogni sorta, a girare il mondo per conoscere chi aveva collaborato con lui,  a organizzare manifestazioni, eventi, concerti , ecc ecc.
Molto spesso, come quasi tutti quelli che lo fanno solo per "passione", sono andato in perdita ovviamente rimettendoci di tasca mia. A volte sono stato deriso per questa mia passione, sovente mi sono sentito dire "...ma chi te lo fa fare?" , confesso anche di essermelo detto da solo in più occasioni nei momenti di scoramento..... Ma alla fine la fiamma si riaccende e la musica e filosofia di Jimi hanno la meglio.
Sono felice perchè negli anni ho avuto modo di conoscere tanta gente meravigliosa come, il nostro amico Fabio Pilitteri .  Un virtuoso hendrixiano che è riuscito a far intitolare una via a Jimi Hendrix nel suo paese Lercara Friddi.
 http://jimihendrixitalia.blogspot.it/2012/11/un-bel-regalo-di-compleanno-per-jimi.html
Grazie a persone così che il mondo potrà cambiare in meglio , persone che perseguono il loro ideale senza fermarsi di fronte alle difficoltà e come dice il buon Fabio " ..... ma se ci tolgono anche la voglia di sognare, anche le cose più assurde, cosa ci rimane? "

Ma vi invito a leggere per intero la storia di Fabio, sperando che altri prendano il suo esempio.


Una strada per Jimi Hendrix

(di Fabio Pillitteri)

Jimi Hendrix è stato, in assoluto, il più grande chitarrista di tutti i tempi … non sarebbe necessario aggiungere altro e, pertanto, qui si potrebbe concludere!
Certamente il mio pensiero è condiviso da molti (quantomeno da tutti i visitatori abituali di questo blog); c’è, comunque (e di questo sono sicuro), anche tanta gente che ritiene che la musica e la vita di questo Mozart del XX secolo possono essere liquidate e sintetizzate unicamente enfatizzando (morbosamente …) il suo stile di vita, alcuni singoli episodi ed alcune vicende ancora non del tutto chiarite (come la sua morte).
Chi visita abitualmente questo blog conosce già i fatti … per chi invece è al primo accesso o non ricorda di cosa si stia parlando, di seguito un breve (per modo di dire) excursus storico.
Nell’ottobre del 2012 ho proposto all’Amministrazione del Comune di Lercara Friddi (Comune nel quale risiedo e del quale sono dipendente) l’intitolazione del tratto di strada ove è ubicata la mia casa (all’epoca ancora senza un toponimo) a Jimi Hendrix … per il fatto che, a prescindere alcune vicende personali forse discutibili, è stato sicuramente un genio nel suo tempo!
… ad onor del vero ci sono stati altri motivi che mi avevano spinto a proporre quanto sopra: questi possono riassumersi sia nel tentativo di veicolare un’idea di identità alternativa a quella stantia e folklorika alla quale la Sicilia (ed un po’ tutto il meridione d’Italia) sembra essere condannata, sia perché credevo che ciò avrebbe garantito al mio paese (“famoso” più che altro per aver dato i natali ai nonni ed al padre di Frank Sinatra ed anche a Salvatore Lucania … al secolo Lucky Luciano) una pubblicità di notevole impatto sia in Italia che all’estero: il tutto a costo zero! … questo chiaramente se la cosa fosse stata attenzionata, pubblicizzata e sfruttata un po’ meglio.
Comunque, la mia proposta, probabilmente perché non vi erano, per il tratto di strada in questione, ulteriori richieste di intitolazione da parte di altri cittadini e perché gli Amministratori Comunali non si sono limitati a giudicare superficialmente il personaggio unicamente per alcuni abusati luoghi comuni, quasi in contemporanea con la ricorrenza dei 70 anni dalla nascita, è stata accolta; ed infatti, con delibera della Giunta Comunale n. 147 del 26 ottobre 2012 la strada che dà accesso alla mia e ad altre abitazioni è stata, con mia grande soddisfazione, denominata “via Jimi Hendrix”.

La discussa Via Jimi Hendrix a Lercara Friddi

La storia poteva concludersi così, con il mio personale lieto fine … ed invece no: purtroppo esistono persone a cui piace occuparsi delle cose sbagliate e, probabilmente perchè non hanno più sogni, godono nel distruggere quelli altrui. Perchè? E chi lo sa … ci sono e ci saranno sempre. Questo è sicuro! Cosa è successo? Qualcuno, che ha deciso di indossare i panni del moralista, profondamente offeso e turbato, ha pensato di far eliminare il nome di questa via. Perchè? Perchè Jimi Hendrix è un personaggio negativo e di cattivo esempio in quanto … era un drogato ed è morto di overdose!
Probabilmente queste persone non sanno che le circostanze della sua morte non sono mai state chiarite definitivamente e presentano, ancora oggi, molti interrogativi; i giornali dell’epoca, ancor prima della conclusione dell’inchiesta, scrissero che era stato stroncato da un’overdose di eroina e, anche se in seguito i documenti dell’inchiesta lo smentirono, milioni di persone in tutto il mondo (compresi gli individui sopra cennati) hanno continuato a credere che questa fosse la verità.
Ancora oggi quando sui giornali compare qualche articolo su di lui, lo si iscrive nella lunga lista dei morti per droga degli eroi del rock, probabilmente perché a molti (per negligenza, superficialità od altro) fa comodo ricordarlo così: maledetto e per sempre incluso nella mitologia del rock.
Da quello che so io (leggendo le varie biografie ufficiali e non, oltrechè notiziandomi via web), Jimi Hendrix, contrariamente ad una diffusa leggenda metropolitana, non si iniettava eroina e non può essere considerato un tossicodipendente: se fosse stato così non avrebbe potuto infatti rilasciare tanto frequentemente interviste o creare la sua musica immortale.

