venerdì 19 aprile 2013

.... la sua musica ci era entrata dentro (JIMI HENDRIX MILANO 23 maggio 1968)

Conobbi la musica di Jimi Hendrix attraverso un collega di lavoro, il cui fratello era batterista del gruppo di Ricki Belloni che all'epoca avevano nel repertorio alcuni pezzi di Jimi.
Andai al concerto con mio fratello, non avremmo mai potuto mancare,  la sua musica ci era entrata dentro e pur essendo fan dei Rolling Stones, per noi l'idolo era lui, Jimi Hendrix.
.Arrivammo al Piper alle 12.00 ,  c'era già parecchia gente e molta altra ne arrivò,quando aprirono alle 14.00.

Facemmo i biglietti e aspettammo, ricordo di un ragazzo che esibiva a braccia tese la copertina dell'album Axis Bold as Love come un manifesto.
Nella sala c'era un gruppo che suonava su uno dei due palchi ma sul palco della Experience non c'erano neanche gli strumenti e questo ci insospettì,.
Fortunatamente ad un certo punto dopo le 17.00 Jimi arrivò da solo e il direttore del locale spiegò che vi erano stati dei problemi ma che il concerto ci sarebbe stato alla sera così Jimi salutò e sparì.
Ricordo che ci furono momenti di panico e nervosismo tra la gente compresi noi per il mancato concerto del pomeriggio,molti si fecero dare indietro i soldi noi preferimmo tornare alla sera (SCELTA ILLUMINATA)
Alla sera la sala era straripante e quando dopo le 22.00 il gruppo arrivò Jimi dominava la scena con la sua presenza e io chissà per quale ragione lo vedevo altissimo di statura.

Le canzoni che ricordo furono Foxy Lady,Fire,Hey Joe,Red House,il suono era parecchio alto e ogni tanto
Jimi armeggiava con gli amplificatori per trovare il giusto equilibrio perchè la sala non era grande,comunque per me furono grandi.
Di Jimi mi colpì il suo sguardo semplice e buono e la velocità delle lunghe dita sulla sua chitarra, ho anche apprezzato Noel Redding al basso e la bravura scatenata di Mitch Mitchell alla batteria.
 Di quel concerto conservo un gran ricordo ma anche qualche rimpianto per esempio non aver portato una macchina fotografica oltretutto da un anno avevo cominciato quello che sarebbe stato il mio lavoro per
sempre e cioè la fotografia, ma avevo 17anni e non avevo capito che quel giorno era già storia.

Italo Gnani 

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