Jimi Hendrix, secondo tutte le testimonianze di chi lo ha frequentato in vita, non usava siringhe né tantomeno era dipendente da eroina o cocaina: le droghe che assumeva erano sostanzialmente marijuana, LSD ed anfetamine (cioè le classiche droghe che giravano nell’ambito dello star system degli anni ‘60/’70); saltuariamente assumeva sonniferi, visto che nell’ultimo periodo della sua vita soffriva d'insonnia.
Unicamente per onor di cronaca e non per volere giustificare lo stile di vita, forse discutibile, del nostro amico comune, secondo Wikipedia “… fino ad oggi, non vi è una versione certa della morte di Jimi Hendrix. La versione più diffusa … racconta di come Hendrix sia soffocato nel suo vomito dopo un … cocktail di alcool e tranquillanti (Vesparax); a parte la causa della morte … non è chiaro se il chitarrista sia morto nottetempo, come asserito dalla polizia, o se fosse ancora vivo all’arrivo dell’ambulanza e sia soffocato durante il trasporto in ospedale a causa del sopraggiungere di vomito in assenza di un supporto sotto la sua testa …”.
Oltre questa, che è la più diffusa, esistono altre versioni che parlano di un complotto e, addirittura, di omicidio …
Il caso Hendrix è praticamente uno dei più significativi esempi di disinformazione di massa … personalmente non mi importa più di tanto … so solo che quel maledetto 18 settembre di quasi 43 anni fa è scomparso un uomo: il più grande chitarrista di tutti i tempi!
Analizzando anche i fatti di cui sopra, mi piace pensare che il mio Comune ha voluto tributare il genio artistico di Jimi Hendrix, vero innovatore nel suo campo, nonché il suo imponente testamento musicale, non giudicandolo quindi unicamente per le sue debolezze terrene e per le sue questioni private.
Apriamo una piccola parentesi … per quanto mi riguarda, posso a ragione affermare (e sfido qualsiasi benpensante a dimostrare il contrario!) che Jimi Hendrix ha incarnato, nella sua breve ma intensa esistenza, il binomio genio/sregolatezza, comune a tanti altri artisti … e del resto Caravaggio, Niccolò Paganini, Edgar Allan Poe, Charles Baudelaire, Gabriele D’Annunzio, Dylan Thomas, James Joyce, Amedeo Modigliani, Truman Capote e tanti altri, non vengono certo ricordati e giudicati per alcune loro vicende personali non propriamente esemplari … personaggi del calibro di Pavese, Salgari, Hemingway, Van Gogh e  Kirchner vengono ricordati per le loro opere letterarie o pittoriche e non per le vicende legate alla loro morte (in tutti i casi suicidio) … sarebbe troppo riduttivo liquidare le gesta e le opere di questi e di altri geni del passato in poche battute enfatizzando morbosamente le loro debolezze umane nonché i loro ultimi attimi in questa terra puntando il dito sul fatto che l’autoinfliggersi la morte è certamente un atto … di non buon esempio (… nel caso di Hemingway, inoltre, lo scrittore non viene certo ricordato solo per il suo attaccamento alla bottiglia!).
Ed ancora, scomodiamo anche i santi … Sant'Ignazio di Loyola (fondatore dell’ordine cui appartiene il nostro attuale Santo Padre) e San Paolo (l’apostolo dei Gentili) non vengono certamente ricordati e giudicati per le loro gesta giovanili non propriamente di … carità cristiana.


… tutti questi esempi unicamente perché, a mio avviso, è troppo comodo giudicare l’operato di chicchessia valutandone soltanto alcuni aspetti (… colui che dispensa giudizi è proprio lui a trovarsi nel torto!).
Nella vita di tutti (probabilmente anche nella mia e nelle vostre) ci sono luci ed ombre: è davvero riduttivo e puerile, quando si cita un qualsiasi personaggio storico, uscirsene con frasi del tipo “… era un drogato …” o “… era un alcolizzato …” o magari “… era un immorale …” o … fate voi, in barba a tutto quello di buono che possono averci lasciato … vizi e virtù: la vita di tutti noi è un insieme di vizi e di virtù (o di luci ed ombre) … e qua chiudo parentesi!
Per l'opinione pubblica i grandi musicisti sono stati soltanto quelli di estradizione classica (Verdi, Donizzetti, Mascagni, Rossini, Vivaldi, etc.) a cui quasi tutti i Comuni italiani hanno dedicato una strada ... senza nulla togliere a questi grandi maestri, anche i musicisti pop e rock hanno fatto la storia e per tale motivo meritano di essere ricordati oltre che per le loro gesta e per i loro stili di vita anche e soprattutto per i notevoli testamenti musicali che ci hanno lasciato e che, in un certo qual modo, hanno reso un po' migliori le nostre vite.
E pertanto ben vengano in tutta Italia le vie Jimi Hendrix, John Lennon, Elvis Presley, Bob Marley, Frank Zappa (già esistente nel Comune di Agropoli e recentemente intitolata nel Comune di Partinico meno di un mese dopo … my way), Fabrizio De Andrè, Demetrio Stratos, Lucio Battisti, Domenico Modugno, Rino Gaetano, Augusto Daolio, Luigi Tenco, Ivan Graziani, Mia Martini, etc.: anche questi semplici atti denotano una crescita culturale delle nostre comunità ed un lascito per le generazioni future, dimostrando così di non essere lontani anni luce dal presente, consapevoli del fatto che anche la musica ed i suoi artefici possono trasmettere valori veri e duraturi!
Come già detto sopra, avendo appreso la notizia che uno sparuto gruppetto di moralizzatori locali aveva ritenuto offensivo (ecchenesò … magari anche blasfemo) l’intitolazione di una strada (per la cronaca ancora in terra battuta) al più grande chitarrista di tutti i tempi, superato un primo momento di rabbia, ho pensato di fare informazione e, come si dice dalle mie parti, tecchia di scrusciu (cioè un po’ di rumore) convinto che se tanti venivano a conoscenza della notizia (dell’intitolazione) sarebbe stato difficile per questi censori raggiungere il loro obiettivo.

Jimi HendrixStraat Almere (NL)

Pertanto, scartata l’idea iniziale di creare un blog (il nome prescelto era “Lercara Friddi … via Jimi Hendrix n. 10”, praticamente il mio nuovo indirizzo di casa) ho pensato di rivolgermi a Roberto Crema per raccontare la mia storia sul suo blog; successivamente alla pubblicazione ho iniziato a contattare chicchessia (iniziando dai miei contatti in rubrica) allegando il link per far girare la notizia, informando tantissimi musicisti di fama nazionale, credendo (ingenuamente) che l’aver intitolato una strada ad un musicista rock potesse far piacere a chi lavora in questo settore …
A parte un paio di tweet di Frankie Hi Nrg Mc … un silenzio tombale e la cresciuta convinzione personale (sempre più acclarata) che alla maggior parte di tutti quelli che con la musica ci campano non gliene frega un tubo della musica stessa e dei suoi artefici, forse perché hanno smesso di sognare o perchè fare musica equivale, nel loro caso, al mio quotidiano timbrare il cartellino (in realtà da qualche tempo badgeare) … o semplicemente perché non gliene frega niente di un idiota come me che si sbatte e si batte (senza interessi … se non quello personale di fan) affinché non venga cambiato il nome di una strada (la seconda in Italia e comunque poche in tutto il mondo) dedicata al suo idolo …
Stesso discorso per quanto riguarda l’editoria … ho contattato praticamente quasi tutte le testate giornalistiche ed i quotidiani che contano ricevendo praticamente il medesimo trattamento riservatomi dai musicisti di serie A … totale indifferenza.




Hendrix Street, Brooklyn, NY
Credevo che la notizia (curiosa certamente) della mia iniziativa potesse fare  notizia e per questo minimamente interessare … ed invece, a quanto pare, si preferisce privilegiare le vicende (non certamente esemplari) dei nostri politici od i gossip vari relativi a veline, calciatori e pseudo vip … perché forse è proprio questo quello che la gente gradisce.
A parte il disinteresse del mondo musicale ed editoriale che conta (diversi gruppi ed artisti meno abituati a copertine e prime pagine mi hanno comunque contattato od hanno commentato la vicenda), grazie alla mole di mail inviate in giro per la rete, nel frattempo qualcuno iniziava a pubblicare (su Facebook, Twitter, blog, forum, etc.) la notizia dell’intitolazione e del tentativo di rimozione … un primo obiettivo era stato pertanto raggiunto: se ne parlava … ma ancora non ero soddisfatto!
Per questi motivi, spinto anche dalla voglia di dare una risposta concreta a chi aveva ritenuto offensivo volere dedicare una strada al mitico Jimi Hendrix e leggermente preoccupato che, nonostante tutto, qualche Amministratore Comunale del mio paese potesse (in futuro) accogliere la futile istanza dello sparuto gruppetto di censori locali (sto scrivendo a meno di un mese dalle prossime amministrative … con un leggero senso di preoccupazione perché questo è notoriamente il periodo in cui si fanno promesse …), ho pensato ad un’iniziativa unica nel suo genere (a meno che qualche altro folle non mi abbia già preceduto): ho deciso di contattare, principalmente tramite Posta Elettronica Certificata e, quando non possibile, anche via mail ordinaria, fax o lettera tradizionale, tutti i Comuni d'Italia (per la cronaca 8092, ma, in realtà, escludendo il mio e quello di Lanuvio in provincia di Roma, 8090) invitando i Sindaci a volere intitolare, se possibile, anche una semplice stradina, piazzetta, vicolo, etc. a Jimi Hendrix; tutto ciò sperando di ricevere qualche riscontro positivo da parte di altri Comuni italiani che, quantomeno, potrebbero consolarmi se davvero (ribadisco il concetto) qualche Amministratore Comunale del mio paese potesse (in futuro) accogliere la futile istanza dello sparuto gruppetto di censori locali, intitolando la strada a qualche altro personaggio di provata moralità …

Via Jimi Hendrix, Lercara Friddi


L’impresa (immane) è iniziata nei primi giorni di questo 2013 con la Provincia di Palermo ed in data 8 maggio 2013 si è conclusa con l’invio dell’ultimo gruppo di mail alla Provincia di Aosta.
Diversi Sindaci hanno riscontrato la mia mail: rispetto alla mole di richieste inviate la percentuale non è stata certamente esaltante ma, in ogni caso, ogni risposta in più ed ogni avvenuta protocollazione delle mail inviate via PEC è stato un conforto ed un ulteriore imput per completare la mia iniziativa … questa certamente non sarà servita a risolvere la crisi e tutti i problemi che attanagliano il nostro Paese e c’è, inoltre, il (ragionevole) rischio che, strada facendo, sia stata ritenuta cosa futile da alcuni … del resto ognuno di noi è libero di esprimere il proprio pensiero.
Diversi Sindaci (e/o Comuni), dicevo prima, hanno attenzionato la mia richiesta (anche con riscontri negativi) e, nello stesso tempo, hanno ritenuto doveroso comunicarmi gli eventuali orientamenti dell’Amministrazione a tale riguardo …  ho apprezzato, in tal senso, la cortesia ed il senso del dovere mostrato anche da quelle Amministrazioni che hanno riscontrato negativamente la mia richiesta (cortesia che, purtroppo, tantissimi Comuni non hanno ritenuto doverosa).
Durante il mio giro d’Italia a suon di mail ho ricevuto qualche virtuale ceffone e molte virtuali pacche sulla spalla che mi hanno spinto ad ultimare l’opera concludendo il mio viaggio …
Ma … diamo i numeri: le Regioni più virtuose, cioè quelle che in percentuale hanno fornito più risposte (anche negative) e/o hanno protocollato la mia richiesta (quindi ufficializzandola e prendendola sul serio) sono state l’Emilia Romagna (24 risposte e/o protocolli su 348 Comuni, con una percentuale del 6,89%), la Toscana (16 risposte e/o protocolli su 287 Comuni, con una percentuale del 5,57%) ed il Friuli Venezia Giulia (9 risposte e/o protocolli su 218 Comuni, con una percentuale del 4,12%); fanalini di coda ex equo, invece, con una percentuale dello 0,00% (!?!?), la Puglia (0 risposte e/o protocolli su 258 Comuni), il Molise (0 risposte e/o protocolli su 136 Comuni), l’Umbria (0 risposte e/o protocolli su 92 Comuni) e la Valle d’Aosta (0 risposte e/o protocolli su 74 Comuni).
Giunto alla fine di questo giro d’Italia virtuale, mi rendo conto che probabilmente ho solo sprecato tempo e che quasi tutti i Comuni d’Italia (come il mio del resto) hanno problemi ben più importanti che l’intitolazione di una strada o di una piazza ad un chitarrista statunitense di colore degli anni ’60 … per questo motivo non mi illudo più di tanto.


Devo dire però che mi ha fatto piacere, strada facendo, scambiare qualche battuta con chi (Sindaco o collega) ha apprezzato l’iniziativa invogliandomi, nel contempo, ad andare avanti, anche precisando che, al momento, non era possibile accogliere l’istanza perché non vi erano strade da titolare o perché era stata data priorità a personalità locali.
… oltre ad i motivi citati in premessa, vi confesso che la mia iniziativa ha avuto principalmente lo scopo di volere tributare la memoria di questo grande artista; non è stata certamente la voglia di protagonismo od il voler ricevere apprezzamenti o, magari, di sentirsi dire “… bravo!” che mi hanno motivato: la mia è stata solo una richiesta, dettata soprattutto dalla mia passione (probabilmente, proprio per questo motivo, o perché ritenuta troppo bizzarra, spesso non è stata presa in seria considerazione) ... come tale non ha avuto la pretesa di essere esaudita: ma, se ci tolgono anche la voglia di sognare, anche le cose più assurde, cosa ci rimane?
Ribadisco che se la mia istanza venisse accolta anche da un solo Comune d'Italia ... ne è davvero valsa la pena!
                                    Fabio Pillitteri

P.S. - Chi dei frequentatori il blog ha voglia e/o tempo, può far girare questo link o la notizia tramite Facebook, Twitter, forum, altri blog, etc. (io lo faccio ancora adesso); inoltre, per chi volesse ripetere le mie gesta (io ho già dato!) e farsi portavoce nuovamente dell’intitolazione di una strada, piazza od altro spazio pubblico a Jimi Hendrix in tutti i Comuni d’Italia può contattarmi al seguente indirizzo email: fabiopillitteri@libero.it … sarò lieto di fornire i data base di tutti gli indirizzi PEC e/o mail ordinaria dei Comuni d’Italia, suddivisi per Regione e per Provincia … in questo modo la mia impresa potrebbe essere ripetuta in meno tempo.

P.S.2 - … ma perché fermarmi all’Italia … ormai ci ho preso gusto … quasi quasi, scrivo anche a San Marino, alla Svizzera “italiana” ed al Vaticano (… ve l’immaginate una via Jimi Hendrix nei pressi di Piazza San Pietro? … habemus Jimi).

P.S.3 - … in ogni caso non demordo … dal 26 al 27 maggio e dal 9 al 10 giugno di quest’anno oltre 700 Comuni d’Italia andranno al voto per le amministrative e tra questi il nuovo (?!?) Comune di Mappano (TO) … credo proprio che verso fine estate – inizio autunno contatterò tutti i neo Sindaci eletti (… gli darò il tempo di insediarsi): magari tra questi potrebbe esserci qualche hendrixiano di larghe vedute che potrebbe mettere in pratica il mio suggerimento!

http://www.trentotoday.it/cronaca/via-jimi-hendrix-pillitteri-trento-comuni-italiani.html

https://ilnotiziabile.wordpress.com/2013/05/24/una-strada-intitolata-a-jimi-hendrix-continua-sogno-di-un-fan-siciliano/

http://www.gazzettinodelchianti.it/articoli/primopiano/1151/notizie-sul-chianti-fiorentino/via-jimi-hendrix.php#.Ub9KWdiZnKl

http://www.trentotoday.it/cronaca/via-dedicata-jimi-hendrix-trento.html

http://infosannio.wordpress.com/2013/05/27/via-jimi-hendrix-a-lercara-friddi-pa-e-se-tutto-va-bene-in-qualche-altro-comune-ditalia-anche-nel-tuo-chissa/

Se vi va ne discutiamo anche su Facebook

https://www.facebook.com/groups/132755494764/

sabato 1 giugno 2013

JIMI HENDRIX LIVE 2 - lo spirito di Jimi torna a Bologna


l' 8 e il 9 giugno
a Bologna
presso SERENA 80

in Via della Torretta, 12

INGRESSO GRATUITO!!!


dalle ore 16,00 sino alle 24,00


Nel maggio del 1968 Jimi Hendrix e la sua band fecero il loro unico tour italiano!
Erano previsti concerti della Jimi Hendrix Experience anche a Napoli e Torino, ma alla fine queste date vennero cancellate dal tour.
Un articolo di Ciao 2001 del marzo 1968 inoltre riportava:
"per non scontentare i fans che abitano in altre città, parteciperà a "settevoci" e registrerà uno special di quindici minuti."
.... Magari così fosse stato....
Come oramai tutti sappiamo Jimi suonò solo a Milano, Roma e Bologna.... e proprio in questa città che a distanza di  45 anni Jimi Hendrix, con il suo spirito, ritorna !

All'insegna della musica di questo "extraterrestre", che tanti musicisti ha ispirato, nel week end del 8/9 giugno, presso il SERENA 80 di Bologna si terrà la seconda rassegna musicale organizzata dall'associazione culturale jimihendrixitalia.blogspot per omaggiare il leggendario chitarrista di Seattle .

Sul palco si alterneranno i migliori musicisti e band del genere che interpreteranno il repertorio del mitico mancino.

In una sala adiacente ci sarà una mostra di vintage e verranno proiettati dei rari filmati provenienti da collezioni private.

Il Maestro Franco Ori eseguirà dei "live paint" ed esporrà alcune sue opere.

Roberto Crema proietterà un'anteprima  del documentario Jimi Hendrix in Italia,
 

Il progetto parte dagli studi e dalla raccolta dei materiali dell'associazione culturale Jimi Hendrix Italia.blogspot che in questi anni ha lavorato in modo intensivo per ricostruire nel dettaglio il tour italiano dell'artista, sviluppatosi in cinque giorni alla fine del maggio 1968.

Una data-simbolo, un periodo storicamente e socialmente importantissimo, che attraverso le testimonianze, gli articoli, i giornali dell'epoca e i documenti audio-video di quei concerti intendiamo riportare alla luce e alla conoscenza degli appassionati e del pubblico.

Infatti, nel corso delle riprese, curate dal regista Gianni Leacche, ripercorreremo le tappe
di Hendrix nel suo itinerario italiano: torneremo nei luoghi toccati dal tour, e nelle città interessate - Milano, Bologna, Roma - per incontrare alcuni testimoni di allora.
Parleranno  gli organizzatori di quei concerti, i presentatori, i fortunati e increduli musicisti che ebbero modo di suonare in jam session con lui, e molti tra  gli spettatori di quelle performance leggendarie e indimenticabili, da sempre raccontate come momenti mitici della musica nel nostro paese.

Saremo ancora nelle strade, negli alberghi e nei locali che ospitarono Hendrix in Italia, per capire come quelle sonorità e quei concerti trasformarono la nostra musica, facendo da colonna sonora ai rivolgimenti del movimento degli studenti e della contestazione insorgenti.

Pensiamo di restituire le emozioni, lo stupore derivati dall'arrivo di quel 'marziano' sul territorio italiano attraverso le parole dei giovanissimi fan di allora, destinati a diventare giornalisti o musicisti, protagonisti del mondo dello spettacolo a loro volta.

In questo viaggio ascolteremo Dodi Battaglia, Andrea Mingardi, Fabio Treves, Roberto Ciotti, Carlo Verdone, Michele Bovi, Maurizio Solieri e tanti altri (ex) ragazzi che incrociarono i grandi cambiamenti sociali con la rivoluzione sonora di Jimi e della sua Experience.

Pur in assenza di filmati ufficiali (la Rai non invio' alcuna troupe agli show), oltre alle voci, abbiamo potuto recuperare foto, locandine, biglietti, e anche qualche inedito filmato amatoriale che come in un mosaico contribuiranno a ripristinare l'aroma e le vibrazioni di quelle serate.


interviste foto e video/musica inediti.

Tra il pubblico ci saranno alcuni noti personaggi dell'arte e della cultura, anche loro amici hendrixiani, che a sorpresa interverranno.

Saremo in tanti anzi direi in tantissimi e sarà questa anche l'occasione per incontrarci, scambiarci opinioni e rilassarci ascoltando della buona musica.

 ...Per i buongustai ci saranno degli ottimi stand gastronomici dove si potranno assaggiare squisite specialità locali
.
Tutto l'evento verrà ripreso da telecamere (non di sorveglianza) per un Dvd compilation .

Sarà una piccola Woodstock, peace, love and music, sopratutto buona musica e buone vibrazioni, non è una competizione musicale, i musicisti sono persone meravigliose che vengono da tutta Italia e dall'estero e suonano a gratis, siamo tutti li per omaggiare Jimi.
se desideri rivivere un sogno quindi non mancare!

l' 8 e il 9 giugno
a Bologna
presso SERENA 80

in Via della Torretta, 12

INGRESSO GRATUITO!!!


dalle ore 16,00 sino alle 24,00


ci saranno:

SABATO 8 GIUGNO


RUDY KRONFUSS

 

GYPSY RAINBOWS
 

JIMI HENDRIX TRIBUTE BAND
 

RAINBOW BRIDGE
 

VINTAGE VIBE
 

TRIO LADRO
 

DOMENICA 9 GIUGNO


GAETANO SORRENTINO & FRIENDS JAM



CAFE WHA



ALESSANDRO DIAFERIO



VOODOO GROOVE



MAURO PATELLI & GIOVANNI MARINELLI



MR BLUE EXPERIENCE



UNDER BRIDGE BAND 




giovedì 23 maggio 2013

Gabriele Vegna: Wild thing Il 23 maggio di 45 anni fa: il mitico concerto milanese di Jimi Hendrix.


" .... Il mio quindicesimo compleanno cadde quasi in concomitanza con un evento per me sensazionale: il concerto che Jimi Hendrix tenne a Milano, al Piper Club, il 23 maggio del 1968. Senza remore diedi fondo ai miei risparmi per acquistare il biglietto, mi feci così il regalo più bello che potessi mai desiderare. L’ingresso costava poche migliaia di lire, anche se quel poco, per un ragazzetto rappresentava comunque una discreta cifra, ma come potevo precludermi l’occasione di trovarmi d’innanzi al MITO?
In quel periodo anche in Italia si respirava aria di rinnovamento. Il vento di cambiamento che era iniziato dalle coste della California raggiunse in breve L’Europa. La notizia delle barricate parigine innescò in un lampo la voglia di rivolta giovanile. Nelle città italiane cominciarono le proteste studentesche e operaie, che culminarono con gli scontri contro le forze di polizia. Anche e se ero troppo giovane per partecipare attivamente a quegli eventi, ne rimasi in ogni caso influenzato.
Per noi ragazzi il veicolo di trasmissione più immediato di quelle idee fu la musica rock. Con i pochi soldi che avevo ogni tanto compravo qualche disco. Lo ascoltavo e riascoltavo decine di volte, sino a che la puntina del mio vecchio giradischi non ne incideva il vinile con solchi profondi. Comprai “Are You Experienced”, un capolavoro assoluto. La voce calda e sensuale, le sonorità distorte della chitarra, riuscivano a suscitarmi emozioni che nessun altro gruppo mi aveva trasmesso sino allora. Ero attratto dal personaggio, dal suo abbigliamento eccentrico, dalla capigliatura afro, da ciò che rappresentava, da come suonava.
Ogni tanto, la domenica pomeriggio, assieme ai miei amici, andavo al Piper. Il locale era noto come discoteca, ma lo frequentavo solo per ascoltare i gruppi che si esibivano dal vivo. Ricordo ancora i nomi di alcuni dei musicisti che suonavano in quel luogo: Thane Russal, Bad Boys, Dave Anthony’s Moods e i nostrani: Camaleonti, Quelli, Mister Anima.
La notizia che Hendrix si sarebbe esibito nel locale, due concerti, pomeriggio e sera, suscitò in noi un grande entusiasmo, ne parlammo per giorni interi. Una settimana dopo comprai il biglietto per lo spettacolo pomeridiano. Stavo toccando il cielo con un dito.
Il giorno del concerto arrivammo al Piper prestissimo, in modo accaparrarci i posti migliori. In breve tempo la discoteca si riempì. Per stemperare l’attesa suonarono alcuni gruppi, mi ricordo dei Bobo’s Band, Wess and the Airdales e i Renegates.
Wess and the Airdales al Piper
Arrivò l’ora programmata per il concerto. L’attesa era spasmodica, il locale una bolgia, gli spettatori spingevano sempre più contro il palco, il caos aumentava. Il tempo passava, ma Jimi Hendrix ancora non si vedeva. Cominciò a girare la voce che il concerto sarebbe saltato, perché la strumentazione era stata bloccata in dogana. I doganieri cercavano la droga. Ritornarono a esibirsi i gruppi che avevano già suonato in precedenza, con il medesimo repertorio, non furono accolti bene.
A pomeriggio inoltrato salì sul palco Leo Wachter, oltre che organizzatore del concerto era anche il proprietario del Piper: confermò che il concerto pomeridiano era stato annullato, ma per calmare i più esagitati aggiunse che Hendrix si sarebbe presentato lo stesso per salutare il pubblico. Come promesso arrivò. Anche se fu solo una fugace apparizione, la sua presenza servì a calmare gli spettatori. Lo fissai estasiato, il carisma che sprigionava era tangibile. Vestito con una giacca variopinta e le mechès bionde, con i capelli più corti rispetto a quelli che eravamo abituati a vedere nelle foto. Un breve saluto e se ne andò. Molti spettatori cominciarono a defluire delusi, anche se furono rimborsati del biglietto.
Dopo un consulto, io e i miei amici decidemmo, assieme ad altri, forse un centinaio di persone, di rimanere per assistere al concerto serale. Del rimborso del biglietto non ne volevamo sapere.




Per ottenere ciò discutemmo a lungo e animosamente con i responsabili del Piper. Anche se dovemmo uscire dalla sala, ci accordarono comunque il permesso di rimanere nel giardino della discoteca.
Per avvisare casa mi misi in coda al telefono pubblico del locale. Quando arrivò il mio turno rimasi immobile, con la cornetta appoggiata all’orecchio, non mi ricordavo il numero. Da pochi giorni era cambiato e quello nuovo proprio non lo ricordavo. Era davvero un problema. Come potevo sparire da casa la mattina presto, per rientrare di notte, senza avvisare i miei. Sarebbe stato un affronto che non mi avrebbero perdonato. Rimasi indeciso sul da farsi, mentre il tempo passava e stava diventando buio, dovevo decidere se tornare a casa o affrontare l’ira dei miei. Esposi il problema a un mio amico - Vuoi andare via? Ma tu sei fuori - la sua risposta non mi rassicurò. Quando arrivarono gli spettatori per lo spettacolo serale avevamo già occupato le prime file. Mi aspettava ancora una lunga attesa. Cominciai a sentire la stanchezza, il fumo, il caldo e la calca erano insopportabili. Nella testa mi ronzava sempre un tarlo - la preoccupazione dei miei genitori. Ascoltai ancora i gruppi di supporto, non ne potevo più. La Bobo’s Band suonò per l'ennesima volta “Black Cat”, quel brano ormai lo odiavo “Mandate via quel gatto… gatto nero…” .
Dopo un tempo indefinibile i tecnici di Hendrix salirono sul palco e montarono la strumentazione. Senza preoccuparsi dei piedi delle persone, accalcate davanti al palco, con un tonfo sordo aggiunsero una pedana. Finalmente era giunto il momento tanto atteso. Come per incanto le mie preoccupazioni sull’orario sparirono.
Gli Experience salirono, Hendrix vestito con una camicia viola, pantaloni rossi e l’immancabile Stratocaster, Mitch Mitchcell con i capelli cotonati che, dopo un paio di rullate, si afflosciarono e Noel Redding con il suo basso Fender. Una breve presentazione e le note di “I Don’t Live Today”, si infilarono dritte nelle mie orecchie, scuotendomi sino alla colonna vertebrale. Il rimbombo della grancassa, i suoni distorti della Stratocaster e del basso Fender, a volume altissimo, mi provocarono scariche di adrenalina che giunsero dirette al cervello. Hendrix era fantastico, faceva vivere la chitarra, come se fosse stata un’estensione del suo braccio.
 Gabriele Vegna - Circuito
La suonava con i con i denti, dietro la testa, fra le gambe, ne prolungava le note, l’intesa con gli altri musicisti era perfetta, non avevo mai visto nulla di simile. Durante l'esibizione suonò i suoi brani più famosi, ma anche Like Rolling Stone di Dylan e Sgt Pepper dei Beatles. Quando lo spettacolo finì avevo le orecchie che mi fischiavano e il cervello che ribolliva. Ero stravolto, ma felice.
Ci fermammo ancora un po' nel locale per commentare quello che avevamo appena visto. Eravamo euforici, con la certezza di avere assistito a qualcosa di incredibile.



A mezzanotte passata uscii. Ora mi aspettava un compito davvero impegnativo: affrontare i miei genitori.
Anche se ero abile nel trovare giustificazioni, quella volta non me ne venne in mente nessuna plausibile. Nonostante il concerto non ero di buon umore. Ero davvero preoccupato; vedevo lo sguardo di panico di mia madre che, angosciata, tediava mio padre, con incessanti lamentele sul mio comportamento, mentre l’incazzatura di mio padre montava a neve. Erano guai seri.
Arrivai sotto casa dopo l’una, mi accorsi che non avevo le chiavi. Rimasi immobile, come un manichino, con il dito appoggiato sul campanello del citofono, non avevo il coraggio di premerlo. Suonai. La serratura della porta scattò. Fly Jimy fly… .
Anche se sono passati oltre quaranta anni dalla sua morte, il mito di Jimi Hendrix rimane inalterato. L’immagine che ha maggiormente stimolato la mia fantasia è quando brucia la chitarra, al festival di Monterey, dopo averla suonata, come in un atto sessuale e al raggiungimento dell'orgasmo la distrugge bruciandola, per offrirne i resti al pubblico, in un gesto d'amore.



Questo quadro vuole essere un piccolo omaggio al più grande chitarrista di tutti i tempi. Un musicista capace di scaldare i cuori di intere generazioni, la cui musica ne è stata a lungo la colonna sonora".

Wild thing, you make my heart sing
oh you make a everything, groovy
wild thing
wild thing i think you move me
but i want a know for sure
come on and sock it to me one more time
you move me… wild thing, you make my heart sing
oh you make a everything, groovy
a sing again wild thing…

Gabriele Vegna
Mob. 3485539128

L'articolo originale è stato pubblicato su:
http://www.circuito.biz/gabriele-vegna-wild-thingil-23-maggio-di-45-anni-fa-il-mitico-concerto-milanese-di-jimi-hendrix


 Gabriele Vegna vive e lavora a Milano.
  I suoi quadri sono un omaggio alla musica rock. Musica che è stata la colonna sonora di una generazione, la sua, da molti definita “folle”, ma capace di creare l’irriverente genialità della Controcultura, e i musicisti che danno vita alle sue opere ne sono stati fra le bandiere. 

http://www.gabrielevegna.com/ 

venerdì 19 aprile 2013

.... la sua musica ci era entrata dentro (JIMI HENDRIX MILANO 23 maggio 1968)

Conobbi la musica di Jimi Hendrix attraverso un collega di lavoro, il cui fratello era batterista del gruppo di Ricki Belloni che all'epoca avevano nel repertorio alcuni pezzi di Jimi.
Andai al concerto con mio fratello, non avremmo mai potuto mancare,  la sua musica ci era entrata dentro e pur essendo fan dei Rolling Stones, per noi l'idolo era lui, Jimi Hendrix.
.Arrivammo al Piper alle 12.00 ,  c'era già parecchia gente e molta altra ne arrivò,quando aprirono alle 14.00.

Facemmo i biglietti e aspettammo, ricordo di un ragazzo che esibiva a braccia tese la copertina dell'album Axis Bold as Love come un manifesto.
Nella sala c'era un gruppo che suonava su uno dei due palchi ma sul palco della Experience non c'erano neanche gli strumenti e questo ci insospettì,.
Fortunatamente ad un certo punto dopo le 17.00 Jimi arrivò da solo e il direttore del locale spiegò che vi erano stati dei problemi ma che il concerto ci sarebbe stato alla sera così Jimi salutò e sparì.
Ricordo che ci furono momenti di panico e nervosismo tra la gente compresi noi per il mancato concerto del pomeriggio,molti si fecero dare indietro i soldi noi preferimmo tornare alla sera (SCELTA ILLUMINATA)
Alla sera la sala era straripante e quando dopo le 22.00 il gruppo arrivò Jimi dominava la scena con la sua presenza e io chissà per quale ragione lo vedevo altissimo di statura.

Le canzoni che ricordo furono Foxy Lady,Fire,Hey Joe,Red House,il suono era parecchio alto e ogni tanto
Jimi armeggiava con gli amplificatori per trovare il giusto equilibrio perchè la sala non era grande,comunque per me furono grandi.
Di Jimi mi colpì il suo sguardo semplice e buono e la velocità delle lunghe dita sulla sua chitarra, ho anche apprezzato Noel Redding al basso e la bravura scatenata di Mitch Mitchell alla batteria.
 Di quel concerto conservo un gran ricordo ma anche qualche rimpianto per esempio non aver portato una macchina fotografica oltretutto da un anno avevo cominciato quello che sarebbe stato il mio lavoro per
sempre e cioè la fotografia, ma avevo 17anni e non avevo capito che quel giorno era già storia.

Italo Gnani